La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 29 dicembre 2013

La città profetica


Betlemme, piccola cittadina della Palestina, in ebraico significa 'Città del pane', mentre in arabo significa 'Città della carne'. Gesù è il Pane Vivo disceso dal Cielo ( Gv 6,41)  ed è emblematico il fatto che abbia scelto proprio questa cittadina per incarnarsi, nascere e manifestarsi al mondo intero e gli antichi profeti lo avevano predetto.
 
 
 

 

martedì 24 dicembre 2013

Natale è donare!

Ogni anno è lo stesso! Ogni anno l'identica retorica-anticonsumista! E' vero, c'è la crisi, c'è che si suicida per aver perso il posto di lavoro, chi per non aver potuto salvare la propria azienda dal fallimento, c'è chi vive situazioni di povertà, di disagio economico; purtroppo ogni giorno veniamo investiti da tante notizie tristissime che ci amareggiano. Mi chiedo quale sia il modo migliore per fronteggiare questa ondata di grande pessimismo che ci attanaglia ormai da qualche anno. Non ho formule sociali né soluzioni concrete (di quelle si dovrebbe occupare il nostro Governo!) ma credo che ognuno di noi, nel nostro piccolo, potrebbe fare qualcosa per apportare un contributo positivo, una luce in questo mare di oscurità in cui è sprofondato il mondo. Non sopporto i discorsi anti-consumismo, che portano inevitabilmente al brutto, al tetro, al buio, alla tristezza, alla sfiducia, alla rovina spirituale. Si tratta di rovina spirituale perché spegne in noi l'entusiasmo, il candore, la gioia della nascita del nostro Divino Redentore. Si dice che i soldi non facciano la felicità ma è pur vero che questi siano necessari per vivere, ma è ancor più vero che non dobbiamo perdere la fiducia nella Divina Provvidenza! Il Natale è sinonimo di dono: dunque doniamo qualcosa.......è segno di amore, di vicinanza, di condivisione, di solidarietà. Un regalo non impoverisce nessuno e non diventa segno di insensibilità verso i poveri e ci permette di fare un dono ancora più grande ed importante: noi stessi. Lo spirito del Natale è donare, ce lo ha insegnato Dio stesso che incarnandosi e nascendo nel tempo si è fatto Dono per noi. Nessuno è così povero da non poter donare nulla, basta anche una parola di conforto, un sorriso, una telefonata, una visita e chi si può permettere di più lo faccia con slancio ed entusiasmo perchè con un dono si porta in dono Gesù! Non lasciamoci prendere dallo sconforto, non lasciamo che ci vengano tarpate le ali e l'anima; non lasciamoci chiudere tra le mura buie e fredde del buonismo e del pauperismo che ci vorrebbero tutti poveri, brutti, sconsolati, affamati e tristi. Non lasciamo che ci venga trafugato il significato del Natale di Nostro Signore Gesù Cristo. Noi continueremo a donare e donarci; continueremo a raccontare ai nostri bambini che la notte di Natale è la notte più santa, più magica, più brillante e luminosa in cui potranno sognare le cose più belle ed attendere doni da Gesù Bambino che arriverà nel silenzio sonnacchioso della notte (anche Babbo Natale è permesso perché una volta si chiamava Santa Claus!); continueremo a fare l'albero di Natale, il presepe e mettere le luci, tante luci alle finestre e nelle nostre case; continueremo a credere che la bellezza della fede accresca in noi il desiderio di essere migliori, di scoprire la multiforme ricchezza che si cela nell'essere umano e nel creato; continueremo a coltivare e portare speranza, a credere che l'unico modo per sconfiggere le tenebre della crisi è invocare la Luce che viene dal Cielo.....gli altri facciano come meglio credano.  

giovedì 19 dicembre 2013

Love is love!

