La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




sabato 31 marzo 2012

Laborem exercens



'L'UOMO, mediante il lavoro, deve procurarsi il pane quotidiano1 e contribuire al continuo progresso delle scienze e della tecnica, e soprattutto all'incessante elevazione culturale e morale della società, in cui vive in comunità con i propri fratelli. E con la parola «lavoro» viene indicata ogni opera compiuta dall'uomo, indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalle circostanze, cioè ogni attività umana che si può e si deve riconoscere come lavoro in mezzo a tutta la ricchezza delle azioni, delle quali l'uomo è capace ed alle quali è predisposto dalla stessa sua natura, in forza della sua umanità. Fatto a immagine e somiglianza di Dio stesso2 nell'universo visibile, e in esso costituito perché dominasse la terra3, l'uomo è perciò sin dall'inizio chiamato al lavoro. Il lavoro è una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dal resto delle creature, la cui attività, connessa col mantenimento della vita, non si può chiamare lavoro; solo l'uomo ne è capace e solo l'uomo lo compie, riempiendo al tempo stesso con il lavoro la sua esistenza sulla terra. Così il lavoro porta su di sé un particolare segno dell'uomo e dell'umanità, il segno di una persona operante in una comunità di persone; e questo segno determina la sua qualifica interiore e costituisce, in un certo senso, la stessa sua natura'. (Beato Giovanni Paolo II)
14 settembre 1981


TRATTO DA   SITO UFFICIALE DELLA SANTA SEDE




venerdì 30 marzo 2012

St. Joseph's Staircase

A Santa Fe, capitale del New Mexico, nel 1872 il vescovo Mons. Jean Baptiste Lamy, decide di far costruire una cappella per le suore appena arrivate in città. La commissione viene affidata all'architetto P. Mouly che progetta la prima cappella gotica oltreoceano, sullo stile della Sainte Chapelle di Parigi. Poco dopo aver ultimato l'opera l'architetto muore. Purtroppo egli non aveva previsto un modo per accedere in coro dalla tribuna! Vengono contattati diversi ingegneri ma tutti ebbero a dire che il danno era irreparabile, non essendovi spazio sufficiente per costruire una scala. Le suore cominciano a pregare una novena a San Giuseppe, affinchè si possa trovare una soluzione. Il nono giorno si presenta alla loro porta un uomo dai capelli grigi, accompagnato da un asino, carico di semplici strumenti da lavoro, che si offre di costruire una scala. La Madre Superiora acconsente. Lo strano falegname inizia a lavorare ma chiede di essere lasciato solo durante la realizzazione della scala. Ogni tanto, però, una suora spia il falegname in attività, e si accorge che usa soltanto sega, goniometro, martello e cavicchi invece di chiodi. Dopo tre mesi la scala è pronta! E' una doppia spirale, sospesa senza punti d'appoggio, assemblata senza alcun chiodo e fatta con un legno mai visto! Il falegname ultimato il lavoro sparisce senza che le suore possano sdebitarsi con lui: nessuno lo conosce e nessuno sa dove e come rintracciarlo. La scala ha 33 gradini, e sfida le leggi più elementari della fisica e della statica! A tutt'oggi non presenta segni di cedimenti nè di usura. E chiunque sale questi gradini ha una sensazione di leggerezza mai provata. Chi l'ha costruita? Ma naturalmente, senza ombra di dubbio: San Giuseppe, lo Sposo santissimo e purissimo della Vergine Maria!

Questo è il VIDEO  della Cappella e della Scala Santa
Questo è il sito ufficiale della LORETTO CHAPEL

