La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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mercoledì 26 settembre 2018

La preghiera di Papa Leone XIII

Qualche nota sull'orazione all’Arcangelo San Michele di Papa Leone XIII.
 
Il 13/10/1884, dopo la Santa Messa mattutina, Papa Leone XIII fu traumatizzato al punto di svenire. Coloro che si trovavano in sua presenza pensarono che egli fosse morto. Una volta ripresa conoscenza il Papa descrisse una spaventosa conversazione da lui udita, provenuta dal fianco del tabernacolo. Tale conversazione fu delineata da 2 voci, voci le quali Papa Leone XIII comprese essere chiaramente quelle di Gesù Cristo e del Diavolo.

Il Diavolo si vantò di potere distruggere la Chiesa Cattolica, a patto che gli fossero stati concessi 75 anni -100 anni onde svolgere il suo piano. Il Diavolo domandò ancora il permesso di operare una grande influenza sopra coloro che si sarebbero offerti al suo servizio. Alle richieste del Diavolo nostro Signore Gesù Cristo apparentemente rispose:
“Ti saranno concessi il tempo ed il potere.”
 
Turbato profondamente da ciò che egli aveva udito Papa Leone XIII compose l'Orazione a San Michele, ordinando che essa venisse recitata al termine di tutte le Sante Messe come protezione per la Chiesa Cattolica dagli attacchi provenienti dall’Inferno.
 
Orazione originale all’Arcangelo San Michele di Papa Leone XIII:
 
“O glorioso Arcangelo San Michele, principe dell’armata Celeste, sii tu la nostra difesa nella terribile guerra che noi conduciamo contro i principati e le podestà, contro i regnanti di questo mondo di tenebre, di spiriti e di male. Giunga tu in aiuto dell’uomo, il quale Iddio creò immortale, fatto nella Sua medesima immagine e somiglianza, e redense a sì gran prezzo dalla tirannia del Diavolo.

Che tu combatta in questo giorno la battaglia del Signore, assieme agli angeli santi, come già tu combattesti la guida degli angeli superbi, Lucifero e la sua armata apostatica, i quali furono impotenti onde poterti resistere, né fuvvi più per loro posto nel Cielo.
 
Quel crudele, quell’antico serpente, il quale è appellato Diavolo o Satana, il quale seduce il mondo intero, fu spedito negli abissi con i suoi angeli. Ecco, questo primevo nemico ed uccisore degli uomini ha acquisito coraggio. Trasformato in un angelo di luce egli vagabonda in giro assieme alla moltitudine di spiriti malvagi, invadendo la Terra di modo da offuscare il nome di Dio e del Suo Cristo, di modo da sequestrare, uccidere e spedire alla perdizione eterna le anime destinate alla corona della gloria eterna. Questo malvagio dragone rovescia, come il più impuro dei diluvi, il veleno della sua malizia sugli uomini di mente depravata e di cuore corrotto, lo spirito della menzogna, dell’empietà, della blasfemia ed il pestilenziale alito dell’impurità e di ogni vizio ed iniquità.
 
Questi sì astuti nemici hanno riempito ed inebriato con impudenza ed amarezza la Chiesa, la Sposa dell’immacolato Agnello, ed hanno posto empie mani sui suoi più sacri possedimenti. Nel luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro e la sedia della Verità per la luce del mondo, essi hanno innalzato il trono della loro abominevole empietà, con l’iniquo piano per il quale allorché il Pastore viene colpito le pecore siano disperse.
 
Che tu salga, dunque, o invincibile principe, che tu voglia recare aiuto contro gli attacchi degli spiriti perduti al popolo di Dio, donando loro la vittoria. Essi venerano te come il loro protettore e patrono; in te la Santa Chiesa gloria la sua difesa contro il malizioso potere dell’Inferno; a te ha Iddio ha affidato le anime degli uomini da stabilirsi nella Celeste beatitudine. Deh, che tu voglia pregare il Dio della pace acciocché Egli ponga Satana sotto i nostri piedi, talmente conquistato che egli non tenga più gli uomini in cattività e non nuoccia più la Chiesa. Che tu offra le nostre orazioni dinnanzi all’Altissimo, cosicché esse siano velocemente conciliate con le pietà del Signore, e sconfiggendo il dragone, l’antico serpente, il quale è il Diavolo e Satana, che tu lo renda ancora cattivo negli abissi, talché egli non seduca più le nazioni. Amen.
 
Ecco la Croce del Signore; siate disperse voi ostili potenze. Il Leone della tribù di Giuda ha conquistato la radice di Davide. Voglia Tu lasciare che le Tue pietà siano su di noi, o Signore. In quanto noi abbiamo sperato in Te. O Signore, oda Tu la mia preghiera. Voglia Tu lasciare che il mio grido giunga a Te.
 
Preghiamo.
 
O Iddio, il Padre di nostro Signore Gesù Cristo, noi invochiamo il Tuo santo nome e come supplicanti noi imploriamo la Tua clemenza, affinché mediante le intercessioni di Maria, sempre Vergine immacolata e nostra Madre, e del glorioso Arcangelo San Michele, Tu ci degni del Tuo aiuto contro Satana e tutti gli altri spiriti immondi, i quali girovagano nel mondo per l’ingiuria della razza umana e la rovina delle anime. Amen.”

 Papa Leone XIII previde e predisse la grande apostasia, scandendo che tale apostasia sarebbe stata guidata da Roma, la quale sola è il luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro e la sedia della Verità per la luce del mondo. Papa Leone XIII previde chiaramente che tale luogo, la Città del Vaticano in Roma, Italia, nel quale fu stabilita la sedia Petrina dal primo Papa, San Pietro medesimo, sarebbe divenuto il trono dell’abominevole empietà di Satana, con l’iniquo piano per il quale allorché il Pastore [il vero Papa] viene colpito e le pecore [i fedeli Cattolici] siano disperse. Tali furono le parole di Papa Leone XIII.
 
