La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 28 novembre 2013

Cerco nelle pietre.............

Se non fosse per la scienza noi non avremmo un argomento valido per dire che siamo figli di una logica rigorosa. La cultura atea sostiene che noi siamo figli del caos, ma questo è antiscientifico perché cosa vuol dire scienza? Scoprire la logica della natura. Se c'è una logica rigorosa che regge il mondo dalle sue strutture più piccole, l'universo subnucleare, che fino a poco tempo fa era sconosciuto, ai confini del cosmo, se c'è una logica ci deve essere un autore. La cultura atea sostiene che l'autore non c'è, ma non è un atto di ragione è un atto di fede nel nulla! Ecco il valore della scienza:  scienza e fede sono in grande alleanza perché hanno gli stessi valori, scienza e fede non sono nemiche perché la scienza non è nata da un atto di ragione ma da un atto di fede in Colui che ha fatto il mondo.
 
Galilei ha scritto: " Io cerco nelle pietre, non nelle stelle, la logica del Creatore perché con le stelle non posso fare esperimenti con le pietre sì"  ed è studiando le pietre che abbiamo scoperto questa logica;  chi aveva mai scoperto nulla prima di Galilei? Nessuno. Ecco perché Galilei è il padre della scienza e perché la scienza è l'unico strumento che noi abbiamo nell'immanente per dire che non siamo figli del caos. (Prof. Antonino Zichichi)
 
Su You tube è possibile vedere ed ascoltare il Professore che rilascia questa breve intervista.
http://www.youtube.com/watch?v=Whbeh7CD_KQ

martedì 26 novembre 2013

Femminicidio?

Che bisogno c'è di parlare di femminicidio? Che bisogno c'è di creare il reato di femminicidio? L'omicidio (al di là del sesso della vittima) non è già punito in Italia? Il Rapporto Criminalità Italia del Ministero dell'Interno recita a pagina 125: ".... dai dati emerge che più frequentemente le vittime di omicidio sono maschi, fino ad un massimo di 8 soggetti su 10 tra il 1992 e il 1997"; a pagina 128: "Le donne commettono omicidio soprattutto verso maschi e la quota percentuale rimane abbastanza costante per tutto il periodo considerato".
 Dai dati del Ministero dell'Interno emerge che il rapporto tra gli uomini e le donne uccisi in un anno è circa 4/1: perché 99 donne uccise fanno notizia e 400 uomini uccisi no? Perché le 99 donne uccise vengono contate e i 400 uomini uccisi no? Gli uomini valgono forse meno?
C'è stato chi ha obiettato che l'emergenza femminicidio c'è, perché la percentuale di donne uccise sale di anno in anno. Invece l'emergenza femminicidio non c'è, perché il numero di donne uccise scende di anno in anno. Erano 192 nel 2003, 172 nel 2009, 156 nel 2010, 137 nel 2011 e 124 nel 2012. E come mai, se il numero assoluto di donne uccise diminuisce di anno in anno, la percentuale sale? Perché il numero assoluto di omicidi compiuti nel nostro paese scende di anno in anno, ma scende più velocemente per gli uomini che per le donne. Sicuramente gli uomini hanno una tendenza omicida più marcata, ma sono più pericolosi fuori casa che in casa; mentre le donne sono più pericolose in casa che fuori. Esattamente il contrario di quanto afferma la vulgata del femminicidio. 

