La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 26 aprile 2016

Claritatis Laetitia /1


L'esortazione apostolica di papa Francesco 'Amoris Laetitia' sul matrimonio e sulla famiglia, ha dato il via ad un dibattito all'interno e all'esterno della Chiesa Cattolica, focalizzando un unico scottante tema, cioè la comunione ai divorziati-risposati. La confusione è tanta e le interpretazioni aperturiste anche, facendo leva sul pensiero e le parole dei cardinali Kasper e Schönborn, le cui posizioni hanno avuto ampia visibilità ed eco soprattutto nel periodo di entrambi i Sinodi sulla famiglia.
Il Vescovo ausiliare di Astana Mons. A. Schneider, una voce autorevole fuori dal coro, ci ricorda, in un'intervista,  la Dottrina e la Parola di Gesù in merito al matrimonio, al divorzio e ad un nuovo matrimonio che la Chiesa non può riconoscere, a meno che il precedente matrimonio, contratto in chiesa, non sia stato dichiarato nullo:
Professando la dottrina di sempre di Nostro Signore Gesù Cristo, la Chiesa ci insegna: “Fedele al Signore, la Chiesa non può riconoscere come Matrimonio l’unione dei divorziati risposati civilmente. “Colui che ripudia la moglie per sposarne un’altra commette adulterio contro di lei. Se una donna ripudia il marito per sposarne un altro, commette adulterio” (dal Vangelo di Marco, cap.10, vv. 11-12).
Nei loro confronti, la Chiesa attua un’attenta sollecitudine, invitandoli ad una vita di fede, alla preghiera, alle opere di carità e all’educazione cristiana dei figli. Ma essi non possono ricevere l’assoluzione sacramentale, né accedere alla Comunione eucaristica, né esercitare certe responsabilità ecclesiali, finché perdura la loro situazione, che oggettivamente contrasta con la legge di Dio”.(Compendio di 'Catechismo della Chiesa Cattolica', 349).

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