Papa Leone XIII non predisse la defezione della Chiesa Cattolica, di per sé impossibile, giacché i cancelli dell’Inferno possono giammai prevalere sulla Chiesa Cattolica (Matteo 16), né la defezione della sedia Petrina, altrettanto impossibile (Luca 22), egli bensì predisse l’implementazione di un’apostatica e contraffatta religione Cattolica da Roma, Italia, per la quale il pastore, il vero Papa, sarebbe stato rimpiazzato da un usurpante Antipapa, come talora accaduto nella storia della Chiesa Cattolica, con l’iniquo piano donde le pecore fossero disperse.
 
La preghiera di Papa Leone XIII vaticinò ancora che gli impuri apostati di Satana avrebbero posto mani empie sui possedimenti più sacri della Chiesa Cattolica. Quali sono i possedimenti più sacri della Chiesa Cattolica? Essi sono quelle cose che il Cristo le ha affidato, in altre parole, il deposito della Fede Cattolica, assieme a tutti i suoi dogmi, ed i 7 Sacramenti istituiti da nostro Signore Gesù Cristo stesso. Laonde, l’orazione di Papa Leone XIII vaticinò la tentata distruzione del deposito della Fede Cattolica.
 
Nel 1934 la sconvolgente orazione di Papa Leone XIII, fu mutata senza spiegazioni. La frase chiave riferentesi all’apostasia proveniente da Roma, Italia, il luogo santo, nel quale la Sede di San Pietro fu stabilita per la luce del mondo, venne rimossa. Intorno allo stesso periodo, morto Papa Leone XIII, dunque, l’uso dell’orazione originale a San Michele di Papa Leone XIII dopo ciascuna Santa Messa venne sostituita con una totalmente nuova. 
 
L’orazione originale di Papa Leone XIII a San Michele calza anche precisamente con la famosa apparizione, e predizione, di nostra Signora di La Salette, Francia, del 1846: “Roma perderà la Fede e diverrà la sede dell’Anticristo… la Chiesa sarà eclissata”. Le parole di Papa Leone XIII indicano che l’Anticristo medesimo, o quantomeno le forze dell’Anticristo, avrebbe stabilito la propria sede a Roma, Italia:
“Nel luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro… essi hanno innalzato il trono della loro abominevole empietà…“.

Tratto da QUI

mercoledì 26 aprile 2017

Mantova, Longino ed il Sangue di Gesù /2

Visto che siamo ancora nel Tempo di Pasqua mi piace ricordare questa notizia che ho già pubblicato ma che, sono certa, farà piacere a chi l'ha già letta e a chi invece non l'ha ancora fatto. Cliccare sul titolo: 
 
 
Promesse di Gesù Cristo a coloro che onorano il suo Preziosissimo Sangue, fatte ad una suora austriaca:
 
1 Coloro i quali giornalmente offrono al Padre celeste il loro lavoro, sacrifici e preghiere in unione col Mio Preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe in riparazione possono essere certi che le loro preghiere e sacrifici sono scritti nel Mio Cuore e che una grande grazia dal Padre Mio li attende.
 
   2 A quelli che offriranno le loro sofferenze, preghiere e sacrifici con il Mio Preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per la conversione dei peccatori, la loro felicità nell'eternità sarà raddoppiata e sulla terra diventeranno capaci di convertire molti per le loro preghiere. 
 
   3 Coloro i quali offrono il Mio Preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe, con contrizione per i loro peccati, noti e ignoti, prima di ricevere la S. Comunione possono star certi che non faranno mai una Comunione indegnamente e che raggiungeranno il loro posto in Paradiso. 
 
   4 A coloro i quali, dopo la Confessione, offrono le Mie sofferenze per tutti i peccati della loro intera vita e reciteranno volontariamente come penitenza il Rosario delle Sante Piaghe, le loro anime diventeranno così pure e belle proprio come dopo il battesimo, perciò possono pregare, dopo una Confessione simile, per la conversione di un grande peccatore. 
 
   5 Quelli che quotidianamente, offrono per i morenti della giornata il Mio Preziosissimo Sangue, mentre in nome del Morente esprimono dolore per i 1oro peccati, per i quali offrono il Mio Preziosissimo sangue, possono essere certi di aver aperto i cancelli del cielo per molti peccatori che possono sperare una bella morte per se stessi. 
 
   6 Coloro i quali onorano il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Sante Piaghe con profonda meditazione e rispetto e Li offrono molte volte al giorno, per se stessi e per i peccatori, sperimenteranno e pregusteranno sulla terra una dolcezza di Cielo e proveranno una profonda pace nei loro cuori. 
 
   7 Quelli che offrono alla Mia Persona, come unico Dio, per tutta l'umanità, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Ferite, specialmente quella della Coronazione di Spine, a copertura e riscatto dei peccati del mondo, possono produrre la riconciliazione con Dio, ottenere molte grazie e indulgenze per gravi punizioni e ottenere infinita Misericordia dal Cielo per se stessi. 
 
   8 Quelli che, trovandosi gravemente ammalati, offrono per se stessi il Mio Preziosissimo sangue e le Mie Piaghe (…) e implorano attraverso il Mio Preziosissimo Sangue, aiuto e salute, sentiranno subito il loro dolore alleviato e vedranno un miglioramento; se sono incurabili dovrebbero perseverare perché saranno aiutati. 
 
   9 Quelli che in grande bisogno spirituale recitano le litanie al Mio Preziosissimo Sangue e le offrono per se stessi e per tutta l'umanità otterranno aiuto, celestiale consolazione, e una profonda pace; otterranno forza contro la sofferenza o ne saranno liberati. 
 
