La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 29 dicembre 2013

La città profetica


Betlemme, piccola cittadina della Palestina, in ebraico significa 'Città del pane', mentre in arabo significa 'Città della carne'. Gesù è il Pane Vivo disceso dal Cielo ( Gv 6,41)  ed è emblematico il fatto che abbia scelto proprio questa cittadina per incarnarsi, nascere e manifestarsi al mondo intero e gli antichi profeti lo avevano predetto.
 
 
 

 

martedì 24 dicembre 2013

Natale è donare!

Ogni anno è lo stesso! Ogni anno l'identica retorica-anticonsumista! E' vero, c'è la crisi, c'è che si suicida per aver perso il posto di lavoro, chi per non aver potuto salvare la propria azienda dal fallimento, c'è chi vive situazioni di povertà, di disagio economico; purtroppo ogni giorno veniamo investiti da tante notizie tristissime che ci amareggiano. Mi chiedo quale sia il modo migliore per fronteggiare questa ondata di grande pessimismo che ci attanaglia ormai da qualche anno. Non ho formule sociali né soluzioni concrete (di quelle si dovrebbe occupare il nostro Governo!) ma credo che ognuno di noi, nel nostro piccolo, potrebbe fare qualcosa per apportare un contributo positivo, una luce in questo mare di oscurità in cui è sprofondato il mondo. Non sopporto i discorsi anti-consumismo, che portano inevitabilmente al brutto, al tetro, al buio, alla tristezza, alla sfiducia, alla rovina spirituale. Si tratta di rovina spirituale perché spegne in noi l'entusiasmo, il candore, la gioia della nascita del nostro Divino Redentore. Si dice che i soldi non facciano la felicità ma è pur vero che questi siano necessari per vivere, ma è ancor più vero che non dobbiamo perdere la fiducia nella Divina Provvidenza! Il Natale è sinonimo di dono: dunque doniamo qualcosa.......è segno di amore, di vicinanza, di condivisione, di solidarietà. Un regalo non impoverisce nessuno e non diventa segno di insensibilità verso i poveri e ci permette di fare un dono ancora più grande ed importante: noi stessi. Lo spirito del Natale è donare, ce lo ha insegnato Dio stesso che incarnandosi e nascendo nel tempo si è fatto Dono per noi. Nessuno è così povero da non poter donare nulla, basta anche una parola di conforto, un sorriso, una telefonata, una visita e chi si può permettere di più lo faccia con slancio ed entusiasmo perchè con un dono si porta in dono Gesù! Non lasciamoci prendere dallo sconforto, non lasciamo che ci vengano tarpate le ali e l'anima; non lasciamoci chiudere tra le mura buie e fredde del buonismo e del pauperismo che ci vorrebbero tutti poveri, brutti, sconsolati, affamati e tristi. Non lasciamo che ci venga trafugato il significato del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi continueremo a donare e donarci; continueremo a raccontare ai nostri bambini che la notte di Natale è la notte più santa, più magica, più brillante e luminosa in cui potranno sognare le cose più belle ed attendere doni da Gesù Bambino che arriverà nel silenzio sonnacchioso della notte (anche Babbo Natale è permesso perché una volta si chiamava Santa Claus!); continueremo a fare l'albero di Natale, il presepe e mettere le luci, tante luci alle finestre e nelle nostre case; continueremo a credere che la bellezza della fede accresca in noi il desiderio di essere migliori, di scoprire la multiforme ricchezza che si cela nell'essere umano e nel creato; continueremo a coltivare e portare speranza, a credere che l'unico modo per sconfiggere le tenebre della crisi è invocare la Luce che viene dal Cielo.....gli altri facciano come meglio credano.  

giovedì 19 dicembre 2013

Love is love!

