La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 31 gennaio 2017

L'inverno su tela

L'inverno, in alcune parti del mondo, quando non provoca disastri e grande dolore, porta con sé qualcosa di misterioso e di speciale che risveglia in noi il desiderio di entrare in intimo contatto con il 'bello' autentico ed immutabile, al cui richiamo non possiamo resistere. Le corde più segrete si risvegliano in noi e vibrano in sintonia col mistero della vita che ci circonda. Se lasciamo che il suono della bellezza risuoni in noi, saremo in grado di ascoltare, di contemplare, di ricordare, ciò che realmente siamo e perché esistiamo: parte di un unico e grande progetto d'amore voluto da Dio per renderci felici e grati qui in terra e poi per tutta l'eternità.
 
Evghenij Lushpin
 
Lynn Bywaters
 
Anne Yvonne Gilbert
 
Bryce Cameron Liston
 
Viktor Mordason
 
Vanesa Bowman
 
Robert Duncan
 
Sarah Bowman
 
Catherine Simpson
 
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 23 gennaio 2017

Incredibile, ma vero!

 
L’uomo simbolo del controllo delle nascite arriva per dare lezione in Vaticano su come salvare il pianeta sacrificando gli uomini.
 
Sembra incredibile ma è così. Stiamo parlando di Paul R. Ehrlich, il biologo americano che divenne famoso nel 1968 con il libro “The Population Bomb”, 'La bomba demografica'. Fu quello l’inizio di una fortunata (per gli autori) stagione di letteratura eco-catastrofista, in cui il vero obiettivo era l’uomo.

Incutendo il terrore di una esplosione demografica incontrollata, Ehrlich e quanti lo hanno seguito hanno spinto singoli governi e organizzazioni internazionali ad adottare misure drastiche di controllo della popolazione: sterilizzazione e aborto forzati sono diventati da allora normali nei Paesi in via di sviluppo. Quattrocento milioni, tanto per fare un esempio, sono i bambini non nati in Cina grazie ai suggerimenti di Ehrlich e soci e decine di milioni sono le bambine vittime di aborti selettivi (dovendo scegliere, in Cina ma anche in India e altri Paesi, per motivi culturali ed economici le famiglie preferiscono un maschio).
Se ci fosse giustizia, il dottor Ehrlich dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità e invece 39 anni dopo riceve anche l’onore di entrare in pompa magna in Vaticano, invitato dalle Pontificie Accademie di Scienze e Scienze sociali guidate da monsignor Marcelo Sanchez Sorondo. L’occasione è un simposio sull’estinzione biologica: «Come salvare il mondo naturale da cui dipendiamo» è il titolo, e si svolgerà dal 27 febbraio al 1° marzo.

(....) cosa avrà mai da dirci di così interessante un Ehrlich che ha sbagliato tutte le previsioni fatte allora con tanta sicumera? «La battaglia per sfamare tutta l’umanità è definitivamente persa»: così iniziava il libro “The Population Bomb”, e prevedeva dieci milioni di morti di fame ogni anno negli Stati Uniti già a partire dagli anni ’70 del XX secolo e centinaia di milioni sarebbero dovuti essere quelli in Cina e in India, a causa dell’esplosione demografica. Allora la popolazione mondiale era di circa 3 miliardi; ebbene, dopo quasi 40 anni la popolazione è più che raddoppiata e non solo quelle profezie non si sono avverate, ma anche la popolazione malnutrita e denutrita è diminuita sia in termini assoluti che percentuali.
Un ciarlatano dunque, ma per le Pontificie Accademie di cui sopra è uno scienziato che può dare un contributo importante alla salvezza del pianeta, che ormai sembra essere la preoccupazione principale dalle parti del vaticano. Giusto dunque – come chiede una petizione lanciata negli Stati Uniti – esigere che la Santa Sede ritiri l’invito a questo sinistro personaggio.
 
Bisogna però riconoscere che il vero problema non è la presenza di Ehrlich: egli giustamente entra nel mirino per la sua notorietà e per l’essere il simbolo di certe battaglie per eliminare gli uomini dalla faccia della terra. Ma il vero problema è nel simposio in sé, nel suo approccio ai problemi del Creato: tanto che gli altri relatori sono tutti – chi più chi meno – sulla stessa linea di Ehrlich. Alcuni sono anche famosi oltre l’ambiente accademico, come Mathis Wackernagel, inventore insieme a William Rees dell’impronta ecologica (Ecological Footprint), un tentativo di fondare scientificamente la dannosità dell’uomo per la Terra.
 
