La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 26 febbraio 2014

So, what's going on?

The Church Has Always Been Right On Birth Control!
Human progress is people.
More people means more progress.
 
Riprendo un illuminante ed interessante articolo apparso su www.businessinsider.com, un notiziario americano on-line di economia e tecnologia, in cui viene posto in risalto come la Chiesa Cattolica in materia di morale sessuale abbia ragione. Un insegnamento che la Chiesa Cattolica porge invariato da duemila anni ed espresso in modo univoco ed al mondo intero nell'enciclica di Papa Paolo VI 'Humanae Vitae'(qui il testo integrale) dove si pone l'accento sul fatto che l’amore, il matrimonio, il sesso e la procreazione non possono essere mai disgiunti. Gli autori dell'articolo analizzano come la rivoluzione sessuale, iniziata nel 1968, abbia contribuito fortemente ad abbassare gli standard etici ad ogni livello sociale, politico ed economico, tutto perché il sesso senza pensieri, garantito dagli anticoncezionali, aumenta il numero delle infedeltà coniugali e quello dei figli illegittimi; perché riduce le donne a oggetto di soddisfazione maschile; perché spinge i governi e gli organismi internazionali a politiche poliziesche in tema di riproduttività umana e perché la drastica diminuzione delle nascite porta alla dissoluzione della famiglia e ad un aumento della crisi economica.
 
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martedì 25 febbraio 2014

Indottrinamento gay


L'indottrinamento delle teorie del gender è arrivato nelle scuole italiane e tutto all'insaputa dei genitori. I bambini degli asili e delle scuole elementari dell'Umbria sono tornati a casa con libretti dell'Unar e con favole gay.
Per quanto riguarda le favole, i quotidiani locali raccontano che ad essere stata diffusa è quella intitolata Qual è il segreto di papà? Storia di due uomini omosessuali che rivelano la loro relazione ai piccoli. I genitori delle scuole si sono lamentati di non essere nemmeno stati avvisati del progetto e stanno raccogliendo firme per bloccare l’attività all’asilo. Sottolineo che tutto è accaduto all'insaputa dei genitori, anche se gli organizzatori lo negano. La scorsa settimana l’assessore del Comune di Perugia con delega alle Pari Opportunità, Lorena Pesaresi, ha negato in un’intervista di avere una qualche responsabilità su quel che stava succedendo negli asili. L'associazione delle famiglie umbre, tramite il portavoce, fa sapere che è da tempo che combatte questa battaglia in silenzio e che da almeno quattro anni esiste questo fermento di prurito educativo genderiale e gay: infatti gli 'esperti' vanno nelle scuole per catechizzare i ragazzini, già dall’età di 8 anni, per renderli edotti del fatto che l’omosessualità è una variante naturale della sessualità, incoraggiandoli anche a provare se la loro natura era gay o etero. L'associazione ha ultimamente reso edotte le famiglie, suggerendo tra l'altro di tenere a casa i bambini nelle ore in cui vengono somministrati questi corsi mettendo in essere una sorta di obiezione di coscienza.
 
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lunedì 24 febbraio 2014

Ratzinger vs Kasper

Due tedeschi. Due consacrati. Due rappresentanti della Chiesa Cattolica. Due testimoni. L'uno ha rappresentato e rappresenta l’ortodossia cioè la fedeltà alla tradizione della Chiesa e l'intelligenza cattolica, capace di dialogare col mondo senza scendere a compromessi con esso ed i suoi peccati. L'altro ha rappresentato e rappresenta le fazioni progressiste e moderniste della Chiesa, quelle che indirizzano i loro sforzi intellettuali e pastorali verso un sostanziale annacquamento della dottrina, verso una protestantizzazione della Chiesa Cattolica, ovvero verso l’autodemolizione di questa, resa subalterna alle ideologie mondane, dando di fatto inizio e lustro alla 'teologia della mondanità'.
Josef Ratzinger, prima come cardinale, poi come braccio destro di Giovanni Paolo II ed infine da Papa, è sempre stato considerato da queste fazioni come il primo e grande avversario e vederlo in San Pietro al solenne Concistoro mi ha fatto riflettere e pensare che la sua presenza possa rappresentare ancora, in questi tempi di fermento anti-dottrinale, un baluardo contro tutti coloro che, al pari del cardinal Kasper, vogliano demolire la dottrina della Chiesa. La sua presenza si rende alquanto necessaria: la sua figura è rasserenante, rassicurante e consolante. Guardando a lui le parole di Gesù diventano pietre scolpite, 'non prevalebunt, non prevalebunt, non prevalebunt'.....
Papa Benedetto XVI continuerà ad essere la roccia, il custode, il difensore della fede della nostra Santa Madre Chiesa, proprio lì dove maggiormente il fumo di Satana sta attualmente offuscando la vista della fede a tanti, tanti vescovi, spandendo il suo acre odore di zolfo.     