venerdì 22 novembre 2013

Dio è Dio

Il 22 novembre 1963 moriva lo scrittore Clive Staples Lewis non ancora 65enne a The Kilns, la sua casa ai bordi del quartiere residenziale di Headington Quarry nel villaggio di Risinghurst, appena fuori Oxford. Dall'età di 15 anni decise di abbandonare la fede anglicana e vivere da ateo. Nell'età adulta diventa uno stimato e raffinatissimo studioso di letterature medievali e rinascimentali nonché amato o comunque rispettato da tutti come apologeta cristiano di prima grandezza. Dal 1925 docente all'università di Oxford e grande amico dello scrittore  J.R.R. Tolkien. Il 9 settembre del 1931 Lewis invitò a cena i suoi due grandi amici e colleghi il cattolico Tolkien e l’anglicano Hugo Dyson. Dopo cena uscirono per fare una passeggiata al chiarore della luna, lungo il suggestivo e bellissimo viale alberato che offre una passeggiata tra le più belle, chiamato Addison’s Walk.  Giunti nei pressi di un albero, tuttora esistente, furono investiti da una brezza improvvisa  e Lewis, Tolkien e Dyson si sentirono avvolti, abbracciati da qualcosa di misterioso, una commozione mai provata! Lewis non ha mai dimenticato quella notte, in cui avvenne il suo ritorno a Dio (Lewis rimase anglicano ma filo-cattolico)e di quella notte ha scritto nel suo libro autobiografico "SORPRESO DALLA GIOIA" con tratti commoventi e decisi: "....cedetti, ammisi che Dio è Dio, mi inginocchiai e pregai; quella notte fui forse il più scellerato e riluttante convertito di tutta l'Inghilterra". 
In questo post  ho scritto una breve biografia dello scrittore, se non altro per ricordare la sua passione per il tè e per i libri, proprio come me.   

mercoledì 20 novembre 2013

La giusta metà

L'intero universo, compreso l'essere umano è stato creato con ordine. Tutto è regolato, nulla lasciato al caos. Ogni cosa al suo posto ed un posto per ogni cosa. Tutto, in un certo senso,  è regolato da un dualismo, non necessariamente dicotomico, che è molto positivo, esso regola e dona significato, espressione e concretezza alle varie categorie di tipo umano e non. Esiste il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo, il freddo ed il caldo, il fuoco ed il ghiaccio, il liscio ed il ruvido, il terreno ed il celeste, il grande ed il piccolo, la fede e l'idolatria, il chiaro e lo scuro, il bianco ed il nero, l'uomo e la donna, il maschio e la femmina,  il vuoto ed il pieno, il sentimento e la ragione, l'anima ed il corpo, la materia e lo spirito, la fragilità e la fortezza, il coraggio e la paura. Tutti principi distinti, tra loro complementari od opposti, che materializzano concetti astratti per renderli esperienza. Nessuno si può sottrarre alle regole di queste categorie essendo legati all'ordine della materia e della realtà oggettiva ma anche soggettiva in quanto ognuno ne fa esperienza, seppur in modo diverso. Nessuno può astrarsi da queste categorie, non si può creare un universo parallelo fatto di concretezze ed astrattezze nuove se non nel mondo della fantasia, dell'allucinazione e delle droghe. Come ogni cosa ha un nome legato ad un significato, un fine, uno scopo, un ruolo,  così l'essere umano, regolato dalle leggi della trascendenza, ha un ruolo, un significato, un fine, un nome. L'essere umano non può vivere senza regole: diventerebbe uno schiavo. Non può ignorare i dualismi né la complementarietà: diventerebbe un tiranno. Non può abbandonare la via della ragione e della storia vergata sul suo dorso: diventerebbe merce. Non può lasciarsi condurre dal fato: diventerebbe un burattino. Non può procedere nel solco dell'esperienza degli avi senza accettare la sua vera natura di creatura fatta ad immagine e somiglianza di Dio, con una legge ben precisa che lo definisce e lo caratterizza, munito di un'anima immortale che lo spinge ad elevarsi dalla terra e di un corpo che lo rende capace di relazione e di complementarietà. Senza queste consapevolezze l'uomo si priva volontariamente della sua dignità e felicità, mercificandosi alle sue soggettività. A nulla varranno i suoi tentativi irrazionali di sottomettere le leggi della natura alla sua volontà, non riuscirà mai a trovare la giusta metà.......          

martedì 19 novembre 2013

Radicamento nella tradizione

Il cosmologo Bernardo di Chartres scriveva: «Siamo come nani sulle spalle di giganti, sì che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l'acume della nostra vista o per l'altezza del nostro corpo, ma perchè sostenuti e portati in alto dalla statura dei giganti». (nos esse quasi nanos gigantium humeris insidentes, ut possimus plura eis et remotiora videre, non utique proprii visus acumine, aut eminentia corporis, sed quia in altum subvehimur et extollimur magnitudine gigantea). La frase esprime una consapevolezza diffusa tra gli studiosi medievali, soprattutto tra quelli delle scuole sorte a cavallo del Mille e che sono state il preludio alla grande epopea della prime università europee. I giganti erano naturalmente i filosofi e matematici greci che, riscoperti, tradotti e studiati dai monaci, diedero un forte impulso allo sviluppo dello scibile umano nel corso dei secoli. In questo tempo di 'memoria corta' va ricordato che esistono e sono ancora valide e basilari due categorie per il progresso scientifico e tecnologico: il radicamento nella tradizione e la libertà di immaginare il nuovo.