A fronte di una notizia buona ne emergono tante altre purtroppo non così positive. Nei giorni scorsi ho voluto soprassedere dallo scriverne per non incorrere nel rischio di far passare sempre e solo le brutte notizie dando così ampia risonanza alle cose negative invece di esaltare e mettere in evidenza tutta la bellezza e la bontà che ci circonda. E questo è tempo di Bontà e di Bellezza! Nonostante il pressante e dilagante fumo del 'Mysterium iniquitatis' che cerca di insinuarsi tra le pieghe della nostra esistenza per renderla disordinata e peccatrice; nonostante tutto il male che ci sovrasta e che ci può travolgere questo è Tempo di Salvezza e di Bellezza, infinita.....infinita...infinita Bellezza! Dalla Bellezza di Dio dobbiamo trarre tutta la forza per sopportare ogni notizia che altrimenti ci porterebbe allo sconforto lasciandoci soli, nudi ed indifesi davanti al male straripante.
Nella Esortazione Apostolica “Reconciliatio et poenitentia, Giovanni Paolo II ha affermato che “non c’è alcun peccato, anche il più intimo e segreto, il più strettamente individuale, che riguardi esclusivamente colui che lo commette. Il peccato è sociale perché ogni peccato si ripercuote, con maggiore o minore veemenza, con maggiore o minor danno, su tutta la compagine ecclesiale e sull’intera famiglia umana.” Ecco perché il male compiuto da un altro è anche il nostro male e ne percepiamo tutto il dolore
e la gravità se abbiamo una coscienza retta ed orientata all'amore verso Dio ed alle sue Sante Leggi. A proposito di ciò non posso non essere felice per il fatto che la famigerata e scellerata 'Risoluzione Estrela' (ne avevo scritto qui) è stata bocciata dal Parlamento Europeo, ma a fronte di questa buona notizia ve ne sono altre molto, ma molto inquietanti, a dimostrazione del fatto che il Male agisca nel mondo incessantemente e persa una battaglia si arma ancora di più e meglio per combatterne un'altra e cercare di vincerla. Ultimamente l'iniquità umana è impegnata sul fronte della carnalità e del sesso ed affonda le sue grinfie melmose e putride nelle carni innocenti e candide dei bambini, con la complicità dei Governi e della Magistratura. E' il caso del 60 enne,
impiegato nei servizi di assistenza sociale del suo comune, condannato in appello a 5 anni di reclusione perché trovato in atteggiamenti intimi con una bambina di 11 anni a lui affidata ed ultimamente assolto perché la bambina era consenziente ed innamorata! Questo in Italia, ma non sono incoraggianti neanche i segnali che giungono da altri Paesi europei ove è in atto un dibattito sull’abbassamento dell’età minima per il consenso sessuale, come il caso discusso nel Regno Unito a seguito della proposta avanzata da Barbara Hewson, avvocato inglese nota per le sue battaglie per i diritti civili, di portare il limite di tale consenso a 13 anni.
Non appaiono neppure incoraggianti i segnali che giungono da Oltreoceano. E' inquietante il fatto che l’American Psychiatric Association (APA) lo scorso 30 novembre 2013 abbia dovuto rettificare ufficialmente quanto scritto nell’ultima versione del Dsm-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) pubblicata quest’anno, in cui la pedofilia era stata declassata da “disordine” ad «orientamento sessuale» (dieci anni fa nel Dsm-4 era già stata derubricata da «malattia» a «disordine»). Non si può non citare uno studio americano del dott. Bruce Rind e del dott.Philip Tromovich dove viene ridefinito il concetto di 'abuso sessuale sui minori'. Ancora più inquietante è il dibattito che si è svolto lo scorso 14 febbraio presso la Queen’s University tra il Dr. Vernon Quinsey, e il Dr. Hubert Van Gijseghem, i quali hanno “scientificamente” sostenuto come la pedofilia debba essere considerata un orientamento sessuale paragonabile all’eterosessualità e all’omosessualità. Da un disordine ad un altro il passo è sempre molto breve e, cambiando i termini e le definizioni, si cerca di cambiare anche la natura con le sue regole ed il suo ordine. Il 13 dicembre 2013 il Tribunale Federale per il Distretto dello Utah ha giudicato incostituzionali molti articoli della legge di quello Stato che proibisce la poligamia. Lo ha fatto in nome della libertà religiosa, sostenendo che quella legge era stata creata per colpire specificamente i mormoni prima del 1890 - quando praticavano la poligamia. Ma ha accolto anche l'argomento relativo all'omosessualità, citando la Corte Suprema la quale ha affermato che il tacciare di immoralità i rapporti omosessuali non è più al giorno d'oggi opinione condivisa dal comune sentire americano. In Europa, dunque in casa nostra, non ci sono Mormoni ma ci sono musulmani poligami e alcuni di loro si sono rivolti alla Corte Europea dei Diritti Umani, sostenendo che in Europa i modelli di matrimonio allo stato attuale sono due: matrimonio fra un uomo e una donna e quello omosessuale e perché non potrebbero essere tre, includendo la poligamia, che tra l'altro ha una storia e una diffusione mondiale ben più ampia del «matrimonio» omosessuale? In Germania un fratello e una sorella hanno fatto ricorso alla Corte Suprema perché sia dichiarata incostituzionale anche la legge che vieta l'incesto. Se sì al «matrimonio» omosessuale, perché no alla poligamia? Se sì alla poligamia, perché no all'incesto? Perché no al 'matrimonio' tra me ed il mio cane, o il mio cavallo o il mio criceto? «Love is love» dice Obama.

