La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 25 dicembre 2011

Natus est pro nobis


'E' apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo'(Tt 2,11-12).
BUON NATALE A TUTTI.......

E' nato Gesù

'Un poco di luna si insinua da una crepa del soffitto e pare una lama di incorporeo argento che vada cercando Maria. (...) Ella alza il capo che pare splendere nella luce bianca della luna, e un sorriso non umano la trasfigura. Che vede? Che ode? Che prova? Solo lei potrebbe dire quanto vide, sentì e provò nell'ora fulgida della sua Maternità. Io vedo solo che intorno a lei la luce cresce, cresce, cresce. Pare scenda dal Cielo, pare emani dalle povere cose che le stanno intorno, pare soprattutto che emani da Lei. (...) La luce si sprigiona sempre più dal corpo di Maria , assorbe quella della luna , pare che ella attiri in sè quella che le può venire dal Cielo. Ormai è lei la Depositaria della Luce. (....) E la luce cresce sempre di più. E' insostenibile all'occhio. In essa scompare , come assorbita da un velario d'incandescenza, la Vergine...e ne emerge la Madre. Sì, quando la luce torna ad essere sostenibile al mio vedere, io vedo Maria col Figlio neonato sulle braccia. Un piccolo Bambino, roseo e grassottello, che annaspa e zampetta con le manine grosse quanto un boccio di rosa e coi piedini che starebbero nell'incavo di un cuore di rosa; che vagisce con una vocina tremula, proprio di agnellino appena nato, aprendo la boccuccia che sembra una fragolina di bosco e mostrando la linguetta tremolante contro il roseo palato; che muove la testolina tanto bionda da parere quasi nuda di capelli, una tonda testolina che la Mamma sostiene nella curva di una sua mano, mentre guarda il suo Bambino e lo adora piangendo e ridendo insieme e si curva a baciarlo non sulla testa innocente ma nel centro del petto, là dove sotto è il cuoricino che batte, batte per noi....là dove un giorno sarà la Ferita. Gliela medica in anticipo, quella ferita, la sua Mamma, col suo bacio immacolato.
(....) Giuseppe accorre. Ai piedi della lettiera i due si incontrano e si guardano con un pianto beato. Giuseppe, rosso come una porpora, stende le braccia e prende il batuffolino di carne che strilla di freddo, (...) se lo stringe al cuore dicendo con un grande scoppio di pianto: "Oh! Signore! Dio mio!" (....) Giuseppe ravviva il fuoco senza risparmio, per fare una bella fiamma e scalda il fieno. (...) Poi quando ne ha raccolto tanto da farne un materassino all'Infante , va alla mangiatoia e lo dispone. "E' pronto" dice. "Ora ci vorrebbe una coperta, perchè il fieno punge, e per ricoprirlo..."
"Prendi il mio mantello" dice Maria.
"Avrai freddo"
"Oh! Non fa nulla! La coperta è troppo ruvida. Il mantello è morbido e caldo. Io non ho freddo per nulla. Ma che Egli non soffra più!".
Giuseppe prende l'ampio mantello di morbida lana celeste cupo e , lo accomoda in doppio sul fieno, con un lembo che pende fuor dalla greppia. Il primo letto del Salvatore è pronto.
E la Madre, col suo dolce passo ondeggiante, ve lo porta e ve lo depone e lo ricopre col lembo del manto e lo conduce anche intorno al capino nudo che affonda nel fieno (....). Rimane scoperto solo il visetto grosso come un pugno d'uomo, e i Due, curvi sulla greppia, lo guardano beati dormire il suo primo sonno, perchè il calduccio delle fasce e del fieno ha calmato il pianto e conciliato il sonno al dolce Gesù'.
TRATTO DA 'IL POEMA DELL'UOMO DIO' Scritti di Maria Valtorta - Centro Editoriale Valtortiano - Vol I Pagg 186-190 

sabato 24 dicembre 2011

Prepara la culla: è Natale! / 2


La nostra attesa volge quasi al termine. San Paolo ci dice: 'E' ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perchè la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Gettiamo via perciò le opere della tenebre e indossiamo le armi della luce'. (Rm 13,11-12)
Egli ancora illumina con le sue ispirate parole quel che resta della nostra attesa: 'Aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sè tutte le cose' (Fil 3,20-21).
Prepariamoci, dunque, a veder fiorire il nostro deserto: 'Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici' (Is 11,1)

venerdì 23 dicembre 2011

Prepara la culla: è Natale!


