La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




venerdì 20 maggio 2016

Un periferico operatore d' iniquità/ 2

Lo sgomento suscitato dalle dichiarazioni di Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, sulla persona e l'attività del defunto Marco Pannella, continuano (Il primo post scritto da me si trova qui):
 
 
« [...] Donde, tanta stima e simpatia? Mi interrogo sulla vita e le battaglie di Pannella e lo trovo impegnato:
1)legalizzazione delle droghe (cioè della morte)
2)legalizzazione del divorzio (che ha segnato la morte, o quasi, della famiglia). In questo campo il suo più grande avversario, in Italia, fu padre Riccardo Lombardi, detto il microfono di Dio, zio del padre Federico Lombardi che vorrebbe la santificazione di Pannella
3) legalizzazione e liberalizzazione dell’aborto (cioè della morte, violenta dei bambini)
4)incriminazione di Benedetto XVI per “copertura dei pedofili” (battaglia che la sua radio radicale ha combattuto per alcuni anni)
5)matrimoni gay
6)riduzione della popolazione mondiale a due miliardi, tramite diffusione di contraccettivi, aborto, eutanasia…

7) legalizzazione dell’eutanasia

Si può aggiungere che: ha portato in parlamento Toni Negri, l’attrice porno Cicciolina, il terrorista e  omicida Sergio D’Elia…

Nessuna di queste battaglie mi trova, come cattolico e come creatura umana e razionale, favorevole. Sono battaglie di morte [...]».
 
«[...] Queste dichiarazioni sono intollerabili; non solo suonano come offesa alla Verità, ossia a Nostro Signore, di cui il defunto Pannella fu acerrimo nemico, ma sono anche un chiaro segnale di un inquinamento diabolico che ormai offusca le menti dei più alti gradi della gerarchia.
Perché non tacere, di fronte alla morte di un nemico della Fede? E se proprio se ne voleva parlare, si sarebbero dovute enfatizzare, per l’edificazione del popolo cristiano, le gravissime colpe, come exempla ad vitandum.

Niente di tutto ciò. Pannella ha lasciato “un’eredità umana e spirituale importante”. Era un nemico di Dio? Ma che importa. Era, ci tiene a sottolinearlo Padre Lombardi, un grande ammiratore di Bergoglio. Ammirazione del resto reciproca.

È fin troppo chiaro: qui non parla la Chiesa di Cristo. Parla la chiesa di Bergoglio.

A questo punto, se la Santa Sede ha un minimo di coerenza, le chiediamo di lanciare un’azione di solidarietà, o almeno una telefonata, per il sig. Salvatore Riina, che alla sua tarda età e con la salute malferma sta scontando diversi ergastoli. Salvatore Riina, meglio noto come “Totò”, ha sulla coscienza all’incirca 200 omicidi. Quanti milioni di omicidi ha causato la diabolica legge 194, così strenuamente voluta da Marco Pannella? Insomma, Riina è un dilettante, confrontato al defunto di oggi. Meriterebbe più attenzione e “misericordia”.

Suvvia, Padre Lombardi, sia gentile. Chieda al suo principale che faccia almeno una telefonata a Totò. Non siamo tutti “Figli di Dio”?».
 
«[...] Premesso che - ovviamente - a ogni essere umano che muoia è dovuta la "pietas" e - da noi cristiani - è giusto aspettarsi anche la preghiera, c'era proprio bisogno di un commento del "portavoce del papa" e di un commento così fatto?
Non si dovrebbe osservare la saggia regola del silenzio (orante) almeno davanti alla morte, o almeno una certa sobrietà?
In Vaticano - al tempo dello spettacolo bergogliano - sono così tarantolati dallo stare sui media che non resistono alla tentazione di mettersi davanti ai microfoni nemmeno se si tratta della morte? […]
L'omaggio del Vaticano a Pannella è - a ben vedere - un omaggio allo spirito del tempo, un omaggio al mondo e alla mondanità. E la ragione è evidente. Dice Lombardi che Pannella aveva "una grandissima ammirazione" per papa Bergoglio […]
A questo punto (quantomeno per la chiarezza) viene quasi da preferire Pannella, avversario dichiarato della Chiesa, a questi clericali che non hanno il coraggio della verità...
Viene da preferire l'ostilità di un nemico esplicito come Pannella, che ha combattuto la sua devastante battaglia laicista a viso aperto, al clericalismo bergogliano che demolisce la Chiesa dall'interno dando a intendere che vuole modernizzarla; è più pernicioso il secondo!
Il Pannella che aveva l'orgoglio di quella sua terribile ideologia anticattolica, quantomeno non era un “tiepido” come quei cattolici che si vergognano della propria fede e alla fine si vergognano di Cristo».
www.iltimone

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