La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 17 settembre 2015

Tutto in Dio


 
«O anima, il tuo esemplare è Dio,
bellezza infinita, luce senza ombre,
splendore che supera quello della luna e del sole.
Alza gli occhi a Dio nel quale si trovano
gli archetipi di tutte le cose,
e dal quale, come da una fonte di infinita fecondità,
deriva questa varietà quasi infinita delle cose.
 
Pertanto devi concludere:
chi trova Dio trova ogni cosa,
chi perde Dio perde ogni cosa».

Tratto da «De ascensione mentis in Deum»
«Elevazione della mente a Dio» di san Roberto Bellarmino

martedì 15 settembre 2015

lunedì 14 settembre 2015

La peste dell'anima

 

La Chiesa di Chieri (TO) è in festa: oggi si rende omaggio alla Vergine Maria col titolo di Beata Vergine delle Grazie. Il popolo chierese, memore della grande grazia ottenuta dalla Santa Vergine, nel lontano 1630 (ne ho scritto l'anno scorso qui) e cioè di essere liberato dalla peste che imperversava in tutta Europa e nel nord Italia, ancora Le offre, in rendimento di grazie, tributi di filiale riconoscenza ed amore.
La malattia del corpo fa paura, soprattutto la malattia che devasta, sfigura, cambia la  fisionomia e può portare alla morte e nel 1630 la peste faceva paura, sfigurava e portava alla morte certa. Oggi quella peste non ci fa più paura ma abbiamo dimenticato che esiste un'altra peste che, allo stesso modo di quella, ci devasta, sfigura e ci porta alla morte. E' una peste che non  siamo più portati a considerare tale, perché se ci fa terrore la malattia del corpo altrettanto non fa quella dell'anima perché non siamo più abituati a considerare che esiste anche una malattia dell'anima.
Il miracolo dell'allontanamento della peste dalla città di Chieri
(dipinto che si trova nel Duomo di Chieri) 
La peste dell'anima esiste e ci porta alla morte eterna, lontani da Dio e dalla felicità. La peste che sfigura la nostra essenza è il peccato, in modo particolare il peccato mortale, che allontana e spezza la comunione con Dio, togliendoci la grazia che invece ci tiene saldamente ancorati a Lui, in un vincolo di familiarità. La Vergine Maria ci renda capaci di capire il male della nostra anima, di quanto esso addolori il Signore e di volerlo sconfiggere con la richiesta di perdono a Lui nella confessione sacramentale. La Santa Vergine ci doni la grazia di conseguire la purezza del cuore, l'unione con Dio, il desiderio di praticare tutte le virtù per meritare il premio eterno in Cielo. La Vergine Santa ci doni la grazia di essere liberati oggi e sempre dalla peste dell'anima!    

venerdì 11 settembre 2015

11-12 settembre 1683

Una data politicamente scorretta! 332 anni fa, alle porte di Vienna, si realizzò un'importantissima vittoria dei Cristiani contro l'Islam. Si impedì all'Impero Ottomano di prendere Vienna, di conquistare l'Europa e di arrivare sino a Roma, cuore della Cristianità. A rendere tutto ciò possibile furono, in particolare, due personaggi dimenticati dalla storia:  un frate italiano di nome Marco D'Aviano e un Re di nome Jan Sobieski, Giovanni III Re di Polonia.

UN PO' DI STORIA

L’impero ottomano aveva ormai conquistato i paesi balcanici fino alla pianura ungherese ma il 1° agosto 1664 era stato fermato nella sua avanzata dagli eserciti imperiali guidati da Raimondo Montecuccoli (1609-1680) nella battaglia di San Gottardo, in Ungheria. Poco dopo però, sotto l’energica guida del Gran Visir Kara Mustafà (1634-1683), l’offensiva turca riprende, incoraggiata incoscientemente da Luigi XIV nella sua spregiudicata politica anti-asburgica, e approfitta della debolezza in cui versano l’Europa e l’Impero.
 
Un immenso esercito si metteva in marcia verso il cuore dell’Europa, sotto la guida del Gran Visir e del sultano Maometto IV (1642-1693), con l’intento di creare una grande Turchia europea e musulmana con capitale Vienna. Le poche forze imperiali — appoggiate da milizie ungheresi guidate dal duca Carlo V di Lorena (1643-1690) — tentano invano di resistere.
Il grande condottiero al servizio degli Asburgo prende il comando benché ancora convalescente di una grave malattia che lo aveva portato sull’orlo della morte, dalla quale — si dice — l’abbiano salvato le preghiere di un padre cappuccino, Marco da Aviano (1631-1699). Il religioso italiano, inviato del Papa presso l’Imperatore e instancabile predicatore della crociata anti-turca, consiglia che tutte le insegne imperiali portino l’immagine della Madre di Dio.
 
