La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 24 aprile 2014

Oblazione benedettina

 
Chi sono gli oblati
Cos’è l’oblazione? E chi è un oblato benedettino? Lo ha spiegato in maniera chiara l’Abate Gabriel M. Brasò: L’oblato è un cristiano desideroso di vivere con convinzione e profondità il Vangelo e che ha scoperto nella Regola di san Benedetto un cammino di luce, che gli facilita la sequela di Cristo e lo stimola a servire Dio e i fratelli con un amore più puro e generoso nel proprio stato di vita…”.
Questo significa che l’oblato può essere uomo o donna, laico o sacerdote, può essere sposato o no. L’oblazione benedettina è un cammino che supporta, che aiuta a vivere la propria vocazione particolare.
Gli oblati benedettini non sono una confraternita, un terz’ordine, un movimento, ma laici sempre più consapevoli della loro consacrazione battesimale che desiderano condividere la spiritualità della Regola di san Benedetto aggregandosi a un determinato monastero.
É il battesimo, infatti, l’autentica oblazione cristiana, nella quale l’uomo viene ricreato in Cristo, modello e misura di ogni oblazione, ossia di ogni vita “offerta” a Dio e ai fratelli.
L’oblato benedettino è chiamato a portare nella Chiesa e nella realtà in cui vive e opera il contributo del carisma benedettino:
 
centralità di Cristo, ascolto della Parola di Dio meditata e vissuta, partecipazione intensa alla liturgia, profonda vita spirituale, carità operosa.
 
L’oblazione – recitano gli Statuti – è l’atto liturgico-spirituale riconosciuto dalla Chiesa, con il quale l’aspirante oblato, dopo un congruo periodo di formazione, fa l’offerta di se stesso a Dio vincolandosi a una comunità benedettina determinata”.
Cosa si richiede
Sono tre le disposizioni richieste per diventare oblati:
1-il desiderio sincero di crescere nella vita spirituale, di tendere progressivamente alla conformazione a Cristo, di ritornare a Dio, di cercare veramente Dio, come afferma san Benedetto: “Ascolta, o figlio, gli insegnamenti del tuo Maestro, apri docile il tuo cuore, accogli volentieri i consigli del tuo padre buono e impegnati con vigore a metterli in pratica. Attraverso la fatica laboriosa dell’obbedienza, potrai così ritornare a Colui dal quale ti eri allontanato cedendo alla pigrizia della disobbedienza (Regola, Prologo).
2-amore per san Benedetto e conoscenza della sua Regola, perché i suoi tratti essenziali devono orientare il cammino spirituale dell’oblato. Per questo, l’oblazione benedettina non è compatibile con l’appartenenza a movimenti o a Terzi Ordini, che seguono altre tradizioni spirituali.
3-appartenenza ad una determinata Abbazia o Monastero. Caratteristica della vita benedettina è la stabilità, per cui i monaci promettono di vivere fino alla morte nello stesso monastero in cui hanno emesso la professione. Così gli oblati si offrono a Dio in un determinato monastero, che considerano come una seconda famiglia, in modo da sentirne l’influsso vitale, partecipando alla preghiera, alle iniziative e, secondo le possibilità, mettendo a disposizione le proprie competenze e il proprio tempo.
Attraverso l’oblazione, l’oblato si inserisce nella famiglia monastica con vincoli di intima fraternità e di vicendevole collaborazione.
L’ammissione all’oblazione
L’ammissione al cammino in preparazione all’oblazione è fatta dall'Abate o dall'Abbadessa del Monastero. Tale cammino ha durata variabile, in genere mai inferiore ad un anno.
Durante questo tempo l’aspirante oblato ha modo di approfondire i tratti specifici della spiritualità benedettina e di conformarvisi. Dal canto suo la Comunità, attraverso l'Abate verifica se l’aspirante oblato possiede o ha maturato le caratteristiche che lo rendono idoneo a diventare oblato del monastero.
 
 

5 commenti:

  1. Me ha parecido muy interesante leer esta maravillosa información que nos aportas. La verdad es que la desconocía.

    Un beso grande, Martina.

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  2. AMALIA, questo è lo stato di vita che io mi trovo a vivere, perché sono oblata benedettina. Purtroppo, il mio Monastero ora è un po' lontano e non posso frequentarlo come facevo prima di trasferirmi. Un abbraccio

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  3. Carissimi, state costruendo il vostro cielo già su questa terra.
    Vi sono vicina con la preghiera.
    E' per noi tuute un momento di ricordi...
    Un abbraccio

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  4. questo carissima sorella non e' solo un tuo dispiacere ,ma un grosso rammarico non averti alla santa messa tutte le domeniche un bacio e un abbraccio. enricopaolomaria

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  5. Oh, Enrico, caro fratello mio, che grande sorpresa!!!!!!! Il Signore dà ed il Signore toglie.....ma a volte come è difficile seguire queste sue vie che sembrano così incomprensibili..... Un abbraccio da Pavarolo

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