A fronte di una notizia buona ne emergono tante altre purtroppo non così positive. Nei giorni scorsi ho voluto soprassedere dallo scriverne per non incorrere nel rischio di far passare sempre e solo le brutte notizie dando così ampia risonanza alle cose negative invece di esaltare e mettere in evidenza tutta la bellezza e la bontà che ci circonda. E questo è tempo di Bontà e di Bellezza! Nonostante il pressante e dilagante fumo del 'Mysterium iniquitatis' che cerca di insinuarsi tra le pieghe della nostra esistenza per renderla disordinata e peccatrice; nonostante tutto il male che ci sovrasta e che ci può travolgere questo è Tempo di Salvezza e di Bellezza, infinita.....infinita...infinita Bellezza! Dalla Bellezza di Dio dobbiamo trarre tutta la forza per sopportare ogni notizia che altrimenti ci porterebbe allo sconforto lasciandoci soli, nudi ed indifesi davanti al male straripante.
Nella Esortazione Apostolica “Reconciliatio et poenitentia, Giovanni Paolo II ha affermato che “non c’è alcun peccato, anche il più intimo e segreto, il più strettamente individuale, che riguardi esclusivamente colui che lo commette. Il peccato è sociale perché ogni peccato si ripercuote, con maggiore o minore veemenza, con maggiore o minor danno, su tutta la compagine ecclesiale e sull’intera famiglia umana.” Ecco perché il male compiuto da un altro è anche il nostro male e ne percepiamo tutto il dolore
e la gravità se abbiamo una coscienza retta ed orientata all'amore verso Dio ed alle sue Sante Leggi. A proposito di ciò non posso non essere felice per il fatto che la famigerata e scellerata 'Risoluzione Estrela' (ne avevo scritto qui) è stata bocciata dal Parlamento Europeo, ma a fronte di questa buona notizia ve ne sono altre molto, ma molto inquietanti, a dimostrazione del fatto che il Male agisca nel mondo incessantemente e persa una battaglia si arma ancora di più e meglio per combatterne un'altra e cercare di vincerla. Ultimamente l'iniquità umana è impegnata sul fronte della carnalità e del sesso ed affonda le sue grinfie melmose e putride nelle carni innocenti e candide dei bambini, con la complicità dei Governi e della Magistratura. E' il caso del 60 enne,
impiegato nei servizi di assistenza sociale del suo comune, condannato in appello a 5 anni di reclusione perché trovato in atteggiamenti intimi con una bambina di 11 anni a lui affidata ed ultimamente assolto perché la bambina era consenziente ed innamorata! Questo in Italia, ma non sono incoraggianti neanche i segnali che giungono da altri Paesi europei ove è in atto un dibattito sull’abbassamento dell’età minima per il consenso sessuale, come il caso discusso nel Regno Unito a seguito della proposta avanzata da Barbara Hewson, avvocato inglese nota per le sue battaglie per i diritti civili, di portare il limite di tale consenso a 13 anni.
Non appaiono neppure incoraggianti i segnali che giungono da Oltreoceano. E' inquietante il fatto che l’American Psychiatric Association (APA) lo scorso 30 novembre 2013 abbia dovuto rettificare ufficialmente quanto scritto nell’ultima versione del Dsm-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) pubblicata quest’anno, in cui la pedofilia era stata declassata da “disordine” ad «orientamento sessuale» (dieci anni fa nel Dsm-4 era già stata derubricata da «malattia» a «disordine»). Non si può non citare uno studio americano del dott. Bruce Rind e del dott.Philip Tromovich dove viene ridefinito il concetto di 'abuso sessuale sui minori'. Ancora più inquietante è il dibattito che si è svolto lo scorso 14 febbraio presso la Queen’s University tra il Dr. Vernon Quinsey, e il Dr. Hubert Van Gijseghem, i quali hanno “scientificamente” sostenuto come la pedofilia debba essere considerata un orientamento sessuale paragonabile all’eterosessualità e all’omosessualità. Da un disordine ad un altro il passo è sempre molto breve e, cambiando i termini e le definizioni, si cerca di cambiare anche la natura con le sue regole ed il suo ordine. Il 13 dicembre 2013 il Tribunale Federale per il Distretto dello Utah ha giudicato incostituzionali molti articoli della legge di quello Stato che proibisce la poligamia. Lo ha fatto in nome della libertà religiosa, sostenendo che quella legge era stata creata per colpire specificamente i mormoni prima del 1890 - quando praticavano la poligamia. Ma ha accolto anche l'argomento relativo all'omosessualità, citando la Corte Suprema la quale ha affermato che il tacciare di immoralità i rapporti omosessuali non è più al giorno d'oggi opinione condivisa dal comune sentire americano. In Europa, dunque in casa nostra, non ci sono Mormoni ma ci sono musulmani poligami e alcuni di loro si sono rivolti alla Corte Europea dei Diritti Umani, sostenendo che in Europa i modelli di matrimonio allo stato attuale sono due: matrimonio fra un uomo e una donna e quello omosessuale e perché non potrebbero essere tre, includendo la poligamia, che tra l'altro ha una storia e una diffusione mondiale ben più ampia del «matrimonio» omosessuale? In Germania un fratello e una sorella hanno fatto ricorso alla Corte Suprema perché sia dichiarata incostituzionale anche la legge che vieta l'incesto. Se sì al «matrimonio» omosessuale, perché no alla poligamia? Se sì alla poligamia, perché no all'incesto? Perché no al 'matrimonio' tra me ed il mio cane, o il mio cavallo o il mio criceto? «Love is love» dice Obama.

    
 

mercoledì 18 dicembre 2013

Addobbi natalizi

Quest'anno, a causa di un trasferimento con relativo trasloco in altra città, ho preferito non eccedere negli addobbi natalizi in casa ed ho rinunciato al presepe in grande stile. Troppi scatoloni da svuotare (quando invece dovrei riempirli!) e quindi li lascerò in cantina così belli ed impacchettati, dormienti il sonno di un anno intero, in attesa di un altro Natale. Comunque non ho rinunciato a mettere in bella mostra una Natività in legno della Val Gardena (che tengo esposta tutto l'anno!)a candele, rami, pigne, bacche, scorzette, cannella, palline ed oggetti dorati, tutto (o quasi) fatto a mano da me. Mi piace questo modo di attendere la nascita del nostro Divino Redentore. Girando per casa trovo un particolare che me lo ricorda, un dettaglio che mi fa gioire del tempo che stiamo vivendo nell'attesa.......Ogni attesa ha un sapore di gioia, di ansia, di trepidazione che dona all'anima un fermento positivo, un profumo di divina eternità. L'attesa della Divina Nascita non è semplicemente un evento da aspettare ma un avvenimento da sperare con la certezza della fede. L'incarnazione è il tempo di Dio, la sua reale presenza nella carne umana. Niente sulla terra si può paragonare a questo sconvolgimento dell'Essenza Divina se non la nascita di un inerme, piccolo e fragile bambino, ed il Signore ha desiderato prendere la sua forma, piccola e fragile per allietarci e donarci un sorriso. Attendiamo con gioia questo meraviglioso evento che ha sconvolto per sempre la storia dell'umanità! Prepariamo la casa, addobbiamola, e prepariamo la culla del nostro cuore, con la preghiera e la santa confessione. Nulla di più sarà gradito al Signore ed alla Sua Santa Mamma.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 17 dicembre 2013

Ed è subito sera.....