'Così com'è, l'uomo non è perfetto: è un essere essenzialmente bisognoso di un restauro, di una riabilitazione, di una pienezza, di una perfezione, di una felicità. La vita umana è una vita, che non basta a se stessa; ha bisogno di un completamento di vita, un completamento infinito. Esaltate pure l'uomo: metterete in evidenza maggiore la sua deficienza, la sua incompletezza, la sua segreta necessità si essere salvato.
Sì, l'uomo ha bisogno di un Salvatore.
A voi, se siete nel dolore, nella miseria, nella sofferenza, nel peccato; a voi, genti di tutto il mondo, noi ripetiamo, con la letizia della certezza: fratelli, è nato per noi un Salvatore; il Salvatore; Egli è figlio di Maria, è il Figlio di Dio. Si chiama Nostro Signore Gesù Cristo' (Papa Paolo VI


 

giovedì 22 dicembre 2011

Gratitudine e attesa


Chissà quante volte la Vergine Maria avrà alzato lo sguardo verso il cielo, ammirato il firmamento ed atteso con gioia trepidante che si compisse la Parola.

mercoledì 21 dicembre 2011

Lo stupore



Per regalarvi queste immagini stamattina mi sono congelata!
Ma ne è valsa la pena!




martedì 20 dicembre 2011

La trasparenza



Siamo tutti sotto lo stesso cielo,
possiamo ammirare le stesse cose,
ma purtroppo non guardiamo le stesse cose!

