La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 31 luglio 2013

Cardinale Ersilio Tonini

Una rosa anche per il Cardinale Ersilio Tonini che, all'età di 99 anni, domenica 28 luglio è tornato alla Casa del Padre, dopo una lunga vita spesa al servizio della Chiesa.

Un momento di bellezza


In questi mesi, purtroppo, si è riproposta la medesima situazione di qualche anno fa quando il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri aveva deciso di chiudere la Scuola Allievi. In quel periodo mi decisi di chiedere alla Vergine Maria la grazia affinché questo non accadesse e, nel medesimo tempo, piantai nel giardino una pianta di rose, per renderle onore e dimostrarle tutto il mio affetto. Ricevetti la grazia, la Scuola non venne chiusa, ma per la pianta cominciò una piccola serie di disavventure: era ancora piccola e tenerella quando subì il primo attacco involontario del carabiniere addetto alla manutenzione del giardino che, non vedendola, in quanto nascosta dalle erbacce che erano cresciute intorno (il taglio dell'erba del prato è di competenza del personale della Caserma), la tagliò radendola dal suolo! Mi dispiacque moltissimo e, quando credevo di averla persa per sempre, vidi i primi rametti ergersi diritti e forti dal tronco monco.  Rifiorì la speranza di vederla crescere e di dimostrare alla Vergine, con il profumo delle rose, tutta la mia gratitudine per la grazia ricevuta. Ma, appena cresciuta, nella seconda primavera, il giardiniere la rasò nuovamente! Mi misi a piangere come una bambina e mio marito lo fece presente all'incauto 'giardo-carabiniere'.
 
I primi tempi, dopo le brutte avventure, quando sentivo il tagliaerba in azione, cominciavo ad andare in fibrillazione, temendo che la mia rosa cadesse di nuovo sotto le lame di quel diabolico attrezzo. Ma questo non avvenne più e la pianta finalmente è stata lasciata libera di crescere e fiorire copiosamente!   Gli altri anni non avevo mai avuto il coraggio di tagliare una rosa, mi bastava contemplarle affacciandomi dalla veranda e sentirne il profumo, ma quest'anno l'ho fatto. Ne ho raccolte tantissime e le ho sempre messe davanti ad un'immagine della Madonna, posta sul tavolo della sala da pranzo, dopotutto le rose sono sue! Questa pianta è davvero bellissima e le rose altrettanto! L'ho piantata con le mie mani e ne sono orgogliosa.
 


 
Con queste foto desidero condividere con voi un momento di bellezza!
 
 
 

 
 
 

lunedì 29 luglio 2013

Fiammelle in parlamento

Fiammella di libertà e di ragione

di Camillo Langone

Preghiera per i veglianti in parlamento, per le donne e per gli uomini che in questi giorni in quelle aule forse non grigie ma certamente sorde tengono accesa la fiammella della libertà e della ragione. Quindi per Eugenia Roccella, Carlo Giovanardi, Maurizio Gasparri, Maurizio Sacconi e i pochi altri che opponendosi alla proposta di legge omosessualista (vulgo: anti-omofobia) si oppongono non solo al tizzone d'inferno professionista Scalfarotto, non solo al mangiaostie a tradimento Franceschini, non solo al liberalmanettaro Galan, ma all'infinita palude dei vigliacchi che si piegano affinché passi la piena. E senza alcun sostegno: il Papa in altre faccende affaccendato, il pretume silente, il culturame compattamente ansioso di soffocare la libertà di espressione con una legge totalmente illiberale, anticostituzionale, anticristiana, antireligiosa, antinaturale, antirazionale, antitutto. Se l'Italia non verrà distrutta sarà per riguardo a questi rari giusti, a questa manciata di coraggiosi. Veglia Signore sul loro cammino.
© Il Foglio, 25 luglio 2013
 

