La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 14 dicembre 2011

San Giovanni della Croce, dottore della Chiesa

Juan de Yepes Alvarez nasce a Fontiveros, nella provincia di Avila (Spagna) nel 1542. E' insieme a Santa Teresa d'Avila il riformatore dell'Ordine Carmelitano. Per tale ragione patì numerose sofferenze e fatiche. Muore a 49 anni nella mezzanotte fra il 13 e il 14 dicembre del 1591 a Ubeda. Viene canonizzato da Papa Benedetto XIII nel 1726 e dichiarato Dottore della Chiesa per la sua grande sapienza, da Papa Pio XI nel 1926. Ci lascia trattati mistici e poetici di grande valore artistico e spirituale. 
Navigando ho trovato questo bel sito dei Carmelitani  . Traduco le ultime righe che hanno dedicato alla figura di San Giovanni della Croce, che gli rendono merito e onore: 'Egli è un uomo straordinario. Il più grande poeta tra i santi ed il più santo tra i poeti. E' conoscitore dell'anima umana. E'la guida nella notte spirituale. Il teologo, il mistico. Sensibile alla bellezza ed alla sofferenza. Innamorato di Dio. E' il pellegrino nel cammino dello spirito. Figlio di Teresa di Gesù(Teresa è la fondatrice dei Carmelitani Scalzi), Padre di Santa Teresa (ella gli affidava la sua anima). Le parole di San Giovanni della Croce sono parole piene di luce e di amore'. San Giovanni della Croce ci insegna che, per amare Dio, con tutto il cuore, l'anima e le forze, bisogna essere uomini liberi, innamorati di Dio e cercatori instancabili dell'impronta di Dio nell'umanità'.


¡Oh llama de amor viva
que tiernamente hieres
de mi alma en el más profundo centro!
Pues ya no eres esquiva
acaba ya si quieres,
¡rompe la tela de este dulce encuentro!

¡Oh cauterio suave!
¡Oh regalada llaga!
¡Oh mano blanda! ¡Oh toque delicado
que a vida eterna sabe
y toda deuda paga!
Matando, muerte en vida la has trocado.

¡Oh lámparas de fuego
en cuyos resplandores
las profundas cavernas del sentido,
que estaba oscuro y ciego,
con extraños primores
calor y luz dan junto a su querido!

¡Cuán manso y amoroso
recuerdas en mi seno
donde secretamente solo moras,
y en tu aspirar sabroso
de bien y gloria lleno,
cuán delicadamente me enamoras!




Questa non la traduco! Credo che bisogna lasciarsi invadere dalla bellezza di queste parole e della lingua, così come esse sono, anche senza capirle!

2 commenti:

  1. Grazie per averci ricordato il Santo di oggi. E' consolante pernsare a questo grande, santo, uomo che andando incontro alla morte chiese ai suoi confratelli di leggergli qualche versetto del Cantico dei cantici, un bellissimo poema d'amore dell'A.T. invece delle preghiere dei moribondi. Non andava forse incontro all'Amore? Egli affermava che se l'anima vuole il tutto (Dio) deve impegnarsi a lasciare tutto e a voler essere niente.
    Quale magnifico grande esempio, quale mistico straordinario.

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  2. Grande mistico,che io amo particolarmente! Per il suo ardente amore a Dio. Poterlo imitare, almeno un pò......

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