L'ASSEDIO DI VIENNA
 
L’8 luglio 1683 l’esercito ottomano muove dall’Ungheria verso Vienna, vi giunge il 13 luglio e la cinge d’assedio. Durante il percorso ha devastato le regioni attraversate, saccheggiato città e villaggi, distrutto chiese e conventi, massacrato e schiavizzato le popolazioni cristiane. Intanto a Vienna, invasa dai profughi, si consuma la via crucis dell’assedio, che la città sopporta eroicamente: 6.000 soldati e 5.000 uomini della difesa civica si oppongono, tagliati fuori dal mondo, allo sterminato esercito ottomano, armato di 300 cannoni.
Tutte le campane della città vengono messe a tacere fuorché quella di Santo Stefano, chiamata Angstern, "angoscia", che con i suoi incessanti rintocchi chiama a raccolta i difensori.
 
L’11 settembre Vienna vive con angoscia quella che sembra l’ultima notte e von Starhemberg invia a Carlo di Lorena l’ultimo disperato messaggio: "Non perdete più tempo, clementissimo Signore, non perdete più tempo".
 
LA VITTORIA
 
All’alba del 12 settembre 1683 il frate Marco da Aviano, dopo aver celebrato la Messa servita dal re di Polonia, benedice l’esercito schierato, quindi, a Kalhenberg, presso Vienna, 65.000 cristiani affrontano in battaglia campale 200.000 ottomani.
 
La battaglia dura tutto il giorno e termina con una terribile carica all’arma bianca, guidata da Sobieski in persona, che provoca la rotta degli ottomani e la vittoria dell’esercito cristiano: questo subisce solo 2.000 perdite contro le oltre 20.000 dell’avversario. L’esercito ottomano fugge in disordine abbandonando tutto il bottino e le artiglierie e dopo aver massacrato centinaia di prigionieri e di schiavi cristiani.
 
Il re di Polonia invia al Papa le bandiere catturate accompagnandole da queste parole: "Veni, vidi, Deus vicit". Ancor oggi, per decisione di Papa Innocenzo XI, il 12 settembre è dedicato al SS. Nome di Maria, in ricordo e in ringraziamento della vittoria.
 
 

giovedì 10 settembre 2015

Come distinguere i buoni dai cattivi teologi

 
Nel post di ieri (clicca qui)  riportavo un brano di un articolo di Padre Giovanni Cavalcoli (http://isoladipatmos.com) in cui si parlava della necessità, di questi tempi, di avere buoni teologi capaci di trasmettere la conoscenza della fede cattolica in sintonia con la Dottrina ed il Magistero della Chiesa. In questo estratto, sempre dello stesso articolo, Padre Giovanni spiega come un buon cristiano dovrebbe riconoscere i buoni teologi dai cattivi e quali siano i criteri per poterlo fare: 
 
'Eppure, conoscere questi criteri non dovrebbe essere troppo difficile. Siccome tutti dobbiamo e possiamo salvarci, Dio, nei modi più diversi, non nega a nessun uomo di buona volontà la conoscenza della verità salvifica. Benedetto XVI ebbe a dire che, per distinguere i buoni dai cattivi teologi bisogna metterli a confronto col Catechismo, dove troviamo le verità fondamentali della fede.
 
Infatti oggi gli errori di certi teologi sono talmente grossolani e madornali, che non si limitano come un tempo a sottili sofismi nati da disquisizioni di scuola, dove poi, tutto sommato, erano cose che capivano solo gli addetti al mestiere ed erano semplici opinioni di scuola, che non mettevano in discussione il dogma da tutti tranquillamente accettato, ma oggi gli errori intaccano tutte le verità fondamentali della fede, dagli attributi divini alla Santissima Trinità, ai dogmi della creazione, dell’esistenza degli angeli, della costituzione dell’uomo, del paradiso terrestre e del peccato originale, della grazia, della verginità di Maria, dell’Incarnazione, della Redenzione, della Resurrezione di Cristo, fino alla liturgia, alla morale naturale e soprannaturale, alla natura, origine e fini della Chiesa, all’escatologia, al valore dei miracoli e delle profezie, della stessa fede, della Tradizione, della Scrittura e del Magistero della Chiesa. Niente è risparmiato e tutto è messo in discussione, messo in dubbio o negato o falsificato'.

