La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 8 ottobre 2013

Africa: benvenuti all' inferno!

L'Africa: un inferno dalle porte spalancate! Lungi dall'essere ciò che l'immaginario collettivo di questa terra ormai non pensa più. Da Nord a Sud, da Occidente ad Oriente  si è trasformata in un inferno a cielo aperto, dilaniata da regimi repressivi dittatoriali e corrotti, atti terroristici, guerre intestine, rivolte, odii tribali, siccità, carestie, fame, povertà, miseria,  arretratezza economica, sociale e strutturale, AIDS e tante altre malattie infettive e non, islamismo fondamentalista dilagante, persecuzione dei cristiani. Ogni giorno è un bollettino di guerra, ormai i morti non si contano più! Ogni giorno la terra d'Africa assiste alla fuga di migliaia di persone che migrano per motivi economici o politici da uno Stato all'altro o che salpano dalle coste della Libia per approdare in Sicilia. Gli sbarchi sulle coste italiane sono una tappa di uno dei percorsi migratori lungo i quali milioni di africani si spostano ogni anno.
Quasi sempre partono dalle campagne, dove ancora vive la maggioranza della popolazione del continente, e si dirigono verso i centri urbani, andandone a colonizzare le periferie e vivendo di espedienti per la scarsità di lavoro e di efficienza tecnologica ed economica. Nasce così il progetto di emigrare in altri paesi e in altri continenti in cerca di lavoro o comunque di una vita migliore. Ad essi si associano coloro che fuggono da guerre e persecuzioni andando ad affollare i campi profughi di Paesi vicini. Quelli allestiti nell’Est della Repubblica Democratica del Congo nel 1994, per accogliere gli Hutu in fuga dal Rwanda dopo il genocidio dei Tutsi, ne ospitarono più di due milioni. Il campo di Dadaab, nel nord del Kenya, attualmente il più grande del mondo, assiste circa mezzo milione di profughi quasi tutti somali. Uno dei percorsi migratori più seguiti, è quello che porta dal Corno d’Africa cioè da Somalia, Etiopia, Gibuti ed Eritrea allo Yemen o che attraverso l’Egitto, il Sudan e infine la penisola del Sinai ha come obiettivo Israele. Non scevra di pericoli è anche l'altra rotta che partendo dall’Africa orientale raggiunge la Libia risalendo il Sudan. Dall’Africa occidentale, invece, di solito gli emigranti confluiscono in Mauritania e di lì si dirigono in Marocco per imbarcarsi alla volta della Spagna o dirigersi anch’essi in Libia. È incalcolabile il numero di fuggitivi, profughi o migranti che purtroppo non riescono a raggiungere le coste del Mediterraneo: muoiono cercando di attraversare il deserto del Sahara o tentando la rotta di fuga più pericolosa, il Golfo di Aden o finiscono in mano ai predoni nel Sinai. Incalcolabili e terribili i pericoli ai quali vanno incontro durante il percorso diventando merce umana nelle mani di trafficanti senza scrupoli che osano sequestrarli anche nei campi profughi e chiederne il riscatto, pena, per chi non ha nessuno che sia in grado di riscattarlo, la schiavitù ed il conseguente lavoro in condizioni disumane nei campi o altrove o l'uccisione per espiantarne gli organi e venderli al mercato nero del Cairo. Non c'è pietà neanche per i bambini e per le donne sulle quali incombe non solo l'incubo delle violenze e delle sevizie ma anche quello degli stupri.
Eppure, l'Africa è una terra tra le più incantevoli al mondo! E' stata la culla di grandi civiltà ed è ricca di tantissime risorse. E' un'enorme terra disastrata e devastata, dove le guerre tra Stati e guerre civili hanno distrutto le infrastrutture, deviato l’uso di ingenti capitali dallo sviluppo, creato barriere e inimicizie che bloccano il libero commercio e ne limitano la crescita. L'Africa dei documentari, dei tramonti mozzafiato, dei cammelli e delle piramidi, della Savana, delle tigri e dei leoni, degli elefanti, delle zebre e delle giraffe, delle foreste tropicali e dei deserti, l'Africa dei Safari, dei grandi fiumi e laghi, della frutta esotica, del Serengeti, dell'artigianato, delle migliaia di lingue, l'Africa dei Pigmei e dei Watussi, dei bianchi e dei neri,  della grande varietà di ambienti ed ecosistemi unici al mondo, quest'Africa non esiste più, non ha diritto di esistere nelle nostre menti  fino a quando uno solo dei suoi figli continuerà a patire fame, sete, violenze e tutti i tormenti di questo tenebroso, doloroso e orribile inferno terreno!

6 commenti:

  1. Post duro quello di oggi, Martina.
    Ma vero, verissimo.
    E purtroppo se l'Africa rappresenta la punta del dolore, non molto lontano vanno certe zone dell'america latina e dell'Asia...
    Leggevo non so dove qualche giorno fa, che questo è il grande peccato del mondo!
    Grazie per avercelo ricordato, a noi satolli di tutto e talora dimentichi ...

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  2. ACQUACLUSTER, sì, hai perfettamente ragione, non possiamo non pensare anche all'America Latina e all'Asia dove corruzione e povertà dilaganti rendono il peggior servizio allo sviluppo ed alla promozione umana. Il Signore ci chiede di pregare per riparare a questo scandalo e credo che ci riusciremmo se il ns impegno in tal senso fosse totale. Hai visto come pregando (su invito del Santo Padre) abbiamo fermato l'invasione americana in Siria? Basta poco per 'fare miracoli': una preghiera!

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  3. El otro infierno:

    "Los lugares más calientes del infierno están reservados para aquellos que en tiempos de crisis moral mantienen su neutralidad." (Dante)

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  4. RAFAEL, frase molto incisiva! Se non possiamo fare nulla dal punto di vista materiale abbiamo almeno l'obbligo morale di pregare, solo così eviteremo i luoghi più infuocati dell'inferno di Dante.

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  5. Es una triste realidad.

    Has hecho una excelente descripción de este lamentable problema.

    Un beso grande, Martina.

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  6. AMALIA, sento che il problema mi tocca molto da vicino; soffro terribilmente nel vedere i bambini morire di fame e di malattia e che vivono in mezzo a sporcizia e degrado. Meno male che esistono i missionari che offrono la loro vita per alleviare le sofferenze e dare una vita dignitosa a queste povere ed innocenti creature. Un abbraccio

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