lunedì 18 novembre 2013

Offese al Santo Padre

Il caro ed amato volto di Papa Benedetto XVI, trasformato, con rossetto ed ombretto, in un pagliaccio da 'gay pride' ritoccato con osceni trucchi da travestito, compare su una locandina che pubblicizza un Cineforum sull' argomento “omosessualità e religione” organizzato da studenti omosessuali dell'università statale di Milano. Si tratta di oltraggio alla religione ed al Santo Padre. Si tratta di odio e desiderio di vendetta nei confronti del Santo Padre Benedetto XVI che, con i suoi continui (e inascoltati) appelli ai valori non negoziabili, alla salute di anima e corpo, al rispetto della legge naturale, resta il simbolo di quella Fede cattolica tanto odiata ed osteggiata perché in totale contrapposizione con le scandalose voglie libidinose che, in questo periodo di follia collettiva, si vogliono presentare e promuovere come normali. Simili scempiaggini non si possono più tollerare! Sono giorni e giorni che leggo (tante testate cattoliche on-line ne hanno scritto e riscritto) e rimugino questa notizia. Provo rabbia, tristezza, compassione.  Non oso pubblicare la foto (che potrete vedere qui) per non dare visibilità a tanta sfrontatezza ed in totale rispetto verso il Santo Padre al quale vanno le mie scuse per coloro che lo offendono e la mia totale fedeltà alla sua persona ed al suo santo e dotto Magistero. Credo che la cristianofobia dilagante in tutta l'Europa, purtroppo non venga ostacolata a sufficienza, anzi subita e forse tollerata ed alimentata. E' in atto una vera e propria campagna diffamatoria, offensiva e discriminatoria nei confronti dei cattolici e di coloro che non si lasciano piegare dalla mentalità gayfriendly imperante e dilagante. La legge contro l'omofobia non è ancora stata approvata ma comincia a dare i suoi frutti con la legittimazione di simili iniziative statali che a loro volta servono da trampolino di lancio per dare libero sfogo a qualunque atto di intolleranza verso coloro che vengono definiti intolleranti ed omofobi. Ma qui i veri intolleranti chi sono? I veri discriminati chi sono?     

venerdì 15 novembre 2013

Confessione sacramentale

                                                              “Quando noi andiamo a confessarci delle nostre debolezze, dei nostri peccati, andiamo a chiedere il perdono di Gesù, ma andiamo pure a rinnovare il Battesimo con questo perdono. E questo è bello, è come festeggiare il giorno del Battesimo in ogni Confessione.

“Pertanto la Confessione non è una seduta in una sala di tortura, ma è una festa. La Confessione è per i battezzati! Per tenere pulita la veste bianca della nostra dignità cristiana!
 
“Il Signore Gesù è tanto buono e mai si stanca di perdonarci. Anche quando la porta che il Battesimo ci ha aperto per entrare nella Chiesa si chiude un po’, a causa delle nostre debolezze e per i nostri peccati, la Confessione la riapre, proprio perché è come un secondo Battesimo che ci perdona tutto e ci illumina per andare avanti con la luce del Signore”. (Papa Francesco)
 
 
 
La Regina della Pace a Medjugorje, in un messaggio del 6 agosto 1982, ha detto a proposito della confessione:
“Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo Venerdì o il primo Sabato del mese. Fate ciò che vi dico! La confessione mensile sarà una medicina per la Chiesa d’Occidente. Se i fedeli si confessassero una volta al mese, presto intere regioni potranno essere guarite”.
 
Per fare una buona confessione: linee guida qui

mercoledì 13 novembre 2013

Fiumi di letame!