Ebbene, dalle pubblicazioni del Global Footprint Network di Wackernagel sono presi molti dei dati che le Pontificie Accademie presentano nell’introduzione al Simposio, tutto all’insegna dell’eco-catastrofismo. E tra i relatori non poteva certo mancare anche John Bongaarts, vice-presidente del Population Council, un organismo fondato nei primi anni ’50 dai Rockefeller proprio per promuovere il controllo delle nascite. Bongaarts ovviamente svolgerà una relazione sullo stato della popolazione e prospettive future.
(....)È bene però aver presente che il Simposio su «come salvare il mondo naturale» e la presenza di Paul Ehrlich e compagnia non sono un fulmine a ciel sereno. È invece l’esito di un cammino iniziato da tempo in Vaticano e che vede tra i protagonisti il già citato monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, argentino, e il cardinale ghanese Peter Turkson, già presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e ora confermato alla testa del nuovo super-dicastero per il “Servizio dello sviluppo umano integrale” che raggruppa Giustizia e Pace, Cor Unum e migranti. 
 
Mettendo in primo piano la cosiddetta emergenza ambientale e facendo proprio il concetto di “sviluppo sostenibile”, si arriva inevitabilmente a considerare l’uomo un pericoloso ospite del pianeta, rovesciando l’antropologia cristiana. È così che, malgrado le dichiarazioni contrarie nell’enciclica Laudato Sì, sul controllo delle nascite si diventa prima possibilisti a certe condizioni, poi ci si astiene dall’intervenire sull’argomento, infine si diventa aperti sostenitori. 
Già poco meno di due anni fa, nell’aprile 2015, scrivevamo che «la Chiesa si prepara ad accettare il controllo delle nascite», in occasione di un altro convegno dedicato al tema dei cambiamenti climatici. Anche lì presentazione del tema e relatori, tra cui l’economista dell’Onu e teorico dello sviluppo sostenibile Jeffrey Sachs, lasciavano chiaramente intendere la strada intrapresa in Vaticano. Poi vennero nel dicembre 2015 le dichiarazioni choccanti del cardinale Turkson che in una intervista alla BBC parlò apertamente della bontà del controllo delle nascite, seppure con metodi naturali (un po’ di moralismo non si può proprio evitare).

L’enciclica 'Laudato Sì', pur riconfermando tanto del magistero precedente, faceva proprio per la prima volta il concetto di “sviluppo sostenibile” che, nella sua teorizzazione, vede un rapporto conflittuale tra popolazione da una parte e sviluppo e ambiente dall’altra.
Il grande spazio dato al tema dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo, inoltre, ha dato altre armi a chi già da tempo sta spingendo la Chiesa verso posizioni eco-catastrofiste e antinataliste. Ora questo nuovo convegno in Vaticano, Ehrlich o non Ehrlich, segnerà un altro passaggio importante verso la penetrazione nella Chiesa dell’ideologia neo-malthusiana, che ha come esito il sostegno a politiche di controllo delle nascite.
 
Articolo di Riccardo Cascioli apparso il 17.01.2017 su LaNuovaBussolaQuotidiana

lunedì 16 gennaio 2017

Il degrado di Roma-San Pietro /2

 
San Callisto-Trastevere
La carità e l’assistenza che ne consegue, quella che da sempre si fa all’interno della Chiesa già prima del 13 marzo 2013, richiede anche luoghi e spazi idonei.
 
Che certi spazi monumentali di alto interesse storico e artistico divengano dormitori e pisciatòri per barboni,(QUI il servizio fotografico)o luoghi presi d’assalto da questuanti di etnia rom che molestano pellegrini e visitatori come le mosche della casba di Algeri attaccate sulle carni messe a essiccare appese ai soffitti dei negozi, è una profonda mancanza di rispetto e una ferita grave inferta a tutte le espressioni di fede autentica e profonda impresse nelle pietre e nei marmi secolari delle nostre opere d’arte.
 
Opere nate non solo dall’ingegno umano, ma soprattutto dalla fede, perché persino artisti dalle condotte di vita spesso dissoluta, hanno prodotto opere artistiche e architettoniche del patrimonio della Chiesa con autentica fede e devozione.
 