giovedì 29 marzo 2012

Monastero Santissima Annunziata

A Fossano (CN) la prima Comunità monastica femminile di clausura, sotto la Regola Cistercense di San Bernardo, nasce nel 1125, nella campagna fossanese, in località Gerbo. Per ragioni di sicurezza e di abitabilità degli edifici, le monache lasciano il Monastero per trasferirsi a Dronero (CN) nel Monastero di Sant'Antonio. Nel 1592, con la nascita della Diocesi di Fossano e per l'interessamento del Vescovo, le monache vengono richiamate a Fossano. Viene eretto un Monastero in uno stabile dei Cavalieri di Malta e dedicato a Santa Caterina, in onore di Caterina d'Austria, sposa di Carlo Emanuele II, che si era adoperato in favore del ritorno delle monache nel Comune di Fossano. Il Monastero prospera con numerose vocazioni per circa duecento anni fino a quando, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi durante la rivoluzione francese, tutte le monache sono costrette a rientrare nelle loro famiglie. Dopo la Restaurazione del 1814, viene autorizzata la riapertura dei Monasteri, ma a Fossano le strutture preesistenti sono ormai fatiscenti, così la clarissa Luigia Cottolenghi, incoraggiata dal Vescovo Mons. Fransoni, acquista nel 1819 il Convento dei Frati Minori dell'Osservanza, situato proprio in adiacenza alla Chiesa dell'Annunziata. In questo modo le monache cistercensi e clarisse hanno la possibilità di rientrare in Monastero. Rispondono solo in sei e nel 1825 nasce la comunità monastica della Santissima Annunziata.  La prima abbadessa è Geltrude Borri. Siccome le scellerate leggi anticlericali del governo italiano, con la legge Siccardi in particolare, avevano depredato degli averi e delle rendite le comunità monastiche, il Monastero si trova senza mezzi di sussistenza e la Madre Abbadessa per assicurare tali mezzi alle proprie monache, pensa di aprire un educandato, con scuole materne, elementari, di pianoforte e di pittura. Nel 1971, per la penuria di vocazioni che impediscono l'avvicendamento delle insegnanti, e per le leggi che, richiedendo corsi di aggiornamento, avrebbero costretto le monache a lasciare la clausura, le scuole vengono definitivamente chiuse. Nel 2007 le Monache Cistercensi sono soltanto tre ed avanti con gli anni. Per interessamento del Vescovo attuale Mons. Giuseppe Cavallotto, si chiede aiuto ad altri Monasteri per scongiurarne la definitiva chiusura. Il 10 dicembre del 2007 giungono tre benedettine dall' Abbazia 'Mater Ecclesiae' dell'Isola di San Giulio in prov. di Novara. Dopo un anno il Monastero Cistercense di Fossano diventa Priorato Benedettino: l'11 dicembre 2008 l'anziana badessa Sr. Maria Gertrude, consegna le chiavi del Monastero alla badessa Sr. Annamaria dell'Abbazia 'Mater Ecclesiae' che a sua volta le dona alla nuova Madre Priora Sr. Maria Fatima (co-fondatrice dell'Abbazia dell'Isola di San Giulio). Attualmente le monache cistercensi sono tre e le benedettine sette. Il Monastero comincia a rivivere. Le monache si occupano di preparare le ostie per tutta la diocesi, svolgono attività di accoglienza con una foresteria, mentre sono in fase di progettazione attività di ricamo, di confezionamento di paramenti liturgici, di realizzazione di icone (attività che regolarmente si svolgono presso l'Abbazia di San Giulio). Inoltre la Chiesa del Monastero è il 'Centro Eucaristico diocesano', con l'esposizione del Santissimo Sacramento ogni pomeriggio, e punto di riferimento spirituale per l'intera cittadinanza. La Madre Priora è sempre pronta ad accogliere chiunque abbia bisogno di consigli e conforto spirituale e materiale. Da segnalare la nascita di una vocazione claustrale e la presenza di cinque aspiranti all'oblazione benedettina (tra cui io e mio marito)ancora in cammino di formazione. 
Il Monastero vanta, nella sua storia, la presenza di una claustrale che è avviata agli onori degli altari: la Venerabile Donna Angela Veronica Bava, nata a Fossano il 20 maggio 1591 da una delle famiglie più nobili e ricche della città. A 15 anni entra in Monastero, dove vive santamente fino al 14 aprile 1637. Dal 28 aprile 1978 le sue reliquie riposano nella Cattedrale di Fossano.       
QUI  ho parlato del Monastero 'Mater Ecclesiae' dell'Isola San Giulio in provincia di Novara.

mercoledì 28 marzo 2012

Qui, Quo, Qua

 Questo è Gioele con il suo amato ed inseparabile 'ammu'.



Fenomeno rarissimo da osservare: il riposo del campione! Questo è Flavio.


E questo è Valerio. E' una foto di due anni fa per il battesimo di Gioele.



Mia sorella mi ha dato questa foto: eccoli, tutti e tre, in vacanza in Sicilia l'anno scorso. 

lunedì 26 marzo 2012

La carezza di Dio

Sono tornata appena in tempo per partecipare insieme alle 'mie monache' alla Messa dell'Annunciazione di Maria. Ho trascorso un momento di grande serenità e di conforto; ho portato nel mio cuore mio padre, i miei familiari e tutti voi, miei cari amici, che desidero ringraziare, uno per uno, per le preghiere e la vicinanza.  La Priora, madre Fatima, dopo un colloquio, mi ha benedetta: in quel gesto ho avvertito la carezza della Mano di Dio e la forza rigenerante  della vostra amicizia!

lunedì 19 marzo 2012

Via col vento!


