La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 15 novembre 2012

Latino maccheronico

E' di questi giorni (sabato 10 u.s.) la notizia che il Santo Padre con una lettera Apostolica in forma di Motu Proprio abbia istituito la Pontificia Accademia della Latinità (ne ho parlato ieri qui)per promuovere e valorizzare la lingua e la cultura latina. L'idea del Santo Padre mi piace perchè amo la lingua latina in quanto credo sia alla base della nostra cultura, delle nostre radici di cattolici e di Europei e non solo, infatti basta pensare anche all'Europa fuori dall'Europa, per usare una felice espressione dello scrittore cattolico Giovanni Cantoni (che io ho la grazia di conoscere!), il fondatore di ALLEANZA CATTOLICA e della rivista 'Cristianità',( cliccare qui per conoscerlo, leggendo un' intervista) per renderci conto di quanto noi Europei siamo legati al resto del mondo soprattutto Latino-americano grazie alle comuni radici culturali, linguistiche e di fede in modo particolare. Questo post, però, non vuole avere nulla di serio, l'ho pensato per ridere un pò........
 
Ho sottomano il libro di Marcello D'Orta -ABOLIAMO LA SCUOLA-    
che a proposito di latino, dedica una pagina, la 12, ad una esilarante carrellata di fraintendimenti e storpiamenti delle preghiere che sua madre (e tutte le donne del popolo, come lui stesso afferma) recitava in latino maccheronico. D'Orta allora era un bambino di cinque anni ed  ascoltava la madre che pregava, passando davanti alle edicole votive, recitando le sue preghiere in latino (come si usava prima del Concilio Vaticano II), mentre lo accompagnava a scuola. Ecco il brano: L'Anticaglia (questo il nome della strada che conduceva alla scuola) è una delle viuzze di Napoli con più edicole votive(.....) la maggior parte raffigura la Madonna o anime del Purgatorio. Sempre passando innanzi a questi tempietti, mia madre si segnava, e sempre recitava la preghiera in suffragio dei purganti. La preghiera era detta in latino maccheronico, com'era normale per le donne del popolo che ad esempio storpiavano FIAT VOLUNTAS TUA in FIATTE VOLONTA' STUA, DA NOBIS HODIE in DONNA BISSODIA, REQUIEM AETERNAM in RECCHIA MATERNA, DE PROFUNDIS in TE SPROFUNNIE e così via, ma io, naturalmente non me ne accorgevo, finendo col dare strani significati alle parole. In luogo di 'Requiem aeternam dona eis domine, lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen', le labbra illetterate di mia madre battevano: 'Requia materna, erona romine, sparpetua, lucia nterna. Schiatta in pace. Amen'. Questa 'Lucia' che stava 'nterna' (a terra?) e che doveva 'schiattare in pace' non sapevo come inquadrarla. Di chi si trattava? Che cosa ci faceva a terra? Come poteva schiattare in pace? Per tutto il corso delle elementari ho interrogato me stesso su questo mistero, senza risolverlo mai. (Marcello D'Orta ABOLIAMO LA SCUOLA - Giunti ed. Per vedere recensione cliccare qui).
Per comprendere appieno bisogna, però, saper masticare almeno un pò la lingua napoletana. La risata è assicurata!
 
Siccome, per parafrasare un detto, tutto il mondo è paese, ho anche una chicca per miei amici di lingua spagnola:
 
l'altro giorno nel suo blog Polizon y naufrago l'amico Rafael (qui ) parlava di un errore di lettura fatto da una bambina alla preghiera dei fedeli, durante la Messa Domenicale, e come da questo errore sia scaturita una meditazione sulla mancanza di vocazioni. L'amico Angelo di Siete en Familia ha scritto questo commento: Dicen que cuando la misa y oraciones se recitaban en latín, uno oyó cantar a unas viejecitas: "Tanto negro va en aumento" en lugar de "Tantum Ergo Sacramentum".
 
 
Davvero tutto il mondo è paese!  

5 commenti:

  1. Hay una frase latina que en español da lugar a un equívoco simpático. Es esta: "Mater tua mala burra est". Parece que llama burra a la madre del otro, cuando simplemente dice que come manzanas pochas.

    Un abbraccio

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  2. Quando viveva a Roma, una delle cose che mi piaceva era quello di partecipare alle funzioni della chiesa e pregare nella stessa lingua, con persone provenienti da paesi diversi.

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  3. Eso es lo bonito. Poder orar todos en un mismo idioma.

    Un beso muy grande

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  4. ...traigo
    ecos
    de
    la
    tarde
    callada
    en
    la
    mano
    y
    una
    vela
    de
    mi
    corazón
    para
    invitarte
    y
    darte
    este
    alma
    que
    viene
    para
    compartir
    contigo
    tu
    bello
    blog
    con
    un
    ramillete
    de
    oro
    y
    claveles
    dentro...


    desde mis
    HORAS ROTAS
    Y AULA DE PAZ


    COMPARTIENDO ILUSION
    MARTINA

    CON saludos de la luna al
    reflejarse en el mar de la
    poesía...




    ESPERO SEAN DE VUESTRO AGRADO EL POST POETIZADO DE LABERINTO ROJO LEYENDAS DE PASIÓN, BAILANDO CON LOBOS, THE ARTIST, TITANIC SIÉNTEME DE CRIADAS Y SEÑORAS, FLOR DE PASCUA …

    José
    Ramón...

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  5. RAFAEL, è proprio divertente.... E' stato il commento di Angelo che mi ha fatto venire l'idea degli equivoci! Un abbraccio

    ANGELO, hai ragione! Anch'io ho, in questo modo, la sensazione di sentirmi più unita ai fratelli nella fede. La lingua unisce, e sentirci uniti è il desiderio che ognuno di noi coltiva nel profondo. Un abbraccio

    AMALIA, sarebbe bello. Capirsi senza fare fatica....Un abbraccio

    JOSE' RAMON, bienvenido en mi blog, espero te gustes. Gracias....

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