Non riuscire a cogliere nel bello e nell’arte un’espressione di fede autentica in Cristo, ma riuscire a vedere solo l’espressione della fede nelle villas de las miserias, sino a trasformare i dintorni di San Pietro in una via di mezzo tra un pisciatòrio e un centro di accattonaggio, vuol dire avere una fede immatura e infantile, a prescindere dall’età dell’immaturo, che potrebbe essere un ragazzo di vent’anni come un anziano di ottant’anni.
 
Ma soprattutto, fare questo, denota un odio intimo, più o meno inconscio, per Roma e la romanità.
 
Nessuno di noi, infatti, ha memoria d’aver mai visto prima d’oggi escrementi umani in Via della Conciliazione; né si ha memoria d’essere stati costretti a muoversi a zigzag in Borgo Santo Spirito, alla sinistra del colonnato del Bernini, con gli occhi fissi a terra, per evitare di calpestare escrementi umani.
 
 
La prima parte QUI

Il degrado di Roma-San Pietro/1

 
Città del Vaticano -
La mattina, non appena spunta l’alba, attorno a San Pietro negozianti e portieri si danno da fare consumando taniche di acqua e varechina per togliere dall’ingresso di tanti androni i residui del bivacco notturno di barboni e vagabondi. Cumuli di cartoni usati per coprirsi ma anche scarti maleodoranti abbandonati, per non parlare degli angoli più riparati che vengono utilizzati come bagni pubblici. Alle prime luci dell’alba una delle zone più turistiche e belle di Roma, a due passi dal Colonnato, si scopre essere un ricettacolo di umanità in fuga da se stessa. Disperati, barboni, stranieri arrivati chissà come, alcuni con evidenti problemi mentali. Capita poi che  primi gruppi di pellegrini in fila su via della Conciliazione per arrivare alla Porta Santa, poco prima della Sala Stampa, sotto ai propilei di marmo dove hanno nottetempo bivaccato decine di emarginati, si trovano ad osservare qualcuno che fa pipì all’aperto come se niente fosse o ancora, sono costretti a scavalcare sul marciapiede degli escrementi.
I portieri degli stabili, gli impiegati degli uffici, i venditori ambulanti sono muti testimoni di un degrado che pare irreversibile. Le taniche di acqua e varechina servono ad impedire che il fetore possa espandersi oltre il respirabile. Ogni tanto c’è anche qualcuno che chiama l’Ama per chiedere una pulizia più energica sul marciapiede, specie quando la situazione rischia di sfuggire dal controllo. Vigili Urbani e poliziotti, nonostante siano presenti in grande abbondanza in via della Conciliazione, sembrano non vedere certi eccessi. Cosicché il giorno successivo tutto comincia da capo. Varechina, spazzoloni e acqua per portare via le deiezioni degli ospiti notturni. In molti si chiedono perché questi emarginati non si rifugino nelle strutture permanenti che sono state aperte appositamente da Papa Francesco per loro. La barberia, la doccia, i bagni, l’ostello, la mensa. Aree dove potrebbero trovare sostegno (anche medico) e supporto ma che alcuni barboni evidentemente preferiscono evitare.
 
di Franca Giansoldati
 Giovedì 10 Novembre 2016
 La seconda parte QUI

lunedì 2 gennaio 2017

Un nuovo anno

Tutti uguali e tutti diversi. Gli anni della vita procedono ineluttabili nel giro della terra e degli astri, puntuali come un orologio di precisione. Producono fatti, lanciano nomi, modificano sistemi, cambiano persone. Il tempo è dunque una ruota fatale che ci trascina e ci sgretola nell’ingranaggio? Dove sta il principio del meccanismo, la cabina di comando?
In superficie, vediamo muoversi uomini e donne, per strade e case, botteghe e luoghi di lavoro. Al di sotto, i giri dell’economia, gli intrecci della burocrazia, le manovre della politica. Più in profondità, si suppone esista qualcosa o qualcuno più misterioso, qualificato come il grande manovratore, il segreto capitano di vascello che non scende mai in coperta. Secondo gli antichi, esiste il Fatum, il destino cieco che sballotta a caso le navi in navigazione in uno spazio troppo ristretto.
 
Dal primo Natale, da quando il Verbo – senza del quale nulla è stato fatto di ciò che esiste – è diventato carne e venne ad abitare in mezzo a noi - il punto dell’attrattiva finale e conclusiva cammina con noi, sostiene e rianima cuore ed energie. Ha domandato il grembo e il cuore di una Madre, s’è appoggiato all’amicizia di uomini e donne. Il suo calendario, fatto di Santi, comincia con il nome della Madre dell’Uomo nuovo.
 
Angelo Busetto)qui