La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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martedì 31 maggio 2016

Alma Mater


Scrive san Luigi Maria Grignion de Montfort ne 'Il trattato della vera devozione a Maria':
"La Vergine Maria visse tanto nascosta da essere chiamata dallo Spirito Santo e dalla Chiesa 'Alma Mater', Madre nascosta e riservata". Il termine 'Alma' lo troviamo nella Sacra Scrittura nel libro del Profeta Isaia, capitolo 7, versetto 14, dove viene detto di Maria: 'Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele'.
La parola ebraica usata per indicare la Vergine è 'almah' preceduta dall'articolo 'ha' che vuol indicare la Vergine per eccellenza e il significato etimologico della parola 'almah' è 'nascosta' 'celata'. Una sola parola indica ciò che è peculiare per la Madre di Dio Maria, la sua perpetua verginità ed il nascondimento, al quale san Luigi tenta di dare una triplice ragione: Maria è la Madre nascosta per la sua grande umiltà; perché Dio ha voluto riservarsene la conoscenza ed il possesso ed infine perché il mondo non è degno di lei. 
 
Oggi la Santa Chiesa Cattolica ricorda la Visitazione della Vergine Maria a santa Elisabetta sua cugina.     

lunedì 30 maggio 2016

Riformatore o rivoluzionario?

Nella storia della Chiesa vi sono stati molti papi “riformatori”, ma papa Bergoglio sembra appartenere ad un’altra categoria, fin qui estranea ai Romani pontefici, quella dei “rivoluzionari”.
I riformatori infatti vogliono riportare la dottrina e i costumi alla purezza e alla integrità originaria e, sotto questo aspetto, possono essere definiti anche “tradizionalisti”.  Tali furono, ad esempio, Pio IX e Pio X.
I rivoluzionari sono invece coloro che vogliono operare una frattura tra passato e presente, situando in un utopico futuro l’ideale da raggiungere.
La rottura con il passato di papa Francesco è di ordine linguistico, più che dottrinale, ma il linguaggio, nell’epoca dei media, ha un potere di cambiamento superiore alle idee che esso necessariamente veicola.
Non a caso, nella conferenza stampa di presentazione dell’esortazione pontificia Amoris laetitia, il cardinale Schönborn l’ha definita «un evento linguistico». La scelta di uno “stile” di linguaggio, espresso attraverso parole, gesti e anche omissioni, implica un modo di pensare, e veicola implicitamente una nuova dottrina. Ma la pretesa di operare una rivoluzione linguistica negando che essa sia anche una rivoluzione dottrinale, porta necessariamente alla confusione.
E la confusione, il disorientamento, una certa schizofrenia, sembra essere la cifra distintiva dell’attuale pontificato.
Tra i più recenti esempi di confusione è quella relativa al termine di povertà. Si confonde tra la povertà del Vangelo e quella delle ideologie social-comuniste. La prima è uno stato di perfezione che nasce dalla scelta volontaria di singoli, la seconda è una condizione sociale imposta come obbligatoria dall’alto. Inoltre, se sul piano personale gli uomini di Chiesa e i cattolici in generale devono vivere in spirito di povertà, nel senso di non essere attaccati ai propri beni, la Chiesa come istituzione non deve essere povera, ma deve avere tutti i mezzi materiali necessari per esercitare la sua missione.
Privare la Chiesa di questi mezzi significa mortificarla e indebolire la sua azione nel mondo. Sotto questo aspetto, il richiamo alla povertà di papa Bergoglio rischia di togliere alla Chiesa la sua capacità di cambiare il mondo per immergerla nel processo di secolarizzazione che sta dissolvendo quello che fu l’Occidente cristiano.
(Roberto de Mattei su Il Tempo, 18 maggio 2016)

Amoris Laetitia: un linguaggio troppo ambiguo


Esaminando il linguaggio dell’Esortazione apostolica 'Amoris Laetitia', si incontrano parole, espressioni ed immagini che possono aprire squarci sulla complessità dell’esistenza, ma che proprio per questo sono anche ambigue, e non poteva essere diversamente. Chiamare il peccato «fragilità» e «inadeguatezza» qualche precisazione la richiede.
 
Cosa sia una «morale fredda da scrivania» non è facile a capirsi con precisione, qui il linguaggio è metaforico ed allusivo. Non è nemmeno chiaro cosa significhi l’invito a non adoperare i principi dottrinali come se fossero pietre, scagliandole contro gli altri. Siccome la dottrina della fede non può essere considerata come l’astratto contrapposto al concreto dell’esistenza personale, ma va considerata come l’umano reale visto alla luce del suo ultimo bene, espressioni come quelle appena riportate se da un lato invitano ad una maggiore disponibilità ad avvicinarsi alla vita, dall’altro producono confusione su ciò che questo possa significare.
 
I fedeli della Chiesa cattolica sono stati finora abituati (ma è ovvio che si tratta di più di un’opinione)  ad attendersi dal magistero, e soprattutto dal magistero petrino, definizioni e precisazioni in termini di dottrina e di morale. E questo non solo nella forma solenne delle definizioni dogmatiche, ma anche nell’ambito del magistero ordinario autentico, a cui appartiene per esempio una Esortazione apostolica.

(Stefano Fontana) lanuovabq.it
 
 

giovedì 26 maggio 2016

Chi non è stato radicale?

