La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




domenica 5 gennaio 2014

Epiphàneia = apparizione


 "Alcuni Magi giunsero da Oriente ... ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finchè giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino ... aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra." (Mt. 2, 1-13)
 

 

 
Non si conoscono le fonti della tradizione cristiana che hanno fatto vivere questo racconto nelle pagine del Vangelo di Matteo, nè si conosce con certezza chi fossero e quanti fossero i Magi. Sappiamo però che questo episodio ha alimentato una straordinaria leggenda, particolarmente viva nel Medioevo, che ha fatto diventare i Magi tre Re.
Un frate carmelitano, Giovanni da Hildesheim, nella seconda metà del XIV secolo raccolse le tradizioni orali attinte dai suoi confratelli che vivevano in Oriente e consultò le numerose cronache e storie sui Magi, per scrivere la su Historia Trium Regum, opera che ha da subito ispirato, su questo tema, la pittura, la scultura, l'iconografia delle miniature e la letteratura popolare giunte fino ai giorni nostri.
 
Primus fuisse dicitur Melchior, senex et canus, barba prolixa et ...

 

Si dice che il primo fosse Melchiorre, anziano e canuto, con baffi e folta barba, vestito con una tunica azzurra, coperto da un violaceo mantello e da un cappello variopinto, calzava scarpe azzurre e portava in dono oro.
Il secondo si chiamava Gaspare, giovane di età e senza barba, rosso di pelle, indossava una tunica viola e un rosso mantello, calzava anche lui scarpe azzurre e portava in dono incenso. Il terzo, di pelle nera, completamente barbuto, di nome Baldassarre, aveva una tunica rossa, mantello e scarpe viola e portava in dono mirra.

L'oro, il metallo più prezioso, simboleggia la regalità di Cristo, Re dell'Universo a cui tutto e dovuto.
L'incenso è segno della divinità, innalza la preghiera a Dio e perciò è anche simbolo della funzione sacerdotale di Cristo che col suo sacrificio è salvezza dell'umanità.
La mirra, simbolo della umana mortalità (Gesù fu sepolto con mirra e aloe - Gv. 19, 39-40) è anche immagine di Cristo taumaturgo, colui che guarisce tutti i mali sia materiali che spirituali. La Sacra Scrittura ci dice che
 
 
Giunsero da Oriente ...
 
Forse venivano dagli estremi confini della Persia, o forse dalla Caldea e dal regno di Saba. Forse erano astrologi e astronomi caldei che interpretavano il linguaggio degli astri, messisi in viaggio per seguire la nuova stella, apparsa nel cielo ad indicare la nascita del Salvatore.
Nel racconto di Matteo c'è infatti questo messaggio: è nato Gesù, il Salvatore di tutte le genti: Dio che si manifesta all'intera umanità nei panni di un bambino.






3 commenti:

  1. Hola Martina! Me ha encantado la detallada explicación sobre el significado de todo lo que rodea esta gran fiesta.

    En España, la Epifanía es una fiesta muy celebrada y es importante entender su significado.

    ¡Feliz Epifanía!! o, como decimos aquí: Felices Reyes!!

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  2. Muchas gracias por esta maravillosa descripción de un dia tan significativo. Una fiesta entrañable y hermosa.

    Feliz Dia de Reyes!!

    Un beso grande con todo mi afecto.

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  3. ELIGELAVIDA, ¡Felices Reyes! Da voi la festa dell'Epifania è molto celebrata, purtroppo da noi in Italia è stata sostituita con la festa della befana! Che tristezza!!!!!

    AMALIA, ¡Feliz Dia de Reyes! Grazie di tutto.....

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