La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




venerdì 14 marzo 2014

Tu es Petrus!

Il ciclone che sta investendo la Chiesa Cattolica per destabilizzarla e cambiarla continua ancora la sua corsa: cardinali, fedeli cattolici, strutture mondane vogliono, sulla scia dell'entusiasmo che genera la figura del Santo Padre Francesco, passare alla storia come coloro che hanno spinto per cambiare la Dottrina, le leggi divine e sdoganato il peccato.
 
Scrive su 'Il Foglio' di ieri il giornalista Antonio Socci in un articolo dal titolo 'Il drammatico bivio di Bergoglio':
 
Francesco è davanti a un bivio: da una parte la demolizione della Chiesa a cui vogliono spingerlo poteri, logge e lobby mondane. Ma io penso (e spero) che lui sceglierà l’altra, quella del vero Concilio, di De Lubac, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, una via gloriosamente ortodossa ed evangelica, che porta all’odio del mondo e a volte al martirio.  
 
Lo spero anch'io!
 
qui l'intero articolo

7 commenti:

  1. Karin, preghiamo, preghiamo.....non ti nascondo la mia grande preoccupazione.

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  2. Son momenti difficili per tutti, bisogna rimboccarsi lemaniche

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  3. Scusate, volevo scrivere "le maniche", invece ho sbagliato e ho scritto "lemaniche": scusate, è stata l'afretta.

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  4. ANONIMO, sì è vero viviamo momenti difficili e vanno affrontati con la determinazione della preghiera. Grazie per la visita.

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  5. No perdamos la esperanza...

    Un beso grande, Martina.

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  6. AMALIA, non perdere la speranza è diventato un obbligo imperante altrimenti affonderemo tutti: è quel mirare alto verso il cielo di cui scrive G. Thibon e che io ho ripreso nel mio precedente post. Un abbraccio

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