La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 16 agosto 2011

Santo Stefano, Re d'Ungheria


Nasce da nobile famiglia intorno all'anno 969 in Pannonia (l'attuale Ungheria) , il suo nome è Vajk. Suo padre Geza è principe dei Magiari e alla sua morte gli succede proseguendo nell'impresa di rendere l'Ungheria indipendente. Battezzato insieme al padre gli viene imposto il nome di Stefano. Nella notte di Natale dell'anno Mille viene consacrato primo  Re d'Ungheria. Sposa la principessa Gisella di Baviera. E' un sovrano giusto, valente, saggio, pio. Organizza la vita politica del suo Paese e si adopera perchè la fede cattolica si possa diffondere e radicare. Muore nel 1038 e viene dichiarato santo nel 1083 insieme al figlio Emerico, che morì in un incidente di caccia a soli 24 anni. In Ungheria la memoria del Re Santo è ancora viva. Il Parlamento ungherese ne conserva la corona e lo scettro. Il 25 aprile di quest'anno il Primo Ministro Orban ha approvato una nuova Costituzione Nazionale. 


Ecco riportati alcuni passi del Preambolo:

"Noi siamo orgogliosi del fatto che mille anni fa il nostro Re, Santo Stefano, abbia fondato lo Stato Ungherese su solide fondamenta, e reso il nostro paese parte dell'Europa cristiana. (....)
Siamo orgogliosi che la nostra gente per secoli abbia difeso l'Europa in una serie di battaglie e arricchito i valori comuni dell'Europa con il suo talento e la sua diligenza. Riconosciamo il  ruolo della Cristianità nella salvaguardia della Nazione. (....)
Promettiamo di preservare l'unità intellettuale e spirituale della nostra Nazione distrutta nelle tempeste del secolo scorso.
Ci impegnamo a promuovere e a salvaguardare  il nostro patrimonio, la nostra lingua unita, la cultura ungherese, le lingue e le culture che vivono in Ungheria, insieme ai patrimoni artificiali e naturali del Bacino Carpatico. Ci assumiamo la responsabilità dei nostri dscendenti; proteggeremo inoltre le condizioni di vita delle future generazioni facendo un uso prudente delle risorse materiali, intellettuali e naturali. (.....)
Riteniamo che la famiglia e la nazione costituiscano la base della nostra coesistenza e che i nostri valori coesivi fondamentali siano la fedeltà, la fede e l'amore. Onoriamo i risultati della nostra costituzione storica e onoriamo la Sacra Corona che rappresenta la continuità costituzionale dello stato ungherese e l'unità della nazione. (.....)
Neghiamo qualsiasi statuto di limitazioni per i crimini disumani commessi contro la nazione ungherese e per i suoi cittadini sotto le dittature nazionali socialiste e comuniste.
Non riconosciamo la costituzione comunista del 1949, poichè fu la base del ruolo tirannico; la proclamiamo non valida. (...)"
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Il Papa Giovanni Paolo II , il 25 luglio 2001, a compimento del 'Millennio Ungarico' scrisse  al Popolo cattolico Ungherese :
"Questo antichissimo diadema per gli Ungheresi è simbolo della identità nazionale, della storia e della cultura millenaria del loro Regno, e insignito del titolo di Sacra Corona, dal popolo è venerata come reliquia. Tale profondo significato spirituale aiuti gli uomini della presente generazione a edificare, sul fondamento delle istituzioni cristiane precedenti, un futuro pieno di significativi valori." 
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Dalle 'Esortazioni al figlio' scritte da S.Stefano
" In primo luogo questo ti consiglio, ti raccomando e ti impongo, figlio carissimo: fa onore alla corona regale, conserva la fede cattolica e apostolica con tale diligenza e scrupolo, da essere di esempio a tutti quelli che da Dio ti sono stati sottoposti, perchè tutte le persone dabbene giustamente ti indichino come un praticante autentico del Vangelo. Senza di questo, sappilo per certo, non sarai cristiano nè figlio della Chiesa. Nel palazzo reale dopo la fede in Cristo, viene quella nella Chiesa, la quale piantata dapprima dal nostro capo, Cristo, fu poi trapiantata e solidamente costruita e diffusa per tutto il mondo dalle sue membra, ossia dagli apostoli e dai santi padri. Questa Chiesa non cessa mai di generare ovunque nuovi figli, anche se in diverse regioni, data la sua antica introduzione, in un certo senso si potrebbe considerare vecchia.
Nel nostro regno però, o figlio carissimo, essa è ancora giovane, in quanto nuova e annunziata da poco. Per questo ha bisogno di persone che la custodiscano con maggior impegno e vigilanza, perchè quel bene, che la divina bontà ha elargito a noi, senza alcun merito, non vada perduto e ridotto al nulla per tua ignavia, pigrizia e negligenza.
Figlio mio carissimo, dolcezza del mio cuore, speranza della mia futura discendenza, ti scongiuro e ti comando di farti guidare in tutto e per tutto dall'amore, e di essere pieno dibenevolenza, non solo verso i parenti e i congiunti, siano essi principi, condottieri, ricchi, vicini o lontani, ma anche verso gli estranei e tutti quelli che vengono da te.
Se praticherai la carità arriverai alla suprema beatitudine. Sii misericordioso verso tutti gli oppressi. Abbi sempre presente nel cuore il modello offerto dal Signore quando dice: "Misericordia io voglio e non sacrificio". (Mt 9,13). Sii paziente con tutti, non solo con i potenti ma anche con i deboli.
Infine sii forte, perchè non ti inorgoglisca la prosperità, nè ti abbatta l'avversità. Sii anche umile, perchè Dio ti esalti ora e in futuro. Sii moderato e non punire o condannare alcuno oltre misura.
Sii mite e non voler metterti mai in opposizione con la giustizia.
Sii onesto, perchè non abbia mai a procurare volutamente disonore ad alcuno. Sii casto, perchè tu abbia ad evitare, come spine di morte, le sollecitazioni malvage.
Tutte queste cose, qui sopra elencate, danno splendore alla corona regale, mentre, senza di esse, nessuno è in grado di regnare come si conviene quaggiù, nè di giungere al regno eterno".         
    

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