La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




sabato 27 giugno 2015

La donna, cosa tra le cose

 

Miriam Mafai(1926-2012), una vita spesa per gli ideali di sinistra, come scrittrice, giornalista ed in politica, nel 1997 scrisse questo articolo pubblicato su 'La Repubblica', che è di una sensazionale attualità. Un'analisi lucida e asciutta che oggi è diventata realtà. Ciò che sorprende, lei femminista e laicista, non certamente vicina al pensiero cattolico, è che prende le distanze da queste pratiche che sviliscono la donna e la rendono oggetto di mercificazione, ponendo l'accento sul fatto che è estremamente indispensabile una regolamentazione etica della scienza.
 
Ecco il pregevole testo:
 
“LA SCIENZA non obbedisce a nessuna autorità” ha scritto recentemente uno scienziato. E ancora: “per lo scienziato l’ uomo è un pezzo della sua ricerca. Allo scienziato più sensibile l’uomo appare una cosa fragile e delicata ma sempre una cosa, tra le cose della sua indagine…”.

E’ dunque una cosa, sia pure fragile e delicata, la donna nel cui ventre sono stati impiantati due embrioni di due coppie diverse.

Alla scadenza dei nove mesi darà alla luce due bambini con un patrimonio genetico diverso e tuttavia tra loro gemelli per essere cresciuti nello stesso utero, essere nutriti dallo stesso organismo e con lo stesso sangue, aver sentito battere lo stesso cuore di quella cosa che tuttavia non era esattamente una cosa ma una donna con i suoi pensieri le sue emozioni le sue tenerezze. Quindi in qualche misura anche lei una madre dal punto di vista biologico ed emotivo.

Dare il proprio utero in affitto è pratica da tempo diffusa in America che ha dato luogo anche a complesse controversie sul piano giuridico. Il caso italiano, il primo di cui si abbia conoscenza, non segnala dunque un progresso dal punto di vista tecnico o scientifico ma rappresenta solo l’ applicazione di una tecnica già largamente altrove sperimentata. Ma ci dice, e la cosa non è senza significato, che anche noi stiamo entrando nel grande circuito della mercificazione della gravidanza con tutti i cambiamenti giuridici, etici e psicologici che da questo possono derivare. Avremo tra breve anche noi come in America degli album tra cui scegliere le nostre incubatrici umane. Chi di noi non vorrà portare in grembo il suo bambino potrà, pagando, depositare il suo embrione altrove e tornare a riprenderlo dopo nove mesi. Si rompe così definitivamente un legame naturale, unico, nutrito di sangue e di sogni tra la madre e quello che una volta si chiamava “il frutto del ventre tuo”. Mi è difficile esprimere su tutto questo una opinione. Sento tuttavia, come ebbe a dire una volta il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che non tutto ciò che è possibile allo scienziato può essere considerato lecito. Da tempo e invano il problema di stabilire regole e limiti agli esperimenti in tema di fecondazione è stato sollevato in Parlamento, ma si è preferito, non sto a ricordare perché, ignorare questa esigenza. Nel far west della riproduzione assistita e della sperimentazione scientifica quindi finora tutto era permesso perché nulla era vietato. Il successo recentissimo della clonazione su animali, anticamera della possibilità di clonare embrioni umani, è suonato come un drammatico campanello d’ allarme per le autorità di tutto il mondo. Le due ordinanze firmate mercoledì dal ministro Bindi che hanno vietato gli esperimenti di clonazione, il commercio di materiale genetico, la compravendita di gameti, muovono nella direzione giusta. Il caso di cui stiamo parlando ci dice soltanto che purtroppo siamo in ritardo. Una regolamentazione della materia viene richiesta anche da una parte non trascurabile degli scienziati e dei medici italiani. Gli scienziati che per dirla con il presidente Clinton non vogliono “arrogarsi il diritto di giocare a Dio” devono essere richiamati al senso del limite e alla responsabilità. Sarebbe un fallimento della coscienza laica se questo richiamo venisse solo dalla Chiesa cattolica. Anche il pensiero laico ha qualcosa da dire e con forza in materia di etica.
 
Miriam Mafai
 
scritto su La Repubblica 7 marzo 1997
 

4 commenti:

  1. Sì, molto interessante e notevole.
    Auguro una buona Domenica, Martina. Benedizione di Dio.

    RispondiElimina
  2. Gracias por compartir algo tan interesante.
    Un beso

    RispondiElimina