La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 30 giugno 2015

Il duomo di Spira (Speyer)

Testimone della grandezza dell'Europa cristiana che non esiste più, ormai persa tra spread, Banca Centrale e promozione di nuovi 'diritti'. La sua costruzione risale al 1030 e fu commissionata dall'imperatore Corrado II.
E' un'imponente struttura architettonica, in stile romanico tedesco, lunga 134 metri e larga 37. La cripta accoglie le tombe di otto imperatori regnanti del Sacro Romano Impero ed alcune delle loro consorti. Nella porta di bronzo sono rappresentate figure di santi d'Europa: Bernardo di Chiaravalle, Ugo di Cluny, Norberto di Xanten e Bruno di Colonia. Spira (ted. Speyer) si trova in Germania precisamente nella regione della Renania-Palatinato ed è famosa proprio per la presenza dell'imponente duomo,(patrimonio dell'umanità dal 1981) molto più alto delle case della città, di solito basse, che domina tutto.
 
Il Papa san Giovanni Paolo II nel suo viaggio apostolico in Germania, il 4 maggio 1987 tenne un'omelia proprio nel duomo sottolineando l'importanza di questa costruzione:
" (.....) questo impressionante capolavoro dell'architettura medievale accompagnerà la storia di Spira, della Germania e dell'Europa. Negli oltre novecento anni della sua esistenza, ha vissuto le grandi epoche di una comune cultura nei campi della fede, della scienza e dell'arte. Ma ha anche attraversato epoche di guerre interminabili (....). Questo duomo è quindi testimone della grandezza dell'Europa cristiana ed al contempo testimone di quella decadenza, di cui si era resa essa stessa colpevole. Il ricco patrimonio umano e spirituale che racchiude in sé, lo annuncia ancora come messaggio ammonitore, oggi e domani. Solo se riconosceremo l'imperituro valore della nostra storia cristiana realmente grande e la utilizzeremo per i nostri compiti, sarà possibile offrire al mondo, come Europa spiritualmente unita, un messaggio di liberazione capace di rendere il futuro una meta ambita dagli uomini e dai popoli e di aiutarli a configurare un futuro degno dell'uomo (...)." 
 
In un'Europa che attualmente sta vivendo un periodo di dissolvimento morale, sociale, politico e spirituale guardare al Sacro Romano Impero come riferimento, come faro dell'Occidente cristiano, in cui ebbe il massimo compimento la fede cattolica e la sua universalità, è una sfida ed una prospettiva per un domani migliore. A volte tornare alle origini, al punto di partenza, anche idealmente, permette di fare ordine...............e conoscere la storia rende un popolo capace di migliorarsi.   

lunedì 29 giugno 2015

Arma a doppio taglio

 
"La democrazia è quando io comando te.
La dittatura è quando tu comandi me".

"La libertà è quando io mi manifesto su di te.
L'intolleranza è quando tu ti manifesti su di me".
 
(Millôr Fernandes, umorista)
 
Parole da scolpire nel cuore e nella mente.
Oggi, dove in nome della libertà, infuriano i venti delle ideologie.
Oggi, dove si dà dell'omofobo, dell'intollerante, del retrogrado, dell'oscurantista a chiunque non si allinea al pensiero unico.

 

sabato 27 giugno 2015

La donna, cosa tra le cose

 

Miriam Mafai(1926-2012), una vita spesa per gli ideali di sinistra, come scrittrice, giornalista ed in politica, nel 1997 scrisse questo articolo pubblicato su 'La Repubblica', che è di una sensazionale attualità. Un'analisi lucida e asciutta che oggi è diventata realtà. Ciò che sorprende, lei femminista e laicista, non certamente vicina al pensiero cattolico, è che prende le distanze da queste pratiche che sviliscono la donna e la rendono oggetto di mercificazione, ponendo l'accento sul fatto che è estremamente indispensabile una regolamentazione etica della scienza.
 
Ecco il pregevole testo:
 
“LA SCIENZA non obbedisce a nessuna autorità” ha scritto recentemente uno scienziato. E ancora: “per lo scienziato l’ uomo è un pezzo della sua ricerca. Allo scienziato più sensibile l’uomo appare una cosa fragile e delicata ma sempre una cosa, tra le cose della sua indagine…”.