   10 Coloro i quali ispireranno ad altri il desiderio di onorare il Mio preziosissimo Sangue e di offrilo per tutti quelli che lo onorano, sopra tutti gli altri beni tesori del mondo, e quelli che compiono spesso l'adorazione del Mio Preziosissimo Sangue, avranno un posto d'onore vicino al Mio trono e avranno grande potere di aiutare gli altri, specialmente nel convertirli.

venerdì 7 ottobre 2016

Il Santo Rosario salverà il mondo

 
Nel 1212 san Domenico di Guzman, durante la sua permanenza a Tolosa, vide la Vergine Maria che gli consegnò il Rosario, come risposta ad una sua preghiera, a Lei rivolta, per sapere come combattere l’eresia albigese.
Fu così che il Santo Rosario divenne l’orazione più diffusa per contrastare le eresie e fu l’arma determinante per vincere i musulmani a Lepanto. Come già per Poitiers (ottobre 732) e poi sarà per Vienna (settembre 1683), la battaglia di Lepanto fu fondamentale per arrestare l’avanzata dei musulmani in Europa. E tutte e tre le vittorie vennero imputate, oltre al valore dei combattenti, anche e soprattutto all’intervento divino.
La battaglia navale di Lepanto si svolse nel corso della guerra di Cipro.
 
Era il 7 ottobre 1571 quando le flotte musulmane dell’Impero ottomano si scontrarono con quelle cristiane della Lega Santa, che riuniva le forze navali della Repubblica di Venezia, dell’Impero spagnolo (con il Regno di Napoli e di Sicilia), dello Stato Pontificio, della Repubblica di Genova, dei Cavalieri di Malta, del Ducato di Savoia, del Granducato di Toscana e del Ducato di Urbino, federate sotto le insegne pontificie. Dell’alleanza cristiana faceva parte anche la Repubblica di Lucca, che pur non avendo navi coinvolte nello scontro, concorse con denaro e materiali all’armamento della flotta genovese.
Prima della partenza della Lega Santa per gli scenari di guerra, san Pio V benedisse lo stendardo raffigurante, su fondo rosso, il Crocifisso posto fra gli apostoli Pietro e Paolo e sormontato dal motto costantiniano 'In hoc signo vinces'. Tale simbolo, insieme con l’immagine della Madonna e la scritta S. Maria succurre miseris, issato sulla nave ammiraglia Real, sarà l’unico a sventolare in tutto lo schieramento cristiano quando, alle grida di guerra e ai primi attacchi turchi, i militi si uniranno in una preghiera accorata. Mentre si moriva per Cristo, per la Chiesa e per la Patria, si recitava il Santo Rosario: e i prigionieri remavano ritmando il tempo con le decine dei misteri. L’annuncio della vittoria giungerà a Roma 23 giorni dopo, portato da messaggeri del Principe Colonna. Il trionfo fu attribuito all’intercessione della Vergine Maria, tanto che san Pio V, nel 1572, istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, trasformata da Gregorio XIII in «Madonna del Rosario».
Autore Cristina Siccardi, tratto da qui

venerdì 1 luglio 2016

Operazione 'Tempesta del Cielo'


Qualche tempo fa il cardinale Raymond Leo Burke ha lanciato tra i cattolici statunitensi una bella iniziativa la 'Operation Storm Heaven', una campagna nazionale del Santo Rosario (per aderire e saperne di più clicca QUI) organizzata dalla 'Catholic Action for Faith and Family' (il sito QUI) che si propone di riunire un milione di cattolici americani (estesa anche ai fedeli cattolici di tutto il mondo) per pregare il Santo Rosario il primo giorno di ogni mese, per tutto l’anno. Le intenzioni specifiche indicate dalla campagna, sotto la guida del cardinale Burke, sono unite a quelli personali di tutti i membri. Il primo giorno di ogni mese il cardinal Burke si unirà ai membri della campagna, celebrando una Santa Messa e pregando un rosario per le intenzioni dei partecipanti all’iniziativa.
 
Si prega: (in basso la traduzione in italiano)
  1. For Holy Mother Church: that Our Lord guide the Pope, the bishops and all members of the clergy to be holy in all things, faithful shepherds, beacons of Truth, and defenders of Good;
  2. May all confusion be dispelled from the hearts and minds of all people and may the Light of Truth shine in them;
  3. For our families and the family institution that is being so attacked in our world;
  4. For the conversion of all sinners to the True Faith;
  5. For the salvation of my soul, the souls of my loved ones, and the souls of all;
  6. For the sanctification of each and every Catholic, especially for my personal sanctification. May I live holy every moment of every day of my life. May I be a true follower of Jesus Christ in all things;
  7. To make each and every one of us a faithful soldier of Christ in the struggle against the world, the flesh and the devil;
  8. To obtain the graces necessary to stop abortion, stop the onslaught of the homosexual revolution, to overturn legalized same-sex marriage, to stop the spread of physician-assisted suicide and euthanasia, and to stop the culture of death in all its forms and establish the Culture of Life in all souls, in all minds and in all hearts;
  9. For our beloved Nation and for every nation on earth;
  10. For all the personal intentions that have been submitted to Operation Storm Heaven
TRADUZIONE IN ITALIANO
  1. Per la Santa Madre Chiesa, che il Signore guidi il Papa i vescovi e tutti i membri del clero ad essere santi in tutte le cose, pastori fedeli, fari della fede e difensori di Dio; 
  2. Per allontanare la confusione dai cuori e dalle menti di tutti affinché vi possa splendere la luce della fede;
  3. Per le nostre famiglie e per l'istituto della famiglia così tanto sotto attacco nel nostro mondo;
  4. Per la conversione di tutti i peccatori alla vera fede;
  5. Per la salvezza dell'anima  mia, di quella dei miei cari e di quella di tutti;
  6. Per la santificazione di ciascuno e di tutti i cattolici, in particolar modo per la mia personale santificazione; affinché possa vivere in santità ogni momento ed ogni giorno della mia vita; affinché io sia un fedele seguace di Gesù Cristo in tutte le cose;
  7.  Affinché ciascuno e tutti possiamo diventare fedeli soldati di Cristo nella lotta contro il mondo, la carne ed il demonio;
  8. Per ottenere le grazie necessarie per fermare l'aborto e l'attacco della rivoluzione omosessuale,  per ribaltare la legalizzazione del 'matrimonio' omo-sex, per fermare la diffusione del suicidio assistito e l'eutanasia, per fermare la 'cultura della morte' in tutte le sue forme e ristabilire la 'cultura della vita' in tutte le anime, in tutte le menti e in tutti i cuori;
  9. Per la nostra amata Nazione e per tutte le Nazioni della terra;
  10. Per tutte le intenzioni personali di coloro che partecipano all'Operazione Tempesta del Cielo.