domenica 18 dicembre 2011

Il deserto fiorirà / ultima parte


Nella quarta Domenica di Avvento la liturgia si sofferma sulla figura di Maria con la lettura dell' Annunciazione. Anche a me piace soffermarmi sul significato che Maria assume in questo evento storico, cioè dell'incarnazione di Dio nella pienezza dei tempi, avvenuta in una cittadina sconosciuta della Galilea, Nazareth. Dio Padre ha pensato sin dall'eternità a Maria, per preparare una degna dimora al Suo Unico Figlio. Maria è nella mente e nel cuore di Dio da sempre. Dio crea pensando alla bellezza di Maria. Maria è l'alito di Dio che soffiando  ha dato vita all' intero universo. Ella è il sigillo di Bellezza che Dio ha posto sull'intera creazione. Sigillo di fuoco e d'amore. Maria è la firma di Dio! Dio, Bellezza increata, crea la bellezza e le dà un nome: Maria! Ella è bellezza primordiale dalla quale scaturisce la bellezza dell'umanità redenta dal peccato, per il suo 'si' e per il sangue versato dal suo Figlio. Maria è la prima creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio. L'unica creatura che non ha mai sfigurato col peccato l'impronta della sostanza di Dio! Maria prima nasce in Cielo, poi Dio la pone nel grembo della sua mamma, Anna, che tanto l'aveva attesa! Anche Maria nasce nella pienezza dei tempi, ed ha già nella sua bocca una parola: 'Fiat'! Ecco che la bellezza, la purezza, l'innocenza di Eva, macchiate dalla prima colpa non sono perdute per sempre, ma in Maria Dio le trasforma, le salva, le trasfigura ridonando il primitivo significato e splendore. A Maria si possono attribuire molteplici versi che la Sacra Scrittura ci propone alla meditazione. In modo particolare oggi potrebbe dire: 'Io gioisco pienamente nel Signore, la mia anima esulta nel mio Dio, perchè mi ha rivestito delle vesti della salvezza , mi ha avvolto con il mantello della giustizia, come uno sposo si mette il diadema ed una sposa si adorna di gioielli. Poichè, come la terra produce i suoi germogli e come un giardino fa germogliare i suoi semi, così il Signore Dio farà germogliare la giustizia e la lode davanti a tutte le genti.' (Is 61, 10-11). Maria dischiude il suo verginale giardino affinchè il Signore Dio vi possa piantare il fiore più bello e prezioso del Paradiso, perchè possa far germogliare la giustizia e la lode davanti all'intera umanità. 'Stillate, cieli, dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia' (Is, 45,8). Maria è il Cielo che ha stillato la goccia di rugiada più pura e cristallina che esso custodiva, come tesoro geloso, quale fonte di sublime santità e amore! 'Ecce ancilla Domini; fiat mihi secundum verbum tuum' (Lc, 1,38). Maria ha pronunciato la sua parola. Concepisce il suo Creatore, prima lo porta nel cuore e poi nel grembo. E il Verbo Incarnato prende nutrimento e sostanza dal suo corpo di giovinetta che appena si è affacciata alla soglia della vita. Maria gli dona tutto il suo amore, lo culla nel suo grembo verginale con trepidazione e stupore! Lo adora nel silenzio e nella meditazione, attendendo il compimento dell'Antica Promessa. Gesù è vero Figlio di Dio ed è vero Figlio di Maria. Dire Maria è pronunciare Gesù. Dire Gesù è pronunciare Maria. Nelle vene di Gesù scorre il sangue di Maria. Egli è carne della sua carne. Maria è Madre di Dio e dell'intera umanità redenta. E come tale è Madre della Chiesa. Ai piedi della croce ascolta con dolore le parole di suo Figlio agonizzante che la dona al mondo intero: 'Mulier, ecce filius tuus. Ecce mater tua' (Gv, 19,26). La nuova Eva, ha schiacciato la testa al serpente; ha generato una nuova umanità, una nuova creazione. Il sangue di Gesù ha lavato l'intero peccato grazie al 'sì' di sua Madre. Maria è per questo chiamata Corredentrice. Ha trasformato il volto di ogni essere umano, donandogli i lineamenti bellissimi e puri di suo Figlio, nuovo Adamo. Maria continua, ancora oggi, a generare figli nella fede. Maria continua, ancora oggi, ad alimentare nel nostro cuore la fiamma viva che arde nel Cuore di suo Figlio. Maria continua, ancora oggi, a dipingere nei nostri occhi gli occhi di Cielo di suo Figlio. Basta alzare lo sguardo e guardare il Cielo elevando a Lei una struggente preghiera, anche senza parole. Amen, Alleluia.
MARANATHA'
    
La terza parte la trovate QUI

sabato 17 dicembre 2011

Il candore della bellezza


'Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l'aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d'Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è come ombra che ti copre,
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
nè la luna di notte.
Il Signore ti proteggerà da ogni male,
egli proteggerà la tua vita.
Il Signore veglierà su di te,
quando esci e quando entri,
da ora e per sempre'
(Salmo 120)

venerdì 16 dicembre 2011

L'Hermitage a Madrid


Per gli amanti dell'arte si tratta di un evento da non perdere!
Se andate QUI  il video è molto più grande E LA VISIONE NE GUADAGNA! E poi consiglio di fare una visita virtuale al museo, uno dei musei più belli del mondo! Lì dentro si trova una delle mie opere preferite:

 ADORAZIONE DEI PASTORI DI ANTON RAPHAEL MENGS


mercoledì 14 dicembre 2011

San Giovanni della Croce, dottore della Chiesa

Juan de Yepes Alvarez nasce a Fontiveros, nella provincia di Avila (Spagna) nel 1542. E' insieme a Santa Teresa d'Avila il riformatore dell'Ordine Carmelitano. Per tale ragione patì numerose sofferenze e fatiche. Muore a 49 anni nella mezzanotte fra il 13 e il 14 dicembre del 1591 a Ubeda. Viene canonizzato da Papa Benedetto XIII nel 1726 e dichiarato Dottore della Chiesa per la sua grande sapienza, da Papa Pio XI nel 1926. Ci lascia trattati mistici e poetici di grande valore artistico e spirituale. 
Navigando ho trovato questo bel sito dei Carmelitani  . Traduco le ultime righe che hanno dedicato alla figura di San Giovanni della Croce, che gli rendono merito e onore: 'Egli è un uomo straordinario. Il più grande poeta tra i santi ed il più santo tra i poeti. E' conoscitore dell'anima umana. E'la guida nella notte spirituale. Il teologo, il mistico. Sensibile alla bellezza ed alla sofferenza. Innamorato di Dio. E' il pellegrino nel cammino dello spirito. Figlio di Teresa di Gesù(Teresa è la fondatrice dei Carmelitani Scalzi), Padre di Santa Teresa (ella gli affidava la sua anima). Le parole di San Giovanni della Croce sono parole piene di luce e di amore'. San Giovanni della Croce ci insegna che, per amare Dio, con tutto il cuore, l'anima e le forze, bisogna essere uomini liberi, innamorati di Dio e cercatori instancabili dell'impronta di Dio nell'umanità'.