 
PARTITO RADICALE ITALIANO: UNA LISTA INFINITA DI ISCRITTI
di Danilo Quinto
 
Per Marco Pannella ed Emma Bonino parafrasare lo slogan di John F. Kennedy, «siamo tutti berlinesi», sostituendo l'ultima parola, con "Radicali", non è una boutade. È la realtà. Chi non è stato Radicale?
Con spregiudicata disinvoltura, nell'arco di decenni, sono state raccolte le adesioni e le iscrizioni - spesso anche le candidature e gli eletti - tra i personaggi più disparati. Attori e registi, cantautori e scrittori, giornalisti e politici. Anche uomini (e donne) di Chiesa. L'elenco dei simpatizzanti Radicali - attuali ed ex - è sterminato. A stilarlo si rischia di essere incompleti, ma è un rischio che vale la pena correre perché qualche accenno è istruttivo. Ieri, tra i sacerdoti, era don Gianni Baget Bozzo a dire «Marco Pannella in realtà è una figura interna alla cristianità italiana. Non è un politico. È un profeta. Pannella è un impolitico, non guarda al governo: vuole, attraverso la politica, riformare l'orizzonte spirituale degli uomini». Oggi, don Andrea Gallo sostiene che «Pannella è l'unico profeta laico disarmato che testimonia in difesa dei diritti civili». Gli fa eco don Antonio Mazzi - autore della trovata sull'abolizione dei seminari - che per il leader Radicale fa il presidente dei comitati pro-amnistia. Una suora, Marisa Galli, nel 1979 venne eletta deputata con i voti del Partito Radicale. Ne ha parlato Avvenire, lo scorso 7 aprile. Ora è tornata a essere monaca, nell'abbazia benedettina Mater Eclesiae dell'Isola di San Giulio, nel Lago D'Orta. 

Nel mondo dello spettacolo, sono stati tanti i sostenitori Radicali nel corso degli anni. Franco Battiato a Giorgio Albertazzi, per esempio, poi Salvatore Samperi e Tinto Brass sino a Vasco Rossi - che nel 2007, dopo trent'anni di tessera Radicale, dichiarò al TG1: «Marco Pannella è il mio alter ego politico» - e Francesco De Gregori, che nel 1975 dedicò a Pannella Il signor Hood dall'album Rimmel: «Quel personaggio, sostenne De Gregori vent'anni dopo, mi sembrava incarnare bene la figura di Pannella, una sorta di eroe solitario»
Quindi Marco Bellocchio ed Edoardo Bennato, Dario Argento e Pippo Baudo, Liliana Cavani e Licia Colò, e ancora Luciano De Crescenzo, Marco Columbro, Andrea Giordana, Loretta Goggi, Francesco Guccini, Sabina Guzzanti, Alessandro Haber, Nino Manfredi, Michele Mirabella, Alba Parietti, Margaret Mazzantini, Sandro Veronesi, Katia Ricciarelli, Sergio Rubini. Maurizio Costanzo (candidato Radicale nel 1976). Poi ci sono Barbara Alberti, Ornella Vanoni, Luca Barbareschi, Gigi Proietti, Milva, Andrea Bocelli e Vittorio Gassman, che nel 1993, nel mio ufficio del Partito Radicale, mi consegnò una sua lettera scritta a mano su un foglio di quaderno che accompagnava la sua iscrizione: «Danilo», mi disse, «non te la prendere per questa minuta, che comunque è leggibile. Ho un rigetto per la macchina, oltre che per il fax, il telefonino e qualsiasi altro gadget». «Mi unisco di cuore all'appello rivolto dal nuovo Partito Radicale Transnazionale al mondo della cultura europea - scriveva Gassman - a tutti gli amici e colleghi artisti, intellettuali, lavoratori in grado di sentire l'urgenza dei tanti problemi da affrontare, a salvaguardia della civiltà e della stessa sopravvivenza della comunità contemporanea. Un impegno politico senza tensione e responsabilità morale è svuotato di senso. Una cultura priva di lungimirante solidarietà umana è - oggi più che mai - una sorpassata astrazione, un lusso colpevole. La cecità o la corruzione delle partitocrazie, impone agli individui di prender partito con un coinvolgimento in prima persona». «Questi - continuava Gassman - sono i concetti basilari del nuovo Partito radicale ed è per questo che esso si candida come efficace soluzione per i disastri del mondo, contro l'inerzia di gran parte delle istituzioni internazionali. Lo slancio utopico può e deve essere corretto in ideale concretezza. Unitevi, amici e colleghi, a questa generosa "compagnia itinerante", che non si accontenta di presentare istanze, ma intende fattivamente e corporeamente "rappresentarle" sulla scena delle pressanti problematiche che assillano la collettività. Lavoriamo insieme per un mondo più vivibile e umano».
Con Gassman, in quel 1993, sarebbero scesi in campo a favore delle iscrizioni per i Radicali Paolo Villaggio, Renato Zero, Ilaria Occhini, Raffaele La Capria, Renato Pozzetto, Renzo Arbore, Ennio Morricone, Corrado Guzzanti, Mario Monicelli, Piero D'Orazio, Alberto Lattuada, Gianni Minoli, Ricky Tognazzi, Sergio Castellito e tantissimi altri, per dire tutti, in uno spot ideato da Oliviero Toscani - anch'egli iscritto - «è mia, è mia».
Ma il feeling dei radicali con i vip è di vecchia data.
Ai suoi albori, presidente del Partito Radicale fu Elio Vittorini. Tra gli anni sessanta e settanta furono Radicali - tra gli altri - Arnoldo Foà, Stefano Rodotà, Lino Jannuzzi, Antonio Cederna, Piero Craveri, Eugenio Scalfari e Ignazio Silone. Per qualche anno anche Oriana Fallaci, Fernanda Pivano e Gianni Vattimo ebbero simpatie per loro. Di Pannella, nel 1974, scriveva così il Premio Nobel per la Letteratura Eugenio Montale, sul Corriere della Sera: «Dove il potere nega, in forme palesi ma anche con mezzi occulti, la vera libertà, spuntano ogni tanto uomini ispirati come Andrei Sacharov e Marco Pannella che seguono la posizione spirituale più difficile che una vittima possa assumere di fronte al suo oppressore. Il rifiuto passivo. Soli e inermi, essi parlano anche per noi...». Mentre, Pier Paolo Pasolini, per il Congresso del Partito Radicale del 1975, preparò un testo che diceva: «Contro tutto questo voi non dovete fare altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa a essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare».
Nel 1979 fu eletto al Parlamento italiano Leonardo Sciascia, nel 1983 il leader di Autonomia Operaia Toni Negri, poi, nel 1984, Enzo Tortora al Parlamento europeo e, tre anni dopo, al Parlamento italiano Domenico Modugno. Assieme a molti altri, tra cui Ambrogio Viviani, ex generale e capo del controspionaggio dei Servizi Segreti italiani dal 1970 al 1974, e Ilona Staller, in "arte" Cicciolina.
 