mercoledì 7 ottobre 2015

Supplica alla Regina delle Vittorie

La festa della Madonna del Rosario fu istituita dal papa San Pio V nella festa della ‘’Madonna della Vittoria’’ (1572) la prima Domenica di ottobre, in azione di grazia per la vittoria di Lepanto dove, all’entrata del golfo di Corinto, la flotta cristiana, sotto il comando di Don Giovanni d’Austria, aveva distrutto la flotta turca di Ali Pascià (7 ottobre 1571).

Il papa Gregorio XIII, che attribuiva la vittoria di Lepanto alle processioni fatte a Roma dalle confraternite del santo Rosario, cambiò la festa di ‘’Madonna della Vittoria’’ in quella del ‘’Santo Rosario’’ e la fissò alla Prima Domenica di ottobre (1573). La festa fu obbligatoria per le chiese romane che possedevano una cappella o una confraternita del Santo Rosario.

Il papa Clemente XI estese la festa alla Chiesa universale (1716), celebrata il giorno dell'ottava della solennità dell’Assunzione, in seguito alla vittoria di Peterwaradin che il principe Eugenio di Savoia aveva riportato sui turchi, il 5 agosto 1716. Leone XIII aggiunse alle litanie di Loreto l’invocazione ‘’Regina del Santissimo Rosario’’. San Pio X fissò la festa al 7 ottobre, nel 1913.
 
SUPPLICA
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.


Ave Maria

 
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
 
Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
 

Ave Maria

 
Chiediamo la benedizione a Maria
 
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo.
Amen.
Salve Regina
 
 

martedì 1 settembre 2015

1° settembre 1883

Il Santo Padre Leone XIII, riconosciuto e definito da molti come il Papa del Rosario, il primo settembre del 1883 con l’Enciclica “Supremi Apostolatus”  raccomandò la recita del Santo Rosario in ogni ambito cristiano, dedicando l’intero mese di ottobre alla Madonna del Rosario. In questa Lettera il Papa mette in risalto la grande efficacia del Rosario, da recitare non solo per ottenere benefici spirituali ma anche materiali.
Egli scrive delle varie situazioni di pericolo che nel corso dei secoli hanno minacciato seriamente la Cristianità soprattutto in Europa e di come 'questa così ardente e fiduciosa devozione verso l’augusta Regina del cielo più chiaramente apparve quando la violenza degli errori largamente diffusi, o la corruzione strabocchevole dei costumi, o l’impeto di potenti nemici, parve mettere in pericolo la Chiesa militante di Dio.'(Enciclica 'Supremi Apostolatus').
 
I pericoli scampati grazie alla preghiera del Santo Rosario vengono elencati a partire dal XII secolo, quando gli Albigesi 'generati dalla setta degli ultimi Manichei, riempirono di perniciosi errori le contrade meridionali della Francia ed altre regioni del mondo latino. Spargendo in tutti i luoghi il terrore delle armi, contavano di poter dominare incontrastati con stragi e rovine'(ibidem).
 
In questo periodo così minaccioso per la fede cattolica il Signore suscitò san Domenico che introdusse la pia pratica del Santo Rosario per combattere con armi spirituali l'eresia.
 
Il Santo Padre, ricordando un altro evento di pericolo, scrive:
'L’efficacia e la potenza della stessa preghiera furono poi mirabilmente sperimentate anche nel secolo XVI, allorché le imponenti forze dei Turchi minacciavano di imporre a quasi tutta l’Europa il giogo della superstizione e della barbarie. In quella circostanza il Pontefice San Pio V, dopo aver esortato i Principi cristiani alla difesa di una causa che era la causa di tutti, rivolse innanzi tutto ogni suo zelo ad ottenere che la potentissima Madre di Dio, invocata con le preghiere del Rosario, venisse in aiuto del popolo cristiano'(ibidem).
 
E così avvenne! A Lepanto, il sette ottobre 1571, la Cristianità riportò una 'splendida vittoria' e Papa Gregorio XIII definì la Regina delle Vittorie come Regina del Santo Rosario e decretò che il giorno anniversario di quella grande battaglia fosse considerato festivo in onore di Maria Vincitrice.
 
Papa Leone XIII in alcune profetiche righe dell'Enciclica indica il Santo Rosario come rimedio per affrontare e guarire i mali che anche il quel periodo funestavano la società:
'Il bisogno dunque del divino aiuto non è certamente minore oggi di quando il glorioso San Domenico introdusse la pratica del Rosario Mariano per guarire le piaghe della società'(....)
'Noi dunque, che andiamo ricercando un uguale rimedio a simili mali, non dubitiamo che la stessa preghiera, introdotta dal santo Patriarca con così notevole vantaggio per il mondo cattolico, tornerà efficacissima nell’alleviare anche le calamità dei nostri tempi'(ibidem).
 
