La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




martedì 28 febbraio 2017

La tirannia a Cuba

La morte del dittatore comunista cubano Fidel Castro avvenuta il 25 novembre 2016, ha lasciato, dopo quasi sessant'anni di regime dittatoriale crudele, un Paese disastrato sia economicamente che moralmente. Le cifre sono agghiaccianti: quindicimila oppositori politici uccisi, campi di concentramento e torture, strutture sanitarie fatiscenti, un sistema scolastico fortemente orientato all'indottrinamento dell'ideologia marxista, censura, spionaggio, delazione, persecuzione alla Chiesa Cattolica. Il dato più sconcertate è che Cuba conta uno tra i più alti tassi di aborto al mondo che è gratuito e disponibile su richiesta. Stando ai dati del 2013 il numero di adolescenti che abortisce è tre volte quello di quante decidono di portare a termine la gravidanza.
La mentalità abortista è patrimonio comune anche a causa dei programmi di 'educazione sessuale' imposti nella scuola di regime. Di fatto l'aborto è usato come mezzo per il controllo delle nascite. In questo scenario sociale e politico devastato dal comunismo, difendere il diritto alla vita può essere un'attività molto pericolosa. Oscar Elias Biscet è un medico cubano dissidente che denuncia le atrocità dell'aborto a Cuba. Racconta che quando il farmaco abortivo non funziona i bambini nascono vivi ed allora vengono uccisi per soffocamento, per dissanguamento recidendo il cordone ombelicale, affogati nell'acqua o semplicemente abbandonandoli senza assistenza, spesso mentendo alla madre dicendo che il bambino è nato morto.
Il dottor Biscet ha svolto personalmente le sue indagini ed ha denunciato i terribili infanticidi che si commettono negli ospedali cubani, ma questo lo ha portato a subire il duro carcere due volte e per quasi dodici anni. L'ultima volta è rimasto in carcere dal 2002 al 2011. Ha subito torture ma fortunatamente è riuscito a sopravvivere. 
 
Ora è sorvegliato dalla polizia, nonostante abbia 'pagato' il suo ingiusto debito allo Stato tiranno, che dalle mani di Fidel è passato a quelle del suo degno successore Raul, suo fratello. 
 
 (Dal bollettino 'Generazione Voglio Vivere' nr.48, febbraio 2017)  

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