E’ dunque una cosa, sia pure fragile e delicata, la donna nel cui ventre sono stati impiantati due embrioni di due coppie diverse.

Alla scadenza dei nove mesi darà alla luce due bambini con un patrimonio genetico diverso e tuttavia tra loro gemelli per essere cresciuti nello stesso utero, essere nutriti dallo stesso organismo e con lo stesso sangue, aver sentito battere lo stesso cuore di quella cosa che tuttavia non era esattamente una cosa ma una donna con i suoi pensieri le sue emozioni le sue tenerezze. Quindi in qualche misura anche lei una madre dal punto di vista biologico ed emotivo.

Dare il proprio utero in affitto è pratica da tempo diffusa in America che ha dato luogo anche a complesse controversie sul piano giuridico. Il caso italiano, il primo di cui si abbia conoscenza, non segnala dunque un progresso dal punto di vista tecnico o scientifico ma rappresenta solo l’ applicazione di una tecnica già largamente altrove sperimentata. Ma ci dice, e la cosa non è senza significato, che anche noi stiamo entrando nel grande circuito della mercificazione della gravidanza con tutti i cambiamenti giuridici, etici e psicologici che da questo possono derivare. Avremo tra breve anche noi come in America degli album tra cui scegliere le nostre incubatrici umane. Chi di noi non vorrà portare in grembo il suo bambino potrà, pagando, depositare il suo embrione altrove e tornare a riprenderlo dopo nove mesi. Si rompe così definitivamente un legame naturale, unico, nutrito di sangue e di sogni tra la madre e quello che una volta si chiamava “il frutto del ventre tuo”. Mi è difficile esprimere su tutto questo una opinione. Sento tuttavia, come ebbe a dire una volta il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che non tutto ciò che è possibile allo scienziato può essere considerato lecito. Da tempo e invano il problema di stabilire regole e limiti agli esperimenti in tema di fecondazione è stato sollevato in Parlamento, ma si è preferito, non sto a ricordare perché, ignorare questa esigenza. Nel far west della riproduzione assistita e della sperimentazione scientifica quindi finora tutto era permesso perché nulla era vietato. Il successo recentissimo della clonazione su animali, anticamera della possibilità di clonare embrioni umani, è suonato come un drammatico campanello d’ allarme per le autorità di tutto il mondo. Le due ordinanze firmate mercoledì dal ministro Bindi che hanno vietato gli esperimenti di clonazione, il commercio di materiale genetico, la compravendita di gameti, muovono nella direzione giusta. Il caso di cui stiamo parlando ci dice soltanto che purtroppo siamo in ritardo. Una regolamentazione della materia viene richiesta anche da una parte non trascurabile degli scienziati e dei medici italiani. Gli scienziati che per dirla con il presidente Clinton non vogliono “arrogarsi il diritto di giocare a Dio” devono essere richiamati al senso del limite e alla responsabilità. Sarebbe un fallimento della coscienza laica se questo richiamo venisse solo dalla Chiesa cattolica. Anche il pensiero laico ha qualcosa da dire e con forza in materia di etica.
 
Miriam Mafai
 
scritto su La Repubblica 7 marzo 1997
 

venerdì 26 giugno 2015

Appello di un sacerdote

Contro l’introduzione della teoria del gender nelle scuole

 
Cari  e reverendi Fratelli nel Santo Sacerdozio, cari Fratelli e Sorelle in Domino,
il governo sta per imporre nelle scuole, dall’asilo in su,  la sedicente ideologia del “gender”.
 
Un'ideologia che si distingue per la sua bassezza, tanto intellettuale quanto morale e che promuove la fornicazione naturale e contro natura all’interno di una concezione puramente edonista della sessualità.
 
Questa iniziativa vergognosa e spregevole, condotta nel cuore stesso del cattolicesimo, rappresenta sicuramente uno dei punti cardini della crisi presente  – la più grave e profonda che la Santa Madre Chiesa e il mondo abbiano mai conosciuta. Essa non solo avrà come risultato  la corruzione e la perversione di molti nostri figli innocenti, ma attrarrà anche le fiamme vendicative dell’ira Divina su tutta la nazione.
 
