La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 24 gennaio 2013

Io sto col prof. Enrico Pavanello

E' in atto un linciaggio mediatico ai danni del professore Enrico Pavanello insegnante di religione in un liceo di Venezia, perché ha osato affermare, in tema di omosessualità e matrimoni tra gay, la posizione della Chiesa. Il caso è diventato nazionale, i soliti Grillini, Concia, Arcigay, Mara Carfagna hanno gridato allo scandalo, pretendendo anche sanzioni per questo professore che non si piega alla mentalità corrente e politicamente corretta. Purtroppo anche la curia non ha gradito la lezione del professore e, a firma del delegato per l'Evangelizzazione e la catechesi mons. Walter Perini, dirama un comunicato ufficiale in cui si chiede pubblicamente scusa per l'offesa arrecata e la mancanza di rispetto verso coloro che erano l'oggetto della lezione del prof. Pavanello, il quale, suo malgrado e per non perdere il posto di lavoro, ha dovuto anch'egli piegarsi chiedendo scusa se aveva urtato la sensibilità di qualcuno. Ci troviamo di fronte alla resa incondizionata davanti al nuovo totalitarismo, alle nuove ideologie ed al conformismo che avanzano, alla totale rinuncia a dare ragione di quanto la Chiesa insegna. Il Santo Padre Benedetto XVI – nel discorso prenatalizio alla Curia romana – aveva messo in guardia dall’ideologia del gender (che purtroppo si è ormai radicata anche all'interno della Chiesa stessa), indicando in essa la sfida più grave per la Chiesa cattolica dei nostri giorni.   

8 commenti:

  1. Dove siamo arrivati- poveri noi.

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  2. ....e chissà dove ancora ci porterà questo modo di pensare...

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  3. Complimenti al Prof. Enrico Pavanello perchè ha il coraggio della verità biologica. Il dato di fatto della realtà sessuale e fisica è basilare nella considerazione etica. Si metteranno forse gli elefanti a pensare di essere pinguini o uccelli? Con tutta la scienza che abbiamo a disposizione basata fondamentalmente sul dato fisico per poter capire al realtà, no, il mondo di oggi vuole eludere la realtà per andare dove? Ognuno per la sua strada...ovvero la disperazione e il la libertà intesa come "io faccio quello che voglio" Civiltà? Maristella

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  4. L'esito delle prossime elezioni darà il colpo di grazia alla famiglia vera. Ormai sull'esempio di altri stati "più evoluti in materia" vedremo riconosciuti e sbandierati i più sconclusionati e innaturali "diritti" dell'uomo. Penso che proporranno Vendola come ministro per la "famiglia".
    Non c'è altro da aggiungere!!

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  5. MARISTELLA, benvenuta! Hai detto benissimo: purtroppo oggi si nega anche l'evidenza. Viviamo nella società 'dell'io voglio'. Grazie.

    ANGELO, ad essere sincera, temo moltissimo Vendola. Anch'io credo che non mancherà molto che anche l'Italia si adeguerà a tanti altri Stati europei in tema di 'diritti civili'.

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  6. Arrivo per la prima volta in questo blog: ho saputo la vicenda da un articolo sulla Bussola Quotidiana. Onore e simpatia allo sfortunato prof che ha solo fatto al meglio il suo dovere. E vergoga e disonore invece al Patriarcato di Venezia: il mercenario, quando vede venire il lupo fugge...

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  7. Si este hombre defiende a la familia, me parece que actúa bien.
    La unión familiar es lo más importante.

    Un beso grande.

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  8. LO SCRIBA, benvenuto nel mio blog! I fatti si commentano da soli, ma solo chi è animato dall'amore per la Verità riconosce l'errore. Grazie.

    AMALIA, il professore ha difeso la famiglia, la verità, il buon senso, il bene comune. Purtroppo non è stato apprezzato. Un abbraccio

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