La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




venerdì 22 aprile 2016

Mens sana (?) in corpore perverso

Mario Mieli, fondatore e ideologo del movimento omosessualista italiano. Proveniente da una famiglia benestante, dopo aver abbracciato la dottrina marxista ed aver, in un primo momento, aderito a “Lotta Continua”, nel 1971, rientrato in Italia da un’esperienza londinese dove era entrato in contatto con il Gay Liberation Front, sarà tra i fondatori del “Fuori!” (Fronte Unitario Omosessuali Rivoluzionari Italiani), la prima espressione organizzata del movimento omosessualista in Italia.
Teorico di una rivoluzione gay in chiave marxista Mieli, il cui motto di battaglia parlava chiaro, “Lotta dura, Contronatura!“ proponeva l’emancipazione dell’uomo tramite la “prassi” sessuale contronatura o “perversa”, da lui sintetizzata in un altro suo celebre slogan “Mens sana in corpore perverso“.
 
Secondo Mario Mieli gli uomini nascono “naturalmente” con un’innata tendenza polimorfa e “perversa”, caratterizzata da una «pluralità delle tendenze dell’Eros e da l’ermafroditismo originario e profondo di ogni individuo». Da qui discende che ogni persona sarebbe potenzialmente transessuale se non fosse influenzata, fin dall’infanzia, dalla società eteronormativa che obbliga l’individuo a considerare l’eterosessualità come “normalità” e tutto il resto come perversione. Un processo che Mieli chiama “educastrazione”, attraverso cui la società agisce repressivamente sui bambini «allo scopo di costringerli a rimuovere le tendenze sessuali congenite che essa giudica perverse».I tradizionali valori familiari naturali e cristiani costituiscono un ostacolo per la realizzazione di tale rivoluzione sociale e vengono, dunque, liquidati da Mieli come “pregiudizi di certa canaglia reazionaria” che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di “trasformare il bambino in adulto eterosessuale“. Coerentemente con il suo pensiero, l’ideologo omosessualista si espresse esplicitamente anche in materia di sessualità infantile, diventando uno dei teorici della pedofilia e della relazione omosessualità-pedofilia. Anche i bambini possono infatti, secondo Mieli, “liberarsi” dai pregiudizi sociali e trovare la realizzazione della loro “perversità poliforme” grazie ai pedofili, specie se omosessuali.
Mieli rivendica l’illimitato diritto di scelta dell’individuo, al di là di ogni principio morale, definendo positivamente la coprofagia, il sadismo, l'omicidio consenziente, in vista della creazione di una “società armonica” auspicata e teorizzata, nella quale tutti gli individui hanno il diritto a realizzare la propria insindacabile volontà, seguendo gli istinti e le passioni, libere da qualsiasi “freno” morale.
Nel 1983, dopo essersi dedicato nell’ultimo periodo all’esoterismo e alla magia, Mario Mieli, coerentemente con il proprio pensiero, si suicidò all’età di trent’anni nella sua abitazione di Milano. A lui è intitolato il “Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli“, sorto a Roma nello stesso anno della sua morte, tutt’oggi in prima linea nel promuovere e diffondere le sue folli e perverse teorie nella nostra società.
L'intero articolo lo si può leggere QUI

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