Una lista infinita di iscritti:
Franco Battiato, Giorgio Albertazzi, Tinto Brass, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Dario Argento, Pippo Baudo, Liliana Cavani, Licia Colò, Luciano De Crescenzo, Marco Columbro, Loretta Goggi, Francesco Guccini, Sabina Guzzanti, Nino Manfredi, Michele Mirabella, Alba Parietti, Maurizio Costanzo, Ornella Vanoni, Luca Barbareschi, Gigi Proietti, Milva, Andrea Bocelli, Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Renato Zero, Renato Pozzetto, Renzo Arbore, Ennio Morricone, Corrado Guzzanti, Alberto Lattuada, Gianni Minoli, Sergio Castellito, Oliviero Toscani, Stefano Rodotà, Eugenio Scalfari, Gianni Vattimo, Eugenio Montale, Pier Paolo Pasolini, Domenico Modugno, Ilona Staller (in arte Cicciolina), ecc. ecc. ecc.
 
Fonte: La Bussola Quotidiana, 08/09/2011

mercoledì 25 maggio 2016

MANIFESTO DI "VOICE OF THE FAMILY" /2

 
Un appello alla gerarchia della Chiesa
Come laici cattolici operanti nel movimento pro-life e pro-family siamo ben consapevoli, per le nostre esperienze quotidiane, delle profonde sfide cui la famiglia nel mondo moderno è chiamata a far fronte. Sappiamo anche come nulla sia più essenziale per rispondere con successo a tali sfide della coraggiosa testimonianza dei Vescovi della Chiesa Cattolica. Le conseguenze per la famiglia sono devastanti ogniqualvolta tale testimonianza sia assente.
Dopo aver attentamente studiato i documenti prodotti in ogni fase del processo sinodale e dopo aver osservato con allarme la loro tendenza a promuovere posizioni contrarie alla fede cattolica ed alla legge morale naturale, chiamiamo il Santo Padre, i Cardinali, i Vescovi ed ogni altro ordine nella Chiesa, ad assumere tutte le misure necessarie a proteggere l’integrità della Dottrina cattolica e, così facendo, a proteggere le nostre famiglie dalla devastazione provocata da una cultura di morte.

In particolare chiamiamo i Padri sinodali ed il Sinodo Ordinario a:
- sostenere con fermezza e senza ambiguità la dottrina per la quale il matrimonio è un’unione esclusiva ed indissolubile tra un uomo ed una donna e ribadire come tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio, nonché qualsiasi forma di unione non-matrimoniale, rappresentano una grave offesa a Dio e sono gravemente dannosi per gli individui e per la società (Concilio di Trento)

- affermare con fermezza e senza ambiguità che l’adulterio è un peccato grave e che coloro che vivono in stato di adulterio non possono essere ammessi ai Sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, senza che prima si siano pentiti ed abbiano emendato la propria condotta di vita (Familiaris Consortio, Papa Giovanni Paolo II)
- riaffermare con fermezza e senza ambiguità l’insegnamento delle encicliche Casti Connubii e Humanae Vitae, per le quali la separazione dei fini procreativo ed unitivo dell’atto sessuale per mezzo di metodi contraccettivi è gravemente contraria alla legge morale ed ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa (Casti Connubii, Papa Pio XI)

- opporsi con fermezza e senza ambiguità alla “teoria del gender”, che nega la suddivisione fondamentale del genere umano in due soli sessi, maschile e femminile, entrambi con caratteristiche complementari e differenze proprie (Papa Benedetto XVI, 21.12 2012)
- sostenere con fermezza e senza ambiguità che gli atti omosessuali sono gravemente contrari all’ordine morale naturale, distruttivi per gli individui e per la società, e che nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può esser approvata in alcun modo (Congregazione per la Dottrina della Fede, 03.06.2004) 

- opporsi con fermezza e senza ambiguità a qualsiasi metodo di riproduzione artificiale, che degrada la sessualità umana separando la procreazione dall’atto sessuale e che, nella gran maggioranza dei casi, conduce direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi (Congregazione per la Dottrina della Fede,  Donum Vitae e Dignitatis Personae)

- affermare e difendere con fermezza e senza ambiguità il diritto alla vita di ogni bambino non ancora nato, dal momento del concepimento, e di intraprendere azioni concrete per por fine al
flagello dell’aborto in qualsiasi sua forma, compresi i metodi contraccettivi abortivi (Evangelium Vitae, Papa Giovanni Paolo II)
- affermare con fermezza e senza ambiguità il diritto dei genitori ad essere gli educatori primari dei propri figli ed adottare provvedimenti immediati per tutelare genitori e figli contro qualsiasi violazione di questo diritto, risultando ciò sempre più urgente e grave (Familiaris Consortio, Papa Giovanni Paolo II)

- individuare ed adottare con fermezza e senza ambiguità misure per porre rimedio alla minaccia rappresentata per tutti i membri della famiglia umana dalla proliferazione della pornografia, specialmente se deliberatamente rivolta ai bambini, come nel caso di molti programmi “educativi” (Catechismo della Chiesa Cattolica)
- difendere con fermezza e senza ambiguità ogni uomo ed ogni donna che siano disabili, gravi o malati terminali, oppure prossimi al termine della vita, condannando con vigore qualsiasi forma di eutanasia e di “suicidio assistito” e chiamando ad un’azione concreta per combattere tale minaccia (Evangelium Vitae, Papa Giovanni Paolo II).

Rivolgendo questo appello, Voice of the Family agisce in ottemperanza ai compiti affidati dal canone 211 del Codice di Diritto Canonico:
“Tutti i fedeli hanno il dovere ed il diritto di impegnarsi perché l’annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo ed in ogni luogo”.