venerdì 26 luglio 2013

Strategia nazionale


Cliccando qui sul sito del dipartimento per le pari opportunità del governo si  potrà leggere il testo sulla strategia nazionale in tema di 'discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere', che tale dipartimento metterà in atto per la prevenzione ed il contrasto di tali discriminazioni.
Si tratta di un piano di azioni integrate e multidisciplinari in grado di fornire una risposta dinamica e coordinata al contrasto delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, in linea con il sistema di intervento, proprio, dell’UNAR di governance sussidiaria ed integrata per la prevenzione, il contrasto e la rimozione di ogni forma di discriminazione, cosi come previsto, peraltro, dal recente decreto ministeriale di organizzazione interna del 4 dicembre 2012. Per raggiungere tali scopi il governo ha individuato quattro ambiti strategici di intervento e precisamente nei settori del lavoro, della scuola, dei media, della sicurezza e carceri. Per ciascuno di questi ambiti vengono definiti, in modo molto semplice e schematico, gli obiettivi e le misure specifiche da mettere in campo per promuovere la parità di trattamento e dare un forte impulso a quel processo di cambiamento culturale cosi fortemente auspicato.
Le Regioni si sono recentemente avviate lungo un percorso di consapevolezza degli obblighi derivanti dal diritto sovranazionale, che impongono un riconoscimento e una tutela per le condizioni personali – come l’omo/bisessualita – considerate a rischio di discriminazione, approvando una serie di normative regionali. A fronte di un quadro nazionale lacunoso, queste appaiono come certamente innovative.

Le Regioni Toscana, Liguria, Puglia, Emilia Romagna, Marche, Piemonte e Umbria sono intervenute in ambiti come l’accesso ai servizi, il contrasto alle discriminazioni e all’omofobia, la promozione di politiche attive in ambito lavorativo.
Per quanto riguarda il settore della scuola, scelto come luogo primario della prevenzione, sono state realizzate attività specifiche di prevenzione e contrasto della violenza e della discriminazione mediante i Protocolli di Intesa stipulati tra il Ministro delle Pari Opportunità ed il Ministro dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca.
Da tutte queste misure, pensate per favorire le persone con inclinazioni omosessuali, si deduce come è in atto il tentativo di scardinare i capisaldi dell'identità dell'essere umano, come definiti da Dio attraverso le leggi della natura e della biologia. Nel testo a pag 39 troverete un GLOSSARIO con la definizione di tutte le nuove forme di sesso e tanto altro. Troverete termini come OMONEGATIVITA', in cui viene spiegato che tale parola ha sostituito quello di omofobia e sta ad indicare che gli atti di discriminazione e violenza non sono necessariamente irrazionali o il frutto di una paura, ma piuttosto l’espressione di una concezione negativa dell’omosessualità, che nasce da una cultura e una società eterosessista.
 
Ecco il punto: distruggere la società fondata sulla famiglia composta da un uomo ed una donna, padre e madre, maschio e femmina, cioè la società definita eterosessista. Se questi provvedimenti verranno attuati subiremo una sorta di 'lavaggio del cervello' in ogni ambito sociale, con lo scopo di rieducare la società dalle 'storture' di millenni e millenni e rifondare la nuova società ad immagine e somiglianza degli istinti e dei capricci degli esseri umani.    

mercoledì 24 luglio 2013

Una, dieci, cento ragioni......

Ci sono tante ragioni per opporsi alla proposta di legge in materia di contrasto dell'omofobia e della transfobia.
 
 All’art.1 della proposta di legge  viene introdotta la definizione di identità di genere che secondo la teoria del gender si definisce come la percezione che una persona ha di sé e del proprio sesso anche se opposto a quello biologico.
La volontà individuale finisce per prevalere sulla realtà oggettiva derivante dalla natura. E' il pensiero soggettivo che diventa capace di determinare ciò che si vuole essere. Siamo all'affermazione dell’ideologia del relativismo.
 
 Altro punto pericoloso è quello relativo alla punibilità con la «reclusione fino ad un anno e sei mesi» di chi «incita a commettere o commette atti di discriminazione motivati dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima » e con  pene accessorie, ed in particolare l' «attività non retribuita in favore della collettività da svolgersi al termine dell’espiazione della pena detentiva per un periodo da sei mesi a un anno» «in favore delle associazioni a delle persone omosessuali». Siamo alla rieducazione culturale di stampo maoista.
La punibilità aumenta fino a sei anni per coloro che promuovono o dirigono organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi  tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione, e questo attraverso la modifica del terzo comma dell’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654.
Qui sono davvero in pericolo la libertà religiosa e di espressione del pensiero (tutelate rispettivamente dagli art. 19 e 21 della Costituzione italiana).
Inserire l'orientamento sessuale tra i diritti umani fondamentali da tutelare e non discriminare corrisponderebbe a definire l'omosessualità un valore, una fonte positiva di diritti umani, ma, dal momento che l'omosessualità non risulta essere un valore è chiaro che non vi è un diritto all’omosessualità e che pertanto tale condizione non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali.
 Le norme che si intendono approvare rispondono ad una mera prospettiva ideologica, del tutto inutile sul piano legale, godendo gli omosessuali degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla propria dignità personale. La Costituzione italiana all’art 3, sostiene che «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».
 