¡Oh llama de amor viva
que tiernamente hieres
de mi alma en el más profundo centro!
Pues ya no eres esquiva
acaba ya si quieres,
¡rompe la tela de este dulce encuentro!

¡Oh cauterio suave!
¡Oh regalada llaga!
¡Oh mano blanda! ¡Oh toque delicado
que a vida eterna sabe
y toda deuda paga!
Matando, muerte en vida la has trocado.

¡Oh lámparas de fuego
en cuyos resplandores
las profundas cavernas del sentido,
que estaba oscuro y ciego,
con extraños primores
calor y luz dan junto a su querido!

¡Cuán manso y amoroso
recuerdas en mi seno
donde secretamente solo moras,
y en tu aspirar sabroso
de bien y gloria lleno,
cuán delicadamente me enamoras!




Questa non la traduco! Credo che bisogna lasciarsi invadere dalla bellezza di queste parole e della lingua, così come esse sono, anche senza capirle!

lunedì 12 dicembre 2011

Nuestra Senora de Guadalupe


Tra il 9 ed il 15 dicembre 1531 la Vergine Maria appare a Juan Diego a Guadalupe (Messico). Si presenta come una donna del luogo, una meticcia, indossa una tunica con un fiocco nero all'altezza del ventre, segno che nella cultura india indica la donna in maternità. Si definisce la 'Perfetta sempre vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio'. Gli  chiede di andare dal vescovo e riferire che desidera venga eretto un tempio in suo onore. Ma Juan Diego non viene ascoltato, il vescovo vuole un segno. La Santa Vergine allora ordina a Juan Diego di andare a raccogliere, sulla cima del colle, i 'fiori di Castiglia' e di portarli al vescovo. E' il 12 dicembre, e non è la stagione nè il luogo per la crescita di tali fiori! Juan Diego li raccoglie nel suo mantello e li porta al vescovo come segno della veridicità delle apparizioni. Quando apre il mantello per mostrare i fiori, su questo vi è impressa l'immagine della Madonna! L'immagine su questo mantello non è dipinta, nè è opera di mani umane. Resta un mistero. Proprio questa immagine si può ammirare e venerare nel Santuario della Madonna di Guadalupe, famoso ormai in tutto il mondo.


Oración a Nuestra Señora de Guadalupe
Patrona de México y Emperatriz de las Américas
"Madre Santísima de Guadalupe. Madre de Jesús,
condúcenos hacia tu Divino Hijo por el camino del Evangelio,
para que nuestra vida sea el cumplimiento generoso
de la voluntad de Dios
Condúcenos a Jesús,
que se nos manifiesta y se nos da en la Palabra revelada
y en el Pan de la Eucaristía
Danos una fe firme,
una esperanza sobrenatural
una caridad ardiente
y una fidelidad viva
a nuestra vocación de bautizados.
ayúdanos a ser agradecidos a Dios,
exigentes con nosotros mismos y llenos de amor
para con nuestros hermanos.
Amén"

Preghiera tratta da  QUI

Per saperne di più ecco il SITO UFFICIALE

Juan Diego è stato canonizzato nel 2002
e la sua memoria cade il 9 dicembre

domenica 11 dicembre 2011

Il deserto fiorirà / 3


Oggi è la III Domenica di Avvento. Il Santo Natale si avvicina. La mia meditazione avrà come argomento la luce.

Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra ". Ogni giorno sperimentiamo quanto sia importante la luce, per noi, per le piante, per gli animali e per l'intero equilibrio della natura. Possiamo esclamare, come il salmista, 'Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di gioia' (S. 126, 3). Perchè ogni cosa creata da Dio è plasmata con sapienza ed amore infiniti, per noi sue creature privilegiate. L'uomo creato, è al centro dell'amore di Dio Creatore: ' Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dite, la luna e le stelle che tu hai fissate, che cosa è l'uomo perchè te ne ricordi e il figlio dell'uomo perchè te ne curi? Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato, gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi' (S. 8,4-7). L'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio Trinità, è posto al centro della creazione! E' la creatura più bella, maestosa, ed importante! Dell'intera opera della creazione l'uomo è l'ultimo ad essere plasmato, e Dio lo forma dalla terra ma lo rende capace di guardare le stelle. Lo crea per ultimo per fargli ammirare la Bellezza in tutta la sua pienezza ed in tutta la sua accecante luce! Lo splendore della luce illumina ogni creatura, i suoi bagliori splendono come arcobaleno, su ogni cosa, colorando di vita ogni forma e movimento. Questa ammirabile luce splende negli occhi di Adamo e di Eva, come riverbero della luce divina che emana il Volto di Dio! Adamo ed Eva hanno guardato il Volto Divino. Nei loro occhi è impressa la luce del Volto di Gesù. E come essi hanno trasmesso all'intero genere umano il marchio funesto del peccato originale, i loro occhi, che hanno ammirato la luce del Volto di Cristo, hanno trasmesso la memoria di quella luce, nello sguardo di tutte le creature passate, presenti e future. Negli occhi di ogni uomo, anche se ferito dal peccato, continua a splendere la luce di Cristo, è presente lo sguardo di Adamo ed Eva. E, come Adamo ed Eva, ogni uomo continua ad avvertire la nostalgia della luce più pura e splendente; Per secoli il popolo dell'Antica Alleanza ha riempito di parole interi papiri. Parole di anelante e bruciante attesa. I loro occhi, memori della visione divina, hanno anelato alla luce della quale portavano il ricordo più struggente. E proprio questa luce, dal Cielo è scesa sulla terra, nella pienezza dei tempi: 'Una luce si è levata per il giusto, gioia per i retti di cuore' (S.96,11). Il Signore Gesù, il Verbo Divino si è fatto carne, per abitare con la sua Santa Umanità in mezzo a noi, per renderci conformi a Lui, per renderci santi ed immacolati nell'amore, per avvolgerci con la sua abbagliante luce!

LA PRIMA PARTE LA TROVATE QUI 
LA SECONDA PARTE  QUI
L'ULTIMA PARTE  QUI

sabato 10 dicembre 2011

Profumi di Natale



Le due industrie dolciarie della mia città lavorano a pieno regime spandendo nell'aria profumi irresistibili! Da non credere, ma è così......




venerdì 9 dicembre 2011

Nel cuore di Dio


Ieri ho trascorso parte della giornata con i monaci trappisti del Monastero Madonna dell'Unione. Un'esperienza nel cuore di Dio! Fatta di silenzio, di preghiera e di fraternità. Ho avuto la fortuna di parlare con il Priore Padre Bernardo. Uomo di grande sapienza ed estimatore dell'omeopatia! In questo VIDEO  potrete vedere il luogo dove sono stata. Qui  per saperne di più su questi poveri uomini che lavorano e pregano, come amano definirsi loro!