E’ solo attraverso la predicazione del Vangelo di Gesù Cristo nella sua pienezza che una nuova cultura della vita e dell’amore può essere fondata su basi solide tra le rovine dell’attuale cultura di
morte.
Questo manifesto è stato pubblicato dai fedeli laici dell’unione internazionale pro-life and pro-family "Voice of the Family" per adempiere alle nostre responsabilità, come indicato nel canone 212 §3 del Codice di Diritto Canonico:
"In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli Cristiani] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro
pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi ed il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente
l’utilità comune e la dignità delle persone"
(Codice di Diritto Canonico)

 


martedì 24 maggio 2016

MANIFESTO DI "VOICE OF THE FAMILY" /1

Il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia
La famiglia costituisce la cellula basilare e la pietra angolare della società. E’ stata ordinata da Dio come luogo privilegiato, in cui la nuova vita giunge al mondo e viene allevata sino all’età adulta. E’qui che i figli devono essere istruiti ed è qui che devono in primo luogo imparare quei valori morali, che costituiscono il fondamento di ogni società davvero fiorente. E’ qui anche che coloro che sono resi deboli o vulnerabili dall’età, dalla malattia o dalla disabilità, vengono amati e curati.
Ogni famiglia è composta da esseri umani feriti dalle conseguenze del peccato originale e quindi non sempre realizza pienamente il proprio ideale. Per questa ragione le famiglie hanno bisogno di essere sostenute dalla Chiesa e dallo Stato, cui compete riconoscere la struttura familiare come voluta da Dio. Il bene di ogni società dipende dal bene delle famiglie che la compongono; “il futuro dell’umanità passa attraverso la famiglia” (Familiaris Consortio, San Giovanni Paolo II).
L’unione matrimoniale rappresenta “l’origine ed il fondamento” della famiglia (Arcanum Divinae, Papa Leone XIII). Quest’unione è stata istituita da Dio all’inizio dei tempi, quando Egli creò i nostri progenitori, Adamo ed Eva.
“Il provvidentissimo Iddio intese che quella coppia di coniugi fosse il principio naturale di tutti gli uomini, dal quale cioè dovesse propagarsi il genere umano e, attraverso generazioni mai interrotte,
conservarsi nel tempo” (Arcanum Divinae, Papa Leone XIII).
L’essenza del matrimonio consiste nell’unione coniugale tra un uomo ed una donna, unione che si contrae col mutuo consenso degli sposi (Codice di Diritto Canonico). Dio benedisse il primo uomo e la prima donna con le parole "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela" (Gen 1:28). L’unione matrimoniale è primariamente ordinata alla procreazione ed all’educazione dei figli e secondariamente alla mutua assistenza tra gli sposi(CastiiConnubii, Papa Pio XI).
Nostro Signore Gesù Cristo ha elevato il legame naturale del matrimonio a livello di Sacramento quando ha stabilito la nuova ed eterna Alleanza.
Egli ha inoltre confermato il piano originale di Dio sul matrimonio: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: ‘Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola’?” (Mt 19:4-6).
Il matrimonio sacramentale è un segno profondo dell’indissolubile unione tra Cristo e la Sua Chiesa (cfr. Ef 5:22-33). La Chiesa ha chiaramente e ripetutamente insegnato che “lo sciogliere il vincolo del connubio rato e consumato tra cristiani, non è in facoltà di nessuno” (Arcanum Divinae, Papa Leone XIII). Di conseguenza, “sono rei di manifesto delitto quei coniugi, i quali per qualunque motivo addotto vogliano stringersi in un nuovo vincolo matrimoniale innanzi che per morte resti sciolto il primo” (Arcanum Divinae, Papa Leone XIII).
Le situazioni che causano il “divorzio” o la separazione e che giungono a costituire nuove unioni sono molteplici e molte vicende personali suscitano anche grande comprensione. Tuttavia un’autentica cura pastorale deve sempre fondarsi sulla Verità.
 
E’ sempre la libera scelta dell’individuo, e soltanto questa, a separare dalla vita sacramentale della Chiesa. La Chiesa non esclude nessuno dei Suoi figli dalla Santa Comunione, ad eccezione di quelli che per primi hanno scelto di escludere essi stessi, commettendo un grave peccato manifesto. Dio dà sempre le grazie necessarie per rimanere liberi dal peccato mortale. La testimonianza di tanti coniugi, che non giungono a formare nuove unioni, attesta quanto reale sia tale assistenza. Molti sposi dovrebbero essere onorati ed accogliere tutto l’aiuto necessario dalla Chiesa.
La maggior parte degli esseri umani, che raggiungono l’età adulta, giunge al matrimonio, fonte di molte delle loro gioie più profonde. Spesso i matrimoni sono però segnati anche da sofferenze e difficoltà di vario genere e le coppie sposate necessitano dell’aiuto e del sostegno di altre famiglie, di amici, della Chiesa e dello Stato. Tale supporto è più che mai necessario in questo nostro tempo, in cui la famiglia è chiamata a far fronte a nuove, gravi sfide derivanti dal crescente predominio di ideologie false e perniciose in tutte le istituzioni politiche, sociali e religiose.

vanthuanobservatory

venerdì 20 maggio 2016

Un periferico operatore d' iniquità/ 2

Lo sgomento suscitato dalle dichiarazioni di Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, sulla persona e l'attività del defunto Marco Pannella, continuano (Il primo post scritto da me si trova qui):
 
 
« [...] Donde, tanta stima e simpatia? Mi interrogo sulla vita e le battaglie di Pannella e lo trovo impegnato:
1)legalizzazione delle droghe (cioè della morte)
2)legalizzazione del divorzio (che ha segnato la morte, o quasi, della famiglia). In questo campo il suo più grande avversario, in Italia, fu padre Riccardo Lombardi, detto il microfono di Dio, zio del padre Federico Lombardi che vorrebbe la santificazione di Pannella
3) legalizzazione e liberalizzazione dell’aborto (cioè della morte, violenta dei bambini)
4)incriminazione di Benedetto XVI per “copertura dei pedofili” (battaglia che la sua radio radicale ha combattuto per alcuni anni)
5)matrimoni gay
6)riduzione della popolazione mondiale a due miliardi, tramite diffusione di contraccettivi, aborto, eutanasia…

7) legalizzazione dell’eutanasia

Si può aggiungere che: ha portato in parlamento Toni Negri, l’attrice porno Cicciolina, il terrorista e  omicida Sergio D’Elia…

Nessuna di queste battaglie mi trova, come cattolico e come creatura umana e razionale, favorevole. Sono battaglie di morte [...]».
 