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

(S. Quasimodo)

Una lirica breve, intensa e ricca di significati nascosti che affiorano in superficie solo ad un'esamina attenta ed aperta all'ascolto. Non credo sia una poesia tristemente desolante e solitaria, come la critica vorrebbe trasmetterci, ma essa illumina il percorso oggettivo e soggettivo dell'uomo - inteso anche come intera umanità - in cammino lungo i sentieri della storia. Ogni uomo di fronte a Dio (OGNUNO STA SOLO)ha un rapporto esclusivo, di solitudine luminosa e gioiosa; ogni uomo è solo con il Solo per poter apprendere e comprendere meglio il significato del suo esistere come essere finito e come creatura desiderata ed eterna.
Ogni uomo è solo davanti al suo Dio, per meglio apprendere ed ascoltare le parole d'amore che Egli sussurra al suo orecchio pudico ed attento. Il rapporto d'amore tra Dio e l'uomo è rapporto unico ed esclusivo, colmo di brezza fine e penetrante che pervade la fibra più intima dell'essere umano, creatura sempre in debito ma meravigliosamente incosciente del tributo d'amore che deve al suo Signore........
 
Vi dono un momento di grande respiro e di infinita bellezza tra le candide nevi delle alture che arrivano a toccare il cielo!
 
Lo confesso, sono stata in questo angolo di cielo per rubare un po' di natura e portarla in casa mia! Per i lavoretti di Natale.....No, purtroppo quello che lambisce il cielo non sono io.....io sono quella che, con i piedi per terra, taglia e raccoglie rami.....
 
 


 


domenica 15 dicembre 2013

Vigilante attesa


Vieni, Signore Gesù a diradare le tenebre del nostro cuore, ad illuminare il pallido sole della nostra vita. Donaci le armi della luce, fà che possiamo risplendere immersi nel mistero dell'attesa vigilante e gioiosa di Te, che verrai a dare compimento e splendore alla nostra debole e malata esistenza, sempre povera e bisognosa di Te.

giovedì 12 dicembre 2013

Prepariamo la culla


"Dio è presente ovunque sulla terra, e specialmente, con la sua grazia, nei cuori miti e umili. Poiché è l'Altissimo, Egli è anche l'infinitamente Basso. Poiché è il Trascendente, Egli è anche l'Onnipresente. Gli umili e i docili sanno che Egli fa sì che tutto concorra al loro Bene, che il sassolino nella scarpa, la pozzanghera, lo scoglio e il pantano sono, per così dire, l'anticamera della sua santa Dimora. Perciò si abbandonano alla sua Volontà. E, dove questa volontà si compie, noi viviamo sulla terra come fossimo in cielo."
(Fabrice Hadjadj - La terra strada del cielo)

domenica 8 dicembre 2013

Tota pulchra es Maria

Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice, la buona, la piena di grazia.
Maria è il respiro dell'anima,
è l'ultimo soffio dell'uomo.
Maria discende in noi,
è come l'acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.
(ALDA MERINI - MISTICA D'AMORE)

sabato 7 dicembre 2013

Primo sabato del mese

Lucia, la veggente di Fatima racconta:

“Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.
E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:

A tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

E’ questa la grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria che si affianca a quella del Sacro Cuore di Gesù.
Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:

1– Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
2– Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
3– La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
4– La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5– Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione.
6– Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria:

1– Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
2–  Contro la sua Verginità.
3– Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
5– L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue
immagini sacre. 
(Tratto da qui) 
 

venerdì 6 dicembre 2013

Primo venerdi del mese

La pia pratica de i primi nove venerdi del mese è un desiderio espresso da Gesù a santa Margherita Maria Alacoque. Grandi sono le promesse fatte da Gesù e grandi sono i benefici che un'anima riceve nel pregare il Sacro Cuore di Gesù, soprattutto la grazia della perseveranza finale, quindi della salvezza eterna!
Per essere degni della GRANDE PROMESSA fatta da Gesù è necessario:

1.  Accostarsi alla confessione    
2.  Accostarsi alla Comunione
3. Per nove mesi consecutivi
4. Ogni primo venerdì del mese

La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.
Chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, o altro motivo  ne avesse tralasciata anche una sola, deve cominciare da capo. Essa diventa un ottimo modo per riparare alle offese, ai sacrilegi ed agli oltraggi che, ogni giorno ed in ogni parte del mondo, vengono rivolti al Signore.   

giovedì 5 dicembre 2013

Tecnici del sacro

http://www.benedettinealatri.it/preghiere_11.html
Nei giorni scorsi, mentre ero in macchina, ascoltavo una trasmissione radiofonica su Rai Radio Uno, in cui si parlava di tecnologia contemporanea ed inevitabilmente i conduttori hanno posto l'accento sulla fabbricazione dei più disparati apparecchi elettrici che siamo soliti usare in casa e fuori, piccoli e grandi elettrodomestici e telefonia, e come questi non superino, nella maggior parte dei casi, l'usura del tempo, subendo guasti quasi subito dopo la data di scadenza della garanzia. Una commissione di tecnici, insospettiti da tali evenienze, si è presa la briga di studiare il fenomeno esaminando vari prodotti su vasta scala e ne ha dedotto che la maggior parte di questi oggetti viene fabbricata in modo da avere una durata più o meno limitata nel tempo, cioè giusto il tempo di superare la garanzia! Le ditte fabbricatrici, interpellate dai tecnici, si sono difese dicendo che i loro prodotti sono fabbricati a regola d'arte (su questo non ci sono dubbi è sulla qualità dei materiali usati che questi sorgono), dunque i tecnici hanno proposto a tali ditte di aumentare gli anni della garanzia di ciò che producono. Mi pare più che onesto! Ebbene, io nel mio piccolo lo posso confermare, allo scadere della garanzia mi si sono rotti il ferro da stiro e la lavatrice e più di una volta! In trasmissione ci si chiedeva come mai siamo costretti, il più delle volte, a ricomprare l'oggetto perché non vale la pena ripararlo. Il più delle volte succede perché diventa più conveniente averlo nuovo perché i costi di riparazione potrebbero essere maggiori dell'oggetto nuovo o perché non è facile trovare un tecnico oppure perché non si può riparare. Meditando su questo argomento mi sono resa conto che nel secolo dell'usa e getta e della cultura dello scarto non possiamo aspettarci altro. Ormai è l'ingranaggio del mondo contemporaneo che ci costringe ad adattarci a questo modus vivendi. Per fortuna non tutto funziona così! Il mondo dello spirito abita in altre sfere ed è sotto il diretto controllo della nostra coscienza, delle nostre azioni e della nostra volontà. Sono giorni e giorni che non faccio altro che leggere di profanazioni a ciò che abbiamo di più caro, Gesù Cristo e la Sua Croce e questo non solo in paesi non cristiani ma anche nella nostra 'civile' e moderna Europa, dove, sotto l'egida della libertà di espressione e dell'arte, si commettono impunemente dissacrazioni e blasfemie. A questo punto noi, da bravi tecnici del sacro, possiamo fare le nostre più amorose riparazioni al Signore che viene profanato, dileggiato, schiaffeggiato, ingiuriato, sputato e crocifisso in ogni momento rinnovando ogni volta la Sua dolorosa Passione e Morte. Gli atti di riparazione sono una pia pratica che credo dovremmo riprendere, per essere in continuità ed in sintonia con i fratelli nella fede che ci hanno preceduti e pensando ai nostri nonni non dovrebbe essere difficile; sono preghierequi se ne trovano tante), atti d'amore, richieste di perdono che rivolgiamo a Gesù per consolarlo, asciugargli le lacrime ed il sangue, proprio come amorevolmente fece la Veronica,  cercare di cancellare le offese ricevute e soddisfare la giustizia divina. Per dire quanto gli atti di riparazione siano importanti, il Santo Padre Pio XI emanò il 5 agosto 1928 un'Enciclica dal titolo MISERENTISSIMUS REDEMPTOR sull'atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù. L'enciclica termina con questa stupenda e commovente preghiera:
 
 Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. 
Così sia.     

martedì 3 dicembre 2013

Avvento

In silenzio la neve aveva guadagnato i campi, le strade.
Era venuta la notte, portata da una bava di levante.
Alla mattina dopo gli uomini camminavano senza rumore e senza ombra.
Tutta coperta di neve, la campagna pareva pervasa da una profonda umiltà, quasi nell'aspettazione di un evento sovrumano.
E tutte le case erano animate da un movimento insolito.
C'era chi andava a far legna, chi castrava le castagne, chi spennava i polli sulla
porta.
Da un forno acceso giungeva il crepitìo delle fascine, un odor di buono; da qualche cucina il frullo di un mattarello. (F.Tombari)

 

giovedì 28 novembre 2013

Cerco nelle pietre.............

Se non fosse per la scienza noi non avremmo un argomento valido per dire che siamo figli di una logica rigorosa. La cultura atea sostiene che noi siamo figli del caos, ma questo è antiscientifico perché cosa vuol dire scienza? Scoprire la logica della natura. Se c'è una logica rigorosa che regge il mondo dalle sue strutture più piccole, l'universo subnucleare, che fino a poco tempo fa era sconosciuto, ai confini del cosmo, se c'è una logica ci deve essere un autore. La cultura atea sostiene che l'autore non c'è, ma non è un atto di ragione è un atto di fede nel nulla! Ecco il valore della scienza:  scienza e fede sono in grande alleanza perché hanno gli stessi valori, scienza e fede non sono nemiche perché la scienza non è nata da un atto di ragione ma da un atto di fede in Colui che ha fatto il mondo.
 
Galilei ha scritto: " Io cerco nelle pietre, non nelle stelle, la logica del Creatore perché con le stelle non posso fare esperimenti con le pietre sì"  ed è studiando le pietre che abbiamo scoperto questa logica;  chi aveva mai scoperto nulla prima di Galilei? Nessuno. Ecco perché Galilei è il padre della scienza e perché la scienza è l'unico strumento che noi abbiamo nell'immanente per dire che non siamo figli del caos. (Prof. Antonino Zichichi)
 
Su You tube è possibile vedere ed ascoltare il Professore che rilascia questa breve intervista.
http://www.youtube.com/watch?v=Whbeh7CD_KQ

martedì 26 novembre 2013

Femminicidio?

Che bisogno c'è di parlare di femminicidio? Che bisogno c'è di creare il reato di femminicidio? L'omicidio (al di là del sesso della vittima) non è già punito in Italia? Il Rapporto Criminalità Italia del Ministero dell'Interno recita a pagina 125: ".... dai dati emerge che più frequentemente le vittime di omicidio sono maschi, fino ad un massimo di 8 soggetti su 10 tra il 1992 e il 1997"; a pagina 128: "Le donne commettono omicidio soprattutto verso maschi e la quota percentuale rimane abbastanza costante per tutto il periodo considerato".
 Dai dati del Ministero dell'Interno emerge che il rapporto tra gli uomini e le donne uccisi in un anno è circa 4/1: perché 99 donne uccise fanno notizia e 400 uomini uccisi no? Perché le 99 donne uccise vengono contate e i 400 uomini uccisi no? Gli uomini valgono forse meno?
C'è stato chi ha obiettato che l'emergenza femminicidio c'è, perché la percentuale di donne uccise sale di anno in anno. Invece l'emergenza femminicidio non c'è, perché il numero di donne uccise scende di anno in anno. Erano 192 nel 2003, 172 nel 2009, 156 nel 2010, 137 nel 2011 e 124 nel 2012. E come mai, se il numero assoluto di donne uccise diminuisce di anno in anno, la percentuale sale? Perché il numero assoluto di omicidi compiuti nel nostro paese scende di anno in anno, ma scende più velocemente per gli uomini che per le donne. Sicuramente gli uomini hanno una tendenza omicida più marcata, ma sono più pericolosi fuori casa che in casa; mentre le donne sono più pericolose in casa che fuori. Esattamente il contrario di quanto afferma la vulgata del femminicidio. 