venerdì 21 febbraio 2014

Il senso del peccato

Da quando Papa Francesco è salito al soglio pontificio mi sembra che sul mondo stia roteando un velocissimo e devastante tornado. Mi riferisco sia al mondo cattolico che a tutto il resto. Quello che mi preoccupa di più però è il mondo dei cattolici perché il resto non è da prendere in considerazione per quanto riguarda giudizi, pregiudizi ed inclinazioni (solo perchè, non essendo cattolico, non ha nulla da insegnarci in materia di Dottrina e di morale). Mi preoccupa, leggendo qua e là, constatare come non tutti coloro che si reputano cattolici siano poi in reale sintonia con la Dottrina Cattolica ed il Magistero della Chiesa e lo sgomento mi coglie ancor di più quando non lo sono i consacrati, a partire dal sacerdote, per arrivare su in cima alla scala gerarchica. Mi preoccupa che, il resto del mondo, strumentalizzi le parole del Santo Padre per cercare di scardinare la morale dalla coscienza bimillenaria della Cristianità- che ha costruito la storia del mondo - ma anche il senso della legge naturale inscritta nel cuore di ogni essere umano sia esso credente e non. Mi preoccupa che anche parte dei cattolici, cosiddetti praticanti, facciano lo stesso, approvando scelte e comportamenti, stigmatizzando chi non lo fa, che sono contrarie alla legge di Dio, in preda ad una follia buonista, prendendo come spunto le parole e gli atteggiamenti del Santo Padre. Ma cosa sta succedendo? Stiamo forse perdendo la ragione? Non credo. Credo invece che abbiamo perso il senso del peccato, tutto qui. Tutto qui? E' questo il punto nevralgico, il punto centrale, il punto focale, il punto! Il peccato inteso come condizione che ci allontana da Dio, che ci fa vivere senza la Sua Grazia, che pone un grande ostacolo fra la terra ed il Cielo, che ci obbliga a strisciare piuttosto che a volare. Si continua a far confusione tra peccato e peccatore e per cercare di salvare il peccatore, si salva anche il suo peccato. Il Santo Padre non ha mai detto questo! Egli, è vero, parla di accoglienza, di misericordia, di bontà, di gioia, ma parla anche di confessione, dunque anche di peccato e di ritorno a Dio, di sacramenti, di salvezza e dannazione eterna. Accogliere il fratello peccatore non vuol dire acconsentire e giustificare il suo peccato; metterlo di fronte al suo peccato vuol dire usargli misericordia ed amarlo e non giudicarlo. Accettare la sua condotta di vita peccaminosa vuol dire, non amarlo, non volere il suo bene, illuderlo ed aprirgli la porta verso la dannazione eterna. Il Santo Padre ha detto:'Chi sono io per giudicare?' Ma cosa vuol dire veramente questa domanda? E' vero che non dobbiamo né abbiamo la capacità di giudicare i nostri fratelli, perchè non siamo capaci di guardare nel cuore e nella mente, però le azioni sì, queste vanno giudicate, pesate, vagliate per riconoscere il peccato e bandirlo!
 