  • Ore 5.45 SVEGLIA
  • Ore 7.00 SANTA MESSA
  • Ore 7.30 PARTENZA DA FOSSANO
  • Ore 9.55 PARTENZA DA TORINO CASELLE
  • Ore 11,20 ARRIVO A DUESSELDORF

domenica 18 marzo 2012

Giorni di grazia



Il sabato è un giorno particolare non solo per le cose che ho raccontato  qui AL BAR DI ORESTE, ma soprattutto perchè è il giorno in cui, di solito, mi confesso e vado, con mio marito, al Monastero Benedettino 'Santissima Annunziata' di Fossano, per incontrare Suor Maria Renata. Vivo momenti di pace e di gioia indicibili. Le poche parole che il sacerdote pronuncia per rimettermi in comunione con il Signore, sono musica per il cuore e l'anima! Mi sento pacificata con Dio e con il mondo intero! Non c'è nulla di più importante che sentirsi in pace ed accolti nel Cuore di Cristo, e soprattutto, nonostante le colpe, avere la possibilità di ricominciare di nuovo dal principio, perchè Dio ha già cancellato e dimenticato ogni mia infedeltà. "Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo", che dono meraviglioso il Signore ha fatto ai sacerdoti! Ha posto nelle loro mani sante, il Suo profumo, il Suo dono più prezioso, il balsamo Divino che cura ogni ferita. Ogni volta che mi accosto al Sacramento della Confessione, faccio davvero l'esperienza più profonda di Dio e del Suo perdono: Lo incontro, Lo vedo, Lo guardo negli occhi.....
Lui mi guarda, mi ama, mi tocca e mi guarisce: attraverso le mani, gli occhi ed il cuore del sacerdote!
L'esperienza dell'incontro con Dio nella confessione, rende la visita al Monastero ancora più gioiosa e fruttuosa.
Suor Maria Renata ci istruisce e ci fa meditare la Santa Regola di San Benedetto, per prepararci, nel migliore dei modi, al momento dell'oblazione benedettina, che spero sia al più presto!
Quando io e mio marito usciamo dal Monastero dopo la 'lezione' ci sembra di aver assaporato un pezzetto di Cielo!!!!!!
Ieri meditavo, appunto, sull'amore di Dio, che sento fortemente presente ed espresso nel Sacramento della Confessione e questo pensiero mi ha accompagnata per l'intero arco della giornata, ed oggi Padre Giovanni nell' omelia, alla Santa Messa, ha ribadito lo stesso concetto. Allora, credo proprio, senza dubbio, che il Signore mi è accanto e mi parla......

sabato 17 marzo 2012

Rosario bloguero


Accetto l'invito dell'amico Angelo di Siete en Familia di unirmi alla bella iniziativa nata proprio da una sua idea, il 29 agosto del 2009, e definita ROSARIO BLOGUERO, di dedicare la recita del Santo Rosario nella giornata di sabato, alle intenzioni di tutti i bloggers. Poniamo nelle mani di Maria tutti i nostri più profondi e sinceri desideri, le nostre famiglie, i nostri amici e tutti coloro che si affidano alle nostre preghiere, affinchè la nostra vita sia un riflesso della sua vita nascosta, vissuta nell'umiltà e nell'obbedienza; chè le nostre attività siano benedette dal suo amore di Madre e donate, come cesto pieno di frutti, al suo Gesù; chè la nostra attività di scrivere su un blog sia mezzo e strumento per far conoscere l'amore di Dio per l'intera umanità ed il suo desiderio di salvarla; chè possiamo intessere rapporti di vera amicizia nella condivisione, attraverso i nostri scritti, della nostra vita, trasformata dall'unione con il Signore e tra noi, basata sulla fiducia, sul rispetto, e sulla sincerità; chè possiamo arricchirci gli uni gli altri, nel desiderio di crescere insieme nella fede, nella santità e nell'affetto vicendevole. Inoltre affidiamo alla Vergine tutti i bloggers, perchè usino questo mezzo per edificare ed edificarsi e non per perdersi.....   

venerdì 16 marzo 2012

Ni uno, ni dos....tres!