Ben consapevole che la preghiera è l’arma più potente contro le potestà delle tenebre e lo spirito di iniquità, ho assunto l’impegno di offrire 30 Sante Messe consecutive  (secondo il Rito Romano Antico), a cominciare dal il 24 giugno, festa di San Giovanni Battista, per concluderle  il 23 luglio, festa di San Apollinare, martire.
 
L’intenzione è di evitare questo male tramite l’intercessione della Santissima Vergine Maria Madre di Dio, San Giuseppe, tutti i Santi e Martiri della Santa Purezza, tutti i Santi Angeli, specialmente quelli dei bambini che potrebbero subire gli effetti di questa ideologia, e tutte le anime del purgatorio.
 
Invito tutti i sacerdoti ad unirsi a questa mia intenzione nella celebrazione delle loro Sante Messe quotidiane, e tutti i fedeli ad assistere a quante più Sante Messe possibili e a pregare il Santo Rosario per questa stessa intenzione, con fiducia, generosità e fervore.
 
La cosa è di suprema importanza.
 
Mando a tutti la  mia benedizione sacerdotale e rimango nel Sacratissimo Cuore di Gesù.
 
             Vostro devotissimo,
               Don Pietro Leone

mercoledì 17 giugno 2015

Guerra ai pannolini!


 
I cambiamenti epocali e i gravi pericoli a cui la nostra società è sottoposta, in tema di ideologia gender, sono visibili anche da piccole cose, come una semplice pubblicità di pannolini.
 
Stavolta sotto accusa è finita la  Huggies che, in uno spot pubblicitario per il lancio di una nuova linea di pannolini, uno appositamente pensato per i maschietti, l'altro per le bambine, per sottolineare la differente conformazione dei pannolini per maschietti e femminucce, descrive i comportamenti dei due sessi, mettendo in risalto la differenza e la complementarietà tra maschietti e femminucce. Per tale motivo è scattata la gogna mediatica: una petizione con quasi 6000 firme ha chiesto la rimozione dello spot e l'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha emesso un'ingiunzione contro la Huggies, perché tale spot, infarcito di stereotipi culturali, ha usato modalità considerate "sessiste".
 
Alla petizione che chiede la revoca della pubblicità ne è stata lanciata un'altra che invece chiede la revoca dell'ingiunzione:
 
Chiediamo di revocare l'ingiunzione contro lo spot della Huggies sui pannolini Bimba/Bimbo, poiché fondata su polemiche ideologiche che non tengono conto dell'evidenza scientifica sulle differenti, tendenziali attitudini comportamentali che caratterizzano bambini e bambine.
clicca qui per firmare

martedì 16 giugno 2015

Benefici di noci ed arachidi


Uno studio della Maastricht University (Paesi Bassi), che ha coinvolto oltre 120mila uomini e donne di età compresa tra i 55 e i 69 anni ed i cui risultati sono stati pubblicati sull'International Journal of Epidemiology, ha concluso che mangiare almeno 10 grammi di noci o arachidi al giorno riduce il rischio di morire per malattie respiratorie, come l'asma e l'enfisema e per malattie neurodegenerative, tra cui la demenza.
 
Le noci inoltre ridurrebbero, sia negli uomini che nelle donne, il rischio di sviluppare il diabete, il cancro e le malattie cardiovascolari, tra cui infarto e ictus. Nessun effetto benefico è stato invece associato al burro di arachidi, probabilmente perché gli altri ingredienti annullano la protezione.
 