Riconoscere il peccato, una condotta malvagia, non vuol dire allontanare ed odiare chi li commette, anzi, in questo modo, si cerca di allentare e recidere le briglie che stringono, nella morsa della morte, la sua anima, si cerca di aiutarlo a diradare la nebbia oscura che ottenebra la sua mente e che gli fa perdere ogni capacità di discernimento. Un salmo recita 'Misericordia e verità s'incontreranno' è questo il messaggio che il Santo Padre cerca di far capire al mondo intero. Non ha nessuna intenzione di cambiare la Dottrina ed il Magistero della Chiesa, non potrebbe farlo, non ne è il padrone, ma solo il Santo Custode! Sulla carità, che si può considerare l'altra faccia della misericordia, il Santo Padre Benedetto XVI ha scritto un'Enciclica ed il messaggio che ha voluto lasciarci è quello che la Santa Madre Chiesa ci propone da duemila anni, quello di Gesù che amava (ha dato la sua vita per questo) le pecorelle smarrite ma si scagliava contro il loro peccato, quante volte ha detto: ' La tua fede ti ha salvato, và e non peccare più'?

giovedì 20 febbraio 2014

Quanto ci costa?

 
Lo Stato italiano spende in un anno circa 200 milioni di Euro per l’aborto. Ogni aborto ha un costo che oscilla fra i 1.479 e i 1.814 Euro.  Dal Ministro della Salute apprendiamo che nel 2010 in Italia ci sono stati 115.372 aborti volontari praticati negli ospedali pubblici, con un rapporto di abortività – cioè il numero di aborti per ogni 1000 nati – pari a 207. Vuol dire che ogni 5 bambini nati 1 viene abortito. Se moltiplichiamo 1479 Euro (aborto senza raschiamento e aspirazione) per 115.372 si ricava che in un anno per uccidere i bambini non nati l’Italia spende più di 170 milioni di Euro. Se poi proviamo a considerare l'aborto con raschiamento e aspirazione, che ha un costo di 1814 Euro, allora la spesa annua per aborti del nostro Stato ammonta a più di 209 milioni di Euro.
Un altro settore in cui lo Stato finanzia il male è quello della fecondazione artificiale in vitro omologa. Dopo l’approvazione della legge 40 del 2004, la Fivet è diventata un’opportunità che può essere anche pagata dal Servizio Sanitario. In questo caso risulta più difficile ricostruire il costo di ogni singolo intervento perchè esistono notevoli differenze tra le diverse strutture e le Regioni che effettuano la Fivet, ma grosso modo la spesa può essere valutata intorno ai 1800 Euro. Nel 2010 sono state assistite in Italia circa 70.000 coppie, per le quali sono stati prodotti 113.019 embrioni. I bambini nati in quell’anno sono stati 12.506: vuol dire che 9 embrioni su 10 sono morti.
Abbiamo spesso sentito parlare che, data la crisi, bisogna risparmiare, ridurre i costi, tagliare la spesa, diminuire gli sprechi del sistema pubblico. Il fatto singolare, però, è che praticamente a nessuno sia venuto in mente di sforbiciare le uscite che lo Stato affronta ogni giorno per compiere azioni malvagie legalizzate, come aborto e fecondazione artificiale, pagate interamente dal Servizio Sanitario Nazionale, cioè dallo Stato, ovverosia da ciascuno di noi e senza alcun costo, cioè gratis per la donna che si sottopone a simili pratiche. Il 9 febbraio scorso in Svizzera si sono votati due referundum e non uno, quello cioè sull'immigrazione del quale i media hanno dato notizia; l'altro riguardava il finanziamento pubblico dell'aborto per il quale un altissimo numero di Svizzeri si è espresso contro, in quanto l’aborto non è una «malattia», ragion per cui non si vede perché debba far parte dell’assicurazione obbligatoria. Comunque sia andato il referendum nulla nella legislazione svizzera cambierà. Non perdo la speranza che anche qui in Italia si possa fare un simile referundum, per mettere in discussione il finanziamento pubblico all'aborto. Sono estremamente convinta che sarebbe un atto di giustizia sociale. Lo Stato non può farci complici di un atto criminale perpetrato ai danni di un innocente se non lo vogliamo! Chi vorrà commettere questo atto ignominioso, dovrà pagarselo di tasca sua. Temo però che la maggioranza degli Italiani si esprimerebbe a favore del finanziamento pubblico.  

mercoledì 19 febbraio 2014

La farfalla diventata angelo



Il fazzoletto del sacerdote

Al termine della prima Santa Messa, celebrata dopo l'ordinazione, il neo sacerdote dona alla madre il fazzoletto che egli stesso ha usato, durante la celebrazione della sua ordinazione, per asciugarsi le mani unte con l'olio santo. Per tradizione questo fazzoletto sarà posto sul volto della madre nel giorno della sua morte, perché il Signore riconosca che è la madre di un sacerdote e le apra le porte del Paradiso.    