L'amico Rafael di polizon y naufrago mi ha dato l'idea! Proprio ieri con il suo post dal titolo non uno, due....tre!
Ha nominato una serie di personaggi che si caratterizzano per essere in tre: I Re Magi, i Moschettieri, ecc....ma non conosce i miei nipoti che sono anche tre!
Era da tanto che volevo presentarveli, purtroppo non ho una bella foto che li veda insieme.
Sono tre, un pò come Qui, Quo, Qua! Valerio alias Lollo, di anni 11, Flavio alias Iaio di anni 7 e Gioele alias Lele di anni 2. 
Sono i figli della mia unica sorella e vivono in Germania.
Il protagonista è il più piccolo, Gioele, compirà due anni fra poco, lunedi 18, e ancora non sa parlare bene. In famiglia si parla sia l'italiano che il tedesco e lui non riesce a fare la differenza tra le due lingue, allora ha inventato un linguaggio tutto suo, dove compaiono e convivono allegramente, tipo minestrone, parole di entrambe le lingue. Lollo, Iaio e Lele sono i nomi con i quali egli chiama i suoi fratelli e se stesso!
L'altro giorno ha chiesto a mia sorella il permesso di scendere al piano inferiore della casa per stare con i suoi fratelli : "Mamma, ù pilen?" Traduco: "Mamma, giù a giocare?" Pilen sta per Spielen - che significa giocare in tedesco.
Un altro giorno, volendo portare il nonno, mio padre, a giocare nella sua stanza, gli ha detto: "Nonno, komm, komm!" (Nonno, vieni, vieni!).
Gioele, è il nipotino che più soffre per il nonno, gli è molto affezionato e da qualche notte soffre d'insonnia. 
Di Valerio ho anche diversi aneddoti da raccontare: sin dall'età di due anni sapeva bene le marche delle automobili: la ienò pingo (renault twingo), la c...lai..le (Chrysler), la fiat maiea (Fiat Marea). Le sapeva riconoscere al primo sguardo, anche senza guardare il marchio, non so come facesse! Quando mi parlava al telefono, si preoccupava di chiedere dello zio (mio marito) e della sua automobile e mi diceva puntualmente: "Sao (Ciao) zia, come sta lo zio, e la Passat?". E sapeva raccontarmi benissimo la storia della Creazione: "Pima, non s'eia niente. Eia tutto buio, non s'eia la luse, non s'eia nente, neanche l'orso pandino e la papeietta. Poi Dio fa la luse e tutte le cose!". Oppure la parabola del figliol pr....o...go! Ora frequenta la quinta elementare, suona il pianoforte, è estremamente sensibile, ha sempre fame soprattutto di dolci, non ha voglia di fare ginnastica e non gli interessano più le auto!
Flavio è in una squadra di pallamano, è il movimento fatto persona! All'età di tre anni voleva fare karatè ma era troppo piccolo e mi diceva: "Oia (ora)non posso faie (fare) kaiatè, perchè sono piccolo e mi posso spaccaie (spaccare) la testa e posso faie male ai bambini!" . Una volta, lui (che aveva quattro anni) e Valerio erano in macchina con me e mio marito, che nel frattempo aveva cambiato la Passat con un fuoristrada. Mio marito mi stava illustrando le caratteristiche dell'automobile chiamandola appunto fuoristrada, Flavio ascoltava ed esordisce entusiasta: "Sì, zio, andiamo fuori strada, io non sono mai andato a fuori strada, deve essere bello!", pensando che fuori strada fosse un paese!!!!
Ora Flavio frequenta la prima elementare ed è bravo in matematica, tifa JUVE, mangia tanto ed è uno scricchioletto.
Questi sono i miei nipotini, amano stare con me e mio marito, insieme ci divertiamo molto, giochiamo, guardiamo film (tutti rigorosamente d'animazione), ridiamo, facciamo teatro e il circo!!!

giovedì 15 marzo 2012

Dante e i bruti del XXI secolo


'Nel mezzo del cammin di nostra vita...'

credo sia l'incipit più famoso e, oserei dire, il più bello e profondo in assoluto, della letteratura di tutto il mondo! Ma ancora per quanto tempo? In Italia, ma anche in Europa e all'ONU, è in atto un tentativo, finora ben riuscito, di smantellare secoli di civiltà cristiana, fondati sulla Bellezza! L'Italia, in modo particolare, vanta una storia secolare di splendore e di gloria, che le hanno donato il titolo di 'Belpaese', grazie alla maestria ed alla genialità di uomini che hanno messo a disposizione della società la loro abilità ed il loro ingegno. Dante Alighieri è stato uno di essi. Poeta illuminato, che ha saputo ascoltare la Voce di Dio! E' di questi giorni la notizia che certa Valentina Sereni, presidente di Gherush92, organizzazione di ricercatori e professionisti (cosa cercano, ancora non l'ho capito!), che svolge progetti di educazione allo sviluppo e ai diritti umani, accreditata presso l'ONU, ha definito la Divina Commedia antisemita, islamofoba, offensiva, razzista, antieducativa e persino contro i sodomiti, e per questo andrebbe eliminata dai programmi scolastici! Purtroppo saper ammirare la Bellezza, lasciarsi trasportare da essa, lasciarsi conquistare non è da tutti. Il mondo contemporaneo ha perso gli occhi per ammirare! Ha perso il cuore per amare! Ha perso l'intelletto per capire! Ormai per l'uomo del XXI secolo, evoluto e tecnologico, la Divina Commedia non ha più nulla da dire! Charles Moeller ha detto che c'è una sola cosa che supera la bellezza della Divina Commedia ed è la bellezza dei Santi! Perchè i santi hanno saputo stupirsi davanti alla Bellezza, come bambini,  e ne hanno incarnato l'ideale nel loro cuore e nella loro vita, trasformandola in pura bellezza d'amore! Siamo fatti tutti per la Bellezza, per goderne, per lasciarci plasmare da essa, perchè in essa vi sono impressi a caratteri di fuoco, la Mano di Dio, ma anche il Suo Volto ed il Suo Cuore. Non possiamo restarne indifferenti! Anche Dante, ce lo ricorda quando mette sulla bocca di Ulisse queste parole: 'Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza' (Inferno canto XXVI). Dante nella sua Commedia si fa testimone di una Bellezza che è percepita fino all'eccesso, che fa ammutolire, che ferisce, lasciando integri.  Scrive Fabrice Hadjadj: " Questa è la lezione di Dante, ripresa da Platone e raccolta dal salmista: la bellezza sgomenta - il Paradiso è insostenibile. Per vivere in entrambi occorre accettare di essere poveri, chiamare in proprio aiuto tutte le creature, supplicare la Bellezza in persona, Dio stesso, di farsi celebrare attraverso le nostre voci"
(La ferita della bellezza J-L Chrétien- ed. i Rombi Marietti 1820)