venerdì 22 novembre 2013

Dio è Dio

Il 22 novembre 1963 moriva lo scrittore Clive Staples Lewis non ancora 65enne a The Kilns, la sua casa ai bordi del quartiere residenziale di Headington Quarry nel villaggio di Risinghurst, appena fuori Oxford. Dall'età di 15 anni decise di abbandonare la fede anglicana e vivere da ateo. Nell'età adulta diventa uno stimato e raffinatissimo studioso di letterature medievali e rinascimentali nonché amato o comunque rispettato da tutti come apologeta cristiano di prima grandezza. Dal 1925 docente all'università di Oxford e grande amico dello scrittore  J.R.R. Tolkien. Il 9 settembre del 1931 Lewis invitò a cena i suoi due grandi amici e colleghi il cattolico Tolkien e l’anglicano Hugo Dyson. Dopo cena uscirono per fare una passeggiata al chiarore della luna, lungo il suggestivo e bellissimo viale alberato che offre una passeggiata tra le più belle, chiamato Addison’s Walk.  Giunti nei pressi di un albero, tuttora esistente, furono investiti da una brezza improvvisa  e Lewis, Tolkien e Dyson si sentirono avvolti, abbracciati da qualcosa di misterioso, una commozione mai provata! Lewis non ha mai dimenticato quella notte, in cui avvenne il suo ritorno a Dio (Lewis rimase anglicano ma filo-cattolico)e di quella notte ha scritto nel suo libro autobiografico "SORPRESO DALLA GIOIA" con tratti commoventi e decisi: "....cedetti, ammisi che Dio è Dio, mi inginocchiai e pregai; quella notte fui forse il più scellerato e riluttante convertito di tutta l'Inghilterra". 
In questo post  ho scritto una breve biografia dello scrittore, se non altro per ricordare la sua passione per il tè e per i libri, proprio come me.   

mercoledì 20 novembre 2013

La giusta metà

L'intero universo, compreso l'essere umano è stato creato con ordine. Tutto è regolato, nulla lasciato al caos. Ogni cosa al suo posto ed un posto per ogni cosa. Tutto, in un certo senso,  è regolato da un dualismo, non necessariamente dicotomico, che è molto positivo, esso regola e dona significato, espressione e concretezza alle varie categorie di tipo umano e non. Esiste il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, il freddo ed il caldo, il fuoco ed il ghiaccio, il liscio ed il ruvido, il terreno ed il celeste, il grande ed il piccolo, la fede e l'idolatria, il chiaro e lo scuro, il bianco ed il nero, l'uomo e la donna, il maschio e la femmina,  il vuoto ed il pieno, il sentimento e la ragione, l'anima ed il corpo, la materia e lo spirito, la fragilità e la fortezza, il coraggio e la paura. Tutti principi distinti, tra loro complementari od opposti, che materializzano concetti astratti per renderli esperienza. Nessuno si può sottrarre alle regole di queste categorie essendo legati all'ordine della materia e della realtà oggettiva ma anche soggettiva in quanto ognuno ne fa esperienza, seppur in modo diverso. Nessuno può astrarsi da queste categorie, non si può creare un universo parallelo fatto di concretezze ed astrattezze nuove se non nel mondo della fantasia, dell'allucinazione e delle droghe. Come ogni cosa ha un nome legato ad un significato, un fine, uno scopo, un ruolo,  così l'essere umano, regolato dalle leggi della trascendenza, ha un ruolo, un significato, un fine, un nome. L'essere umano non può vivere senza regole: diventerebbe uno schiavo. Non può ignorare i dualismi né la complementarietà: diventerebbe un tiranno. Non può abbandonare la via della ragione e della storia vergata sul suo dorso: diventerebbe merce. Non può lasciarsi condurre dal fato: diventerebbe un burattino. Non può procedere nel solco dell'esperienza degli avi senza accettare la sua vera natura di creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio, con una legge ben precisa che lo definisce e lo caratterizza, munito di un'anima immortale che lo spinge ad elevarsi dalla terra e di un corpo che lo rende capace di relazione e di complementarietà. Senza queste consapevolezze l'uomo si priva volontariamente della sua dignità e felicità, mercificandosi alle sue soggettività. A nulla varranno i suoi tentativi irrazionali di sottomettere le leggi della natura alla sua volontà, non riuscirà mai a trovare la giusta metà.......          

martedì 19 novembre 2013

Radicamento nella tradizione

Il cosmologo Bernardo di Chartres scriveva: «Siamo come nani sulle spalle di giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'acume della nostra vista o per l'altezza del nostro corpo, ma perchè sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti». (nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea). La frase esprime una consapevolezza diffusa tra gli studiosi medievali, soprattutto tra quelli delle scuole sorte a cavallo del Mille e che sono state il preludio alla grande epopea della prime università europee. I giganti erano naturalmente i filosofi e matematici greci che, riscoperti, tradotti e studiati dai monaci, diedero un forte impulso allo sviluppo dello scibile umano nel corso dei secoli. In questo tempo di 'memoria corta' va ricordato che esistono e sono ancora valide e basilari due categorie per il progresso scientifico e tecnologico: il radicamento nella tradizione e la libertà di immaginare il nuovo.