lunedì 17 febbraio 2014

Per un paio di scarpette

Xavier Dor, medico pediatra francese è una delle icone del popolo della Manif pour Tous e della “Francia reazionaria”. Ha una lunga carriera professionale svolta sia in Francia che all'estero ed anche di docenza universitaria; sposato e padre di quattro figli, combatte l’aborto in Francia, motivo per cui spesso è stato arrestato e denunciato per 'abortofobia'- Lo stato francese ha introdotto nella legge Weil del 1975 la nuova figura del “reato di intralcio all’aborto”, “le délit d’entrave”. Chi lo commette dimostra di essere “abortofobo”, evidente traslazione concettuale delle leggi sull’omofobia, che possono essere estese teoricamente a qualsiasi condotta “deviante” di pro life e di cattolici intransigenti. La sua prima azione risale all’11 novembre del 1978 nella cattedrale di Notre-Dame de Paris, dove durante la Messa, in cui vi partecipano il presidente della Repubblica, Valéry Giscard d’Estaing ed il primo ministro, Raymond Barre, subito dopo l’epistola, si alza e rivolto al presidente grida: “Giscard, abortista, assassino”. Da allora, allorquando decide di innalzare il livello della protesta, portandola sui luoghi dove si praticano le interruzioni di gravidanza, recitando il Santo Rosario o distribuendo immaginette e medagliette sacre, non ha smesso di tormentare la Francia dei lumi che a sua volta, però, non smette di tormentarlo. La prima volta che finì in galera fu quando decise di piazzarsi davanti alle cliniche abortiste, regalando a chi entrava due piccolissime calzette, fatte su misura per i piedini dei neonati. Dor venne picchiato dalla polizia ed incarcerato. Di arresti il dott. Dor ne conta oltre venti nella sua lunga carriera di medico.
L'ultimo, qualche mese fa, a Bourg-la-Reine il magistrato lo ha portato in tribunale perché deve rispondere dell’accusa di aver dato un paio di scarpe da neonato a una donna che si trovava in una clinica per abortire. Due avvocati, due donne, rappresentano i querelanti: “Queste pantofole, signora presidente, sono di una estrema violenza”, afferma la prima. L’altra si rivolge direttamente a Dor: “Tu fai del terrorismo con queste pantofole”. Il dottor Dor è stato condannato al pagamento di diecimila euro. L’accusa aveva chiesto anche un mese di carcere. In tribunale il dott. Dor indossa sempre un berretto blu ed ogni volta in aula si proclama “casco blu del rispetto della vita”. Quando gli si chiede di enumerare i suoi “nemici”, il professore elenca: “Organizzazioni internazionali come Planned Parenthood, il governo, la maggior parte dei partiti politici, i medici, i sindacati, i trotskisti, Sos Racisme, la Lega dei diritti dell’uomo, le femministe, rete Voltaire, e da ultimi, ma non meno importanti, i comitati etici, per sentirsi bene in questa follia suicida”. Dor non è timido neppure nei confronti della chiesa cattolica: “Il suo silenzio può essere visto come una complicità passiva, intenzionale”. Ha anche scritto un libro sull’aborto, “Le crime contre Dieu”, pubblicato da Perrin ed inoltre è stato ricevuto in Vaticano da Papa Giovanni Paolo II e incoraggiato nella sua pubblica militanza. In un'intervista dice che l'aborto è un “massacro senza precedenti, (.....) ideologico, medicalizzato, decriminalizzato, presentato come una dignità, una libertà, un diritto, un affare della sola coscienza, finanziato e orchestrato e introdotto nella legge. Mentre una volta era isolato e artigianale, oggi è diventato collettivo e industriale”.
“La nostra Repubblica è diventata un Moloch che uccide i propri figli”, ispirata da “l’ideologia che non ha creato niente ma vuole appropriarsi di tutto – verità, amore, libertà, vita, morte e persino e soprattutto l’eternità”.
Il dott. Dor all'età di 84 anni ha ancora la grinta di un giovane leone, non teme i suoi avversari ed usa parole di fuoco, per definire l'aborto, rievocando lo Champ de Mars, teatro del mostruoso massacro illuminista: “L’aborto occupa il posto della ghigliottina, dei campi di sterminio, dei crimini rituali“.

