La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 4 marzo 2015

Schiavi dell'istinto

 
 
«Una libertà ridotta a puro parere, opinione e istintività, snerva nell’uomo la creatività produttrice di bene e lo rende schiavo dell’istinto, cioè ultimamente del potere, che in ogni epoca fissa regole e valori a seconda delle sue convenienze momentanee», con queste parole don Giussani metteva in risalto il netto contrasto che esiste tra la libertà intesa come anelito al bene, al bello, al buono e quel surrogato di libertà che affumica la bellezza della persona, fatta ad immagine e somiglianza di Dio, per asservirla al potere dell'ideologia, soggetta a mutamenti e a condizionamenti. La schiavitù dell'istinto, sembra dia all'essere umano, con la capacità di mutare forma, di 'costruirsi' la propria immagine, il proprio 'io' in piena libertà, senza regole, né leggi, l'ebbrezza della libertà, dello scioglimento di ogni vincolo e legame, da Dio, dalle convenzioni sociali, dalla legge: l'uomo che crea l'uomo a sua immagine e somiglianza. Senza rendersene conto si mettono in contrasto tra loro corpo e psiche: una contrapposizione che lacera e ferisce la natura umana; una discrepanza tra la realtà oggettiva del corpo ed il vissuto esperienziale soggettivo che può creare una condizione di disagio.
 
La storia dei popoli sulla terra si alimenta spesso di miti e quello dall'attuale secolo potrebbe essere quello della libertà assoluta. Una libertà che sta generando chimere, e fiaccando le menti. In tutta questa libertà c'è posto per la verità? Si è ancora capaci di guardare il mondo con occhi limpidi, senza le suggestioni dei pregiudizi sulla realtà, la verità della fede e su Dio?
 
Questo detto arabo (se non mi sbaglio):
 
"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità.
Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero"

 mi pare possa gettare una luce per comprendere meglio i dati odierni dove mi sembra proprio che si stia cercando di cambiare la realtà e la verità per adattarla al proprio pensiero.

Perdendo il senso della realtà, alla quale dobbiamo restare saldamente ancorati, per non smarrire il significato e lo scopo della vita e dell'esistenza umane, si perde, poco a poco, tutto: fede, speranza, dignità, libertà..........
e quando si arriverà sull'orlo del baratro, lucidamente si sceglierà di saltarlo per lasciarsi ingoiare dal nulla.

E Gilbert Keith Chesterton lo aveva capito quando disse:  
 
'Il pazzo non è l’uomo che ha perso la ragione.
Il pazzo è l’uomo che ha perso tutto tranne la ragione'.
 

2 commenti:

  1. O Dio, ci rende liberi dal istinto della natura - e vediamo la tua verità.

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    1. Sì, preghiamo affinché il Signore ci liberi dalla schiavitù del peccato; solo così potremo ammirare e amare la bellezza della Verità.

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