(Padre Giovanni Cavalcoli)

http://isoladipatmos.

mercoledì 9 settembre 2015

Abbiamo bisogno di buoni teologi

Ci diciamo spesso che abbiamo bisogno di buoni teologi, in una situazione come quella attuale, nella quale i danni maggiori alle anime e alla Chiesa sono causati proprio dai cattivi teologi. È però talmente forte, seducente ed insidioso l’influsso ed il potere di questi teologi, che anche il buon cattolico, che ama la verità e non desidera altro che seguire il Vangelo, la sana dottrina e il Magistero della Chiesa, trova difficoltà o è facilmente ingannato nella conoscenza dei giusti criteri di giudizio, di discernimento e di valutazione per saper riconoscere i teologi validi dagli impostori, dagli imbonitori e dai teologastri o, come direbbe Cristo, dai falsi profeti e dai lupi travestiti da agnelli.
 
(Padre Giovanni Cavalcoli)

martedì 8 settembre 2015

Ave, Maria Bambina



Ave, Maria Bambina, piccolina del Padre
Il tuo viso irradia la Grazia Divina di Dio
mentre la luna riflette il sole mentre dormi,
gli Angeli attorno alla tua culla cantano dolci melodie,
Aiutami a chiamarLo Padre e a rispettare i suoi comandamenti

Salve, Maria Bambina, alba modesta dello Spirito Santo
la tua approvazione, un giorno, darai all’angelo che si inginocchierà al tuo fianco
mentre io vago come pecora smarrita lungo il percorso della vita
poni la tua piccolissima e delicata mano nella mia e conducimi alla dimora.

Salve, Maria Bambina, Vergine e Madre del Figlio
ora, la Tua giovane vita riposa nella culla
un giorno, ti solleverai in piedi sotto alla Sua Croce nel profondo del Tuo dolore.
Oh mio Dio, Santo e Trino, io amo meditare sulla TUA esistenza
come amo cantare la Tua bambina Maria Benedetta,
che è Tua figlia ed anche Tua pura sposa
e madre di Tuo Figlio.

lunedì 7 settembre 2015

'Legio Mariae' : 7 settembre 1921

Novantaquattro anni fa, alla vigilia della celebrazione della Natività della Vergine Maria, nasceva a Dublino la 'Legio Mariae', un movimento cattolico internazionale di laici che vogliono collaborare alla missione evangelizzatrice della Chiesa Cattolica.
Quel giorno, a Dublino, per la prima volta, una quindicina di persone si riunì attorno a Frank Duff (ora servo di Dio), giovane funzionario del Ministero delle finanze, per sentirlo parlare del ‘Trattato della vera devozione a Maria’ di san Luigi-Maria Grignion de Montfort.
 

Da quel primo incontro i Legionari di Maria sono aumentati di numero(sono circa un milione e 500mila) ed oggi, presenti in tutto il mondo, operano in circa 2000 diocesi, continuando ad occuparsi degli strati della società più bisognosa di aiuti materiali e spirituali. Inoltre si incontrano settimanalmente per la recita del Santo Rosario. Un bell'esempio di come si debbano coniugare la missione evangelizzatrice e la carità, la fede e le opere, un connubio inscindibile che contraddistingue il vero 'soldato' di Maria.

 
 
'Per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo è venuto nel mondo, ancora per mezzo di lei deve regnare nel mondo'.
(san Luigi-Maria Grignion de Montfort)
 
  

 
  


venerdì 4 settembre 2015

Fulda: 4 settembre 1954

La città di Fulda, situata nel cuore della Germania, vanta origini antichissime. Il secolo VIII fu foriero di grandi cambiamenti in quanto dalla fondazione di un'Abbazia benedettina (tra il 791 e l'819) con il relativo insediamento, la città divenne un centro di sviluppo sociale e di irradiazione spirituale, dato che l'Abbazia venne fondata per essere destinata alla missione evangelizzatrice del nord della Germania. La fioritura di questo centro ebbe un grande ed importante promotore nella figura dell'imperatore Carlo Magno e dal monaco Rabano Mauro, conosciuto come il cantore della Vergine. Nella Chiesa abbaziale è sepolto san Bonifacio vescovo e martire.
 
Proprio qui il cardinale Frings, nel corso dell'anno mariano e precisamente il quattro settembre 1954, consacrò la Germania al Cuore Immacolato di Maria.
 