venerdì 14 febbraio 2014

L'idolatria del pensiero

 
 
Quando l'ideologia viene eretta a principio assoluto e sostituita alla stessa realtà tutto può essere possibile. La dinamica totalitaria del Novecento, pensiamo al Nazionalsocialismo ed al Comunismo, comincia da qui ed ancora continua ad espandere le sue nefaste radici dentro la cultura del Nuovo Millennio. I due regimi totalitari sono l'uno lo specchio dell'altro, lo asserisce, nel suo libro 'Vita e destino', lo scrittore russo Grossman perché hanno identico principio ideologico. Da dove inizia l'ideologia? Nelle parole e nelle parole bugiarde! Stalin per sterminare i Kulaki (contadini benestanti) disse che essi non erano uomini, allo stesso modo Hitler per sterminare handicappati, oppositori del regime, sacerdoti ed ebrei disse che non erano uomini. Così, come nella Germania nazista non si parlava di sterminio di ebrei ma di “soluzione finale”, in Unione Sovietica non si diceva fucilazioni di massa ma “misura di profilassi sociale”».

 
 
 
 
Si gioca con le parole per ribaltare la realtà, per piegarla ai propri convincimenti e scopi. Questa dinamica ideologica, insegnata già dai tempi del giacobinismo francese, permette di instaurare un regime totalitario basato sull'idolatria del pensiero che, avanzando pretese, promette ciò che non può mantenere, nascendo già condizionato dalla menzogna.         
                                

lunedì 10 febbraio 2014

UP, per sognare un pò....

 
Carl è un anziano signore, intristito e burbero, vedovo e senza figli, che vive ormai nel ricordo della sua dolce Ellie e col desiderio di avventurarsi in Sud America per raggiungere le Cascate Paradiso. Purtroppo la vita sembra non offrire più a Carl abbastanza tempo per realizzare il sogno di questo  avventuroso viaggio che sin dalla giovinezza aveva desiderato compiere e poi condiviso con  Ellie, nei lunghi anni trascorsi insieme, tra gioie e dolori.
Infatti proprio quando Carl riesce ad acquistare i biglietti per il viaggio, Ellie si ammala e muore. Ancora una volta le circostanze della vita gli hanno impedito di realizzare il sogno. Carl vive giorni tristi e desolati: la sua casa è nel bel mezzo di una serie di lavori che hanno completamente distrutto il suo vecchio quartiere ed inoltre, siccome ostacola i lavori, rifiutandosi di lasciare la sua vecchia casa, che dovrebbe essere demolita per far posto al nuovo, viene obbligato al ricovero in casa di riposo.
Così Carl pensa di sottrarsi a questa decisione ed ha l'idea di andar via con la sua casa, facendola volare via utilizzando tantissimi palloncini colorati.
 

Finalmente Carl ha l'opportunità di intraprendere il viaggio, tanto desiderato da una vita intera e lo farà, suo malgrado, con Russell, un piccolo boy-scout, impertinente ed invadente, orfano e con un padre sempre assente per affari. Grazie a Russel, Carl ritroverà il sorriso e la gioia di amare, insieme alle Cascate Paradiso, dopo un avventuroso e fortunoso viaggio! Un film d'animazione che credo faccia bene anche agli adulti. Io ne sono rimasta affascinata. In questo film si ride, si piange e ci si appassiona. E' un concentrato della vita di una coppia che si ama  lungo una vita intera, che vive con le aspettative ed i sogni di tutti, che soffre, gioisce e spera e che sa sostenersi nei momenti più bui e tristi della vita come quello della perdita di un figlio. Sempre insieme, uniti nell'amore e nel rispetto reciproco. Il viaggio di Carl diventa così il viaggio di Carl ed Ellie, ancora insieme per realizzare finalmente il sogno della loro vita. Diventa un viaggio per dare la possibilità a Carl di continuare a dimostrare l'amore verso Ellie che continua oltre la morte ed oltre i confini di un mondo conosciuto. Carl, nonostante sia diventato vecchio, solo e triste, in questo modo riacquista la capacità di saper sorridere e stupirsi per la bellezza della vita e di gioire per la giovinezza del cuore, che è sempre giovane se non perde la capacità di amare. 
 
