La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




giovedì 2 giugno 2016

Restyling post-conciliare della Chiesa / Il 'gradualismo'

 
Ciò che nel Vaticano II era ancora embrionale, è invece dilagato nel post-concilio. Parliamo qui dell’uso improprio del gradualismo, una terza forma di distorsione, che consiste nel voler applicare ad una realtà che ha un numero finito di alternative un metro di valutazione a spettro continuo.
Alla distinzione tra Chiesa Cattolica e confessioni scismatiche/ereticali – per cui o si era nella Chiesa oppure al di fuori – è stato sostituito il concetto di comunione non piena, imperfetta, aprendo così lo spazio a vari gradi di comunione e creando dal nulla (potenza del linguaggio) le chiese sorelle, ovviamente in cammino verso la piena comunione (....).
Dalla distinzione peccato mortale–peccato veniale, accantonato il primo tra gli arnesi inservibili, si è passati a parlare di ideale e di situazioni che ancora non lo rappresentano completamente. Salta così anche l’antipatica dicotomia salvezza-dannazione (ma la Passione di Gesù Cristo a che è servita allora?) e –di conseguenza– i relativi luoghi di gioia o disperazione eterna.
Il gradualismo apre la porta al relativismo esplicito; infatti “una vera tolleranza religiosa può sussistere solo superando la distinzione mosaica tra vera e falsa religione”, viene sfrontatamente affermato dalle colonne del quotidiano vaticano (Marco Vannini, “L’Osservatore Romano” 26 aprile).
Il gradualismo si oppone ai concetti chiari e distinti, in particolare ai comandamenti divini, che rimangono norme sullo sfondo mai applicabili in modo netto. Così, se il matrimonio sacramentale rimane l’ideale delle persone sposate, le altre unioni ne differiscono solo in grado, godendo ognuna di una più o meno grande pienezza, in ognuna essendo riscontrabili elementi di bene.
 
(Oreste Sartore)
 
Tratto da Qui

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