giovedì 8 dicembre 2011

Immacolata Concezione


Il Cielo si inonda di luce: Dio Padre ha pronunciato la sua preziosa parola, un nome, che serbava nella mente e nel cuore sin dall'eternità. Un nome che sa di candore, di verginale purezza, di divina freschezza. Un nome che contiene i colori della tavolozza dove Dio intinge il pennello per colorare di vita nuova la faccia della terra ferita dal peccato. Un nome che contiene i semi più preziosi che Dio semina sull' umanità per far rifiorire i cuori induriti dal peccato.  Un nome che contiene le sorgenti più pure e cristalline, dove Dio attinge per rinvigorire i deserti più aridi e far germogliare la nuova creazione. MARIA è la creatura più bella e preziosa che Dio potesse donarci. E' il tesoro, la perla, il fiore più profumato dei giardini del Cielo. E' la 'donna forte' della Sacra Scrittura. E' la stella più luminosa nel firmamento della santità. E' la donna che col suo 'Sì' ha cambiato il corso della storia tra Dio e gli uomini. Il suo grembo verginale ha accolto il Soffio Divino della vita e ha donato al mondo la Vita. Di Maria non si è detto nè mai si dirà  abbastanza, 'numquam satis'; la Sacra Scrittura è la fonte che ci rivela il mistero di Maria, Ella è strettamente legata al Figlio suo, Gesù Cristo e come tale non poteva non essere Immacolata e Pura, Vergine e Madre.

Segnalo una serie di articoli de la BQ molto pertinenti sull'argomento.


e questo bell'articolo di Padre Serafino Lanzetta L'Immacolata, nuova creazione  pubblicato da Riscossa Cristiana

mercoledì 7 dicembre 2011

Teatro alla Scala di Milano


Si apre oggi la stagione 2011-2012 del Teatro alla Scala. Andrà in scena il don Giovanni di W.A. Mozart. Interessante questa analisi pubblicata da La BQ sul personaggio di don Giovanni  ed edificante la storia di quello che viene definito il don Giovanni storico realmente esistito a Siviglia.

150 anni di bugie



Un milione e trecentomila

A tanto ammonta il numero di tutti coloro che in Italia vivono di politica! L'unico provvedimento davvero importante,  Monti ed il suo governo non sono riusciti a prenderlo. Leggete questo interessantissimo ed illuminante articolo di D. Quinto su

martedì 6 dicembre 2011

L'attesa


Ogni attesa contiene in sè il germe della vita.
Lo sguardo ed il cuore di chi attende sono già immersi nell'atteso.
L'atteso è presente! 

Laboratorio di Natale / 2












Costanza Miriano a Torino

LUNEDÌ 12 DICEMBRE 2011, ORE 21
TEATRO FAÀ DI BRUNO, VIA LE CHIUSE, N. 30, TORINO presentazione di

Sposati e sii sottomessa di Costanza Miriano (Vallecchi, 2011).

Con un titolo volutamente provocatorio, Costanza Miriano, sposa di Guido, madre di Tommaso, Bernardo, Livia e Lavinia, giornalista del Tg3, raccoglie undici lettere in cui narra, con tono esilarante ma profondo, di cose assolutamente serie, quali matrimonio, famiglia, figli, educazione, apertura alla vita.

L’Autrice non omette di ricordare ai lettori che Sessantotto e femminismo hanno reso più difficile per maschi e femmine comprendere i rispettivi ruoli e perseverare in unioni felici, ma li rassicura che la grazia del sacramento sostiene sempre l’amore degli sposi e li rende disposti a generare, biologicamente e non solo, nuove vite. Il testo non propone facili ricette per la famiglia felice, ma invita uomo e donna a riscoprire innanzitutto la propria missione: l’uno, marito e padre, è chiamato ad esprimere l’autorità e la fermezza, l’altra, moglie e madre, è il segno di quell’accoglienza e di quell’unità capace di farsi obbediente, perché generosa, e sottomessa, perché davvero forte e "senza paura".
Alla presentazione

sarà presente l’Autrice, intervistata da Martina Gavazza e Angelica Folco di
Alleanza Cattolica.

Introduce Stefania Guercio, vice-presidente del Centro Studi Faà di Bruno.

Modera Carmelo Leotta, di Alleanza Cattolica.

Al termine della serata, sarà offerto un brindisi per lo scambio degli auguri di Natale.

lunedì 5 dicembre 2011

Tirannide tecnocratica

Lo stillicidio è cominciato! (Ma non sono proprio sicura che si tratti di stillicidio o piuttosto di una vera e propria emorragia!)  
La manovra economica, severissima, comincerà da subito a produrre i suoi effetti devastanti sull'economia e nelle tasche degli Italiani. La stangata 'salva Italia' non ha il volto dell'equità, nè della crescita ma solo del rigore e solo per alcune categorie di Italiani. La dea della giustizia si è stancata di portare la benda!