mercoledì 14 marzo 2012

Anna Paschetta e il sigillo di Dio

Anna Paschetta si è laureata ieri all'Ospedale 'Le Molinette' di Torino. Un luogo insolito per discutere una tesi di laurea, ma Anna è malata di fibrosi cistica dalla nascita, tempo fa ha subito un intervento di doppio trapianto polmonare, ed ora è ricoverata in terapia intensiva per un'infezione polmonare. Il coraggio di questa ragazza è davvero straordinario ed encomiabile. Nonostante la sua malattia invalidante, ha avuto la forza e la tenacia di lottare, studiare, vivere! E' una ragazza da imitare! Il coraggio e l'attaccamento alla vita di Anna si spiega soltanto se crediamo che simili situazioni si affrontano e si vincono solo perchè dentro di noi è presente il germe dell'eternità. Dio ha posto il suo sigillo in ogni anima, in ciascuno di noi: ed è per questo che, ascoltando la Sua Voce, sentendo il calore della sua Immagine, si avverte il forte attaccamento alla vita, nonostante le difficoltà, i dolori, le amarezze che essa ci riserba! Altrimenti niente avrebbe senso e nulla meriterebbe i nostri sforzi. Grazie Anna, per questa lezione magistrale di vita! Grazie, 110 e lode!!!!

(foto  tratta da MUSEO DEL SIGILLO DI LA SPEZIA)

martedì 13 marzo 2012

Gianna Jessen e il sorriso di Dio

"L'unico scopo della mia vita è far sorridere Dio"
Queste le ultime parole dell'intervista fatta a Milano dalla redazione de 'Il Timone', a questa meravigliosa ragazza, diventata famosa per il coraggio dimostrato nel far conoscere la sua storia al mondo intero! Gianna ha 35 anni, è americana ed è miracolosamente nata viva dopo che sua madre l'aveva abortitaOra gira il mondo, partecipa a numerosi talk-show per denunciare come orrenda ed ingiusta la pratica dell'aborto. Porta su di sè i segni dell'azione abortiva, nel suo passo a volte incerto, ma la sua forza d'animo, la sua carica interiore e la sua grande fede, non la fanno sicuramente arretrare davanti a niente e a nessuno. Gianna nasce viva, il 6 aprile 1977, nonostante le sia stata iniettata una soluzione salina, pesa solo 900 grammi!  Viene salvata, e, contro ogni previsione medica, riuscirà anche a camminare! Su di lei è stato fatto anche un film dal titolo 'OCTOBER BABY'.

Questo è il video del suo discorso al Parlamento dello stato di Victoria in Australia

Qui la sua intervista su RAI DUE 

QUESTO E' IL TRAILER DEL FILM .

domenica 11 marzo 2012

La confidenza in Cristo

Il profeta Davide poneva ogni speranza di salvezza nel futuro Redentore: "Nelle tue mani metto la mia vita; tu mi liberi Signore, Dio fedele"(Sal 31, 6). Ebbene, ancora più grande deve essere la nostra fiducia in Cristo, dal momento che egli è venuto e ha compiuto l'opera della redenzione. E' vero che abbiamo mille motivi per temere la morte eterna, ma è altresì vero che infinitamente grandi sono i meriti di Cristo, dal quale speriamo la vita eterna. Abbiamo sì peccato e meritato l'inferno, ma il nostro Redentore, con le sue sofferenze, si è fatto carico di tutte le nostre colpe:" Egli ha preso su di sè le nostre sofferenze, si è caricato dei nostri dolori" (Is 53,4). Ha cancellato con la sua morte in croce, la nostra condanna:" Contro di noi c'era una sentenza di condanna, ma Dio l'ha tolta di mezzo, inchiodando Cristo alla croce" (Col 2,14). Ha voluto affiggere il decreto della croce, affichè noi guardandolo, avessimo speranza di perdono e salvezza eterna. Più eloquente del sangue di Abele contro Caino è il sangue di Cristo, che per noi chiede e ottiene misericordia:" Vi siete avvicinati a Gesù, mediatore della nuova alleanza, al suo sangue sparso, che ha una voce più potente di quella di Abele" (Ef 12,24). E' come se dicesse: Felici voi peccatori, che dopo il peccato avete fatto ricorso a Cristo crocifisso; egli col suo sangue si è fatto mediatore di pace tra voi e Dio. E' vero che contro di voi gridano i vostri peccati, ma ancor più si leva forte, a vostro favore, la voce del sangue del Redentore e, a una tale voce, si placa la giustizia divina.
Grande è il numero dei peccati di cui dobbiamo rendere conto all'eterno giudice, ma chi è il nostro giudice? E' il Figlio, al quale "Il Padre ha rimesso ogni giudizio" (Gv 5,22). Coraggio, allora! Nostro giudice è il nostro Redentore. "Chi ci potrà condannare? - scrive l'apostolo  Paolo -. Nessuno, perchè Gesù, che è morto ed è risuscitato, ora si trova accanto a Dio, dove sostiene la nostra causa" (Rm 8,34). E' un giudice che, per non condannarci, ha condannato a morte se stesso e, come se non bastasse, ora, in cielo, è nostro avvocato presso il Padre. " Che temi, peccatore - scrive san Tommaso da Villanova -, se destesti il tuo peccato? Come potrà condannarti chi è morto per non condannarti? Se ritorni ai suoi piedi, come potrà cacciarti via chi è sceso dal cielo per cercarti quando lo fuggivi?".