«[...] Queste dichiarazioni sono intollerabili; non solo suonano come offesa alla Verità, ossia a Nostro Signore, di cui il defunto Pannella fu acerrimo nemico, ma sono anche un chiaro segnale di un inquinamento diabolico che ormai offusca le menti dei più alti gradi della gerarchia.
Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della Fede? E se proprio se ne voleva parlare, si sarebbero dovute enfatizzare, per l’edificazione del popolo cristiano, le gravissime colpe, come exempla ad vitandum.

Niente di tutto ciò. Pannella ha lasciato “un’eredità umana e spirituale importante”. Era un nemico di Dio? Ma che importa. Era, ci tiene a sottolinearlo Padre Lombardi, un grande ammiratore di Bergoglio. Ammirazione del resto reciproca.

È fin troppo chiaro: qui non parla la Chiesa di Cristo. Parla la chiesa di Bergoglio.

A questo punto, se la Santa Sede ha un minimo di coerenza, le chiediamo di lanciare un’azione di solidarietà, o almeno una telefonata, per il sig. Salvatore Riina, che alla sua tarda età e con la salute malferma sta scontando diversi ergastoli. Salvatore Riina, meglio noto come “Totò”, ha sulla coscienza all’incirca 200 omicidi. Quanti milioni di omicidi ha causato la diabolica legge 194, così strenuamente voluta da Marco Pannella? Insomma, Riina è un dilettante, confrontato al defunto di oggi. Meriterebbe più attenzione e “misericordia”.

Suvvia, Padre Lombardi, sia gentile. Chieda al suo principale che faccia almeno una telefonata a Totò. Non siamo tutti “Figli di Dio”?».
 
«[...] Premesso che - ovviamente - a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas" e - da noi cristiani - è giusto aspettarsi anche la preghiera, c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" e di un commento così fatto?
Non si dovrebbe osservare la saggia regola del silenzio (orante) almeno davanti alla morte, o almeno una certa sobrietà?
In Vaticano - al tempo dello spettacolo bergogliano - sono così tarantolati dallo stare sui media che non resistono alla tentazione di mettersi davanti ai microfoni nemmeno se si tratta della morte? […]
L'omaggio del Vaticano a Pannella è - a ben vedere - un omaggio allo spirito del tempo, un omaggio al mondo e alla mondanità. E la ragione è evidente. Dice Lombardi che Pannella aveva "una grandissima ammirazione" per papa Bergoglio […]
A questo punto (quantomeno per la chiarezza) viene quasi da preferire Pannella, avversario dichiarato della Chiesa, a questi clericali che non hanno il coraggio della verità...
Viene da preferire l'ostilità di un nemico esplicito come Pannella, che ha combattuto la sua devastante battaglia laicista a viso aperto, al clericalismo bergogliano che demolisce la Chiesa dall'interno dando a intendere che vuole modernizzarla; è più pernicioso il secondo!
Il Pannella che aveva l'orgoglio di quella sua terribile ideologia anticattolica, quantomeno non era un “tiepido” come quei cattolici che si vergognano della propria fede e alla fine si vergognano di Cristo».
www.iltimone

Un periferico operatore d' iniquità/ 1


 

E' morto Giacinto Pannella, detto Marco, il leader del Partito Radicale Italiano. Il nome Giacinto lo ereditò da un suo zio che era sacerdote; Pannella scriverà di avere sempre combattuto la Chiesa senza odiarla proprio per rispetto a questo zio prete, che considerava la persona migliore della sua famiglia.
Scrive Massimo Introvigne (qui l'intero articolo su Marco Pannella):
"E tuttavia ci sono pochi dubbi sul fatto che Pannella abbia dedicato la vita a combattere la Chiesa. 
La sua bussola rimane sempre quella originaria, azionista e anticlericale: «svaticanizzare» l'Italia. E Pannella, che non è mai stato comunista, ha però letto Gramsci, da cui ha appreso che in Italia l'attacco frontale alla Chiesa Cattolica è impossibile.
Si tratta invece di estirpare le radici sociali della religione, «modernizzando» la società secondo i modelli dell'Europa del Nord e della Francia, con un'agenda che prevede, uno dopo l'altro in una sequenza graduale ma implacabile, divorzio, aborto, liberalizzazione della droga, fecondazione artificiale, «matrimonio» omosessuale ed eutanasia. Per questa agenda, spiegherà Pannella, non sono importanti le alleanze e alla fine neppure le ideologie. Le une e le altre sono solo «taxi», su cui si sale e da cui si scende. L'importante è il programma, perseguito con un fervore che non è esagerato definire religioso.
Non tutte le sue battaglie per i «diritti» sono disprezzabili. In particolare, su tre questioni Pannella ha incontrato il mondo cattolico: i cristiani perseguitati e uccisi in diverse parti del mondo - di alcune persecuzioni dimenticate è stato fra i primi a parlare in Italia -, la fame nel mondo, e le condizioni disumane di molte carceri, in Italia e all'estero. Temi che Pannella ha discusso anche con Papa Francesco.
Muovendosi in modo spregiudicato, senza mai conseguire grandi successi elettorali, Pannella ha effettivamente contribuito in modo unico alla scristianizzazione dell'Italia."(Massimo Introvigne)
 

In occasione del suo ultimo compleanno, lo scorso 2 maggio, Papa Francesco gli aveva inviato una copia del libro-intervista con Andrea Tornielli "Il nome di Dio è misericordia" e una medaglia con la Madonna e il Bambino Gesù. 
Sulla figura di Marco Pannella padre Federico Lombardi, il portavoce del Papa, ha detto:
"Marco Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause, ad esempio quella a cui si è molto dedicato negli anni recenti, in favore dei carcerati. A questo proposito l’on. Pannella diverse volte ha voluto incontrarmi proprio per testimoniare personalmente con molto entusiasmo la sua grandissima ammirazione per il Papa Francesco, per la sua attenzione ai carcerati e l’impegno per il rispetto della loro dignità, come pure più generalmente per tutte le persone i cui diritti sono violati o conculcati. Lo ricordo quindi con stima e simpatia, pensando che ci lascia un'eredità umana e spirituale importante, di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri e in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà."
 