Nulla di nuovo nello scenario dell'amministrazione pubblica! Per far quadrare i conti si aumentano le tasse ma non si ha il coraggio di tagliare la spesa! E la politica italiana pesa molto sul bilancio dello Stato! Uno Stato che fa acqua da tutte le parti, dove gli sprechi della pubblica amministrazione sono il gravame maggiore per le nostre tasche.
Meno male che ci sono le lacrime del ministro !


della serie 'anche i politici piangono' per le proprie tasche????

domenica 4 dicembre 2011

Il deserto fiorirà / 2


Oggi è la II Domenica di Avvento. La liturgia di oggi ci dona un messaggio di speranza e di consolazione, in quanto è desiderio del Signore di ristabilire la comunione con tutta l'umanità e con la Creazione. Allora nulla ci deve spronare meglio della nostra determinazione a far fiorire al più presto il nostro deserto.  
Il deserto è, nell'immaginario collettivo, luogo arido, inospitale ed impervio. In tal luogo non è molto semplice e comodo vivere. Eppure quando siamo lontani da Dio, quando non seguiamo le sue leggi d'amore, quando sporchiamo la nostra anima col peccato, noi viviamo in questo deserto, tanto inospitale quanto aridissimo. Non dimentichiamo, però, che il deserto contiene anche ubertose oasi!
Esiste anche un altro deserto come luogo dello spirito, luogo privilegiato, luogo di silenzio, di meditazione, di accoglienza, di profonda interiorizzazione; è il luogo più nascosto del nostro intimo, luogo che per sua definizione deve essere tanto arido,tanto spoglio, tanto assetato, tanto disabitato, quanto trepidante e bisognoso di essere mutato, di poter accogliere un dono! Di poter accogliere IL DONO. Ogni deserto contiene in sè una dura realtà che lo rende tale, amato ed odiato nello stesso tempo: la mancanza d'acqua! La sete del nostro deserto interiore, però, è ricca di speranza che questo bisogno verrà soddisfatto. Gesù stesso nel colloquio con la Samaritana ce lo ricorda: 'chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna'
(Gv 4,14). Gesù Cristo è l'acqua che può far fiorire il nostro deserto, renderlo fecondo, ubertoso, verdeggiante e fresco. Egli solo può estinguere la nostra sete e trasformarci in creature nuove, libere, dal cuore puro e trasparente. Egli è l'acqua, la più pura, limpida e cristallina che ci lava e ci rende simili a Lui, ogni giorno, ogni volta che gli permettiamo di abitare in noi, di toccarci con la sua mano, di nascere in noi e dimorare stabilmente nella nostra anima. Gesù ci desidera per sè, ecco perchè prende forma mortale. La nostra forma è quella che Egli ama più di tutte le altre forme che il Padre gli ha donato di contemplare nell'intera creazione!  La nostra forma riflette la forma di Dio Padre, di Dio Figlio e di Dio Spirito Santo. La nostra forma riflette ognuna di queste Persone! Infatti Dio stesso dice che ci ha creati a Sua immagine e somiglianza (Gn 1, 26). Così la Santissima Trinità si specchia in noi. Il Padre vede e ama nella nostra forma il Figlio e lo Spirito Santo; Il Figlio vede e ama nella nostra forma il Padre e lo Spirito Santo; così lo Spirito Santo vede a ama nella nostra forma il Padre e il Figlio! Siamo il mistero dentro il Mistero! Come non innamorarci perdutamente, non anelare febbrilmente all'unione col Mistero che ci ha creati e si incarna per donarsi a noi, per inebrarci del suo abbraccio Divino? 