TRATTO DA 'PRATICA DI AMAR GESU' CRISTO' di sant'Alfonso Maria dè Liguori Ed Città Nuova
cap. III pag 51

sabato 10 marzo 2012

Al bar di Oreste

Attendo il sabato con gioia ed un pizzico di trepidazione! Il sabato è il giorno che spezza la routine abitudinaria di una intera settimana. Non lavoro, mi dedico alla spesa e alle commissioni che non posso effettuare durante la settimana. Perfino la sveglia mi comincia a cantare un pò più tardi! Innanzitutto la Messa, come di consueto, ma alle 8,30 invece delle 7! Poi si va al bar di Oreste! Premetto che per certe cose sono una donna 'all'antica', non mi piace entrare da sola in un bar, per esempio... Ma in buona compagnia sì! Ai miei amici informatori dò appuntamento al bar di Oreste e non certo nello studio; si chiacchiera meglio davanti ad una fumante e profumata tazza di tè! Oreste, il proprietario del mio bar preferito, sicuramente non eccelle in  cortesia, simpatia e cordialità, ma serve il tè più buono di tutto il circondario....
Amo il profumo che si respira nel bar di Oreste: pasticcini, cornetti, torte, cioccolatini, biscotti, tutto esala effluvi di dolcezza! E che dire poi del profumo del caffè? Anche se io non lo bevo, però, il suo profumo mi piace moltissimo.
La pausa colazione con mio marito è rilassante,  si ride, si chiacchiera del più e del meno,  dei fatti della settimana, di politica, di sport, di calcio, della Juventus (naturalmente anche la mia dolce metà è juventina, sennò non l'avrei sposato!), di cosa mangiare a pranzo, si legge qualche giornale......
E così è ora delle commissioni: la banca, la posta, la spesa in fattoria e la lezione al Monastero Benedettino......
ma questa è un'altra storia......  

venerdì 9 marzo 2012

Dio salvi l'Italia

Di solito non mi piace fare polemiche, ma a volte, sembra che non riesca a ricacciare nell'oblio delle dimenticanze, certi pensieri che premono per essere eruttati come lava colante, straripante ed incandescente.....
Non è un segreto il fatto che non mi piaccia il governo Monti.
La tecnocrazia mi fa paura, perchè rischia di diventare governo tirannico ed annullare la sovranità popolare (anche se su questa avrei le mie riserve, ma questo è un altro argomento!). Purtroppo è quello che sta accadendo. L'Italia con Monti (non che con Berlusconi andasse meglio!) ha perso completamente 'la faccia'! A livello internazionale non conta nulla, in ambito europeo ha assunto il ruolo di 'utile idiota' ai comandi della Germania e della Francia. L'Italia, ormai da 150 anni, non ha più nulla da dire nè da fare, se non 'lasciarsi dire' e 'lasciarsi fare'. L'esempio più lampante è la questione dei nostri Marò arrestati dalla polizia indiana, dove all'arbitrarietà di questa si è contrapposta la stupida, incapace  rassegnazione e arrendevolezza di questo scellerato governo al quale nulla importa di far rispettare all'India il Diritto Internazionale ed anche la Nazione italiana. Dio salvi questa traballante e zoppicante Italia ed anche e soprattutto i Marò.... 
Interessante l'articolo apparso su la BUSSOLA QUOTIDIANA

giovedì 8 marzo 2012

Portare frutto



La Liturgia di oggi, nella prima lettura, ci propone il tema dell'albero che porta frutto: 'Benedetto l'uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. E' come un albero piantato lungo corsi d'acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell'anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti' (Ger 17, 7-8).
Anche il salmo 1 ci ricorda che l'uomo saggio che si affida al Signore: 'E' come albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà frutto a suo tempo... (S 1, 3)

mercoledì 7 marzo 2012

Come un albero

Il libro di don Luigi Bracco, che mi hanno regalato, (ne ho già parlato QUI) mi affascina e conquista ogni giorno sempre più. Vi sono scritte perle di vera saggezza che vorrei condividere con voi. Oggi mi ha molto colpita la parabola del fico
'Disse loro anche questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna. E venne a cercare i frutti ma non ne trovò'
(Lc 13,6).

