La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




venerdì 27 giugno 2014

Un cuore che ama, sempre!

Due mistiche sante cistercensi sviluppano nel corso del XII secolo la spiritualità al Sacro Cuore di Gesù. La prima, in ordine cronologico, è santa Matilde di Hackerborn (1240-1298), che contempla nel cuore del Cristo 'la casa rifugio" dove entrare per trovare pace e gioia anche nei giorni di dolore.  L'altra è santa Geltrude la Grande (1256-1302), che nei suoi scritti contempla il Cuore del Cristo risorto, "sorgente d'acqua viva" che si versa sulla terra per santificare i giusti, convertire i peccatori e nel Purgatorio per recare refrigerio alle anime sofferenti. Per lei, la spiritualità del Cuore di Gesù è un invito alla gioia, all'abbandono fiducioso in Lui, alla ricerca di maggiore intimità con l'Amato che si realizza nella partecipazione alla divina liturgia e alla comunione eucaristica. La devozione privata al Cuore di Gesù si diffonde a cominciare dal secolo XVI con San Francesco di Sales (1567-1622) consacrò la Congregazione delle Visitandine, da lui fondata, al Sacro Cuore di Gesù e con San Giovanni Eudes (1601-1680)che propagò unitamente la devozione ai Cuori di Gesù e di Maria e compose anche un Ufficio ed una Messa in onore del Sacro Cuore di Gesù. Nel XVII sec. la devozione al Sacro Cuore termina di essere 'fatto privato "per divenire itinerario di crescita spirituale per tutti, grazie soprattutto alle rivelazioni a santa Margherita Maria Alacoque alla quale Gesù si presenta con un "Cuore che ha tanto amato gli uomini" e che, in cambio, non riceve che 'freddezza" e "disprezzo". È il Cuore del Cristo Risorto che soffre, oggi come ieri, per ogni persona fino a proporre questa devozione come un ultimo sforzo del suo amore. La mistica Santa Maria Margherita Alacoque, per le consuetudini sociali del tempo, non avrebbe mai potuto diffondere la spiritualità del "Sacro Cuore" oltre le mura del suo monastero, se il Signore non le avesse inviato il servo fedele e perfetto amico nella persona di san Claudio La Colombiere, religioso della Compagnia di Gesù. Questi si fa apostolo di tale devozione diffondendola in modo capillare, coadiuvato da un numero sempre maggiore di confratelli. Santa Margherita Maria Alacoque mette in particolare rilievo la veglia di preghiera in riparazione dei peccati, attuata tra la notte del giovedì e del venerdì, in memoria dell'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani. Ogni espressione di culto a Gesù ha per oggetto ultimo e completo tutto Gesù Cristo: vero Dio e vero Uomo. L'oggetto specifico del culto al Cuore di Gesù è il suo Cuore fisico, vivo e animato che palpita d'amore per ciascuna delle sue creature.
 
PREGHIERA AL SACRO CUORE DI GESU'
 
Cor Jesu sanctissimum, large, quaesumus, effunde tuas benedictiones super sanctam Ecclesiam, super Summum Ponteficem, et super omnem clerum; da iustis perseverantiam, converte peccatores, illumina infideles, benedic nostros propinquos, amicos et benefactores, assiste moribundis, libera animas in purgatorio degentes, et super omnium corda dulce imperium tui amoris extende. Amen
 
COR JESU ADVENIAT REGNUM TUUM, ADVENIAT PER MARIAM. 

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