Perché introdurre nella legislazione il reato di omofobia, creando una specie protetta, degli intoccabili? Essa non è una priorità, è una norma ideologica che permetterebbe ad una minoranza di discriminare una maggioranza, togliendole il diritto di esprimere il proprio pensiero!
E' una legge ingiusta, anticostituzionale e che introdurrebbe il reato di opinione!


giovedì 18 luglio 2013

Miracolo a Le Havre


Marcel Marx è uno scalcinato lustrascarpe che vive una vita serena e modesta  a Le Havre con la moglie Arletty e la cagnolina Laika. Assiduo frequentatore del bar del quartiere e della stazione dei treni, dove esercita di preferenza il proprio lavoro, un giorno si trova contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che l'amata e dolce Arletty è malata gravemente e l'incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall'Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l'aiuto dei vicini di casa - la fornaia, il fruttivendolo, la barista - e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra. Marcel Marx, nome di certo non casuale, è un ex bohémien ottimista e generoso, candido ma tutt'altro che sciocco, che non esita a prendersi cura di un ragazzino sconosciuto anche a rischio di sottrarre del tempo alla moglie malata, che nel silenzio e nella totale dedizione ha saputo incarnare con modestia, riservatezza e gentilezza l'ideale di  sposa virtuosa.
 
E' un bel film, a tratti lenti e sornioni che si dipana tra speranza e disincanto, tra la realtà della malattia e della fragilità umana e la consapevolezza che ogni desiderio di bene si possa concretizzare con sacrificio e costanza, tanto da assumere l'aspetto e la gratificazione di un miracolo, per chi compie il bene e per chi lo riceve. In definitiva, al di sopra di ogni dolore, di ogni paura, di ogni solitudine, c'è il bene in ciascuno di noi, che ci fa elevare gli occhi al Cielo e compiere miracoli. 
Tutto ciò che ci resta sono i miracoli! 
Grazie a Dio! 
 

mercoledì 17 luglio 2013

La legge contro l'omofobia

Ieri 16 luglio è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti al testo base del DDl della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro l’omofobia e la transfobia, testo che andrà all’esame dell’Aula il prossimo 22 luglio. In previsione di tale importante passaggio parlamentare, i I Giuristi per la Vita - insieme a La Nuova Bussola Quotidiana - lanciano un appello per fermare questa iniziativa legislativa, che rischia seriamente di avere gravi ripercussioni sui diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla Costituzione Italiana, tra cui il diritto alla libertà di pensiero (art.21) e alla libertà religiosa (art.19).
 
L'opposizione a questa legge ingiusta si rende, infatti, necessaria e doverosa, non solo per motivi di fede, ma in quanto essa esprime una battaglia giusta e legittima contro il rischio di una pericolosa violazione, in primis, della libertà di espressione del pensiero ed anche del credo religioso.
 
Dal punto di vista pratico l’approvazione delle norme contro l’omofobia e la transfobia potrebbe determinare l’incriminazione di:
  • coloro che, a vario titolo sollecitassero i parlamentari della Repubblica a non introdurre nella legislazione il “matrimonio” gay, o che proponessero di escludere la facoltà di adottare un bambino a coppie omosessuali;
  • coloro che pensassero di organizzare una campagna di opinione per contrastare tale malcostume;
  • coloro che pubblicamente affermassero che l’omosessualità rappresenta una «grave depravazione», citando le Sacre Scritture (Gn 19,1-29; Rm 1,24-27; 1 Cor 6,9-10; 1 Tm 1,10.);
  • coloro che pubblicamente dichiarassero che gli atti compiuti dagli omosessuali «sono intrinsecamente disordinati», in virtù del proprio credo religioso (Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede);
  • coloro che pubblicamente sostenessero che gli atti compiuti dagli omosessuali sono «contrari alla legge naturale», poiché «precludono all’atto sessuale il dono della vita e non costituiscono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale» (Catechismo della Chiesa Cattolica art. 2357);
 
Godendo gli omosessuali degli strumenti giuridici previsti dal codice penale per i tutti i cittadini, contro qualunque forma di ingiusta discriminazione, di violenza, di offesa alla dignità, si comprende come le norme, che si intendono approvare, siano solamente il tentativo coercitivo, né malcelato e né maldestro, di rispondere alle istanze soggettive di una minoranza che intende affermarsi ideologicamente, pretendendo una formale e illimitata approvazione di tutta la società civile, in nome della legge e del Popolo Italiano.     


lunedì 15 luglio 2013

Interroga Dio non l'uomo!