In quell'anno Mariano, infatti, i cattolici tedeschi tennero una grande Peregrinatio Mariae che si concluse a Fulda, cuore mariano della Chiesa tedesca.
I benefici di quella consacrazione non si fecero attendere: un anno dopo tutti i prigionieri di guerra tedeschi, detenuti in Russia, fecero ritorno sani e salvi alle loro case e quarant'anni dopo, il giorno della festa del Santo Rosario (il 12 ottobre) la Germania è tornata ad essere una e non più divisa.  
 
Piaccia alla Vergine Santa, in virtù di questa consacrazione, beneficare ancora la Germania con la conversione dell'intero suo popolo e assistere il clero nel compito pastorale di confermare il popolo cristiano nella fede cattolica ed apostolica, in piena e totale osservanza della Dottrina che Nostro Signore Gesù Cristo ha donato e raccomandato di custodire, in attesa del Suo ritorno alla fine dei tempi.       


martedì 1 settembre 2015

1° settembre 1883

Il Santo Padre Leone XIII, riconosciuto e definito da molti come il Papa del Rosario, il primo settembre del 1883 con l’Enciclica “Supremi Apostolatus”  raccomandò la recita del Santo Rosario in ogni ambito cristiano, dedicando l’intero mese di ottobre alla Madonna del Rosario. In questa Lettera il Papa mette in risalto la grande efficacia del Rosario, da recitare non solo per ottenere benefici spirituali ma anche materiali.
Egli scrive delle varie situazioni di pericolo che nel corso dei secoli hanno minacciato seriamente la Cristianità soprattutto in Europa e di come 'questa così ardente e fiduciosa devozione verso l’augusta Regina del cielo più chiaramente apparve quando la violenza degli errori largamente diffusi, o la corruzione strabocchevole dei costumi, o l’impeto di potenti nemici, parve mettere in pericolo la Chiesa militante di Dio.'(Enciclica 'Supremi Apostolatus').
 
I pericoli scampati grazie alla preghiera del Santo Rosario vengono elencati a partire dal XII secolo, quando gli Albigesi 'generati dalla setta degli ultimi Manichei, riempirono di perniciosi errori le contrade meridionali della Francia ed altre regioni del mondo latino. Spargendo in tutti i luoghi il terrore delle armi, contavano di poter dominare incontrastati con stragi e rovine'(ibidem).
 
In questo periodo così minaccioso per la fede cattolica il Signore suscitò san Domenico che introdusse la pia pratica del Santo Rosario per combattere con armi spirituali l'eresia.
 
Il Santo Padre, ricordando un altro evento di pericolo, scrive:
'L’efficacia e la potenza della stessa preghiera furono poi mirabilmente sperimentate anche nel secolo XVI, allorché le imponenti forze dei Turchi minacciavano di imporre a quasi tutta l’Europa il giogo della superstizione e della barbarie. In quella circostanza il Pontefice San Pio V, dopo aver esortato i Principi cristiani alla difesa di una causa che era la causa di tutti, rivolse innanzi tutto ogni suo zelo ad ottenere che la potentissima Madre di Dio, invocata con le preghiere del Rosario, venisse in aiuto del popolo cristiano'(ibidem).
 
E così avvenne! A Lepanto, il sette ottobre 1571, la Cristianità riportò una 'splendida vittoria' e Papa Gregorio XIII definì la Regina delle Vittorie come Regina del Santo Rosario e decretò che il giorno anniversario di quella grande battaglia fosse considerato festivo in onore di Maria Vincitrice.
 
Papa Leone XIII in alcune profetiche righe dell'Enciclica indica il Santo Rosario come rimedio per affrontare e guarire i mali che anche il quel periodo funestavano la società:
'Il bisogno dunque del divino aiuto non è certamente minore oggi di quando il glorioso San Domenico introdusse la pratica del Rosario Mariano per guarire le piaghe della società'(....)
'Noi dunque, che andiamo ricercando un uguale rimedio a simili mali, non dubitiamo che la stessa preghiera, introdotta dal santo Patriarca con così notevole vantaggio per il mondo cattolico, tornerà efficacissima nell’alleviare anche le calamità dei nostri tempi'(ibidem).
 
Infine esorta tutti i fedeli affinché amino la preghiera del Santo Rosario e ne pratichino la devozione
'Per la qual cosa non solo esortiamo caldamente tutti i fedeli affinché, o in pubblico o in privato, ciascuno nella propria casa e famiglia, si studino di praticare la devozione del Rosario, senza mai tralasciarne l’uso, ma vogliamo altresì che l’intero mese d’ottobre del corrente anno sia dedicato e consacrato alla celeste Regina del Rosario' (ibidem).