La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 25 ottobre 2016

Ennio De Giorgi

Il Professor Ennio De Giorgi nasce a Lecce l'8 febbraio del 1928. Studierà a Roma dove si laurea in matematica nel 1950. Otto anni dopo, come vincitore di una cattedra di Analisi Matematica si trasferisce all'Università di Messina, ma dopo un anno viene chiamato a insegnare presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, città dove resterà fino alla morte avvenuta il 25 ottobre del 1996.
Il suo nome divenne noto nel mondo scientifico quando, nel 1957, risolse il 19° problema di Hilbert, problema alla cui soluzione si erano dedicati per oltre mezzo secolo numerosi studiosi di matematica. Purtroppo non ebbe la fortuna di vedersi riconosciuto, alla sua epoca, questo merito, che andò invece a John Nash, il celebre protagonista del film A Beautiful Mind. Però Nash, in più occasioni, ebbe modo di tributare a De Giorgi il merito di averlo preceduto nella scoperta ed in particolare, nel 1994 durante il ritiro del Premio Nobel per l’economia, ebbe a citare pubblicamente il matematico italiano, dichiarando: “Ha raggiunto la vetta prima di me”.
Nash e De Giorgi sono oggi uniti da un teorema che prende il loro nome: il Teorema di De Giorgi-Nash.
 
De Giorgi nella sua lunga carriera ha dato contributi fondamentali nel campo delle equazioni, delle derivate parziali, nella teoria geometrica della misura, nel calcolo delle variazioni, senza trascurare i fondamenti della matematica e della logica.
 
Oltre che un grande matematico è stato anche un uomo di rara umanità e impegno civile. Grande la sua disponibilità nei confronti di chiunque avesse bisogno dei suoi consigli, del suo tempo ed anche del suo denaro. Sostenitore della responsabilità degli uomini di cultura nel promuovere l'amicizia e la comprensione tra i popoli, e nel prevenire le guerre, si spese, tra le altre cose, per la difesa degli scienziati perseguitati dai regimi comunisti. Scienziato dalla fede profonda, rifletté molto sul rapporto tra scienza e fede.
Quanto alla matematica e alla scienza, De Giorgi ci ha lasciato molti pensieri profondi.
 
Uno su tutti:
“La scienza interroga il mondo, cerca le risposte. Ma nessuna scienza potrà mai svelare il senso ultimo dell’esistenza. L’abisso è nero, è profondo. Come Socrate, come Salomone, possiamo solo ammettere di sapere di non sapere. Ma ecco che dall’oscuro giunge insperato un raggio di speranza: la consapevolezza della nostra ignoranza è il presupposto di una visione più profonda, per una conoscenza vera. E la conoscenza vera non è nella scienza. Cieca è la scienza perchè non sa il suo scopo. L’unica vera conoscenza è in Dio. L’unica vera conoscenza è nella Sapienza immensa che era con Dio, quando Dio creò il mondo“.
 
Tratto da qui

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