Infine esorta tutti i fedeli affinché amino la preghiera del Santo Rosario e ne pratichino la devozione
'Per la qual cosa non solo esortiamo caldamente tutti i fedeli affinché, o in pubblico o in privato, ciascuno nella propria casa e famiglia, si studino di praticare la devozione del Rosario, senza mai tralasciarne l’uso, ma vogliamo altresì che l’intero mese d’ottobre del corrente anno sia dedicato e consacrato alla celeste Regina del Rosario' (ibidem).
 

venerdì 10 luglio 2015

Il giubileo di Aachen

 
L'anno 2014 è stato per la città di Aquisgrana (Aachen- la più occidentale delle città della Germania, ai confini con Belgio e Paesi Bassi), per la Chiesa nella diocesi e per i fedeli di religione cattolica un anno di grandi eventi storicamente significativi. Una grande festa che ha avuto tre momenti importanti:
  • la 'Peregrinatio Aquisgranae'che si svolge ogni sette anni e che porta migliaia di pellegrini nella cattedrale e nella città nel mese di giugno.
  • Il 600esimo anniversario della sala del coro della cattedrale. 
  • L'anniversario della morte di Carlo Magno
E' stato celebrato un giubileo: l'anno in cui nella cattedrale si è aperto il preziosissimo scrigno d'oro dove sono custodite quattro reliquie. 

Da 665 anni i fedeli si incamminano per raggiungere Aquisgrana come destinazione del loro pellegrinaggio. L'obiettivo è venerare le quattro reliquie conservate come tesori fin dai tempi di Carlo Magno nella Cattedrale di Aquisgrana. La storia narra che l'imperatore Carlo Magno abbia ricevuto le reliquie nell'800 d.C. in dono da Gerusalemme e dal 1349 queste reliquie, rimosse dalla Pala d'oro dove sono conservate, vengono mostrate ai fedeli europei e di tutto il mondo ogni sette anni e per dieci giorni di seguito.
 
Le reliquie sono designate come:
  • l'abito della Vergine Maria indossato nella notte in cui è nato Gesù
  • le fasce di Gesù bambino con cui Maria lo ha coperto alla nascita
  • il panno in cui era stata avvolta la testa di san Giovanni Battista dopo la decapitazione
  • il piccolo telo che copriva Gesù mentre stava sulla croce
Per molti cristiani, il pellegrinaggio è sempre stato una possibilità per vivere e ritrovare la fede nella comunità dei credenti. Le quattro reliquie di Aquisgrana sono viste come un segno di salvezza per mezzo di Gesù Cristo, per questo motivo per i pellegrini che giungono ad Aquisgrana la questione dell'autenticità delle reliquie non è mai stata importante quanto la certezza della fede vissuta.

La cattedrale costituisce il monumento più importante della città. Fu eretta per volere di Carlo Magno nel 786 d.C. diventando la più grande cattedrale a nord delle Alpi. Alla sua morte Carlo Magno venne sepolto qui ed i suoi resti sono ancora conservati in uno scrigno all'interno. Per 600 anni, dal 936 al 1531, la cattedrale fu luogo di incoronazione per re e regine, in quella che viene chiamata la  sala del coro definita il 'Santuario del Santuario', costruita per le incoronazioni e per il crescente numero di pellegrini che di anno in anno riempiva la cattedrale, è stata inaugurata il 28 Gennaio 1414 dal vescovo Enrico di Sidone.
Questa porzione di cattedrale possiede le più alte e grandi vetrate in stile gotico di tutta Europa (la superficie è di circa 1000 mq), per tale motivo viene denominata 'casa di vetro' o 'casa della luce' grazie ai giochi di luce che si possono ammirare tutto il giorno e in tutte le stagioni.   
 
http://it.heiligtumsfahrt2014.de/

Credo che questo sia il vero volto dell'Europa che dovremmo riscoprire per dare risposte e trovare punti di riferimento. L'Europa è cristiana, è ricca di avvenimenti che l'hanno resa grandiosa ed ancora parla ed insegna fede e civiltà dalle sue cattedrali e dai suoi monasteri.    

venerdì 12 giugno 2015

La devozione al Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa Cattolica festeggia il Sacro Cuore di Gesù. La devozione nasce implicitamente con San Giovanni apostolo ed evangelista, proprio nel momento in cui egli, durante l'ultima cena, posò il capo sul petto di Gesù. Per millecinquecento anni la devozione al Cuore di Gesù restò una realtà implicita alla vita mistica dei santi. 
Nel XII sec. il centro di questa devozione è senza dubbio il monastero benedettino di Helfta, in Sassonia (Germania) con santa Lutgarda e Santa Matilde di Hackeborn, che lascia alle consorelle un piccolo diario delle sue esperienze mistiche, in cui compaiono delle preghiere al Sacro Cuore.
Nello stesso monastero di Helfta giunge nel 1261 una bimba di cinque anni che mostra già una precoce inclinazione per la vita religiosa e mistica: Geltrude, che morirà agli inizi del nuovo secolo, dopo aver ricevuto le sacre stimmate, rivelazioni private insieme a tanti doni mistici.
Santa Matilde
Attraverso la predicazione degli ordini mendicanti francescano e domenicano si verifica una crescente attenzione all’Umanità del Redentore, alla sua vulnerabilità, dall’infanzia alla passione. Nascono così le pie pratiche del Presepio e della Via Crucis.
 
San Giovanni Eudes (1601-1680)  nel 1648 riesce ad ottenere l’approvazione di un Ufficio Liturgico ed una Messa scritti in onore del Sacro Cuore della Vergine e nel 1672 quelli del Cuore di Gesù.
 