GENITORI RIBELLATEVI, NON DORMITE! E' TEMPO DI DIFENDERE I VOSTRI FIGLI DAGLI SPORCACCIONI CHE VOGLIONO METTER LORO LE MANI ADDOSSO E IMPUNEMENTE, SPORCARE L'INNOCENZA COL FANGO DELLA DEPRAVAZIONE E DELLE NEFANDEZZE PIU' VILI, ABIETTE E VOMITEVOLI. NON LASCIATE CHE I VOSTRI FIGLI VENGANO CORROTTI E COINVOLTI NEL VORTICOSO FIUME DI LETAME CHE VUOLE TRAVOLGERE TUTTO E TUTTI!
 
La sezione europea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha da poco rilasciato il documento "Standard for Sexuality Education in Europe"(questo testo è in inglese, ma vi prego di andare ad aprirlo lo stesso, se non altro, per vedere che faccia hanno gli sporcaccioni che hanno pensato e redatto questo documento!) che intende orientare e dirigere l'insegnamento dell'educazione sessuale per i bambini dai 4 anni. Il documento risulta inadatto e pericoloso per varie ragioni: innanzitutto incoraggia l'introduzione di comportamenti sessuali moralmente discutibili a partire dalla primissima infanzia (ad esempio, propone la masturbazione infantile, la scoperta del corpo proprio e altrui tramite il "gioco del dottore" a 4 anni, l'esplorazione di relazioni tra individui dello stesso sesso" prima dei 6 anni).
In secondo luogo esso è interamente orientato alla promozione e alla propaganda dell'ideologia gender, secondo una scelta che non ha nulla di scientifico ma che risponde a evidenti esigenze ideologiche. L’aspetto più grave, però, è il voler imporre alle famiglie, e quindi ai bambini stessi, un'educazione da parte dello Stato che quindi intima una propria morale e una propria etica basate sull’opinione.
Da ultimo, il testo è orientato a una concezione semplicistica e materialistica della vita sessuale, subordinando l'esperienza affettiva e relazionale alle nozioni meramente biologiche e anatomiche apprese nella prima infanzia e trascurando la problematicità etica tipica della sfera sessuale come di ogni agire umano. Queste linee guida tornano alla ribalta perché ad esse rimanda la bozza di risoluzione dell’europarlamentare Edite Estrela dal titolo “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”. Il documento dell’Oms composto di 65 verbosissime pagine si apre chiarendo che il compito di condurre i bambini e i ragazzi alla scoperta delle loro facoltà sessuali ricade prima di tutto sulla scuola, sugli psicologi, psicoterapeuti e sessuologi e non sui genitori che “non sono all’altezza del compito” e poi questi spesso “si imbarazzano ad affrontare l’argomento”. Le linee guida proseguono stabilendo che l’educazione sessuale deve iniziare sin dai primissimi giorni di vita e deve perciò essere inserita come materia obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie.

lunedì 11 novembre 2013

Mostra e convegno sul dott. Jerome Lejeune

La mostra Che cos’è l’uomo perché te ne ricordi? Genetica e natura umana nello sguardo di Jérôme Lejeune, curata dall’associazione Euresis, giunge a Modena per iniziativa di un gruppo di associazioni locali, col patrocinio dell’U.S.R. Emilia Romagna, del Comune e della Provincia di Modena, dell’Azienda USL e dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, dell’Ordine dei Medici, e dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
 
Sarà esposta a Modena:
- dal 9 al 16 novembre 2013 al Centro Servizi della Facoltà di Medicina (presso il Policlinico
- dal 18 al 20 novembre presso l’ITIS Corni
- dal 21 al 23 novembre presso il Liceo Tassoni
 