"Cristo è la via e la porta. E' "il mistero nascosto da secoli" (Ef 3,9). Chi (.....) fissa lo sguardo sul crocifisso Signore mediante la fede, la speranza, la carità, la devozione, l'ammirazione, l'esultanza, la stima, la lode e il giubilo del cuore, fa con lui la Pasqua, cioè il passaggio; attraversa con la verga della croce il Mar Rosso, uscendo dall'Egitto per inoltrarsi nel deserto. Qui gusta la manna nascosta, (.....) ma perché questo passaggio sia perfetto, è necessario che, sospesa l'attività intellettuale, ogni affetto del cuore sia integralmente trasformato e trasferito in Dio. E' questo un fatto mistico e straordinario che nessuno conosce se non chi lo riceve. Lo riceve solo chi lo desidera, non lo desidera se non colui che viene infiammato dal fuoco dello Spirito Santo, che Cristo ha portato in terra. Se poi vuoi sapere come avvenga tutto ciò, interroga la grazia, non la scienza, il desiderio non l'intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l'uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco che infiamma tutto l'essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti". ( San Bonaventura da Bagnoregio )

giovedì 11 luglio 2013

Per sempre, nell'amore

 
Anche mia sorella e mio cognato sono in festa.
E' il loro 15.mo anniversario di matrimonio.
 
Un grande abbraccio ad entrambi 

Christo omnino nihil praeponant

Oggi la Santa Chiesa ricorda san Benedetto, abate patrono d'Europa (qui la biografia). E' festa per me, mio marito (è il suo onomastico da oblato) e la nostra comunità di monache Benedettine di Fossano e di Orta san Giulio. E' passato quasi un anno da quel 22 agosto, giorno in cui ci siamo consacrati come oblati. Una grazia che ci accompagna giorno per giorno. La nostra vita è scandita dalla meditazione della Parola, dalla preghiera soprattutto della Liturgia delle Ore, dallo studio e dal lavoro..........ma quanta strada c'è ancora da percorrere per essere così come la Santa Regola ci chiede, per conformarci al modello di vita che il santo Padre Benedetto si augurava per tutti i suoi monaci! Proprio stamattina meditavo su come rendere perfetta la nostra vita alla sequela di Cristo, nel rispetto della Santa Regola e come rendere la nostra casa ancor più 'monastero' nel mondo. Credo che il punto di partenza siano sempre le esortazioni di San Benedetto; egli suggella il desiderio di mettersi alla sequela di Cristo nel nascondimento e nel servizio, con due esortazioni: quella di porsi in ascolto ("Obsculta, filii")della Parola e della Regola e quella di "nulla anteporre all'amore di Cristo". San Benedetto aveva compreso quale grande tesoro si nasconda nell'obbedire ai comandi del Signore e, da grande saggio e santo qual'era, mise le sue intuizioni al servizio del prossimo, per mostrare la via per raggiungere la santità e per essere graditi al Signore. San Benedetto è un dono speciale che è stato fatto a tutta la Cristianità. Bisognerebbe riscoprirlo e meditare sui suoi insegnamenti.
 
Chi desidera approfondire la spiritualità benedettina può cliccare su questi miei post
  
 

martedì 9 luglio 2013

Masao Yoshida

Masao Yoshida, ex direttore della centrale nucleare Daiichi di Fukushima (Giappone), è morto oggi per un cancro all'esofago. Aveva 58 anni. Fu lui a dirigere le operazioni di contenimento dei danni, rimanendo nell'impianto, dopo lo tsunami, causato dal violento terremoto, che a marzo del 2011 aveva colpito la città di Fukushima, già pesantemente devastata dal crollo di una diga. Il direttore Yoshida insieme ad una cinquantina di tecnici sfidò le radiazioni per eseguire gli interventi atti ad evitare un disastro nucleare di proporzioni catastrofiche. Sono stata colpita da questa notizia e soprattutto dal coraggio di Masao Yoshida che ha dato la vita per il prossimo. Che il Signore lo accolga tra le sue braccia! Requiescat in pace.  
 