LA PRIMA PARTE LA TROVATE QUI
LA TERZA PARTE LA TROVATE QUI

sabato 3 dicembre 2011

Benson, la tecnocrazia ed il mondialismo


In questi giorni meditavo sullo scenario politico-socio-economico che si sta delineando in Italia ed anche in Europa, e sono mi sono sentita confortata dal fatto che altri, in particolare giornalisti e professori hanno la stessa mia visione delle cose. Mi è venuto in mente il romanzo di Robert Hugh Benson 'IL PADRONE DEL MONDO' scritto nel 1907 ma di un'attualità sconcertante! Narra dell'utopia tecnocratica di fondere razze, popoli e Stati in un'unica struttura mondiale. Ebbene, l'idea è accarezzata da tanti eurotecnocrati, anche dal nostro Mario Monti!

venerdì 2 dicembre 2011

Rigore, crescita ed equità

Sembra sia lo slogan programmatico(alquanto truculento e nello stesso tempo ridicolo!) del nostro nuovo presidente del consiglio.
La buona politica ( se ne è mai esistita una dall'unità d'Italia !) ha smarrito la sua strada!
Politici incapaci ed inconcludenti sia a destra, che a sinistra e al centro, rappresentano validamente il nostro sistema democratico. Un sistema degenerato ed in agonia. Non sarebbe male riuscire a staccare la spina, unico caso lecito di eutanasia!

Leggete tagliare i costi della politica e
qualcosa su Mario Monti

mercoledì 30 novembre 2011

Laboratorio di Natale


Il mio laboratorio per le creazioni natalizie è aperto, venite a curiosare.

Sant' Andrea, Apostolo


Dalle "Omelie sul vangelo di Giovanni" di San Giovanni Crisostomo, vescovo

Andrea, dopo essere stato con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso in sè il tesoro, ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: ' Abbiamo trovato il Messia' (Gv 1,41). Vedi in che maniera notifica ciò che aveva appreso in poco tempo? Da una parte mostra quanta forza di persuasione aveva il Maestro sui discepoli, e dall'altra rivela il loro interessamento sollecito e diligente circa il suo insegnamento.
Quella di Andrea è la parola di uno che aspettava con ansia la venuta del Messia, che ne attendeva la discesa dal cielo, che trasalì di gioia quando lo vide arrivare, e che si affrettò a comunicare agli altri la grande notizia.
Dicendo subito al fratello ciò che aveva saputo, mostra quanto gli volesse bene, come fosse affezionato ai suoi cari, quanto sinceramente fosse premuroso di porgere loro la mano nel cammino spirituale. (....)
...................................................................................................................

Mi piace sottolineare le parole di San Giovanni Crisostomo circa l'attesa di Andrea e la premura di andare a chiamare suo fratello, Pietro.  Ben si colloca il suo giorno di festa all'inizio dell'avvento, proprio per ricordarci che anche noi dobbiamo restare col cuore attento, in attesa del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Un' attesa colma di gioia, perchè Dio desidera venire in mezzo a noi per redimerci e santificarci. Andrea dopo aver incontrato Gesù corre a chiamare suo fratello Pietro, per partecipargli la sua stessa gioia, il suo stesso incontro. San Giovanni Crisostomo parla di 'tesoro', di 'ricchezza'. Quale accostamento più illuminante!Gesù è IL TESORO, LA PERLA della Sacra Scrittura. Gesù è IL TESORO più prezioso del Padre, è IL TESORO di tutto il Cielo! Dio Padre ed il Cielo si sono privati di questo tesoro per donarlo a noi! Gesù è il dono più prezioso che Dio Creatore potesse elargire all'intera umanità! Gesù è un dono che va donato! Va accolto a braccia spalancate e a piene mani. 

martedì 29 novembre 2011

La Parola


E' tempo d'attesa, tempo di silenzio. L'Avvento è tempo per guardare il Cielo, per meditare, per pregare, per accogliere.
E' tempo in cui Dio ci chiama, ci attende, ci parla: 'Apri la tua bocca, la voglio riempire'. (Salmo 81,11). Desidera nutrire il nostro cuore e l'anima delle sue parole che sanno d'eternità! 'Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio'( Mt 4,4). La Parola di Dio racchiude tutte le parole del mondo in una, sublime, chiara, Parola: Gesù.   


In questi gioni le 'mie monache' sono in ritiro spirituale, ritiro che si chiama DESERTO. Ho voluto chiamare le mie meditazioni  IL DESERTO FIORIRA', proprio per essere in comunione di preghiera con tutte loro e per onorare la Reverenda Madre Abbadessa, Anna Maria Canopi,  che ci ha fatto dono di questo meraviglioso libro con dedica.