  

venerdì 7 febbraio 2014

La casa in una scatola

Ma quante cose contiene una casa? In quanti scatoloni entra una casa intera? Un trasloco ti mette di fronte ad una marea di oggetti di ogni sorta, presenti in tutte le camere della casa: libri, stoviglie (la cucina ne è stracolma!), piatti, tazze, tazzine, bicchieri, pentole, quadri, riviste, DVD, ceste e cestini, bottiglie, televisore, computer, lampade, radio-sveglia, biancheria da bagno, da cucina, da camera, soprammobili, ceramiche, e quanto materiale fragile! Senza dimenticare gli oggetti personali ed i mobili, ma credo di aver dimenticato sicuramente qualcosa. Il mio appartamento ha cambiato aspetto. Ormai è un cantiere in continua evoluzione. Le scatole ne compongono l'arredamento principale; ne ho di tutti i tipi: grandi, piccole, quadrate, rettangolari, robuste e meno robuste, chiare, scure, del Mulino Bianco, della Barilla,   di tante altre marche commerciali, di varia forma, grandezza,  ex contenitori sponsorizzanti l'una o l'altra merendina. Si trovano in ogni angolo e lato dell'appartamento che appare come un campo minato e, se non sto attenta dove metto i piedi, mi potrei ritrovare per terra, per fortuna senza danni gravi, né permanenti. Ne ho ancora tante vuote che attendono, come le piccole bocche fameliche degli uccellini neonati, di essere riempite.....ma non sarebbe più semplice fare così?
 
 

  

giovedì 6 febbraio 2014

Ha combattuto per il Regno

“Quando si arriva a una certa età si pensa alla frase che si vorrebbe sulla propria tomba… Io non voglio una tomba duratura, meglio la nuda terra, perché il corpo con cui risorgeremo non è quello con cui moriamo: dunque è meglio che questo si dissolva al più presto. Comunque per la mia tomba avrei chiesto questa frase: “Ha combattuto per il Regno”. Sono conscio di non avere, purtroppo, combattuto bene. Però è fuori discussione che ho combattuto”.
(EUGENIO CORTI dalla pagina di FACEBOOK)
 
Eugenio Corti, uno dei massimi scrittori italiani del nostro tempo è tornato alla casa del Padre. Io ho avuto l'onore di poterlo conoscere qualche anno fa. Sono rimasta affascinata ed incantata dalla fortezza di un uomo conquistato da Dio. Un bellissimo uomo, alto, distinto, dall'incedere regale, che portava i suoi lunghi anni con la baldanza e la temerarietà di un bambino. I suoi brillanti occhi azzurri contemplavano già il mistero del Cielo ed esercitavano un richiamo tenace e gentile, un invito a porre la fiducia in Dio, mentre lo splendore della loro tenera luce abbagliava e si apriva sul mistero di una vita intera spesa per cantare l'amore a Maria che lo aveva preservato dalla morte nella campagna di Russia. Un autore cattolico, tanto boicottato dall'entourage intellettuale catto-progressista e laicista, quanto amato e letto dal mondo cattolico. Mi piace ricordarlo così, semplice, umile, innamorato della vita e di Dio così come traspare dalla risposta ad una domanda in un'intervista che la Nuova Bussola Quotidiana gli fece il 15 gennaio 2011 in occasione del suo 90.mo compleanno (www.lanuovabq.it) :
 
Nell’aldilà si vede ancora come scrittore?No… Penso di aver scritto abbastanza. In cielo vorrei soltanto riabbracciare i miei genitori, i miei fratelli, tutti quelli che ho amato sulla terra. Ho sempre ammirato la carità irraggiungibile di mio fratello, missionario in Ciad e di un altro, medico, che ha fondato un ospedale in Uganda. Io mi sono impegnato con la penna a trasmettere la verità. Ma fino a che punto ci son riuscito è un punto interrogativo. Per me la cosa più importante è la misericordia divina. Ho fatto tanti errori, ma quando mi presenterò a Dio credo che mi riterrà ancora uno dei suoi.
 