lunedì 8 luglio 2013

Mantova, Longino ed il Sangue di Gesù

Longino - detto l'Isaurico perché originario della provincia di Isauria - fu il soldato che colpì con la lancia il costato di Gesù, ormai morto. Dalla ferita sgorgò subito sangue misto ad acqua. Qualche goccia di detto sangue finì negli occhi ammalati di Longino, che immediatamente uscì risanato dal male che lo affliggeva da lungo tempo. Quel miracolo inaspettato portò alla fede il soldato, il quale subito provvide a raccogliere un poco di terra bagnata dal sangue di Gesù, ai piedi della croce. Custodito in una cassetta metallica, Longino portò seco quel prezioso cimelio attraverso lunghe peregrinazioni finendo - col suo prezioso tesoro - in terra mantovana ove sostò. Per timore di perdere quella reliquia o per paura che gli fosse sottratta, per misura precauzionale, Longino seppellì la cassettina contenente il sacro sangue in luogo segreto, nel locale Ospedale dei Pellegrini ove aveva trovato asilo, senza comunicare a nessuno tale decisione. Longino rimase nell'ospedale fino alla sua morte, che avvenne il 2 dicembre dell'anno 37, avendo subito il martirio per la professione della sua fede. I1 martire venne poi sepolto nella contrada mantovana chiamata Cappadocia.
La santificazione del vecchio soldato avvenne il giorno 2 dicembre 1340 sotto il papato di Innocenzo VI. Dopo l'interramento della reliquia del Preziosissimo Sangue ad opera di Longino, di essa non si parlò più per secoli, fino cioè all'anno 804, quando Sant'Andrea, apparso ad un suo fedele, indicò con precisione nell'orto dell'ospedale di Santa Maddalena, il luogo ove si trovava interrata la cassetta portata da Longino con il prezioso cimelio.
Vicino alla reliquia vennero trovate anche le ossa del Martire ossa conservate tuttora nella Basilica di Sant'Andrea, in un'urna sita nella terza cappella a destra entrando. A conferma della sacra presenza del Martire, una iscrizione reca in latino Ossa di Longino, colui che colpi il Costato di Gesù. La sensazionale scoperta venne rapidamente conosciuta ovunque, tanto che Carlo Magno, impressionato del fatto, invitò subito Papa Leone III a recarsi a Mantova per raccogliere maggiori notizie sul fatto miracoloso.
I1 pontefice eseguì l'incarico, fece gli opportuni accertamenti in loco e poi rilasciò una dichiarazione attestante l'autenticità della reliquia, ricevendo anche in dono una piccola porzione di essa da consegnare a Carlo Magno. Grato per tale insperato regalo, l'Imperatore lo fece deporre nella "Cappella Reale" di Parigi.
Nell'anno 923 l'invasione degli Ungari, che già aveva recato gravissimi danni dov'erano passati, metteva in pericolo la Reliquia mantovana ed in quella occasione si provvide a metterla nuovamente al sicuro temendo profanazioni. Ed infatti si provvide a dividere il terriccio misto a sangue, raccolto da Longino in due porzioni: la prima venne nascosta nella chiesa di San Paolo (che era contigua alla cattedrale mantovana) e la seconda, suddivisa a sua volta in due vasi di cristallo, nell'orto dell'oratorio dedicato al Sangue di Cristo. Una seconda volta, dal momento che 1'occultamento della reliquia, per evidenti ragioni, era stato segreto, venne dimenticato il luogo ove era stato nascosto il più prezioso ricordo della Passione e Morte di Nostro Signore.
Si dovette attendere l'anno 1048 quando ancora una volta l'Apostolo Andrea, apparendo per tre volte ad un mendicante cieco tedesco, indicò il luogo ove le sacre reliquie erano nascoste, permettendo così il secondo ritrovamento. Per le sacre reliquie ritrovate vennero costruiti una chiesa ed un monastero benedettino. Da quel momento incominciò l'afflusso in città di molti pellegrini accorsi per venerare la scoperta ed insieme ai pellegrini incominciarono a giungere Pontefici ed Imperatori. Nel 1053 papa Leone IX, nel 1055 l'imperatore Enrico III, il quale ricevette una minuscola porzione della reliquia, che poi - dopo diversi passaggi - giunse alla cittadina di Weingarten ove oggi è conservata e venerata. 
(Luigi Pescasio)

mercoledì 3 luglio 2013

Se non tocco.........