Si può concludere che noci e arachidi hanno un effetto protettivo contro molte malattie ed il loro consumo è legato ad una mortalità sostanzialmente inferiore, ne bastano 10-15 grammi al giorno: una maggiore assunzione non è stata associata con un'ulteriore riduzione del rischio.
Il merito di tutto ciò è da attribuire al fatto che noci e arachidi contengono, in misura diversa, composti come gli acidi monoinsaturi e grassi polinsaturi (che aiutano a combattere l'LDL, meglio conosciuto come colesterolo "cattivo", nonché vitamine (A, B1, B6, F, C e P), fibre, antiossidanti, fosforo, calcio, ferro, potassio, magnesio, zinco e rame.
Secondo una ricerca americana le noci, hanno proprietà antianemiche, drenanti, energetiche, lassative, nutrienti, rimineralizzanti, vermifughe, digestive, diuretiche ed antitumorali, in particolare il loro consumo regolare previene l'insorgere del tumore al seno, grazie agli acidi grassi omega3 ed all'alto contenuto di antiossidanti. Inoltre sono in grado di prevenire aterosclerosi e coronaropatie.

Le arachidi, essendo ricche di grassi monoinsaturi, sono particolarmente indicate per combattere alcune patologie derivanti da problemi cardiovascolari nonché grazie al contenuto di acido oleico e resveratrolo potrebbero avere un ruolo attivo nella prevenzione di alcuni tipi di tumore (colon).

 Attenzione: noci ed arachidi sono altamente caloriche, ogni 100 grammi di noci forniscono 580 kilocalorie e 100 grammi di arachidi ne forniscono 600, ma per ottenere gli effetti benefici di cui parlavano gli studi ne bastano sono dieci grammi al giorno, dunque un apporto calorico decisamente basso!
Al di là degli studi citati tutta la frutta secca fa bene alla salute. Sarebbe auspicabile mangiarne un po' ogni giorno!

lunedì 15 giugno 2015

Un presente già eterno

 
Il passato ha già contato i sui giorni e più non è anche se può essere alimentato dai nostri ricordi, ma con l'andare del tempo essi subiscono l'impietoso sbiadimento nella memoria. Il futuro ancora non è e non ci è dato conoscerlo né interrogarlo, solo il presente è l'unico tempo che ci viene dato di vivere e di cui possiamo contare lo scorrere delle ore.
 
Nel libro 'Le lettere di Berlicche', pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore Clive Staples Lewisun geniale racconto in forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua potente Abissale Sublimità il Sottosegretario Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un giovane diavolo apprendista tentatore, è descritto in modo davvero mirabile l'importanza del tempo presente e la sua connessione con l'eternità, la nostra eternità che già inizia qui ed ora, nel nostro presente!  
 
Ecco come: 
«Mio caro Malacoda,

[...] gli esseri umani vivono nel tempo, ma il nostro Nemico (il diavolo Berlicche chiama così Dio) li destina all'eternità. Perciò, credo, Egli desidera che essi si occupino principalmente di due cose: dell'eternità stessa e di quel punto del tempo che essi chiamano il Presente.
Il Presente è infatti il punto nel quale il tempo tocca l'eternità.

Il Futuro è, fra tutte le cose, la cosa “meno simile” all'eternità. È la parte più compiutamente temporale del tempo, poiché il Passato è ghiacciato e non scorre più, e il Presente è tutto illuminato dai raggi dell'eternità.

venerdì 12 giugno 2015

La devozione al Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa Cattolica festeggia il Sacro Cuore di Gesù. La devozione nasce implicitamente con San Giovanni apostolo ed evangelista, proprio nel momento in cui egli, durante l'ultima cena, posò il capo sul petto di Gesù. Per millecinquecento anni la devozione al Cuore di Gesù restò una realtà implicita alla vita mistica dei santi. 
Nel XII sec. il centro di questa devozione è senza dubbio il monastero benedettino di Helfta, in Sassonia (Germania) con santa Lutgarda e Santa Matilde di Hackeborn, che lascia alle consorelle un piccolo diario delle sue esperienze mistiche, in cui compaiono delle preghiere al Sacro Cuore.
Nello stesso monastero di Helfta giunge nel 1261 una bimba di cinque anni che mostra già una precoce inclinazione per la vita religiosa e mistica: Geltrude, che morirà agli inizi del nuovo secolo, dopo aver ricevuto le sacre stimmate, rivelazioni private insieme a tanti doni mistici.
Santa Matilde
Attraverso la predicazione degli ordini mendicanti francescano e domenicano si verifica una crescente attenzione all’Umanità del Redentore, alla sua vulnerabilità, dall’infanzia alla passione. Nascono così le pie pratiche del Presepio e della Via Crucis.
 