lunedì 18 novembre 2013

Offese al Santo Padre

Il caro ed amato volto di Papa Benedetto XVI, trasformato, con rossetto ed ombretto, in un pagliaccio da 'gay pride' ritoccato con osceni trucchi da travestito, compare su una locandina che pubblicizza un Cineforum sull' argomento “omosessualità e religione” organizzato da studenti omosessuali dell'università statale di Milano. Si tratta di oltraggio alla religione ed al Santo Padre. Si tratta di odio e desiderio di vendetta nei confronti del Santo Padre Benedetto XVI che, con i suoi continui (e inascoltati) appelli ai valori non negoziabili, alla salute di anima e corpo, al rispetto della legge naturale, resta il simbolo di quella Fede cattolica tanto odiata ed osteggiata perché in totale contrapposizione con le scandalose voglie libidinose che, in questo periodo di follia collettiva, si vogliono presentare e promuovere come normali. Simili scempiaggini non si possono più tollerare! Sono giorni e giorni che leggo (tante testate cattoliche on-line ne hanno scritto e riscritto) e rimugino questa notizia. Provo rabbia, tristezza, compassione.  Non oso pubblicare la foto (che potrete vedere qui) per non dare visibilità a tanta sfrontatezza ed in totale rispetto verso il Santo Padre al quale vanno le mie scuse per coloro che lo offendono e la mia totale fedeltà alla sua persona ed al suo santo e dotto Magistero. Credo che la cristianofobia dilagante in tutta l'Europa, purtroppo non venga ostacolata a sufficienza, anzi subita e forse tollerata ed alimentata. E' in atto una vera e propria campagna diffamatoria, offensiva e discriminatoria nei confronti dei cattolici e di coloro che non si lasciano piegare dalla mentalità gayfriendly imperante e dilagante. La legge contro l'omofobia non è ancora stata approvata ma comincia a dare i suoi frutti con la legittimazione di simili iniziative statali che a loro volta servono da trampolino di lancio per dare libero sfogo a qualunque atto di intolleranza verso coloro che vengono definiti intolleranti ed omofobi. Ma qui i veri intolleranti chi sono? I veri discriminati chi sono?     

venerdì 15 novembre 2013

Confessione sacramentale

                                                              “Quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione.

“Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita la veste bianca della nostra dignità cristiana!
 
“Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po’, a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore”. (Papa Francesco)
 
 
 
La Regina della Pace a Medjugorje, in un messaggio del 6 agosto 1982, ha detto a proposito della confessione:
“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo Venerdì o il primo Sabato del mese. Fate ciò che vi dico! La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confessassero una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite”.
 
Per fare una buona confessione: linee guida qui

mercoledì 13 novembre 2013

Fiumi di letame!

GENITORI RIBELLATEVI, NON DORMITE! E' TEMPO DI DIFENDERE I VOSTRI FIGLI DAGLI SPORCACCIONI CHE VOGLIONO METTER LORO LE MANI ADDOSSO E IMPUNEMENTE, SPORCARE L'INNOCENZA COL FANGO DELLA DEPRAVAZIONE E DELLE NEFANDEZZE PIU' VILI, ABIETTE E VOMITEVOLI. NON LASCIATE CHE I VOSTRI FIGLI VENGANO CORROTTI E COINVOLTI NEL VORTICOSO FIUME DI LETAME CHE VUOLE TRAVOLGERE TUTTO E TUTTI!
 
La sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha da poco rilasciato il documento "Standard for Sexuality Education in Europe"(questo testo è in inglese, ma vi prego di andare ad aprirlo lo stesso, se non altro, per vedere che faccia hanno gli sporcaccioni che hanno pensato e redatto questo documento!) che intende orientare e dirigere l'insegnamento dell'educazione sessuale per i bambini dai 4 anni. Il documento risulta inadatto e pericoloso per varie ragioni: innanzitutto incoraggia l'introduzione di comportamenti sessuali moralmente discutibili a partire dalla primissima infanzia (ad esempio, propone la masturbazione infantile, la scoperta del corpo proprio e altrui tramite il "gioco del dottore" a 4 anni, l'esplorazione di relazioni tra individui dello stesso sesso" prima dei 6 anni).
In secondo luogo esso è interamente orientato alla promozione e alla propaganda dell'ideologia gender, secondo una scelta che non ha nulla di scientifico ma che risponde a evidenti esigenze ideologiche. L’aspetto più grave, però, è il voler imporre alle famiglie, e quindi ai bambini stessi, un'educazione da parte dello Stato che quindi intima una propria morale e una propria etica basate sull’opinione.
Da ultimo, il testo è orientato a una concezione semplicistica e materialistica della vita sessuale, subordinando l'esperienza affettiva e relazionale alle nozioni meramente biologiche e anatomiche apprese nella prima infanzia e trascurando la problematicità etica tipica della sfera sessuale come di ogni agire umano. Queste linee guida tornano alla ribalta perché ad esse rimanda la bozza di risoluzione dell’europarlamentare Edite Estrela dal titolo “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”. Il documento dell’Oms composto di 65 verbosissime pagine si apre chiarendo che il compito di condurre i bambini e i ragazzi alla scoperta delle loro facoltà sessuali ricade prima di tutto sulla scuola, sugli psicologi, psicoterapeuti e sessuologi e non sui genitori che “non sono all’altezza del compito” e poi questi spesso “si imbarazzano ad affrontare l’argomento”. Le linee guida proseguono stabilendo che l’educazione sessuale deve iniziare sin dai primissimi giorni di vita e deve perciò essere inserita come materia obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie.

lunedì 11 novembre 2013

Mostra e convegno sul dott. Jerome Lejeune

La mostra Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérôme Lejeune, curata dall’associazione Euresis, giunge a Modena per iniziativa di un gruppo di associazioni locali, col patrocinio dell’U.S.R. Emilia Romagna, del Comune e della Provincia di Modena, dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, dell’Ordine dei Medici, e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
 
Sarà esposta a Modena:
- dal 9 al 16 novembre 2013 al Centro Servizi della Facoltà di Medicina (presso il Policlinico
- dal 18 al 20 novembre presso l’ITIS Corni
- dal 21 al 23 novembre presso il Liceo Tassoni
 
