La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 26 giugno 2012

L'era perfetta (?)

L'uomo sa volare, andare nello spazio, costruire strutture ed apparati super-tecnologicizzati, ha sconfitto tante malattie, ha scoperto tanti segreti del cosmo,  ha saputo lottare per ottenere libertà e dignità, ha sfruttato al meglio ogni sua capacità intellettiva (con le dovute eccezioni, naturalmente)per raggiungere, nei nostri tempi, traguardi, scopi e risultati, in ogni ambito, civile, economico e sociale, impensabili fino a pochi decenni orsono, ma ha perso di vista l'obiettivo principale della vita. Dal momento in cui ha creduto di essere invincibile, dichiarandosi perfino capace di 'sostituirsi' a Dio nella scienza e nella tecnica, è iniziato il suo inesorabile declino. Ne è testimonianza la 'cultura della morte' che da decenni continua ad essere seminata in tutti gli ambiti sociali. Ne è testimonianza la mentalità relativista, che si palpa in ogni discorso , anche il più banale, tra massaie (si può usare ancora questo termine, in una società radicalmente mutata come la nostra?), al bar tra un cornetto ed un cappuccino, in ufficio tra una pratica ed una telefonata. I risultati di questa deriva sono davanti agli occhi di tutti. La crisi economica è l'emblema della crisi sociale, politica e soprattutto religiosa che l'uomo contemporaneo sta vivendo. Questa è una crisi che affonda le sue radici in un vissuto molto lontano; è una crisi preparata da decenni e che solamente ora sta affiorando, come la punta di un iceberg. I fermenti erano già presenti negli anni sessanta, con l'ideologia sessantottina, che ha stravolto e sovvertito ogni ordine sociale, politico e religioso. Ma si potrebbe andare ancora indietro nel tempo, è doveroso farlo. Bisogna lanciare uno sguardo lontano, nel XVI secolo, (lo so che è troppo lontano, ma è la nostra storia e dobbiamo conoscerla), fino ad arrivare all'Ottocento dove il pensiero filosofico, soprattutto il positivismo scientistico ha condizionato la mentalità ed il modo di vivere di intere generazioni (anche se ignare!) fino  ai giorni nostri, epoca in cui è emblematica la deriva della nostra storia in senso democratico-illuministico-progressistico-laicistico (come afferma il filosofo Augusto del Noce). La Rivoluzione Francese, spartiacque della storia moderna, da un lato ha assorbito le ideologie pre-rivoluzionarie, dall'altro si è fatta promotrice della loro divulgazione.
Ed ecco confezionato l'uomo del  XXI secolo: capace di grandi cose, dal cuore indomito e generoso, eppure in ginocchio davanti alle calamità, alla crisi (non voluta e subita), ad un potere politico sprecone e asservito alla logica dell'utilitarismo personale. Ecco l'uomo, colpito, senza colpa, da un terremoto, costretto a vivere, nell'era delle super-tecnologie e della ricchezza, in una squallida tendopoli!       

8 commenti:

  1. Sono sostanzialmente d'accordo su tutto, ma non dimenticarti di dire che proprio nel secolo del positivismo e del riduzionismo già nella scienza germinavano pensatori che aprivano la strada, ancora oggi semideserta, dello sguardo aperto alla totalità della persona e all'uomo nella sua pienezza. Penso allo sbocciare proprio delle medicine olistiche europee (Hanneman è proprio del '700!), e per fortuna ai nostri giorni anche ad uno sguardo più attento alle relazioni tra persone e creato, come la permacultura e le scienze agrarie affini che cercano una sintesi tra scienza e rispetto del creato intero.
    Scusa se il "predicozzo" è stato un po' lungo e si esteso oltre i confini del tema che avevi aperto, ma mi è venuto di botto!

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  2. ACQUACLUSTER, il tema andrebbe sviscerato meglio per render giustizia alla verità. Ma l'era del positivismo non ha portato nulla di nuovo al concetto di persona, anzi ha stravolto il senso dell'essenza, cercando di 'emancipare' l'uomo dal suo Creatore. Ne è scaturita un'immagine dell'uomo, nuova, sì, ma distorta. E' con la nascita della 'filosofia cristiana' e, conseguentemente della teologia, che si viene a porre un accento nuovo sull'antropologia, rompendo gli schemi ellenistici ed apportando veri e propri elementi di originalità. Successivamente anche sant' Agostino affronta, con spirito nuovo, alcuni temi fondamentali della speculazione greca ed ellenistica, arricchendoli di soluzioni nuovissime. E poi non dimentichiamo san Tommaso (dell'unità tra anima e corpo!). Questo solo per citare le basi del grande pensiero filosofico al servizio della persona, del creato e della Verità.
    Questo credo sia un tema da affrontare altre volte perchè molto interessante.....
    Grazie, un abbraccio

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  3. Analisi perfettamente in linea con il mio pensiero, però non bisogna arrendersi, e cercare nel nostro piccolo, la cultura opposta a tutto questo, tante gocce formano l'oceano!!!!
    un'abbraccio!!!

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  4. No hasta tan atrás como el siglo XVI, pero sí hasta Descartes se remonta Juan Pablo II en "Memoria e identidad" para señalar dónde nacen los males de nuestro tiempo.

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  5. Sì sì Martina, infatti come ti ho scritto mi son lasciata trasportare dalla tastiera e sono uscita di tema rispetto al tuo post!
    Torno subito in riga!! :-))))))
    Francesca (Acquacluster)

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  6. Creo que,entendiendo el positivismo como una época de optimismo, no lo estamos viviendo en la actualidad. Existe una gran falta de sentimiento hacia la verdad lo que lleva a un abuso de la libertad. Para mí es fundamental la defensa de los derechos humanos. Un gran beso,Martina.

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  7. Me gusta tu entrada, considero una exposición muy acertada la tuya; pero yo no veo solución al actual declive; quizá cada uno debía buscar las raíces del mal en su propio interior.

    Un abbraccio.

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  8. ANGELO: arrendersi mai, e come dice san Paolo, vincere con il bene il male!

    RAFAEL: grazie per aver ricordato il libro del Papa Giovanni Paolo II! A pag 19 (Ed. Rizzoli) parla appunto di Cartesio (1596-1650)che, con il suo 'cogito ergo sum', ha capovolto il modo di fare filosofia, portando alla ROTTURA con la linea di pensiero precedente, che il Papa chiama la 'filosofia dell'esse', sviluppata in modo particolare da san Tommaso d'Aquino. Con Cartesio nasce la 'scienza del puro pensiero': tutto ciò che è 'esse' rimane nel campo del 'cogito', come contenuto della coscienza umana.

    FRANCESCA: non preoccuparti, hai scritto benissimo! Hai dato modo a tutti di sviluppare meglio il tema. Come avrai letto, Rafael, ci ha dato l'opportunità, da studioso di filosofia, di approfondire il tema, segnalandoci un passo importante che ha portato al concetto di filosofia moderna.

    AMALIA: dici bene. La libertà e la verità sono due grandissime possibilità che danno all'essere umano la capacità di esprimersi nella vita nel migliore dei modi, ma non devono mai essere separate.

    JUAN IGNACIO: è vero, è un problema di difficile soluzione e sono d'accordo con te, credo che bisogna ripartire dalle coscienze, formare 'L'UOMO NUOVO'. Non a caso il Papa Giovanni Paolo II ha parlato di 'NUOVA EVANGELIZZAZIONE'.

    GRAZIE A TUTTI PER I VOSTRI INTERVENTI, IL VOSTRO CONTRIBUTO E' MOLTO PREZIOSO. UN ABBRACCIO

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