San Giovanni Eudes (1601-1680)  nel 1648 riesce ad ottenere l’approvazione di un Ufficio Liturgico ed una Messa scritti in onore del Sacro Cuore della Vergine e nel 1672 quelli del Cuore di Gesù.
 
La sera del 27 dicembre 1673, festa di S. Giovanni Evangelista, Gesù in carne ed ossa appare a Margherita Maria Alacoque, una giovane monaca dell’ordine delle Visitandine di Paray, che in quel momento esercitava le funzioni d’aiuto infermiera. Il Maestro la invita a prendere il posto di San Giovanni durante l’Ultima Cena, “il Mio Divino Cuore” dice “è così appassionato d’amore per gli uomini che, non potendo più racchiudere in se’ le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda… io ti ho scelta come un abisso d’indegnità e d’ignoranza per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me.”
 
 
Il primo venerdì dopo la festa del Corpus Domini, durante l’adorazione, Gesù rivela a Margherita Maria il suo progetto di salvezza: chiede la comunione riparatrice il primo venerdì di ogni mese ed un’ora di meditazione sull’agonia nell’orto dei Getsemani, ogni giovedì sera, tra le 23 e mezzanotte. Domenica 16 giugno 1675 fu chiesta una festa particolare per onorare il Suo Cuore, il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, in quest’occasione si offriranno preghiere riparatrici per tutti gli oltraggi ricevuti nel Santissimo Sacramento dell’altare.
 
Particolarmente importante diventa l’elaborazione del culto sviluppata a Marsiglia da una giovanissima religiosa dell’ordine della Visitazione, suor Anna Maddalena Remuzat, (1696-1730) che fu gratificata da visioni celesti e ricevette da Gesù l’incarico di continuare la missione di Santa Margherita Maria Alacoque. Ella ottenne dal Cuore di Gesù la cessazione della peste che affliggeva la città di Marsiglia. 
Nel 1726, sull’onda di questi eventi, venne avanzata una nuova richiesta di approvazione del culto del Sacro Cuore. I vescovi di Marsiglia e Cracovia, ma anche i Re di Polonia e di Spagna, la patrocinarono presso la Santa Sede. L’anima del movimento era il gesuita Giuseppe de Gallifet ( 1663-1749) discepolo e successore di san Claudio de la Colombière, che aveva fondato la Confraternita del Sacro Cuore. La regina di Francia, la pia Maria Leczinska, convinse il Delfino, suo figlio, ad erigere a Versailles una cappella dedicata al Sacro Cuore, ma l’erede morì prima di salire al trono e la consacrazione stessa dovette attendere il 1773.
Successivamente la principessa Maria Giuseppa di Sassonia trasmise questa devozione al figlio, il futuro Luigi XVI, ma questi indugiò incerto, senza prendere una decisione ufficiale. Nel 1789, un secolo esatto dal famoso messaggio che Gesù indirizzò al Re Sole, tramite Margherita Maria Alacoque, in cui prometteva vittorie al Re se avesse continuato ad onorarlo ed avesse fatto imprimere il Cuore Divino su bandiere, stemmi e stendardi, scoppiò la Rivoluzione Francese. Solo nel 1792, prigioniero dei rivoluzionari, il deposto Luigi XVI si ricordò della famosa promessa e si consacrò personalmente al Sacro Cuore, promettendo, in una lettera tuttora conservata, la famosa consacrazione del Regno e la costruzione di una basilica se si fosse salvato. Purtroppo era troppo tardi (Gesù stesso lo ha detto a suor Lucia di Fatima) e la Francia fu devastata dalla Rivoluzione e tutti i religiosi perseguitati dovettero fuggire e ritirarsi a vita privata.
Sacre Coeur
Nel gennaio del 1872 l’arcivescovo di Parigi, Monsignor Hippolite Guibert, autorizzò la raccolta di fondi per la costruzione della basilica riparatrice, stabilendone il luogo di costruzione sulla collina di Montmatre, appena fuori Parigi, dove furono uccisi i martiri cristiani francesi e che fu anche la sede del convento benedettino che aveva diffuso la devozione del Sacro Cuore nella capitale.
Il 22 febbraio 1931 Gesù appare a Suor Faustina Kowalska, nel convento di Plok, in Polonia, chiedendo espressamente di far dipingere la sua immagine esattamente come appariva e d’istituire la festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua. A lei mostra il Cuore trafitto dal quale sgorgano sangue ed acqua come sorgente di misericordia per il mondo intero.  
 