Nella mostra viene descritta la figura dello scienziato francese, la profonda cultura e la genialità che lo contraddistinguono, e ancora di più la sua posizione di fronte alla novità di ciò che via via andava scoprendo. L’intelligente attenzione di Lejeune alle malattie genetiche (in particolare alla trisomia 21 - più conosciuta come Sindrome di Down) e gli eccezionali progressi da lui avviati in tale ambito di ricerca, emergono come frutto del suo interesse profondo per ciò che studiava, suscitato da una sincera e concreta passione per le persone e i pazienti. La posizione umana di Lejeune ha un’evidente portata conoscitiva e scientifica, una posizione inestricabilmente connessa con la sua esperienza di fede cristiana, tanto da ricoprire per incarico di Papa Giovanni Paolo II la presidenza della Pontificia Accademia per la Vita. Nei suoi piccoli pazienti Lejeune ha sempre riconosciuto il desiderio di compimento che animava anche lui e la possibilità di una vita comunque e misteriosamente piena e ricca. Pur constatando che le sue scoperte iniziavano ad essere utilizzate in una direzione che egli non poteva accettare, Lejeune non ha mai smesso di fare ricerca nella speranza di individuare una terapia per i bambini affetti da patologie genetiche (è in questo ambito che emerge, ad esempio, l’intuizione della connessione tra acido folico e prevenzione della spina bifida).
A partire da questa affascinante figura di uomo, scienziato e medico, la mostra espone in modo rigoroso e puntuale alcuni tra i più recenti sviluppi della genetica, non nascondendo i radicali interrogativi da essi aperti rispetto agli scopi della genetica stessa e alle sue reali possibilità. Campeggia sullo sfondo la posizione di Lejeune sull’uomo: nessuno è definito dal suo limite; il patrimonio genetico, la malattia o la disabilità non sono mai la misura ultima di una persona.
I punti di interesse di questa mostra sono molteplici: la bellezza dello sguardo di Lejeune nei confronti dei suoi pazienti, la sua passione per la ricerca scientifica e l’intreccio tra i due aspetti; il modo in cui, a partire dalla sua testimonianza e seguendo gli sviluppi della genetica clinica, nella mostra viene messa a tema e indagata la natura umana con il suo inesauribile fondo di mistero.
Tratto da qui 
Ho già scritto qui del servo di Dio (c'è il processo di beatificazione in atto!) dott. Jerome Lejeune.
Segnalo anche, sul mio blog ilsestopianeta.blogspot.it, il tenero, dolce ed affettuoso libro biografico che la figlia ha dedicato alla memoria di suo padre.

domenica 10 novembre 2013

Un Sahara dello spirito


"In nessun tempo la dissolutezza e la frivolezza hanno straripato come nel nostro tempo. La società moderna è travagliata da una febbre di rinnovamento che fa paura ed è infestata da uomini che si prevalgono di tanta nostra sofferenza per costruirvi l'impero dei loro arbitrii, la tirannide dei loro vizi, il nido delle lussurie e delle rapine. Mai il male ha assunto caratteristiche tanto vaste e apocalittiche, mai abbiam conosciuto altrettanto pericolo. L'atomica crea un deserto meno atroce di quello che la dottrina imperante d'una società senza Dio ha creato: c'è un Sahara dello Spirito, oltre che un Sahara materiale".
"I nuovi barbari passeranno anche loro, e forse l'ora è già vicina. [...] La Chiesa non soccombe. Non temiamo la morte: temiamo il peccato".
(Cardinale Alfredo Ottaviani - IL BALUARDO - Ed. Ares)

venerdì 8 novembre 2013

La Santa Chiesa Cattolica

"Muoiono gli uomini, anche quelli che sembravano immortali; crollano le umane istituzioni; si succedono, gli uni agli altri, i più impensati tramonti. E a ogni alba nuova la Chiesa assiste serena ed è baciata dal sorgere di ogni nuovo sole"
(Sua Santità Pio XII)
 
 
 
 

giovedì 7 novembre 2013

Parole profetiche

Nella grande impresa umana di cercare di dischiudere i misteri dell’uomo e dell’universo, sono convinto del bisogno urgente di dialogo costante e di cooperazione tra i mondi della scienza e della fede per edificare una cultura di rispetto per l’uomo, per la dignità e la libertà umana, per il futuro della nostra famiglia umana e per lo sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta. Senza questa necessaria interazione, le grandi questioni dell’umanità lasciano l’ambito della ragione e della verità e sono abbandonate all’irrazionale, al mito o all’indifferenza, a grande detrimento dell’umanità stessa, della pace nel mondo e del nostro destino ultimo.
(SS. Papa Benedetto XVI - 8 novembre 2012 - ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, ricevuti in udienza nella Sala Clementina).

mercoledì 6 novembre 2013

Movimento Familiaris Consortio

Il Movimento 'Familiaris Consortio' nasce dal grande ideale di vita cristiana di don Pietro Margini (nato a  Sant'Ilario d'Enza (RE) nel 1917) pensato per le coppie di sposi che desideravano vivere una vita alla sequela di Cristo e mantenere una 'misura alta' della vita cristiana. Così nel 1957 alcune coppie di fidanzati si lasciarono conquistare da don Pietro e dal suo ideale di vita e, quando questi si trasferì dalla città di Correggio a Sant'Ilario, lo seguirono per continuare il cammino di formazione alla sequela di Cristo. Oggi il Movimento è formato da 43 'cellule' dislocate in provincia di Reggio Emilia, Modena e Roma e costituiscono comunità di famiglie che si riuniscono, spesso vivendo una affianco all'altra in condominio o nella stessa via, prestandosi mutuo aiuto umano e spirituale. Don Pietro soleva dire: "La salvezza dei nostri tempi deve venire dalle famiglie", capendo la portata dei mutamenti sociali in atto in quel periodo di dura contestazione, di secolarizzazione e sbandamento ideologico e religioso. Le famiglie di don Pietro furono, proprio in quegli anni, un faro per chi cercava un chiaro riferimento dottrinale ed ecclesiologico in sintonia con la storia bimillenaria della Chiesa Cattolica. Questa grande comunità di famiglie forma l'Associazione mariana di famiglie detta 'Comunità delle Beatitudini'. Inoltre negli anni Ottanta fioriscono le prime vocazioni alla vita sacerdotale e da lì nascerà la Comunità sacerdotale Familiaris Consortio. Il Movimento opera sul territorio anche con opere sociali tra cui scuole paritarie e  movimenti giovanili.  
 