 Tristezza di una sera: tutto può finire in un niente.

Dio ci ha dato la vita per cercarLo; ci ha dato un'anima per pensarLo ed averLo presente; ci ha dato una volontà per raccogliere tutto in Lui e illuminare ogni cosa con la sua Luce e rendere testimonianza in noi alla sua Verità. Poi è venuto tra noi, ed ha sopportato tutti i mali che gli derivavano dalla durezza del nostro cuore, dalla nostra instabilità, dalla nostra vanità, dalla nostra superbia. Si è sottoposto alle nostre analisi ed ai nostri giudizi; si è lasciato giudicare e condannare, per insegnarci e testimoniarci che dobbiamo cercare Dio e che la nostra vita ha valore, senso, finalità, solo per questa, ed in questa ricerca. Ed ha aspettato da noi un frutto di conoscenza, di intelligenza, di amore, perchè questo albero piantato nella sua "vigna", siamo noi.
Siamo stati creati per imparare ogni giorno qualcosa di Dio e custodirlo con cura e compiere ogni giorno un passo nella ricerca e nell'amore di Dio. Il giorno in cui questo non avviene, non sarà annoverato tra i giorni della nostra vita, ma si perderà nel vuoto delle cose vane: un giorno non vissuto.
Chi non cerca Dio, non può recare frutti di vita eterna nè alla propria anima, nè all'altrui. Farà del rumore, accumulerà delle ricchezze in terra, si farà battere le mani da molti, ma alla fine della festa non gli resterà che un pò di fumo al di fuori ed il vuoto nell'anima: un albero con tante foglie, ma nessun frutto.
L'uomo è come un albero. (pag 216)

lunedì 5 marzo 2012

Il mistero della Presenza

Cristo è "Qualcuno" dentro la tua gioia, la tua stanchezza. La coscienza del Mistero presente, rende la nostra vita un flusso continuo di novità. Con il riconoscimento di questa drammatica presenza, con questa presenza in cui abita corporalmente la divinità, "inizia" qualcosa di nuovo: oggi, alle undici, all'una, alle sei, alle dieci; domani, alle tre, alle quattro.
In qualsiasi momento inizia qualcosa di nuovo. (don Giussani) 


sabato 3 marzo 2012

Il dono di soffrire per Cristo



TRATTO DA  SANT' ALFONSO MARIA DE' LIGUORI - PRATICA DI AMAR GESU' CRISTO
Ed Città Nuova pag 66-67

Scrive san Giovanni Crisostomo che quando il Signore fa la grazia di soffrire, concede un dono più grande del potere di risuscitare i morti, perchè col far miracoli l'uomo resta debitore a Dio, ma nella sofferenza è Dio che resta in obbligo con l'uomo. E aggiunge che chi soffre per amor di Dio, per il fatto stesso che soffre per amor di quel Dio che egli ama, ha già ricevuto un grande premio. Ecco perchè egli dice di valutare di più la grazia dell'apostolo Paolo nell'essere incatenato per Gesù Cristo che nell'essere rapito al terzo cielo.
San Giacomo, con l'espressione "la pazienza, poi, completi l'opera sua in voi" (Gc 1,4), vuol dirci che non c'è cosa più gradita a Dio di una persona che con pazienza e in pace porta tutte le croci che Dio le manda. E questo, appunto, fa l'amore: rende l'amante simile alla persona amata.
"Le piaghe del nostro Redentore - scrive san Francesco di Sales - sono tutte bocche che ci insegnano come soffrire per lui. Questa è la scienza dei santi: soffrire sempre per Gesù. E' così che si diventa presto santi". Chi ama Gesù Cristo desidera di essere trattato come lui, povero, straziato, disprezzato.
San Giovanni, nell'Apocalisse, vide tutti i santi avvolti in candide vesti e con le palme nelle mani (cf Ap 7,9). Ora, la palma è segno del martirio, e se non tutti i santi sono morti martiri, come mai tutti portano le palme nelle mani? Ci risponde san Gregorio Magno: "Tutti i santi sono stati martiri o di spada o di pazienza. E anche noi possiamo essere martiri, se coltiviamo la virtù della pazienza".
Il merito di una persona che ama Gesù Cristo sta tutto nell'amare e nel patire. "Pensi tu, figlia mia - rivelò il Signore a santa Teresa -, che il merito consiste nel godere? No, ma nel patire e nell'amare. Guarda la mia vita piena di sofferenze.....Ebbene credimi, figlia, che chi più è amato dal Padre mio, più travagli deve affrontare. Questo significa amare. Guarda queste mie piaghe e sappi che i tuoi dolori non potranno mai essere così grandi! E' un grave errore pensare che il Padre mio celeste ammetta nella sua amicizia gente senza travagli!". E qui, a nostro conforto, santa Teresa aggiunge che Dio non manda mai una prova senza subito ripagarla con qualche favore.