 

mercoledì 3 giugno 2015

La luce, lo specchio e la perfezione perduta


La luce mette in rilievo le forme e ne definisce i contorni, ma nel contempo mette in risalto le ombre.
Mostra ogni dettaglio, di ogni oggetto svela la forma. Il colore viene esaltato nella sua brillantezza, il nero viene stemperato nella sua oscurità. La luce ha la capacità di mostrare la bellezza ma anche di rivelare la difformità e gli implacabili difetti. Ogni cosa alla luce del sole ha un aspetto veritiero, ogni cosa si mostra così com'è. Quando ci guardiamo allo specchio, la luce ci fa sembrare così come siamo. Niente rimane nascosto, ogni difetto, ogni ruga balzano allo scoperto. Guardandoci allo specchio ci vediamo così come siamo. Ci possiamo piacere oppure no. Possiamo vedere più difetti che tratti apprezzabili per bellezza. Eppure siamo noi stessi, è il nostro corpo che si mostra e ci parla, senza veli, senza ombre né oscurità e ci svela il senso del nostro vivere ed il segreto del tempo che passa. Ma il nostro corpo non è solo, non vive da solo, esso alimenta la nostra esistenza con la presenza dell'anima e, così come il corpo ha bisogno della luce per farci scoprire tutto della nostra dimensione corporea, così l'anima, che lo accompagna nel corso di tutta l'esistenza, ha bisogno della luce per farci scoprire il mistero delle cose che non  si vedono. La luce che alimenta l'anima non è luce di sole nè luce di lampada.
E' la luce di Dio, la Sua divina Presenza. Una luce che mai si spegne ed al cospetto della quale l'anima riesce a vedere tutte le sue imperfezioni che si riverberano nei pensieri, nelle parole e nelle opere del corpo che la custodisce. La luce divina è talmente potente e chiara che chi si lascia illuminare resta abbagliato, attratto da tanto splendore e bellezza. Certo si resta smarriti nel vedere ogni piega della propria anima messa a nudo, piena di crepe e zone impervie ed aspre da bonificare, ma davanti alla luce di Dio l'anima prende il sopravvento sul corpo, lo domina, lo educa, lo disciplina, lo indirizza verso il bene, gli mostra la via da seguire e riempie la volontà di desideri santi ed alti. Così come il corpo ha bisogno anche dello specchio per realizzare la sua presenza fisica, così l'anima ha bisogno del Signore Gesù Cristo per specchiarsi ed identificarsi nella sua dimensione spirituale. Gesù Cristo è l'immagine che l'anima necessita trovarsi di fronte. Non desidera vedere se stessa riflessa nello specchio -come spesso accade al nostro corpo- ma ha la necessità di trovarsi di fronte solo la fonte della Bellezza e della Santità, Dio solo!
 
E' vero che se ci mettiamo davanti alla luce del Signore, che tutto illumina e scopre, resteremo come sconfitti, vedendo l'immagine della nostra anima abbruttita e buia a causa dei peccati, ma è pur vero che la luce ci mostrerà tutto ciò che in noi è da scartare, da pulire, da ristrutturare, da tagliare. I Santi sapevano mettersi davanti la luce del Signore, sicuramente ne avevano timore, perché erano consapevoli di essere creature peccatrici, ma sapevano anche confidare nella Sua grande misericordia, desiderosi di diventare puri, di imitare proprio Lui, il Signore Gesù Cristo, vera luce del mondo. Sapevano infatti che l'umiltà ed il coraggio di farsi abbagliare le tenebre dell'anima avrebbero dato loro la possibilità di procedere nel cammino di perfezione, alla fine del quale si sarebbero trovati al cospetto di Dio nella gioia del Paradiso.
Mettersi al cospetto della luce di Dio esige volontà di migliorarsi, di non peccare, di procedere sulla via dei suoi comandamenti, di fare scelte anche difficili o controcorrente, di avere coraggio, di essere forti, umili, di avere la volontà di amarLo, di seguirLo e di riconoscerLo in ogni circostanza della vita, nel dolore, nella malattia o nella gioia. Soprattutto vuol dire rendersi conto di essere peccatori e bisognosi di cure, di Dio che ci risana e può rendere la nostra anima pura e bianca come la neve immacolata che alla luce del sole risplende ancor di più. Bisogna volerlo con tutto il cuore. Bisogna desiderare la luce del Signore perché solo così, noi, viandanti sulle strade della perfezione perduta, troveremo la via che ci conduce a Casa.          