lunedì 4 novembre 2013

Filosofia semplice su YOU TUBE

Segnalo l'iniziativa dell'amico Rafael del blog polizon y naufrago, che ha aperto un canale su YOU TUBE dove posta dei video tanto simpatici quanto istruttivi che hanno come argomento il pensiero filosofico  dei maggiori rappresentanti della filosofia di tutti i tempi. E' filosofia in briciole, in pillole, qualche pensiero, il maggiormente caratterizzante ed il più efficace; il linguaggio è chiaro, semplice, ma in spagnolo!  
 "Filosofía para náufragos" cuenta la filosofía de un modo ameno y desenfadado.  

venerdì 1 novembre 2013

Come alberi


Amo ogni cosa del creato, il regno vegetale, minerale e quello animale (anche se devo dire sinceramente che taluni animali proprio non mi ispirano!) e gli alberi tra le cose del creato sono, insieme ai fiori, le cose che più affascinano e mi stupiscono. Gli alberi sono grandi, enormi o piccoli; robusti, snelli o gracilini, dalla chioma folta oppure sparuta. Hanno rami sottili, piccoli, oppure grandi, contorti o lisci e foglie caduche o sempreverdi e di tante sfumature di verde e di rosso. Hanno radici che si approfondano nella terra e fronde che si innalzano fino al cielo. Hanno la capacità di slanciarsi verso il cielo e nel contempo lambire la nuda terra. Sanno trarre il meglio dalla vita, il succo della terra e l'ossigeno dall'aria e sanno donare il meglio che possiedono: frescura, ombra, tanti buoni frutti da mangiare e tanti colorati fiori da ammirare. Possono essere robusti e resistere alle intemperie, ma anche tanto fragili da soccombere alle forze della natura. La vita li spinge ad essere sempre in continuo mutamento, in continuo divenire, per assecondare le leggi che li guidano e li determinano in ogni stagione ed in ogni mese dell'anno. Quando muoiono, dopo aver dato tutto di sé, senza lamento alcuno, continuano nel silenzio a donarsi scaldando le nostre fredde giornate d'inverno, riempiendo di gioia, saggezza e cultura le nostri menti ed i nostri cuori, donando vita attraverso un seme, riposando nella fertile memoria della terra che continua a generare i suoi figli con le mani del Suo Creatore. Noi esseri umani quanto assomigliano agli alberi!?

giovedì 31 ottobre 2013

A proposito di Halloween

Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino
«La festa dei Santi e la commemorazione dei fedeli defunti, tanto care alla tradizione anche familiare del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween. Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei santi e del suffragio ai defunti rischia sul piano educativo di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé. Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore».
 
Avv. Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita.
"Halloween, in realtà, è tutt’altro che un’innocua festicciola per bambini. Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.
Trae origine da un’antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un’altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.


Di quest’ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici». (...)  per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E’ uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi “solennità” coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell’antica stregoneria. La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico".

mercoledì 30 ottobre 2013

Une larme m’a sauvée!

Una lacrima mi ha salvata! E' questa la coinvolgente storia  di Angéle Leiby, raccontata in un libro edito da San Paolo. Angéle è una donna francese di Strasburgo che, il 14 luglio del 2009 in seguito ad una forte emicrania, viene portata in ospedale; di lì a pochissimo le sue condizioni precipitano, non riesce a parlare bene, fa fatica a respirare, diventa cieca, fino ad arrivare al coma. I medici decidono di intubarla e preparano il marito e la figlia al peggio:  Angèle non si risveglierà mai più. Ma questo è solo ciò che si vede. In realtà, Angèle sente tutto, sebbene – come racconta oggi – non riesca a vedere nulla, se non il buio, però riesce a sentire ed a capire tutto ciò che succede intorno a lei in quella stanza d'ospedale. Capisce di essere attaccata ad una macchina e di essere alimentata tramite un sondino, ma soprattutto comprende che i medici la danno per spacciata. Dopo tre giorni di coma in cui il suo corpo subisce continui peggioramenti, il 17 luglio un medico consiglia al marito di iniziare a contattare le pompe funebri.
Angèle sente tutto. Cerca di urlare, ma la sua è una voce muta. Si accorge che il marito le tiene la mano, ma non ha forza per fare alcun cenno. I medici si fanno sempre più insistenti col marito. Ormai la situazione è disperata, “occorre staccare la spina”, ma il marito e la figlia si oppongono e Angèle, cosciente di tutto recita il Padre Nostro. Il 25 luglio, anniversario del suo matrimonio, entra nella sua stanza la figlia Cathy che le rivela di aspettare il terzo figlio e che desidererebbe tanto che la nonna potesse almeno vederlo. È a quel punto che accade l’inaspettato. Dagli occhi di Angèle sgorga una lacrima. Una sola lacrima che consente alla figlia di avvertire i dottori. Poi il movimento di un mignolo. In quel corpo immobile c’è vita! Finalmente i medici compiono studi più approfonditi e fanno diagnosi di sindrome di Bickerstaff una encefalite troncoencefalica che permetterà ad Angèle di ottenere tutte le cure necessarie per guarire completamente dopo un periodo lungo e faticoso. Il 30 gennaio 2010 può tornare finalmente a casa. La vicenda, conclusasi felicemente, mi riporta indietro nel tempo. Penso a Terry Schiavo ed a Eluana Englaro che sono state più sfortunate di Angèle. Loro purtroppo non sono state salvate da nessuna lacrima! E credo che, per la loro salvezza, siano state versate tante lacrime, ma queste sono scivolate via sull'indifferenza dei medici e dei parenti che hanno deciso per la loro morte.