    
 

mercoledì 18 dicembre 2013

Addobbi natalizi

Quest'anno, a causa di un trasferimento con relativo trasloco in altra città, ho preferito non eccedere negli addobbi natalizi in casa ed ho rinunciato al presepe in grande stile. Troppi scatoloni da svuotare (quando invece dovrei riempirli!) e quindi li lascerò in cantina così belli ed impacchettati, dormienti il sonno di un anno intero, in attesa di un altro Natale. Comunque non ho rinunciato a mettere in bella mostra una Natività in legno della Val Gardena (che tengo esposta tutto l'anno!)a candele, rami, pigne, bacche, scorzette, cannella, palline ed oggetti dorati, tutto (o quasi) fatto a mano da me. Mi piace questo modo di attendere la nascita del nostro Divino Redentore. Girando per casa trovo un particolare che me lo ricorda, un dettaglio che mi fa gioire del tempo che stiamo vivendo nell'attesa.......Ogni attesa ha un sapore di gioia, di ansia, di trepidazione che dona all'anima un fermento positivo, un profumo di divina eternità. L'attesa della Divina Nascita non è semplicemente un evento da aspettare ma un avvenimento da sperare con la certezza della fede. L'incarnazione è il tempo di Dio, la sua reale presenza nella carne umana. Niente sulla terra si può paragonare a questo sconvolgimento dell'Essenza Divina se non la nascita di un inerme, piccolo e fragile bambino, ed il Signore ha desiderato prendere la sua forma, piccola e fragile per allietarci e donarci un sorriso. Attendiamo con gioia questo meraviglioso evento che ha sconvolto per sempre la storia dell'umanità! Prepariamo la casa, addobbiamola, e prepariamo la culla del nostro cuore, con la preghiera e la santa confessione. Nulla di più sarà gradito al Signore ed alla Sua Santa Mamma.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

martedì 17 dicembre 2013

Ed è subito sera.....

