La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




lunedì 19 maggio 2014

Il potere della fede

 
Ecco un grande esempio di come la fede sia fonte di vita, coraggio e gioia anche nel dolore. La testimonianza della vedova Calabresi è disarmante, potente, impressionante. E' rimasta vedova molto giovane, con due bambini piccoli ed uno ancora in grembo, in procinto di nascere. Suo marito, il commissario Calabresi, ne ho scritto qui, è stato assassinato il 17 maggio 1972. Spesso quando succede un fatto di sangue si ha la tendenza a chiedere se si è pronti a perdonare. Anche la vedova Calabresi ha dovuto rispondere a questa domanda e la sua risposta è stata davvero originale: il suo perdono è maturato alla luce della fede e dell'esperienza di Gesù Crocifisso. Il perdono non è un atto banale, né scontato neanche e soprattutto per un cristiano. E' un percorso interiore, un cammino lungo ed accidentato verso il calvario, che porta prima alla crocifissione e poi alla risurrezione. Tra la morte e la risurrezione si staglia il perdono di Dio. L'originalità del perdono di Gemma Calabresi sta proprio nella sua richiesta al Signore di perdonare gli uccisori di suo marito così come Gesù, sulla croce, ha chiesto al Padre di perdonare i suoi crocifissori, perché 'non sanno quello che fanno'. Lei, per avere la forza di perdonare, ha chiesto aiuto al Signore ed alla sua illimitata misericordia. Il perdono della vedova Calabresi diventa fonte di grazia e di salvezza per lei e richiesta di conversione e di pentimento per gli assassini di suo marito; di certo non banalizza la giustizia di Dio e non esonera gli assassini dal dover chiedere perdono e pentirsi affinché il Signore possa salvarli.     

4 commenti:

  1. Tempo fa lessi il libro di suo figlio "Spingendo la morte più in là". Ne emerge davvero una personalità forte.
    Grazie per la profonda osservazione sul perdono.
    Buonanotte

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  2. ACQUACLUSTER, è un libro che non ho letto e mi piacerebbe farlo. La figura di questa vedova non mi ha mai lasciata indifferente ed ha sempre risposto ai miei interrogativi circa il perdonare. Ne viene fuori la consapevolezza che il perdono non va 'sprecato' in un impulso buonista ma va meditato e maturato fin nel profondo ed offerto insieme a Dio Padre, proprio come fece Gesù sulla croce.

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  3. Una gran ejemplo.

    Realmente conmovedor.

    Gracias, Martina!!

    Un beso muy grande.

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  4. AMALIA, è una storia che commuove molto. Una donna che resta sola con tre bambini piccoli da crescere e con il dolore del marito che è stato ucciso per mano di terroristi mentre compiva il suo dovere di poliziotto, è da ammirare! Un grande abbraccio

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