Per conoscerlo meglio, andare su questo sito

mercoledì 5 febbraio 2014

Italia: spaghetti, mandolino e corruzione!

 
Gli stereotipi sull'Italia sono duri a morire ed ora ci si mettono anche gli Italiani stessi! Il Rapporto sulla corruzione nell’Unione Europea, presentato a Bruxelles da Cecilia Malmström, Commissario agli Interni dell’Ue, registra un quadro di corruzione sparso in tutti i Paesi membri. Purtroppo è vero che in Italia esiste la corruzione, ma non più rispetto ad altri Paesi Europei e pensare che questa sia dovuta all'influenza della Chiesa Cattolica, alla sua posizione geografica lambita dal Mediterraneo ed alla presenza di Berlusconi (pare che sia la sua esistenza in vita a produrre in Italia tutta la corruzione esistente), è davvero inaccettabile e ridicolo!  Eppure la nostra classe politica ed il popolo della carta stampata sono davvero convinti di questo: un harakiri in grande stile! Per fare onore alla verità: dal Rapporto emerge che solo il 2% dei cittadini e il 5% delle imprese ha avuto esperienza diretta di tangenti, in linea con la media Ue. Un dato che sicuramente non ci fa onore ma che ci spinge ad essere più ottimisti e ad amarci un po' di più come Italiani.  

Ulrike ha vinto!

La relazione Lunacek, presentata come una «tabella di marcia dell’Ue contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere», è stata approvata ieri dal Parlamento Europeo nonostante le proteste e le migliaia di firme arrivate in sede europarlamentare. Purtroppo questo testo mette a repentaglio la libertà di pensiero e impone agli Stati il matrimonio e le adozioni omosessuali, insieme all’educazione “gender” obbligatoria sin dall’infanzia. Ulrike Lunacek, lesbica e attivista Lgbt è dal 2009 eurodeputata austriaca dei Verdi, dove si occupa, nella Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere, di sponsorizzare la piena parità delle coppie omosessuali. Nel 2013 tentò di legittimare la pedofilia, proponendo un emendamento che invocava la necessità di una «educazione sessuale interattiva e libera da tabù» per i bambini maggiori di 4 anni. Un bel programma, non c'è che dire!  

martedì 4 febbraio 2014

Disorientamento generalizzato

Il Governo della Francia non presenterà  la nuova legge che serve a ridefinire la famiglia, almeno per il 2014. Credo sia certamente una vittoria per chi si batte strenuamente per evitare tale sovvertimento, ma va messo al bando ogni forma di sensazionalismo e trionfalismo.  Qui non si tratta di sessualità, giudicare o non giudicare, di omosessualità, di gender o matrimoni gay o famiglie arcobaleno, che sono soltanto la punta emergente di un processo di secolarizzazione, che definirei secondario e che ormai sta divorando l'intera società, ma di valutare un processo ancor più profondo, alla base della secolarizzazione, bieco ed oscuro che mira a rendere l'uomo schiavo di se stesso, senza nome, senza anima, senza Dio, senza se stesso, amorfo, informe, dotato solo di istinti da soddisfare. Un processo che tende a distruggere l'uomo, rendendolo pronto a vivere senza regole, né leggi rinnegando l'innegabile ed oscurando persino la legge dell'evidenza. In simili circostanze diventa facile pretendere l'impossibile ed imporre una tirannia che tutti vorrebbe omologare al pensiero omosessualista oggi e pedofilo domani e chissà cosa dopodomani! Qui si tratta del futuro della specie umana, delle nuove generazioni ed al momento presente dei nostri figli che frequentano le scuole e vivono in un crescente marasma ideologico, politicamente corretto e gay-friendly. Il frangente storico che stiamo vivendo è gravissimo. Ce lo dice anche il Santo Padre Francesco nella sua enciclica EVANGELII GAUDIUM. Dobbiamo avere l'onestà di saper leggere, ascoltare ed imparare ciò che Cristo stesso ci dice attraverso le parole del Papa e non strumentalizzarle a nostro piacimento. Nelle parole del Papa c'è la chiave di lettura del momento storico che stiamo attraversando:
«Il processo di secolarizzazione tende a ridurre la fede e la Chiesa all’ambito privato e intimo. Inoltre, con la negazione di ogni trascendenza, ha prodotto una crescente deformazione etica, un indebolimento del senso del peccato personale e sociale e un progressivo aumento del relativismo, che danno luogo ad un disorientamento generalizzato, specialmente nella fase dell’adolescenza e della giovinezza, tanto vulnerabile ai cambiamenti. Come bene osservano i Vescovi degli Stati Uniti d’America, mentre la Chiesa insiste sull’esistenza di norme morali oggettive, valide per tutti, “ci sono coloro che presentano questo insegnamento, come ingiusto, ossia opposto ai diritti umani basilari. Tali argomentazioni scaturiscono solitamente da una forma di relativismo morale, che si unisce, non senza inconsistenza, a una fiducia nei diritti assoluti degli individui. In quest’ottica, si percepisce la Chiesa come se promuovesse un pregiudizio particolare e come se interferisse con la libertà individuale” (59).Viviamo in una società dell’informazione che ci satura indiscriminatamente di dati, tutti allo stesso livello, e finisce per portarci ad una tremenda superficialità al momento di impostare le questioni morali. Di conseguenza, si rende necessaria un’educazione che insegni a pensare criticamente e che offra un percorso di maturazione nei valori». (EVANGELII GAUDIUM)