lunedì 1 giugno 2015

Indottrinamento degli scolari


Fin dal 1987 l’attivista omosessuale Michael Swift scrisse nel Gay Community News che i bambini in età scolare dovrebbero diventare un target esplicito per l’indottrinamento gay:
 
 “Dobbiamo sedurli nelle scuole… loro si riconosceranno nelle nostre immagini. Loro ci adoreranno”.
 
Purtroppo è quello che sta succedendo nelle scuole di mezza Europa ed in Italia a breve, visti i nuovi programmi scolastici che prevedono l'educazione del gender fin dai primissimi banchi.
Si tenterà di imporre l'ideologia del gender anche nelle scuole italiane, per amalgamarsi al resto dell'Europa corrotta e corruttrice, perversa e pervertitrice. Siamo di fronte ad un fatto mai accaduto nella storia dell'umanità. Un contingente storico che vede contrapporsi la natura umana all'ideologia che, anteponendo le esigenze individualistiche e soggettivistiche, mira a sovvertire l'ordine naturale, l'impronta di Dio Creatore sull'intera creazione, per organizzare una nuova società della libertà. Ci troviamo di fronte ad un imbarbarimento della società, ad una nuova utopia, portatrice di una nuova libertà e felicità cosmiche.
 
L'ideologia gender mira a cancellare la differenza ontologica fra un uomo ed una donna, asserendo che queste differenze altro non sono che il frutto di stereotipi culturali e costruzioni sociali che, invece, vanno decostruiti per raggiungere finalmente la vera parità tra uomo e donna.
 
L'avanzamento ed il  consolidamento di questa nuova ideologia porta inevitabilmente a considerare in modo diverso il matrimonio, la famiglia, l’amore, la dignità umana, i diritti e la sessualità, in una prospettiva essenzialmente soggettivistica e si sta radicando progressivamente e pare inesorabilmente  in tutto l'Occidente 'progredito'. Ormai la teoria gender è passata ad un livello superiore, politico, è entrato nelle stanze del Governo e questo porterà le Nazioni, in caduta libera, verso la barbarie ed il totalitarismo. Sta emergendo infatti un nuovo modo di fare politica, dare spazio e libero sfogo alle priorità ideologiche, ai diktat ideologici delle lobby, anche se minoritarie, anticostituzionali, contro la vita e la natura della persona, promuovendole come 'diritti' ad ogni livello, legiferando in merito. Ciò che fa paura è che esista una governance mondiale, allineata su questa frontiera e che ha fatto della promozione di queste 'follie ideologiche' la propria bandiera, e non solo, preoccupa il fatto che, questa stessa governance, eserciti fortissime pressioni sugli Stati (anche e soprattutto non Occidentali- vedi l'Africa) affinché, adottando le convenzioni internazionali, legiferino in materia. Il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-mon ha detto in merito: «Nessun costume o tradizione, nessun valore culturale o credenza religiosa può giustificare il fatto che un essere umano venga privato dei suoi diritti umani». Questa dichiarazione è il segno che si è smarrito il senso della realtà, il bene comune, la ragione e l'essenza delle cose. E' l'inizio della deriva antropologica e morale di una cultura suicida che odia Dio e gli esseri umani. Ci avviamo verso la decadenza e la distruzione dell'umanità.

Si parte dai bambini.............dalla parte più fragile e duttile della società: i rami verdissimi si possono piegare e modellare meglio.