Sono letteralmente sconcertata dalle parole di Padre F. Lombardi ma non sorpresa, mi aspettavo un simile elogio funebre, vista l'aria che tira in Vaticano.
Un momento storico dove si prediligono le 'periferie' appestate dai miasmi dei nemici di Gesù Cristo, nuovi santi della nuova religione dell'apertura, del dialogo e dell'integrazione; dove i 'periferici operatori d'iniquità' sono elogiati per l'impegno civile e la generosità con cui conducono la battaglia contro Cristo e la sua Chiesa! Padre Lombardi, gradirei da 'periferica sconcertata' che mi chiarisse meglio il concetto di 'eredità umana e spirituale' che ci lascia questo campione della cultura della morte! Gradirei sapere perché non ha taciuto, sarebbe stato più prudente, perché ha speso parole di elogio per uno che non è stato affatto esemplare nella sua vita, che ha dato pubblico scandalo e che ha dedicato la vita a lottare contro la vita degli altri. Le sue parole sono di pubblico scandalo, come lo è stata la vita politica di Pannella. E' vero, Pannella ha condotto anche battaglie condivisibili (e spero queste-insieme alla sua sconfinata simpatia per Papa Francesco- lo abbiano reso gradito a Dio che è anche misericordioso oltre che giusto e veritiero!)ma ciò non lo rende degno di parole così benigne e positive, glissando sulle battaglie a favore della cultura della morte che Pannella, insieme alla Bonino, ha condotto da sempre.
E' semplicemente scandaloso e fuorviante!
A quando i funerali in Chiesa?

giovedì 19 maggio 2016

Un richiamo che vale per oggi e per sempre!

Romani! La Chiesa di Cristo segue il cammino tracciatole dal Divin Redentore. Essa si sente eterna; sa che non potrà perire, che le più violente tempeste non varranno a sommergerla. Essa non mendica favori; le minacce e la disgrazia delle potestà terrene non la intimoriscono. Essa non s'immischia in questioni meramente politiche od economiche, nè si cura di disputare sulla utilità o il danno dell'una o dell'altra forma di governo. Sempre bramosa, per quanto da lei dipende, di aver pace con tutti (cfr. Rom. 12, 18), essa dà a Cesare ciò che gli compete secondo il diritto, ma non può tradire nè abbandonare ciò che è di Dio.
Ora è ben noto quel che lo Stato totalitario e antireligioso esige ed attende da lei come prezzo della sua tolleranza o del suo problematico riconoscimento. Esso, cioè, vorrebbe :
 
una Chiesa che tace, quando dovrebbe parlare;
 
una Chiesa che indebolisce la legge di Dio, adattandola al gusto dei voleri umani, quando dovrebbe altamente proclamarla e difenderla;

una Chiesa che si distacca dal fondamento inconcusso sul quale Cristo l'ha edificata, per adagiarsi comodamente sulla mobile sabbia delle opinioni del giorno o per abbandonarsi alla corrente che passa;
 
una Chiesa che non resiste alla oppressione delle coscienze e non tutela i legittimi diritti e le giuste libertà del popolo;

una Chiesa che con indecorosa servilità rimane chiusa fra le quattro mura del tempio, dimentica del divino mandato ricevuto da Cristo: Andate sui crocicchi delle strade (Matth. 22, 9); istruite tutte le genti (Matth. 28, 19).

Diletti figli e figlie! Eredi spirituali di una innumerevole legione di confessori e di martiri! È questa la Chiesa che voi venerate ed amate? Riconoscereste voi in una tale Chiesa i lineamenti del volto della vostra Madre? Potete voi immaginarvi un Successore del primo Pietro, che si pieghi a simili esigenze?

*Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII,
Decimo anno di Pontificato, 2 marzo 1948 - 1° marzo 1949, pp. 389 – 391 .
In occasione dell’arresto e del processo al Cardinale Mindzenty

mercoledì 18 maggio 2016

La Chiesa e la donna


E’ nato in questi giorni un nuovo sito di storia della Chiesa.
 
I primi approfondimenti tematici riguardano la Chiesa e la donna.
 
Il primo articolo, intitolato La Chiesa e la donna; la donna nelle altre religioni e culture, affronta la tematica in modo ricco, soffermandosi sul cambiamento portato dal cristianesimo, per quanto riguarda la concezione del matrimonio, della vedovanza, della sterilità femminile, dell’infanticidio femminile…
E’ l’articolo più lungo e completo.
 
Un altro articolo, più breve, è dedicato a Sant’Agostino, di cui si sente talora dire che fu “misogino”. In Sant'Agostino e le donne viene ricordato quanto il santo vescovo di Ippona fece per cambiare alcune ingiuste consuetudini della sua epoca, alla luce del Vangelo.
 
Nel terzo articolo Le grandi donne del Medioevo, il medievista Ludovico Gatto invita a “sfatare un luogo comune stantio e poco veritiero, e al contrario troppo largamente diffuso, secondo cui il Medioevo sarebbe l’epoca storica in cui la donna fu sempre svilita e oppressa”.
 
Nell' articolo, Le donne hanno l'anima? si affronta un altro luogo comune: dove ha origine l’assurda diceria secondo cui la Chiesa dei primi secoli avrebbe negato l’anima delle donne?
 
Altro articolo interessante è La caccia alle streghe. La storia oltre la leggenda altro luogo comune da sfatare prima di tutto per restituire al fenomeno l'esatta collocazione cronologica nella storia. 
 
Ed infine un articolo La liberazione sessuale: fu vera liberazione delle donne? si interroga sulla cosiddetta emancipazione femminile del 1968. A farlo sono soprattutto alcune ex femministe americane e italiane che affrontano il tema della sessualità, dell’aborto, della fecondazione artificiale.
 
Tratto da Libertà&Persona
 
Ecco il link del nuovo sito STORIA E CHIESA

martedì 17 maggio 2016

Cirinnà, un’unione poco civile

PUBBLICO IL PRIMO ARTICOLO DELLA NUOVA PIATTAFORMA A RETI UNIFICATE in cui l'avvocato Paolo Panucci delinea i limiti e le contraddizioni della legge sulle 'unioni civili':
"La legge Cirinnà-Renzi-Alfano indica quali siano i requisiti minimi per la formazione di un’unione civile: due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un'unione civile”. Siamo di fronte ad una rivoluzione sociale, antropologica e giuridica: la parificazione del matrimonio uomo-donna a unioni civili tra due persone dello stesso sesso, senza che siano neppure richiesti l’omosessualità o l’esistenza di legami affettivi (che, ovviamente, nessuno potrebbe accertare come realmente sussistenti).
Gli unici requisiti previsti sarebbero il medesimo sesso e la presenza di due persone soltanto: queste potrebbero ottenere tutti i benefici del matrimonio - in particolar modo quelli alla pensione di reversibilità o al subentro nel contratto di locazione, nel caso di decesso di uno dei due, o la partecipazione all'assegnazione delle case popolari - semplicemente dichiarando di voler formare un’unione.
 