La sera del 27 dicembre 1673, festa di S. Giovanni Evangelista, Gesù in carne ed ossa appare a Margherita Maria Alacoque, una giovane monaca dell’ordine delle Visitandine di Paray, che in quel momento esercitava le funzioni d’aiuto infermiera. Il Maestro la invita a prendere il posto di San Giovanni durante l’Ultima Cena, “il Mio Divino Cuore” dice “è così appassionato d’amore per gli uomini che, non potendo più racchiudere in se’ le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda… io ti ho scelta come un abisso d’indegnità e d’ignoranza per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me.”
 
 
Il primo venerdì dopo la festa del Corpus Domini, durante l’adorazione, Gesù rivela a Margherita Maria il suo progetto di salvezza: chiede la comunione riparatrice il primo venerdì di ogni mese ed un’ora di meditazione sull’agonia nell’orto dei Getsemani, ogni giovedì sera, tra le 23 e mezzanotte. Domenica 16 giugno 1675 fu chiesta una festa particolare per onorare il Suo Cuore, il primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini, in quest’occasione si offriranno preghiere riparatrici per tutti gli oltraggi ricevuti nel Santissimo Sacramento dell’altare.
 
Particolarmente importante diventa l’elaborazione del culto sviluppata a Marsiglia da una giovanissima religiosa dell’ordine della Visitazione, suor Anna Maddalena Remuzat, (1696-1730) che fu gratificata da visioni celesti e ricevette da Gesù l’incarico di continuare la missione di Santa Margherita Maria Alacoque. Ella ottenne dal Cuore di Gesù la cessazione della peste che affliggeva la città di Marsiglia. 
Nel 1726, sull’onda di questi eventi, venne avanzata una nuova richiesta di approvazione del culto del Sacro Cuore. I vescovi di Marsiglia e Cracovia, ma anche i Re di Polonia e di Spagna, la patrocinarono presso la Santa Sede. L’anima del movimento era il gesuita Giuseppe de Gallifet ( 1663-1749) discepolo e successore di san Claudio de la Colombière, che aveva fondato la Confraternita del Sacro Cuore. La regina di Francia, la pia Maria Leczinska, convinse il Delfino, suo figlio, ad erigere a Versailles una cappella dedicata al Sacro Cuore, ma l’erede morì prima di salire al trono e la consacrazione stessa dovette attendere il 1773.
Successivamente la principessa Maria Giuseppa di Sassonia trasmise questa devozione al figlio, il futuro Luigi XVI, ma questi indugiò incerto, senza prendere una decisione ufficiale. Nel 1789, un secolo esatto dal famoso messaggio che Gesù indirizzò al Re Sole, tramite Margherita Maria Alacoque, in cui prometteva vittorie al Re se avesse continuato ad onorarlo ed avesse fatto imprimere il Cuore Divino su bandiere, stemmi e stendardi, scoppiò la Rivoluzione Francese. Solo nel 1792, prigioniero dei rivoluzionari, il deposto Luigi XVI si ricordò della famosa promessa e si consacrò personalmente al Sacro Cuore, promettendo, in una lettera tuttora conservata, la famosa consacrazione del Regno e la costruzione di una basilica se si fosse salvato. Purtroppo era troppo tardi (Gesù stesso lo ha detto a suor Lucia di Fatima) e la Francia fu devastata dalla Rivoluzione e tutti i religiosi perseguitati dovettero fuggire e ritirarsi a vita privata.
Sacre Coeur
Nel gennaio del 1872 l’arcivescovo di Parigi, Monsignor Hippolite Guibert, autorizzò la raccolta di fondi per la costruzione della basilica riparatrice, stabilendone il luogo di costruzione sulla collina di Montmatre, appena fuori Parigi, dove furono uccisi i martiri cristiani francesi e che fu anche la sede del convento benedettino che aveva diffuso la devozione del Sacro Cuore nella capitale.
Il 22 febbraio 1931 Gesù appare a Suor Faustina Kowalska, nel convento di Plok, in Polonia, chiedendo espressamente di far dipingere la sua immagine esattamente come appariva e d’istituire la festa della Divina Misericordia, la prima domenica dopo Pasqua. A lei mostra il Cuore trafitto dal quale sgorgano sangue ed acqua come sorgente di misericordia per il mondo intero.  
 
 

domenica 15 marzo 2015

Cammino quaresimale /2

Le pratiche da vivere durante la quaresima sono il DIGIUNO, la  PREGHIERA, la CARITA’

1) IL DIGIUNO
ci insegna a fare esperienza della croce di Gesù in quanto ad esso è connessa la sofferenza, il sacrificio, l’abnegazione che devono far parte del nostro cammino quaresimale. Se non pratichiamo la CROCE, se non acconsentiamo amorosamente al dolore della croce con tutto il suo peso, non possiamo celebrare la Pasqua del Signore. 
 
2) LA PREGHIERA
è tutto ciò che aiuta l’anima a vivere con Dio. La quaresima è il momento propizio per alimentare la nostra vita spirituale che consiste nello stare uniti a Gesù ed i mezzi per realizzare tale unione sono: la meditazione sulla passione del Signore, la Via Crucis, la visita  al SS.mo Sacramento, l’allontanamento di tutto ciò che possa distogliere dall’unione con Dio, la purità d’intenzione in ogni cosa che si compie, la moltiplicazione durante la giornata degli atti di unione e di offerta a Gesù crocifisso, andare col pensiero alle ore drammatiche della passione di Gesù, a cominciare dal Getsemani fino alla morte in croce. Pratiche che non sempre richiedono l'immobilità ma che possono invece essere fatte anche quando siamo occupati a fare altro.
3) CARITA’
si impara solo ed esclusivamente guardando a Gesù, al suo amore per noi. Infatti è proprio sulla croce che si manifesta la suprema prova dell’amore. La nostra disponibilità al bene verso il nostro prossimo rende visibile in famiglia, nella società e nel mondo intero la presenza di Gesù.

