La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 11 marzo 2015

La falce sottile della luna

«Tu sei la falce sottile della luna
e il mio Io è l’ombra della terra
che mi impedisce di vederla tutta.
 
Ma quello di cui ho paura, caro Dio,
è che la mia ombra cresca così tanto
da oscurare la luna intera,
e che io giudicherò me stessa dall’ombra,
che è nulla.
 
Se non ti conosco Dio è perché io sono in mezzo.
Ti prego, aiutami a farmi da parte».
 (Flannery O'Connor)
L'autrice di questa bellissima poesia Flannery O'Connor è una scrittrice americana, profondamente cattolica, nata a Savannah (Georgia) il 25 marzo 1925 e morta, prematuramente all'età di 39 anni, il 3 agosto 1964, stroncata dal Lupus, malattia cronica ed autoimmune, ereditata dal padre, morto anch'egli in giovane età quando Flannery aveva 15 anni. A cinquant'anni dalla sua scomparsa, negli Stati Uniti d'America è stato pubblicato un inedito il 'Diario di preghiera', che ella scrisse appena ventenne, dove, annotando pensieri ed impressioni, intrattiene con Dio una conversazione intima, serrata, appassionata, fatta di sfoghi, confessioni e suppliche. In tutto il diario lei chiede essenzialmente tre cose: di essere una brava scrittrice, di essere una mistica e di conoscere la volontà di Dio.
 
«O Dio, fa’ che io Ti desideri. Per me sarebbe la felicità più grande. Fa’ che io Ti desideri non solo quando Ti penso ma in ogni momento, fa’ che questo desiderio si muova dentro di me, che viva dentro di me come un cancro. Come un cancro mi ucciderebbe e questo sarebbe il Compimento».
 
Fanno impressione le sue riflessioni sul dolore e sul desiderio di Dio «come un cancro», sapendo che solo quattro anni dopo le venne diagnosticato il Lupus. Un'enorme sofferenza patita come offerta a Dio; una malattia che la consumò ma che affinò in lei ancor di più la vena poetica ed il desiderio di Dio. E' infatti durante la malattia che ha scritto i suoi testi più belli e più famosi
Nonostante la grande sofferenza che le impose la malattia, Flannery O'Connor restò sempre una persona simpatica, allegra e sempre disposta ad intrattenersi con le tante persone che le scrivevano centinaia di lettere. Resta il ricordo di un’autrice sopraffina che cambiò per sempre la letteratura americana e non solo, influenzando scrittori, poeti e cantautori.

I suoi due testi più famosi sono:
'La saggezza nel sangue'
'Il cielo è dei violenti'

2 commenti:

  1. Me parece un gran ejemplo.

    Muchas gracias por compartir la vida de una gran persona.

    Unbeso grande.a

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    1. Grazie a te, carissima Amalia.
      Tutto questo serve per l'arricchimento dell'anima.
      Un grande abbraccio

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