E’ evidente che qualunque coppia dello stesso sesso (due preti, due studenti universitari fuori sede, due semplici amici), tranne le persone escluse anche dal matrimonio (ossia i parenti tra loro), potrebbe dichiarare di voler formare un’unione e ottenere tutti i benefici del matrimonio.
 
Ma sorge spontaneo chiedersi: perché solo due e non di più? Perché zii e nipoti dello stesso sesso, che magari cercano di sopravvivere aiutandosi a vicenda, non possono ottenere gli stessi benefici?
L’attuale divieto di nozze per zii e nipoti di sesso opposto è facilmente intuibile: essendo il matrimonio finalizzato alla procreazione, il veto mira ad evitare l’incesto e tutto quel che ne consegue.
Ma poiché le unioni civili di due persone dello stesso sesso non sono e non possono essere finalizzate alla procreazione (poiché per loro natura non possono generare figli senza ricorrere a terze persone di sesso opposto) perché discriminare ingiustamente i parenti o le unioni poliamorose?

In realtà, le vere domande sono a monte: perché due persone dello stesso sesso che si amano non possono sposarsi? Perché la Costituzione tutela la famiglia fondata sul matrimonio uomo-donna e non altre unioni?
Art. 29: La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Vi è una chiara correlazione tra famiglia e matrimonio, laddove la prima è identificata nella “società naturale” esistente sin dalla preistoria, composta da un uomo e una donna che, insieme, possono generare figli. Non si riconosce e tutela qualsiasi tipo di unione ma solo la famiglia fondata sul matrimonio uomo-donna per la sua caratteristica peculiare di poter generare i figli, perché questi sono fondamentali non solo per la coppia ma per tutta la collettività. Essi, infatti, assicurano il ricambio generazionale. Immaginiamo una società senza bambini: quante insegnanti, pediatri, educatori, assistenti sociali, editori etc. etc. sarebbero senza lavoro!
Il matrimonio uomo-donna è promosso e tutelato perché non si riduce ad una questione privata tra due persone ma coinvolge altri: i figli e la collettività intera.
 
La Costituzione, quindi, non tutela affatto gli eterosessuali in quanto tali: il legislatore fotografa una situazione, la famiglia composta da un uomo e una donna capaci, insieme, di generare figli, e la ritiene preziosa per la collettività proprio per la sua capacità intrinseca a procreare e ad assicurare il ricambio generazionale.
 
Che sia la funzione procreativa il motivo per cui viene tutelato in modo speciale l’unione uomo-donna lo si ricava dal termine stesso matrimonio che ha la sua radice nell’unione dei termini mater, madre (colei che genera) e munus (“dovere”, “funzione”, letteralmente dovere di essere madre) e da altre norme costituzionali: l’art. 31 agevola le famiglie con tanti figli e, soprattutto, “protegge la maternità”.
 
Nella Costituzione, quindi, è riconosciuta espressamente la particolare importanza del ruolo della mamma: non si tutela la donna in sé ma “la maternità”, ossia la funzione generatrice e allevatrice di figli: è, quindi, la maternità il vero bene per l’intera collettività, che non si limita al fatto di mettere al mondo i figli ma comprende anche il loro accudimento.
 
Altre norme ancora (artt. 30 e 36) confermano l’indissolubile rapporto tra genitori – cioè che generano – e figli ed il fatto che è la famiglia – e non i suoi singoli componenti – a trovare un suo riconoscimento specifico.
 
La famiglia fondata sul matrimonio, quindi, è un soggetto diverso dalla mera unione di due eterosessuali.
E’ un qualcosa di più che la Costituzione tutela in modo speciale perché coinvolge tutti.
 
Non vi è, quindi, alcuna discriminazione ingiusta nel trattare in modo diverso le unioni di persone di sesso diverso, rispetto a quelle dello stesso sesso: si tratta di situazioni completamente differenti. Al contrario, trattarle in modo simile significherebbe discriminare in modo ingiusto le prime a vantaggio delle seconde.

Non è poi vero che il riconoscimento delle unioni civili non toglierebbe nulla alle famiglie naturali: il testo di legge fa capire bene che, quando si riconosce un diritto a qualcuno, automaticamente si fa sorgere un dovere in capo ad un altro. In esso, infatti, si stabiliscono i costi che tutti i cittadini dovrebbero accollarsi per le pensioni di reversibilità ai superstiti delle unioni: dai 3,7 milioni per l’anno corrente, sino ai 16 milioni per il 2025, espressamente sottratti al fondo previsto per lo sviluppo del Paese, con sacrificio, quindi, della crescita dell’Italia e dell’occupazione dei giovani. E’ questo che la maggioranza degli italiani vuole?