 

Oggi la Santa Chiesa ricorda l'apostolo Tommaso, quell'apostolo che disse di dover mettere il dito nelle piaghe di Gesù per poter credere alla sua risurrezione: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo" (Gv 20, 25). Credere per vedere e vedere per credere, sembra uno scioglilingua, ma credo che un'affermazione sia inseparabile dall'altra. Per l'essere umano quanto è importante vedere? Quanto è importante rendersi conto di persona, con i propri occhi? Non si tratta di mancanza di fiducia, ma di un diritto di esercitare la propria capacità di discernimento. Quel che più mi affascina nelle parole e nel comportamento di san Tommaso non è tanto il fatto che egli esprima la volontà di vedere, quanto il desiderio di toccare. Quel voler toccare ha tutto il sapore della realtà, racchiude in sé la possibilità dell'essere umano di rapportarsi con il mondo intero, di poterlo conoscere, comprendere, amare. Racchiude le infinite possibilità dell'essere umano di entrare in sintonia con l'intera opera della creazione, con la natura, con ogni essere umano, con ogni essere vivente, con le persone che ama e che gli stanno accanto. Vuol dire dare spazio alla concretezza, alla certezza, alla capacità di realizzazione dei propri sogni. Vuol dire avere la capacità di credere e di sognare. Vuol dire saper usare la ragione  e renderla teneramente serva della fede. Vuol dire mettersi al servizio della sacralità della vita, donare se stessi per entrare in sintonia con chiunque sia pronto a lasciarsi guardare negli occhi ed a lasciarsi toccare. Vuol dire amare, trascendere la carne ed intravedere l'anima. Vuol dire saper usare di ogni bene, messo a disposizione da Dio. Vuol dire vibrare all'unisono con il Cielo ed attraverso di esso con la Terra. Vuol dire confondersi tra le pieghe della Divinità, sfiorando l'Umanità. Vuol dire perdersi nel tempo e nello spazio per ritrovarsi nell'infinita eternità. Vuol dire trasmettere la certezza della fede che da Tommaso scorrerà fino ai nostri giorni, a noi, tra le nostre dita, nel nostro cuore e nella nostra mente.  Poter toccare Cristo per Tommaso ha significato rendersi personalmente conto che Gesù è davvero la Via, la Verità e la Vita che feconda ogni spazio del cuore rendendolo illimitato ed eterno. Tommaso ha posto il dito nella piaga del Sacro Costato ed ha percorso l'intero dolore di tutta l'umanità, celata con amore in quel Cuore Divino. Ha compreso, fino in fondo, il sacrificio di Gesù sulla croce, il suo dolore, le sue piaghe, il suo sangue versato per redimere l'intera umanità ed aprire la Via del Paradiso. Con Tommaso ciascuno di noi potrà dire di aver visto, con gli occhi della carne, il Signore Gesù e di averLo toccato. Tommaso ci ha prestato le sue dita affinché anche noi potessimo, con amore e devozione, accostarci a Lui, il Dio che si è fatto Carne e constatare, con stupore e sorpresa, ogni giorno, che Egli è vivo e presente in mezzo a noi. Tommaso ci ha fatto un grande dono....... 

lunedì 1 luglio 2013

Il preziosissimo Sangue di Gesù

Il mese di luglio è, per devozione popolare, il mese dedicato al culto del Preziosissimo Sangue di Gesù. Questa devozione risale alle origini stesse del Cristianesimo. La Sacra Scrittura ne è la fonte rivelatrice sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Una viva testimonianza la danno gli scritti dei Padri della Chiesa tra i quali sant'Agostino (354-430). Fu nel Medioevo che il culto assunse espressioni più marcate con l'accentuarsi della devozione alla Santa Umanità di Gesù, specialmente ad opera di san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) e di san Francesco d'Assisi (1182-1226). Da allora sono più frequenti i riferimenti e i trattati sul Sangue di Cristo negli scritti dei Dottori della Chiesa e dei santi, alcuni dei quali ne coltivarono una vera ed appassionata devozione. Ricordiamo san Bonaventura da Bagnoregio (1218-1274), santa Caterina da Siena (1347-1380) santa Veronica Giuliani (1660-1727). Dal punto di vista storico è possibile datare una sorta di nascita ufficiale della spiritualità del Sangue di Cristo, rifacendosi al movimento organizzato in seno alla Chiesa, che nacque nella prima metà dell'Ottocento attorno ad una presunta reliquia della Passione, che si conservava nella Basilica di san Nicola in carcere a Roma (oggi san Giuseppe a Capo le case). L'iniziatore fu un sacerdote, poi diventato vescovo, don Francesco Albertini, promotore prima di un'adunanza che poi divenne la Confraternita del Preziosissimo Sangue, nel cui seno crebbero grande anime che ne proseguirono e ne diffusero l'opera e la devozione, tra i quali spicca il nome di  san Gaspare del Bufalo (1786-1837).