La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




sabato 4 giugno 2016

Restyling post-conciliare della Chiesa / Il linguaggio ecumenicamente corretto

In ossequio al buonismo di matrice onusiana, coloro che vogliono entrare in Italia sono automaticamente profughi e da immigrati sono stati elevati dalla Caritas alla condizione di migranti (parola ormai avvolta da un’aura sacrale). Per cui l’“accoglienza” è doverosa (vitto, alloggio, denaro per piccole spese e pagamento RCA auto) coi soldi dello Stato e della Chiesa (cioè nostri).
Allo scopo di mantenere desta l’attenzione sui temi cari ai rivoluzionari vi sono parole-mantra dell’armamentario modernista, che vengono ripetute all’infinito dai teologi e dai prelati. Spiccano in particolare: scrutare i segni dei tempi, per un cristianesimo profetico, lo spirito soffia dove vuole.

L’invito a sciogliersi dai lacci della dottrina è favorito dai primati assegnati al “dialogo”, (anche a discapito della Verità) e all’esperienza (via soggettiva e sentimentalistica alla Deitas).
Ad aumentare la caligine contribuiscono poi i “vocaboli totem” dalla forte valenza unitiva di cui il mondo si adorna: pace, amore, libertà, fratello sono state infatti semanticamente svuotate del loro significato cristiano, rinchiuse in un limbo lessicale e quindi strumentalizzabili da chi vuol instradare le masse verso il Nuovo Ordine Mondiale. (....)
Quanto esposto dà conto anche del perché documenti, conferenze, esortazioni, omelie del clero odierno siano caratterizzati da una verbosità straripante.(....) Perfino preghiere, Rosari, Litanie e Via Crucis seguono l’onda con l’aggiunta di espressioni pleonastiche. Ed è giocoforza se tu vuoi basare la Via Crucis –come è accaduto– sui testi di un cantautore di orientamento gnostico come de André.
Il profluvio di parole e l’ambiguità dei testi servono anche a ridurre l’impatto delle tesi rivoluzionarie, coperte dalle attenuazioni e divagazioni.(....)La furia che incita a portare a compimento il più presto possibile il ribaltamento dottrinale induce a scrivere senza ritegno cose tra loro in contraddizione, in modo che dei due corni del dilemma ognuno possa scegliere quello che meglio gli si confà.
 
(Oreste Sartore)
 Tratto da Qui

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