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

(S. Quasimodo)

Una lirica breve, intensa e ricca di significati nascosti che affiorano in superficie solo ad un'esamina attenta ed aperta all'ascolto. Non credo sia una poesia tristemente desolante e solitaria, come la critica vorrebbe trasmetterci, ma essa illumina il percorso oggettivo e soggettivo dell'uomo - inteso anche come intera umanità - in cammino lungo i sentieri della storia. Ogni uomo di fronte a Dio (OGNUNO STA SOLO)ha un rapporto esclusivo, di solitudine luminosa e gioiosa; ogni uomo è solo con il Solo per poter apprendere e comprendere meglio il significato del suo esistere come essere finito e come creatura desiderata ed eterna.
Ogni uomo è solo davanti al suo Dio, per meglio apprendere ed ascoltare le parole d'amore che Egli sussurra al suo orecchio pudico ed attento. Il rapporto d'amore tra Dio e l'uomo è rapporto unico ed esclusivo, colmo di brezza fine e penetrante che pervade la fibra più intima dell'essere umano, creatura sempre in debito ma meravigliosamente incosciente del tributo d'amore che deve al suo Signore........
 
Vi dono un momento di grande respiro e di infinita bellezza tra le candide nevi delle alture che arrivano a toccare il cielo!
 
Lo confesso, sono stata in questo angolo di cielo per rubare un po' di natura e portarla in casa mia! Per i lavoretti di Natale.....No, purtroppo quello che lambisce il cielo non sono io.....io sono quella che, con i piedi per terra, taglia e raccoglie rami.....
 
 


 


domenica 15 dicembre 2013

Vigilante attesa


Vieni, Signore Gesù a diradare le tenebre del nostro cuore, ad illuminare il pallido sole della nostra vita. Donaci le armi della luce, fà che possiamo risplendere immersi nel mistero dell'attesa vigilante e gioiosa di Te, che verrai a dare compimento e splendore alla nostra debole e malata esistenza, sempre povera e bisognosa di Te.

giovedì 12 dicembre 2013

Prepariamo la culla


"Dio è presente ovunque sulla terra, e specialmente, con la sua grazia, nei cuori miti e umili. Poiché è l'Altissimo, Egli è anche l'infinitamente Basso. Poiché è il Trascendente, Egli è anche l'Onnipresente. Gli umili e i docili sanno che Egli fa sì che tutto concorra al loro Bene, che il sassolino nella scarpa, la pozzanghera, lo scoglio e il pantano sono, per così dire, l'anticamera della sua santa Dimora. Perciò si abbandonano alla sua Volontà. E, dove questa volontà si compie, noi viviamo sulla terra come fossimo in cielo."
(Fabrice Hadjadj - La terra strada del cielo)

domenica 8 dicembre 2013

Tota pulchra es Maria

Quando il cielo baciò la terra nacque Maria
che vuol dire la semplice, la buona, la piena di grazia.
Maria è il respiro dell'anima,
è l'ultimo soffio dell'uomo.
Maria discende in noi,
è come l'acqua che si diffonde
in tutte le membra e le anima,
e da carne inerte che siamo noi
diventiamo viva potenza.
(ALDA MERINI - MISTICA D'AMORE)

sabato 7 dicembre 2013

Primo sabato del mese

Lucia, la veggente di Fatima racconta:

“Il 10 dicembre 1925 mi apparve in camera la Vergine Santissima e al suo fianco un Bambino, come sospeso su una nube. La Madonna gli teneva la mano sulle spalle e, contemporaneamente, nell’altra mano reggeva un Cuore circondato di spine. In quel momento il Bambino disse: “Abbi compassione del Cuore della Tua Madre Santissima avvolto nelle spine che gli uomini ingrati gli configgono continuamente, mentre non v’è chi faccia atti di riparazione per strapparglieLe”.
E subito la Vergine Santissima aggiunse: “Guarda, figlia mia, il mio Cuore circondato di spine che gli uomini ingrati infliggono continuamente con bestemmie e ingratitudini. Consolami almeno tu e fa sapere questo:

A tutti coloro che per cinque mesi, il primo sabato, si confesseranno, riceveranno la santa Comunione, reciteranno il Rosario e mi faranno compagnia per quindici minuti meditando i Misteri, con l’intenzione di offrirmi riparazioni, prometto di assisterli nell’ora della morte con tutte le grazie necessarie alla salvezza”.