giovedì 13 novembre 2014

La sofferenza è la mia vocazione

Silvio Dissegna era solo un bambino di 12 anni quando la sua vita ebbe fine sulla terra, il 24 settembre 1979, per continuare in Paradiso. Era nato a Moncalieri, in provincia di Torino, il 1° luglio 1967. Un bambino come tanti, felice, allegro, che amava andare a scuola, al catechismo, giocare con gli amici e che da grande avrebbe voluto fare il maestro ed il calciatore. Il suo calvario inizia ancor prima di compiere 10 anni quando gli viene diagnosticato un tumore alle ossa, che affronterà in modo eroico tra cure dolorose e sofferenze indicibili, trovando consolazione e forza nella fede, nella Santa Comunione e nel Santo Rosario. Certo non mancarono momenti di tristezza e di pianto: Silvio era solo un bambino che voleva guarire per tornare alla sua vita felice. Ad un certo punto comprese di non essere un bambino come gli altri, che la sua sofferenza aveva un valore ed un significato, tanto da fargli desiderare di donare le sue sofferenze e di unirle a quelle di Gesù per la salvezza delle anime ed in riparazione dei peccati del mondo. Infatti con una maturità sorprendente arrivò a dire: 'La sofferenza è la mia vocazione'. Il Santo Padre ne ha riconosciute le virtù eroiche e lo ha dichiarato venerabile. Una bellissima e profonda lezione di vita in tempi bui come questi, dove l'eutanasia sembra l'unico modo per non voler affrontare il dolore e la sofferenza e non volersi aprire a Dio ed alla sua logica.  

giovedì 30 ottobre 2014

La Santa Messa

 
Cos'è la Santa Messa?  La Santa Messa non è un banchetto eucaristico, non è un incontro di preghiera, non è un momento di intrattenimento gioioso, né un momento di comunione con gli altri nè tantomeno uno dei tanti modi per pregare ed onorare Dio.
Di essa si può darne solo un'unica definizione: è il sacrificio di Gesù Cristo sull'altare della croce.
Egli ha istituito la Santa Eucarestia affinché sia perpetuata la Sua offerta sulla Croce, ogni giorno e lungo il corso dei secoli, fino alla Sua seconda venuta sulla terra; quella offerta che sola cancella i peccati e placa la giustizia divina -sacrificio propiziatorio-. Ogni giorno, infatti, nelle chiese del mondo, è necessario che sia offerto il Sacrificio di Cristo, perché il mondo si salvi dall'abisso. E' estremamente necessario che il popolo cristiano incentri la sua vita spirituale sulla Messa, che la faccia diventare fatto centrale e determinante di ogni sua giornata e non solo della domenica, per riscoprirne il vero significato e la vera essenza, per dare al Signore la giusta lode, per ricevere la grazia santificante, per salvarsi dalla morte eterna, per ottenere il coraggio di testimoniarlo nella vita di tutti i giorni, sul posto di lavoro e tra la gente con le quali si condivide un pezzo di quotidianità. Nella Santa Messa è presente Cristo stesso, nel sacerdote che, 'in persona Christi', offre il sacrificio a Dio Padre per la redenzione del mondo. Cristo inoltre è presente nel sacramento dell'Eucarestia, quell' ostia e quel vino che il sacerdote consacra affinché si trasformino(transustanziazione si chiama!)nel Corpo e Sangue di Gesù, che continua a donarsi a noi come fece duemila anni fa sulla croce. Nella Santa Messa  coesistono due grandi realtà: il sacrificio ed il sacramento. Diventa importante, capendo questo, il corretto atteggiamento del fedele durante la Messa e nel ricevere la sacra Ostia, che esige il non essere in peccato mortale.
San Pio da Pietrelcina diceva che bisogna assistere alla Santa Messa 'Come vi assistettero la santissima Vergine e le pie donne. Come assistette san Giovanni al sacrificio eucaristico e a quello cruento della croce'. Egli diceva che i benefici della Santa Messa li vedremo solo in Cielo e che questa dona a Dio infinita gloria. Per capire cosa è la Santa Messa basta leggere le pagine che descrivono Padre Pio mentre celebra, della Passione che in essa soffre e della crocifissione, segno che davvero la Messa è il perpetuarsi del sacrificio di Cristo sulla croce.  A descrivere la Messa di Padre Pio ci hanno provato in tanti e Frà Modestino da Pietrelcina a tal proposito disse che 'nessuno è riuscito a tratteggiare, in tutta la sua misteriosa realtà, ciò che per cinque decenni è avvenuto ogni mattina sull'altare, a San Giovanni Rotondo', questo perché la Messa è un mistero, è Dio che scende sulla terra, è il Paradiso che adora e rende lode al Signore del Cielo e della terra, che ancora una volta si immola sulla croce per la salvezza del mondo intero. Papa Francesco dice che nella Santa Messa 'entriamo nel mistero di Dio'. Ecco perché durante la Santa Messa non si dovrebbero battere le mani, né cantare a squarciagola, né chiacchierare, né leggere il giornale, annoiarsi o sbadigliare........ma sempre bisogna pensare di essere sul Calvario, accanto a Maria, sotto la croce di Gesù sofferente e sanguinante.  