lunedì 3 febbraio 2014

La manif pour tous made in Europe

In un' atmosfera di crescente minaccia per la famiglia naturale e per i valori fondanti della società, in un clima di tensione, dove si avverte la possibile deriva tirannica dei singoli Stati, l'Europa di sta mobilitando;  Parigi, Lione, Madrid, Varsavia, Roma, Budapest, Mosca, Bucarest, Bruxelles, Londra: le grandi città europee scendono in piazza per difendere la famiglia naturale ed i suoi diritti, proprio alla vigilia della discussione al parlamento europeo della relazione Lunacek.  Il grande popolo della vita, come onda viva si sta muovendo: cattolici, persone e comunità di varie fedi ed ispirazioni religiose, cristiani, ebrei, islamici, anglicani, evangelici, ortodossi e perfino atei si sentono chiamati in prima linea; finalmente si muovono insieme spinti dalla necessità di difendere la bellezza e la centralità della famiglia naturale, di preservare il benessere dei propri figli e delle future generazioni e di rivendicare la libertà religiosa e di opinione.
 

'(…) La libertà di coscienza, con la conseguente libertà di opinione, di scelte culturali e religiose, costituisce la base di quella sana laicità che l’Occidente ha recuperato dopo secoli di fatiche, di tensioni e di violenze, grazie anche al contributo della grande tradizione di vita e magisteriale della Chiesa cattolica. Oggi su questa sana laicità del nostro popolo e della nostra società incombe un pericolo gravissimo'.
(Mons. Luigi Negri, vescovo di Ferrara)

sabato 1 febbraio 2014

Estrela che va Lunacek che viene

Fallita la promozione della relazione Estrela, L’Europa ci riprova: martedì 4 febbraio sarà discussa all’Europarlamento la Relazione Lunacek dal titolo «Tabella di marcia dell'UE contro l'omofobia e la discriminazione legata all'orientamento sessuale e all'identità di genere» (clicca qui per il testo integrale).  A presentarla è l’eurodeputata austriaca Ulrike Lunacek, attivista lesbica e uno dei membri di punta dell’intergruppo parlamentare LGBT (Lesbiche, Gay, Bisex, Transex).
Nel disgraziato caso questa delirante relazione venisse approvata, tutti gli Stati membri dell’Unione Europea si troverebbero ad essere oggetto di forti pressioni per cambiare la propria legislazione nazionale al fine di introdurvi i diritti dei gay. Se è vero che le risoluzioni del Parlamento Europeo non siano vincolanti e che costituiscano un’indicazione di indirizzo politico dell’Unione, è pur vero che in questo caso verrebbe continuamente ricordato dalle associazioni Lgbt locali e da parlamentari per promuovere dei cambiamenti nelle legislazioni nazionali per essere in linea con le indicazioni del Parlamento Europeo. I nostri parlamentari saranno i primi a balbettare quel 'Ce lo chiede l'Europa' che già tante volte abbiamo sentito.....