E’ questa la grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria che si affianca a quella del Sacro Cuore di Gesù.
Per ottenere la promessa del Cuore di Maria si richiedono le seguenti condizioni:

1– Confessione, fatta entro gli otto giorni precedenti, con l’intenzione di riparare le offese fatte al Cuore Immacolato di Maria. Se uno nella confessione si dimentica di fare tale intenzione, può formularla nella confessione seguente.
2– Comunione, fatta in grazia di Dio con la stessa intenzione della confessione.
3– La Comunione deve essere fatta nel primo sabato del mese.
4– La Confessione e la Comunione devono ripetersi per cinque mesi consecutivi, senza interruzione, altrimenti si deve ricominciare da capo.
5– Recitare la corona del Rosario, almeno la terza parte, con la stessa intenzione della confessione.
6– Meditazione, per un quarto d’ora fare compagnia alla SS.ma Vergine meditando sui misteri del Rosario.

Un confessore di Lucia le chiese il perché del numero cinque. Lei lo chiese a Gesù, il quale le rispose: “Si tratta di riparare le cinque offese dirette al Cuore Immacolato di Maria:

1– Le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione.
2–  Contro la sua Verginità.
3– Contro la sua Maternità divina e il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini.
4– L’opera di coloro che pubblicamente infondono nel cuore dei piccoli l’indifferenza, il disprezzo perfino l’odio contro questa Madre Immacolata.
5– L’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue
immagini sacre. 
(Tratto da qui) 
 

venerdì 6 dicembre 2013

Primo venerdi del mese

La pia pratica de i primi nove venerdi del mese è un desiderio espresso da Gesù a santa Margherita Maria Alacoque. Grandi sono le promesse fatte da Gesù e grandi sono i benefici che un'anima riceve nel pregare il Sacro Cuore di Gesù, soprattutto la grazia della perseveranza finale, quindi della salvezza eterna!
Per essere degni della GRANDE PROMESSA fatta da Gesù è necessario:

1.  Accostarsi alla confessione    
2.  Accostarsi alla Comunione
3. Per nove mesi consecutivi
4. Ogni primo venerdì del mese

La pia pratica si può iniziare in qualsiasi mese dell'anno.
Chi avesse incominciato le Comunioni e poi per dimenticanza, malattia, o altro motivo  ne avesse tralasciata anche una sola, deve cominciare da capo. Essa diventa un ottimo modo per riparare alle offese, ai sacrilegi ed agli oltraggi che, ogni giorno ed in ogni parte del mondo, vengono rivolti al Signore.   