La Messa di san Pio da Pietrelcina qui  


 
 








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lunedì 15 settembre 2014

I sette dolori di Maria

Sul Calvario, mentre si compiva il grande sacrificio di Gesù, si potevano mi­rare due vittime: il Figlio, che sacrifica­va il corpo con la morte, e la Madre Ma­ria, che sacrificava l'anima con la com­passione. Il Cuore della Vergine era il riflesso dei dolori di Gesù.
D'ordinario la madre sente le soffe­renze dei figli più delle proprie. Quanto dovette soffrire la Madonna a vedere morire Gesù in Croce! Dice San Bona­ventura che tutte quelle piaghe ch'erano sparse sul corpo di Gesù, erano nello stesso tempo tutte unite nel Cuore di Maria. - Più si ama una persona e più si soffre nel vederla soffrire. L'amore che la Vergine nutriva per Gesù era smisu­rato; lo amava di amore soprannatu­rale come suo Dio e di amore naturale come suo Figlio; ed avendo un Cuore delicatissimo, soffrì tanto da meritare il titolo di Addolorata e di Regina dei Martiri.
Il Profeta Geremia, tanti secoli pri­ma, la contemplò in visione ai piedi del Cristo morente e disse: « A che ti para­gonerò o a chi ti somiglierò, figlia di Ge­rusalemme? ... La tua amarezza infatti è grande come il mare. Chi ti potrà consolare? » (Geremia, Lam. II, 13). E lo stesso Profeta pone in bocca alla Ver­gine Addolorata queste parole: « O voi tutti che passate per la via, fermatevi e vedete se c'è dolore simile al mio! » (Geremia, I, 12).
Dice Sant'Alberto Magno: Come noi 'siamo obbligati a Gesù per la sua Passio­ne sofferta per nostro amore, così pure siamo obbligati a Maria per il martirio che ebbe nella morte di Gesù per la no­stra eterna salute'. 
La nostra riconoscenza verso la Ma­donna sia almeno questa: meditare e compatire i suoi dolori.
Gesù rivelò alla Beata Veronica da Binasco che molto si compiace nel vede­re compatita la Madre sua, perché gli sono care le lacrime che Ella sparse sul Calvario.
La stessa Vergine si dolse con Santa Brigida che sono molto pochi coloro che la compatiscono e la maggior parte di­mentica i suoi dolori; onde le raccoman­dò tanto di aver memoria delle sue pene.
La Chiesa per onorare l'Addolorata ha istituito una festa liturgica, che ricorre il quindici settembre.
Privatamente è bene ricordare tutti i giorni i dolori della Madonna. Quanti devoti di Maria recitano ogni giorno la corona dell'Addolorata! (per conoscere e pregare con questa corona clicca qui). Questa corona ha sette poste ed ognuna di queste ha sette grani. Che si allarghi sempre più la cerchia di coloro che onorano la Vergine Dolente!
E’ una buona pratica la recita quoti­diana della preghiera dei Sette Dolori, che trovasi in tanti libri di devozione, ad esempio, nel «Massime Eterne».
Nelle «Glorie di Maria» Sant'Alfon­so scrive: Fu rivelato a Santa Elisabetta Regina che San Giovanni Evangelista de­siderava vedere la Beata Vergine, dopo essere stata assunta in Cielo. Ebbe, la grazia e gli apparvero la Madonna e Gesù; in tale occasione intese che Maria domandò al Figlio qualche grazia spe­ciale per i devoti dei suoi dolori. Gesù promise quattro grazie principali:
 
1-Chi invoca la Divina Madre per i suoi dolori, prima della morte meriterà fare vera penitenza di tutti i suoi peccati.
2-Gesù custodirà questi devoti nel­le loro tribolazioni, specialmente al tem­po della morte.
3-Imprimerà loro la memoria della sua Passione, con grande premio in Cielo.
4-Gesù porrà questi devoti in ma­no di Maria, affinché Ella ne disponga a suo piacere e loro ottenga tutte le grazie che vuole.
 
ESEMPIO Un ricco signore, abbandonata la via del bene, si diede completamente al vi­zio. Accecato dalle passioni, fece espres­samente un patto con il demonio, prote­stando di dargli l'anima dopo la morte. Dopo settant'anni di vita di peccato giunse al punto della morte.
Gesù, volendo usargli misericordia, dis­se a S. Brigida: Va' a dire al tuo Con­fessore che corra al letto di questo mori­bondo; lo esorti a confessarsi! - Il Sa­cerdote andò per tre volte e non riuscì a convertirlo. In fine manifestò il segre­to: 'Non sono venuto da voi spontanea­mente; Gesù stesso mi ha mandato per mezzo di una santa Suora e vuole ac­cordarvi il suo perdono. Non resistete più alla grazia di Dio!' 
L'infermo, sentendo ciò, s'intenerì e ruppe in pianto; poi esclamò: 'Come pos­so essere perdonato dopo avere servito il demonio per settant'anni? I miei pec­cati sono gravissimi ed innumerevoli!'. Il Sacerdote lo rassicurò, lo dispose alla Confessione, lo assolvette e gli diede il Viatico. Dopo sei giorni quel ricco si­gnore moriva.
Gesù, apparendo a S. Brigida, così le parlò: 'Quel peccatore è salvo; al pre­sente è in Purgatorio. Ha avuta la gra­zia della conversione per intercessione della mia Vergine Madre, perché, seb­bene vivesse nel vizio, tuttavia conser­vava la devozione ai suoi dolori; quando ricordava le sofferenze dell'Addolorata, se ne immedesimava e la compiangeva'.
 
Tratto da  “MARIA REGINA E MADRE DI MISERICORDIA” - di DON GIUSEPPE TOMASELLI  
 
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DON GIUSEPPE TOMASELLI, esempio luminosissimo di sacerdote santo, figlio di don Bosco, uno dei più richiesti esorcisti d'Italia, nato a Biancavilla, un paese in provincia di Catania, il 26 gennaio del 1902 in una famiglia profondamente cattolica. Il suo lungo ministero, durato quasi 63 anni, lo impegnò in vari incarichi: parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista ed apostolo della buona stampa cattolica. Scrisse un centinaio di semplici libretti devozionali ed apologetici che stampò in milioni di copie e che diffuse in Italia e anche all'estero. Messina, la mia città, ha avuto il grande privilegio di potersi gloriare della sua presenza. Qui morirà la notte tra l'8 ed il 9 maggio del 1989.
Io purtroppo non ho avuto questo onore quantunque vivessi a Messina in quel periodo, già dal 1985.
  
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