Infine, nella legge sulle unioni civili la stepchild adoption è stata superata dal rinvio alla disciplina sull'adozione: è vero che la legge sulle adozioni non permetterebbe ad una coppia omo di adottare, ma la recente giurisprudenza, più volte, ha già permesso ai conviventi gay di adottare. Ergo il coniuge omo potrà adottare non solo il figlio del compagno ma qualsiasi altro minore.
Del resto la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già chiarito che gli Stati sono sì liberi di decidere se introdurre, o meno, discipline che riconoscano le unioni omosessuali ma, ove lo facessero, esse dovrebbero essere in tutto e per tutto identiche al matrimonio eterosessuale, adozioni comprese. Ma è questo che gli italiani vogliono davvero?"
(Articolo a firma di Paolo Panucci, Avvocato, Consigliere Unione Giuristi Cattolici Italiani)
 
Tratto da QUI

 
 

venerdì 13 maggio 2016

A reti unificate

 
Da ieri 12 maggio 2016 è nato un nuovo sito: 'A reti unificate'.
Quando è in pericolo la vita, la famiglia, la libertà, l’educazione, la religione, il bene comune, la piattaforma A RETI UNIFICATE
chiama a raccolta chi tra i media vuole intervenire nel dibattito per incoraggiare, spronare, denunciare, avvertire e far riflettere i lettori al fine di innescare nell’opinione pubblica una sana reazione a catena.È una piattaforma che rappresenta una aggregazione libera di testate e siti che contano così di dare più forza e incisività alle proprie ragioni.
La prima uscita di A reti unificate mette sotto la lente di ingrandimento il disegno di legge sulle unioni civili. 

da domani (13 maggio) pubblicheranno in contemporanea contributi e riflessioni di diversi autori per evidenziare contraddizioni ed aspetti iniqui di una legge che mina alla radice l’istituto del matrimonio e non farà il bene dei bambini.
Questo il calendario degli articoli:

 
  • Venerdì 13 maggio: Paolo Panucci, Avvocato, Consigliere Unione Giuristi Cattolici Italiani.
    Cirinnà, un’unione poco civile
  • Lunedì 16 maggio: Stephan Kampowski, Professore ordinario di Antropologia Filosofica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.
    Il matrimonio: un affare soltanto privato?
  • Mercoledì 18 maggio: Tommaso Scandroglio, Docente di Etica e bioetica presso l’Università Europea di Roma.
    Da oggi l’omosessualità è un bene giuridico
  • Venerdì 20 maggio: Stefano Fontana, Direttore dell'Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa.
    Le Unioni civili stringono all’angolo la libertà religiosa
  • Lunedì 23 maggio: Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta.
    Dopo la Cirinnà. Che fare?
 
 

mercoledì 11 maggio 2016

Henry A. F. Kamen

E' un accademico inglese, autore di moltissimi libri, profondo conoscitore dell'Inquisizione e del 'Siglo de Oro' spagnoli, tanto da essere considerato un'autorità in questo campo anche in Spagna. Oggi vive tra gli Stati Uniti e la Spagna, apprezzato opinionista de 'El Mundo' di Madrid. Il suo primo libro, edito nel 1965, 'The Spanish Inquisition', dedicato appunto all'Inquisizione spagnola, descritta secondo i canoni della 'leggenda nera', diventa un classico, fortemente influenzato dal metodo sociologico francese e dalla formazione marxisteggiante dello stesso autore. In esso l'Inquisizione Spagnola viene descritta nel modo tipico come la manualistica scolastica e corrente ci ha abituati: torture, abusi, menzogne, ferocia, nefandezze, crudeltà, sadismo dei giudici. Il libro in Italia venne pubblicato da Feltrinelli nel 1966. Sono passati cinquant'anni da allora e Kamen quel libro lo ha sconfessato e riscritto per ben quattro volte! Ogni volta riveduto e corretto. Come mai? Semplicemente perché, in origine si era sbagliato, confessando pubblicamente di aver fatto cattivo uso dei documenti e che la sua coscienza di studioso lo spingeva, per onestà intellettuale, ad un uso oggettivo dei fatti, senza farsi influenzare dalle mode e dalla soggettività. Ne esce un volume che rende giustizia ai fatti -ridimensionati nella loro veridicità- scevro da inquinamenti ideologici e ricco di documentazione storica. Purtroppo non è possibile leggerlo in italiano. Nessuna casa editrice ne ha mai pubblicato le nuove edizioni; l'ultima è uscita a maggio 2014 in lingua inglese, dal titolo 'The Spanish Inquisition: An Historical revision' (Yale University Press). 
Certa ideologia contro la Chiesa Cattolica, purtroppo in Italia, è dura da eradicare e sopravvive anche contro ogni evidenza. Sarebbe bene prendere esempio dall'onestà del Prof. Kamen. Non è mai troppo tardi per servire la verità.       

martedì 10 maggio 2016

Il rischio di banalizzare la misericordia di Dio


«Al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santità e la giustizia; se si nascondono questi attributi di Dio e non si prende sul serio la realtà del peccato, non si può nemmeno mediare alle persone la sua misericordia».
(Card. Müller Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede) 

giovedì 5 maggio 2016

Eccezioni alla regola

In questo passo dell'enciclica 'Veritatis Splendor' del Santo Papa Giovanni Paolo II vi è la preoccupazione del Sommo Custode della Fede per le situazioni di disobbedienza al Magistero in cui si ritiene opportuno e legittimo, a seconda del caso, contraddire la regola generale per legittimare ciò che la legge morale definisce essere invece contro la Parola del Signore e delle Sue Leggi. Purtroppo l'esortazione post-sinodale del Santo Padre Francesco 'Amoris Laetitia' contiene una simile 'ermeneutica' creatrice che di fatto porta delle innovazioni pastorali in disaccordo con il Magistero della Chiesa. Questo in particolar modo per quanto riguarda la comunione ai divorziati cattolici che si sono risposati civilmente e non hanno ottenuto l'annullamento del precedente matrimonio cattolico.
 
Ecco il brano:  
"Per giustificare simili posizioni, alcuni hanno proposto una sorta di duplice statuto della verità morale. Oltre al livello dottrinale e astratto, occorrerebbe riconoscere l'originalità di una certa considerazione esistenziale più concreta.
Questa, tenendo conto delle circostanze e della situazione, potrebbe legittimamente fondare delle eccezioni alla regola generale e permettere così di compiere praticamente, con buona coscienza, ciò che è qualificato come intrinsecamente cattivo dalla legge morale.
In tal modo si instaura in alcuni casi una separazione, o anche un'opposizione, tra la dottrina del precetto valido in generale e la norma della singola coscienza, che deciderebbe di fatto, in ultima istanza, del bene e del male.
Su questa base si pretende di fondare la legittimità di soluzioni cosiddette «pastorali» contrarie agli insegnamenti del Magistero e di giustificare un'ermeneutica «creatrice», secondo la quale la coscienza morale non sarebbe affatto obbligata, in tutti i casi, da un precetto negativo particolare".
(San Giovanni Paolo II - 'Veritatis splendor' 56)