giovedì 5 dicembre 2013

Tecnici del sacro

http://www.benedettinealatri.it/preghiere_11.html
Nei giorni scorsi, mentre ero in macchina, ascoltavo una trasmissione radiofonica su Rai Radio Uno, in cui si parlava di tecnologia contemporanea ed inevitabilmente i conduttori hanno posto l'accento sulla fabbricazione dei più disparati apparecchi elettrici che siamo soliti usare in casa e fuori, piccoli e grandi elettrodomestici e telefonia, e come questi non superino, nella maggior parte dei casi, l'usura del tempo, subendo guasti quasi subito dopo la data di scadenza della garanzia. Una commissione di tecnici, insospettiti da tali evenienze, si è presa la briga di studiare il fenomeno esaminando vari prodotti su vasta scala e ne ha dedotto che la maggior parte di questi oggetti viene fabbricata in modo da avere una durata più o meno limitata nel tempo, cioè giusto il tempo di superare la garanzia! Le ditte fabbricatrici, interpellate dai tecnici, si sono difese dicendo che i loro prodotti sono fabbricati a regola d'arte (su questo non ci sono dubbi è sulla qualità dei materiali usati che questi sorgono), dunque i tecnici hanno proposto a tali ditte di aumentare gli anni della garanzia di ciò che producono. Mi pare più che onesto! Ebbene, io nel mio piccolo lo posso confermare, allo scadere della garanzia mi si sono rotti il ferro da stiro e la lavatrice e più di una volta! In trasmissione ci si chiedeva come mai siamo costretti, il più delle volte, a ricomprare l'oggetto perché non vale la pena ripararlo. Il più delle volte succede perché diventa più conveniente averlo nuovo perché i costi di riparazione potrebbero essere maggiori dell'oggetto nuovo o perché non è facile trovare un tecnico oppure perché non si può riparare. Meditando su questo argomento mi sono resa conto che nel secolo dell'usa e getta e della cultura dello scarto non possiamo aspettarci altro. Ormai è l'ingranaggio del mondo contemporaneo che ci costringe ad adattarci a questo modus vivendi. Per fortuna non tutto funziona così! Il mondo dello spirito abita in altre sfere ed è sotto il diretto controllo della nostra coscienza, delle nostre azioni e della nostra volontà. Sono giorni e giorni che non faccio altro che leggere di profanazioni a ciò che abbiamo di più caro, Gesù Cristo e la Sua Croce e questo non solo in paesi non cristiani ma anche nella nostra 'civile' e moderna Europa, dove, sotto l'egida della libertà di espressione e dell'arte, si commettono impunemente dissacrazioni e blasfemie. A questo punto noi, da bravi tecnici del sacro, possiamo fare le nostre più amorose riparazioni al Signore che viene profanato, dileggiato, schiaffeggiato, ingiuriato, sputato e crocifisso in ogni momento rinnovando ogni volta la Sua dolorosa Passione e Morte. Gli atti di riparazione sono una pia pratica che credo dovremmo riprendere, per essere in continuità ed in sintonia con i fratelli nella fede che ci hanno preceduti e pensando ai nostri nonni non dovrebbe essere difficile; sono preghierequi se ne trovano tante), atti d'amore, richieste di perdono che rivolgiamo a Gesù per consolarlo, asciugargli le lacrime ed il sangue, proprio come amorevolmente fece la Veronica,  cercare di cancellare le offese ricevute e soddisfare la giustizia divina. Per dire quanto gli atti di riparazione siano importanti, il Santo Padre Pio XI emanò il 5 agosto 1928 un'Enciclica dal titolo MISERENTISSIMUS REDEMPTOR sull'atto di riparazione al Sacratissimo Cuore di Gesù. L'enciclica termina con questa stupenda e commovente preghiera:
 
 Oh! potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto, come riparazione dell’onore divino conculcato, noi Ti presentiamo — accompagnandola con le espiazioni della Vergine Tua Madre, di tutti i Santi e delle anime pie — quella soddisfazione che Tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari: promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica specialmente della carità, e d’impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di Te, e di attrarre quanti più potremo al tuo sèguito. Accogli, Te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per intercessione della Beata Vergine Maria Riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua ubbidienza e nel tuo servizio fino alla morte col gran dono della perseveranza, mercé il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. 
Così sia.     

martedì 3 dicembre 2013

Avvento

In silenzio la neve aveva guadagnato i campi, le strade.
Era venuta la notte, portata da una bava di levante.
Alla mattina dopo gli uomini camminavano senza rumore e senza ombra.
Tutta coperta di neve, la campagna pareva pervasa da una profonda umiltà, quasi nell'aspettazione di un evento sovrumano.
E tutte le case erano animate da un movimento insolito.
C'era chi andava a far legna, chi castrava le castagne, chi spennava i polli sulla
porta.
Da un forno acceso giungeva il crepitìo delle fascine, un odor di buono; da qualche cucina il frullo di un mattarello. (F.Tombari)