venerdì 2 marzo 2012

Preghiera d'amore

O Verbo eterno, tu hai impegnato una vita di sudori, di stenti, di sangue per salvare gli uomini, nulla hai risparmiato per farti amare....E come poi ci sono uomini che lo sanno e, intanto, non ti amano? O Dio, purtroppo tra questi ingrati ci sono proprio io. Riconosco il torto che ti ho fatto....Gesù mio, abbi pietà di me. Io to offro questo mio cuore ingrato, ma pentito. Sì, mio Redentore, mi pento soprattutto di averti disprezzato. Me ne pento e ti amo con tutta l'anima. Anima mia, ama questo Dio legato come un malfattore per te, flagellato come uno schiavo per te, fatto bersaglio di scherno per te, un Dio morto in croce per te. Sì, mio Salvatore, mio Dio, io ti amo, io ti amo. Anzi, sii tu stesso a ricordarmi sempre quanto hai patito per me, perchè io non mi dimentichi più di amarti. Funi che legaste Gesù, stringetemi con Gesù; spine che coronaste Gesù, feritemi d'amore per Gesù; chiodi che trafiggeste Gesù, inchiodatemi alla stessa croce, affinchè io viva e muoia unito a Gesù. O sangue di Cristo, inebriami del tuo santo amore. O morte di Gesù, fammi morire ad ogni affetto terreno. Piedi trafitti del mio Signore, a voi mi stringo; liberatemi voi dall'inferno. Gesù mio, nell'inferno certo non ti potrei amare. Salvami, dunque, mio Salvatore; stringimi a te, non permettere che io mi perda....
O Maria, rifugio dei peccatori e madre del mio Salvatore, aiuta questo peccatore che a te si raccomanda. Soccorrimi per l'amore che porti al tuo e mio Gesù. Amen

(Sant'Alfonso Maria de' Liguori - Pratica di amar Gesù Cristo - ed Città Nuova  pag 42) 

Bellissima preghiera che dedico al mio Gesù...in questo primo venerdi del mese.
Oggi la Santa Chiesa ci ricorda il digiuno e l'astinenza dalle carni.  

La croce di Cristo


Ieri sera, Gesù Cristo ha bussato alla mia porta. Mi ha donato la Sua Croce, ha bisogno del mio aiuto per aiutarlo ad arrivare fino al Calvario. Ho aperto la porta e subito mi ha caricato le spalle della pesante croce. Mi sono aggrappata a questo legno carico di dolore e di consolazione, per non cadere....
Mio padre, che si chiama Nino, è ricoverato in ospedale a causa di un tumore, ancora in corso di accertamento. Dovrò prepararmi a partire per la Germania, i miei genitori e la mia unica sorella vivono lì. Spero di avere il coraggio e la forza necessari per affrontare tutto......Vi chiedo preghiere.... 

giovedì 1 marzo 2012

Il cuore di Dio

In un mondo dove il 'mysterium iniquitatis' sembra avere il sopravvento dettando le sue regole di violenza e di morte - penso a Yara, a Sara, agli uccisi in odio alla fede cristiana, alle rivolte in Africa, ai nostri soldati morti per portare aiuto, pace ed una nuova speranza a chi può permettersi di avere soltanto un'idea di libertà, ai nostri figli così fragili ed indifesi che si lasciano morire per non avere il coraggio di affrontare le conseguenze delle loro azioni - esiste una logica d'amore, di speranza, di bene che fatichiamo a percepire e a comprendere perchè storditi da tanto dolore. Questo mondo ha un cuore, il suo palpito lo possiamo avvertire nel silenzio, nel mistico e devoto ardore del nostro amore verso i nostri cari, nel loro sorriso, nei loro occhi stanchi, nelle nostre fatiche quotidiane, piccole e grandi. Il cuore del mondo è il cuore di Dio che ritmicamente soffia le sue note di vita sul pentagramma della nostra esistenza, componendo insieme a noi la musica della nostra quotidiana realtà, intrisa di gioie e dolori, di fatica e riposo, di cadute e redenzioni, di amore e odio, di rigore ed indulgenza, di stonature e di bellezza! Di tanta bellezza! Basta avere il coraggio di accostare l'orecchio nel chiasso di questo mondo e la percepiremo con grande e gioioso sgomento.  
Questo articolo lo avevo scritto esattamente un anno fa per Hyde Park Corner. Nonostante sia passato un anno mi sembra sia rimasto molto attuale e lo ripropongo qui. Queste mie parole si ricollegano al post di qualche tempo fa dal titolo