La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 19 febbraio 2012

Lectio Divina / 2

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (Gv 1, 14). Il Verbo è la Parola, è Dio che prende forma mortale, che riempie di significato ogni parola dell'Antico e del Nuovo Testamento. Il Signore è presente nella Parola, è il 'Centro Vivo' di tutta la storia e dell'intera umanità. E' Gesù Cristo l'unica Parola Vivente, ieri, oggi e sempre! La sua incarnazione dà valore alla nostra natura umana ferita dal peccato originale. La sua incarnazione è un episodio avvenuto nella pienezza dei tempi, ma continua nella storia di ogni giorno. Gesù è presente nella storia, è Signore della storia. La sua incarnazione ci libera dalla nostra miseria, dal nostro peccato e ci rende capaci di ammirare di nuovo, come nuovi Adamo ed Eva, la bellezza della Sua Presenza! Se desideriamo vederlo, sentirlo, toccarlo, andiamo incontro al nostro prossimo, serviamolo con gioia e amore pensando di servire Lui. Però se non ci lasciamo abitare dalla Parola, da Gesù che viene ad abitare in noi con la sua carne ed il suo sangue, la nostra carità non sarebbe conforme al suo comandamento, sarebbe solo pura filantropia! Il Signore ci ha donato tutto, anche la sua vita e chiede tutto anche a noi. Il vero cattolico non può vivere di mezze misure! Come scrive San Giacomo Apostolo la nostra fede deve necessariamente essere supportata dalle opere:"Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta", e viceversa:" Vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore?" (cfr Gc 2). Questo perchè il Signore ci ha donato un corpo ed uno spirito ed entrambi hanno esigenze che vanno soddisfatte:" infatti come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta".(Gc 2,26)  

3 commenti:

  1. Il sacrificio di Cristo è unito indissolubilmente all'umiltà, al servizio, all'amore fraterno. Che significato può avere il dono di Cristo nell'Eucarestia per colui che non si dona?
    ...Non allontanare chi ha bisogno, condividi ogni cosa con tuo fratello e non dire che sono cose tue. Se siete comuni in ciò che non muore, quanto più nelle cose che finiscono.(Didachè IV,8).

    Quanto è vera la nostra fede?
    Quante volte alla nostra fede non fanno segito le opere?
    Gesù aiutami ad amare e a saper donare.

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  2. PER ADRIANA:
    La nostra fede diventa vera nella misura in cui crediamo a Colui che ce l'ha donata e al suo potere di fare nuove tutte le cose, compreso noi stessi.

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  3. E' Vero ciò che dici, Quanto è facile dire "Io credo" quando la vita scorre nella normalità, nella serenità della gioia famigliare. Ti sembra che amare Dio, credere in Lui sia semplice. Ma quando arrivano le prove della vita, quando il Signore ti dice: ora, adesso, nel bisogno, nel dolore ti sono vicino e ti amo di più l'accettazione richiede una vera fede. Un fare il "pieno" di Gesù per unirti al suo dolore e al suo amore e chiedereGli aiuto.

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