La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




venerdì 12 settembre 2014

Dell' Amor la forma /5



DELL'AMOR LA FORMA
 
Sono rimasta affascinata da queste parole e non ho mai smesso di pensarci, cercare di coglierne tutte le sfumature, anche le più nascoste ed improbabili, per capirla al meglio. Lo spunto per la continua riflessione me l'ha dato proprio il film "SHREK" (ne ho parlato qui per anticipare questa mia riflessione). In seguito mi sono imbattuta per caso nella frase di san Gregorio di Nissa (qui)ed il cerchio si è chiuso. 
Il sacro ed il profano sono sempre alla ricerca del bello, del vero e del bene, perché la Verità, che è Gesù Cristo Nostro Signore, chiama, affascina e parla al cuore di ogni essere umano. L'uomo di buona volontà cerca e trova, in quanto si lascia plasmare ed affascinare dallo splendore della vera bellezza e della Verità, mentre l'uomo superficiale si accontenta della copia. Il cuore umano cerca sempre di essere felice, di godere di ciò che lo appaga e questo ritengo sia bene perché è Dio creatore che ha reso il cuore dell'uomo capace di ammirare la bellezza, di percepire la gioia e di desiderarle per sè. Lo scopo di ciò però non si esaurisce con l'ammirazione, la contemplazione ed il desiderio di possesso, ma deve andare oltre la semplice materialità. Dio ha voluto e concepito così le sue creature perché, affascinate le une dalle altre, rispondessero ad un richiamo più sublime, profondo e più bello. Sant'Agostino ha scritto che il cuore dell'uomo è fatto per Dio e questo non riposerà fino a quando non Lo avrà trovato. Ecco allora da dove scaturisce il nostro bisogno di felicità, di amore, di godimento di ciò che di bello e gioioso la vita ci offre. Il desiderio di felicità ci spinge a cercare nelle persone e nelle cose Colui che solo ci può dare ciò che cerchiamo. Ma non è sbagliato cercare negli altri, nella persona amata, nei figli, negli amici il senso della nostra gioia e questo a motivo del fatto che abbiamo bisogno di concretezza, abbiamo bisogno di guardare e di toccare. Dio stesso ci ha insegnato il grande valore del nostro corpo con la sua santa incarnazione. Il rischio però di idealizzare i rapporti e le persone è concreto perché siamo fatti per rapportare tutto all'infinito, all'eternità, al per sempre, poiché siamo stati creati eterni, per sempre. Allora ci viene incontro, ancora una volta,  il Signore che ci ricorda che dobbiamo amare il prossimo come noi stessi e Lui più di ogni altro e più di ogni altra cosa al mondo: ecco l'ordine e le priorità ristabilite! Ma come si fa a fare questo? E' una domanda alla quale non so rispondere. Credo la cosa migliore sia amare di un amore disinteressato, fedele, caritatevole - i tanti modi ce li ha elencati san Paolo nel celeberrimo e bellissimo 'Inno alla carità' (1Cor 13, 1-13)- e avere la consapevolezza che solo in questo modo noi contempliamo ed amiamo il Signore e che Lo vediamo riflesso negli occhi e nel volto di chi amiamo e di chi serviamo. Ecco che allora prenderemo la forma di ciò che guardiamo e amiamo: il Signore riflesso negli altri. San Giovanni apostolo nella sua prima lettera al capitolo 4 dal versetto sette in poi ci spiega proprio come interpretare nella vita il comandamento dell'amore a Dio ed ai fratelli(qui tutta la lettera). In particolare ce lo rivela con questi versetti: 'Se uno dice: “Io amo Dio” e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello'(1 Giov. 4, 17-21).        
I santi hanno capito e messo in pratica questo comandamento nel migliore e più versatile dei modi, sicchè ognuno di loro mostra ed offre, all'ammirazione di tutti, un aspetto della multiforme grazia di Dio, un aspetto della Divinità e della maestosità di Dio stesso. Essi mostrano come si ama Dio ed il prossimo.


Dell'amor la forma parte quarta  

4 commenti:

  1. Has puesto unos ejemplos muy hermosos.
    El amor desinteresado es muy bonito.

    Me ha encantado este escrito .Su contenido posee grandes valores que no hay que olvidar.

    Un beso grande. Feliz fin de semana.

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  2. AMALIA, ti ringrazio! Un abbraccio e buon fine settimana anche a te.

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  3. Dio è incredibile, Shrek ha servito al tuo post, ,ja,ja
    Mi vengono le parole di San Giovanni della Croce nel suo "Parole di luce e di amore":
    «Alla sera della vita, saremo giudicati sull' amore»

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  4. ANGELO, sì è davvero da ridere che proprio Shrek mi ha dato lo spunto per fare queste considerazioni......Dio non finisce mai di sorprenderci....ci manda messaggi sotto ogni forma.
    L'amore è il metro di misura per tutto e san Giovanni lo aveva ben intuito e messo in pratica, speriamo di riuscirci anche noi!
    Un abbraccio

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