Nella mostra viene descritta la figura dello scienziato francese, la profonda cultura e la genialità che lo contraddistinguono, e ancora di più la sua posizione di fronte alla novità di ciò che via via andava scoprendo. L’intelligente attenzione di Lejeune alle malattie genetiche (in particolare alla trisomia 21 - più conosciuta come Sindrome di Down) e gli eccezionali progressi da lui avviati in tale ambito di ricerca, emergono come frutto del suo interesse profondo per ciò che studiava, suscitato da una sincera e concreta passione per le persone e i pazienti. La posizione umana di Lejeune ha un’evidente portata conoscitiva e scientifica, una posizione inestricabilmente connessa con la sua esperienza di fede cristiana, tanto da ricoprire per incarico di Papa Giovanni Paolo II la presidenza della Pontificia Accademia per la Vita. Nei suoi piccoli pazienti Lejeune ha sempre riconosciuto il desiderio di compimento che animava anche lui e la possibilità di una vita comunque e misteriosamente piena e ricca. Pur constatando che le sue scoperte iniziavano ad essere utilizzate in una direzione che egli non poteva accettare, Lejeune non ha mai smesso di fare ricerca nella speranza di individuare una terapia per i bambini affetti da patologie genetiche (è in questo ambito che emerge, ad esempio, l’intuizione della connessione tra acido folico e prevenzione della spina bifida).
A partire da questa affascinante figura di uomo, scienziato e medico, la mostra espone in modo rigoroso e puntuale alcuni tra i più recenti sviluppi della genetica, non nascondendo i radicali interrogativi da essi aperti rispetto agli scopi della genetica stessa e alle sue reali possibilità. Campeggia sullo sfondo la posizione di Lejeune sull’uomo: nessuno è definito dal suo limite; il patrimonio genetico, la malattia o la disabilità non sono mai la misura ultima di una persona.
I punti di interesse di questa mostra sono molteplici: la bellezza dello sguardo di Lejeune nei confronti dei suoi pazienti, la sua passione per la ricerca scientifica e l’intreccio tra i due aspetti; il modo in cui, a partire dalla sua testimonianza e seguendo gli sviluppi della genetica clinica, nella mostra viene messa a tema e indagata la natura umana con il suo inesauribile fondo di mistero.
Tratto da qui 
Ho già scritto qui del servo di Dio (c'è il processo di beatificazione in atto!) dott. Jerome Lejeune.
Segnalo anche, sul mio blog ilsestopianeta.blogspot.it, il tenero, dolce ed affettuoso libro biografico che la figlia ha dedicato alla memoria di suo padre.

domenica 10 novembre 2013

Un Sahara dello spirito


"In nessun tempo la dissolutezza e la frivolezza hanno straripato come nel nostro tempo. La società moderna è travagliata da una febbre di rinnovamento che fa paura ed è infestata da uomini che si prevalgono di tanta nostra sofferenza per costruirvi l'impero dei loro arbitrii, la tirannide dei loro vizi, il nido delle lussurie e delle rapine. Mai il male ha assunto caratteristiche tanto vaste e apocalittiche, mai abbiam conosciuto altrettanto pericolo. L'atomica crea un deserto meno atroce di quello che la dottrina imperante d'una società senza Dio ha creato: c'è un Sahara dello Spirito, oltre che un Sahara materiale".
"I nuovi barbari passeranno anche loro, e forse l'ora è già vicina. [...] La Chiesa non soccombe. Non temiamo la morte: temiamo il peccato".
(Cardinale Alfredo Ottaviani - IL BALUARDO - Ed. Ares)

venerdì 8 novembre 2013

La Santa Chiesa Cattolica

"Muoiono gli uomini, anche quelli che sembravano immortali; crollano le umane istituzioni; si succedono, gli uni agli altri, i più impensati tramonti. E a ogni alba nuova la Chiesa assiste serena ed è baciata dal sorgere di ogni nuovo sole"
(Sua Santità Pio XII)
 
 
 
 

giovedì 7 novembre 2013

Parole profetiche

Nella grande impresa umana di cercare di dischiudere i misteri dell’uomo e dell’universo, sono convinto del bisogno urgente di dialogo costante e di cooperazione tra i mondi della scienza e della fede per edificare una cultura di rispetto per l’uomo, per la dignità e la libertà umana, per il futuro della nostra famiglia umana e per lo sviluppo sostenibile a lungo termine del nostro pianeta. Senza questa necessaria interazione, le grandi questioni dell’umanità lasciano l’ambito della ragione e della verità e sono abbandonate all’irrazionale, al mito o all’indifferenza, a grande detrimento dell’umanità stessa, della pace nel mondo e del nostro destino ultimo.
(SS. Papa Benedetto XVI - 8 novembre 2012 - ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, ricevuti in udienza nella Sala Clementina).

mercoledì 6 novembre 2013

Movimento Familiaris Consortio

Il Movimento 'Familiaris Consortio' nasce dal grande ideale di vita cristiana di don Pietro Margini (nato a  Sant'Ilario d'Enza (RE) nel 1917) pensato per le coppie di sposi che desideravano vivere una vita alla sequela di Cristo e mantenere una 'misura alta' della vita cristiana. Così nel 1957 alcune coppie di fidanzati si lasciarono conquistare da don Pietro e dal suo ideale di vita e, quando questi si trasferì dalla città di Correggio a Sant'Ilario, lo seguirono per continuare il cammino di formazione alla sequela di Cristo. Oggi il Movimento è formato da 43 'cellule' dislocate in provincia di Reggio Emilia, Modena e Roma e costituiscono comunità di famiglie che si riuniscono, spesso vivendo una affianco all'altra in condominio o nella stessa via, prestandosi mutuo aiuto umano e spirituale. Don Pietro soleva dire: "La salvezza dei nostri tempi deve venire dalle famiglie", capendo la portata dei mutamenti sociali in atto in quel periodo di dura contestazione, di secolarizzazione e sbandamento ideologico e religioso. Le famiglie di don Pietro furono, proprio in quegli anni, un faro per chi cercava un chiaro riferimento dottrinale ed ecclesiologico in sintonia con la storia bimillenaria della Chiesa Cattolica. Questa grande comunità di famiglie forma l'Associazione mariana di famiglie detta 'Comunità delle Beatitudini'. Inoltre negli anni Ottanta fioriscono le prime vocazioni alla vita sacerdotale e da lì nascerà la Comunità sacerdotale Familiaris Consortio. Il Movimento opera sul territorio anche con opere sociali tra cui scuole paritarie e  movimenti giovanili.  
 

lunedì 4 novembre 2013

Filosofia semplice su YOU TUBE

Segnalo l'iniziativa dell'amico Rafael del blog polizon y naufrago, che ha aperto un canale su YOU TUBE dove posta dei video tanto simpatici quanto istruttivi che hanno come argomento il pensiero filosofico  dei maggiori rappresentanti della filosofia di tutti i tempi. E' filosofia in briciole, in pillole, qualche pensiero, il maggiormente caratterizzante ed il più efficace; il linguaggio è chiaro, semplice, ma in spagnolo!  
 "Filosofía para náufragos" cuenta la filosofía de un modo ameno y desenfadado.  

venerdì 1 novembre 2013

Come alberi


Amo ogni cosa del creato, il regno vegetale, minerale e quello animale (anche se devo dire sinceramente che taluni animali proprio non mi ispirano!) e gli alberi tra le cose del creato sono, insieme ai fiori, le cose che più affascinano e mi stupiscono. Gli alberi sono grandi, enormi o piccoli; robusti, snelli o gracilini, dalla chioma folta oppure sparuta. Hanno rami sottili, piccoli, oppure grandi, contorti o lisci e foglie caduche o sempreverdi e di tante sfumature di verde e di rosso. Hanno radici che si approfondano nella terra e fronde che si innalzano fino al cielo. Hanno la capacità di slanciarsi verso il cielo e nel contempo lambire la nuda terra. Sanno trarre il meglio dalla vita, il succo della terra e l'ossigeno dall'aria e sanno donare il meglio che possiedono: frescura, ombra, tanti buoni frutti da mangiare e tanti colorati fiori da ammirare. Possono essere robusti e resistere alle intemperie, ma anche tanto fragili da soccombere alle forze della natura. La vita li spinge ad essere sempre in continuo mutamento, in continuo divenire, per assecondare le leggi che li guidano e li determinano in ogni stagione ed in ogni mese dell'anno. Quando muoiono, dopo aver dato tutto di sé, senza lamento alcuno, continuano nel silenzio a donarsi scaldando le nostre fredde giornate d'inverno, riempiendo di gioia, saggezza e cultura le nostri menti ed i nostri cuori, donando vita attraverso un seme, riposando nella fertile memoria della terra che continua a generare i suoi figli con le mani del Suo Creatore. Noi esseri umani quanto assomigliano agli alberi!?