La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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lunedì 19 giugno 2023

lunedì 26 febbraio 2018

Come un ciclone!

Sono mesi e mesi che non riesco più a scrivere di me e da me. Il copia ed incolla è diventato la mia abitudine, segno per non voler scomparire dal web e sintomo di un disagio interiore che mi porto dentro da troppo tempo. Avvenimenti, alcuni di piccolo rilievo altri più importanti, felici o tristi, esaltanti o deprimenti, personali e non, mi hanno distratta dalle mie pagine web. Come da un ciclone,  mi sono lasciata prendere e trasportare; la vita a volte ha proprio l'irruenza di un tale agente atmosferico! Solo all'apparenza, se di lieve entità, non scombina e pare non lasciare segni di sé, ma la devastazione, piccola o grande che sia, a suo tempo mostrerà la sua reale entità. E' la vita ed è fatta così. Raramente essa lascia delle zone franche. Forse perché non ne esistono: nell'economia della vita umana non sono contemplate aree indisponibili, terre di nessuno. Tutto è campo di battaglia, tutto! Corpo, anima, spirito, mente, affetti, beni materiali ed immateriali, tutto è territorio aperto, ricettivo e come tale vulnerabile. Ecco, la vulnerabilità! Quando la vita non scivola addosso, senza lasciare traccia, si scopre di essere fragili e delicati. Anche perché la vita non scorre addosso senza lasciare segni, più o meno profondi, a meno che non trovi un cuore indurito, rivestito da una rigida corazza. Credo che, anche in questo caso, col tempo, prima o poi, si apre uno spiraglio perché la vita trova sempre il modo per manifestarsi, non può venir meno al suo compito: nella sua fucina è un modellare, sagomare e forgiare senza sosta. Sono sempre stata qui ma anche altrove. Non me ne sono mai andata ma oggi sono tornata............

mercoledì 15 luglio 2015

Anniversario di laurea

 
Signore, mio Dio
quanto bene avrei potuto fare
e non l'ho fatto!
Ti chiedo perdono per quanto di ingrato c'è in me,
per i sensi di colpa,
per l'inadeguatezza,
per la mano che non ho saputo tendere,
per lo sconforto che non ho saputo consolare,
per le lacrime che non ho saputo asciugare,
per un sorriso che non ho saputo donare,
per le risposte che non ho saputo dare,
per l'impazienza, l'oscurità, le debolezze,
le ombre dell'anima............ 

giovedì 30 aprile 2015

E' di nuovo primavera


Il mio tempo passa in fretta.
E' già trascorso un anno esatto dalla  morte di mio padre.
Un anno che mi pare ieri.
Un anno che non son capace di contare.
Un anno che non so quantificare nè definire se non me lo dicesse il calendario.
Eppure è passato un anno! 
Un anno volato via ma che comunque ha lasciato il suo peso dentro ed anche fuori di me.
Era primavera...........
Una stagione piena di vita e di colori, dove il risveglio della natura passa attraverso il profumo fresco dell'aria. Poi è arrivata l'estate ed il tentativo di continuare la mia vita nonostante tutto.
L'autunno, poi l'inverno.......... Tutto è arrivato. Tutto, puntualmente. Come sempre.
Rispondendo al comando del Signore.
Ed è già di nuovo primavera................

lunedì 16 febbraio 2015

Ancora ricordi d'infanzia

Scrivo spesso di mia  nonna e raramente di mio nonno. Naturalmente anche lui ha avuto un peso nella mia infanzia. Loro sono i miei nonni materni. Mi hanno allevata da quando avevo solo tre mesi. Durante gli anni della mia infanzia ho dovuto separarmi spesso da loro, per andare a vivere in Germania con i miei genitori: la prima volta avvenne quando avevo tre anni, la seconda volta a nove dopo aver vissuto di nuovo con loro l'età della scuola elementare. Vivevo facendo la spola tra la Sicilia e la Germania. Durante le vacanze estive mi trasferivo dai miei genitori per poi tornare dai miei nonni durante il periodo della scuola. Non è stato facile per me ma neanche per i miei genitori e per i miei nonni. Eravamo sottoposti a grandi sconvolgimenti e la pressione psicologica di questa situazione era troppo pesante da sopportare. Ogni giorno facevo i conti con la nostalgia, mi mancava sempre qualcosa. Mia nonna però mi sapeva colmare, mi riempiva il cuore con il suo amore, sicchè sono cresciuta accanto a lei con molta serenità anche se i continui cambiamenti mi destabilizzavano non poco, soprattutto il trasferimento in Germania e la relativa nostalgia dei nonni, delle amiche e del mio Paese.
 
 
Mio nonno mi ha trasmesso la passione per i cavalli. Spesso mi portava con sé e mi faceva cavalcare. Ricordo con gioia e volentieri quando mi teneva davanti a sé, cingendomi la vita e mi portava a spasso in groppa ad un cavallo. 
Nelle lunghe e fredde sere d'inverno, quando la famiglia si radunava accanto al fuoco, lui ci intratteneva con storie che inventava sul momento e d'estate, quando ci si sedeva fuori al fresco, intratteneva me ed i bambini del vicinato, che attenti e curiosi ascoltavamo le sue storielle. Mio nonno spesso mi portava con sé a fare una passeggiata, oppure a fare visita al fabbro che aveva la sua bottega vicino casa nostra. Mi faceva sedere sulle sue ginocchia e, mentre gli uomini si intrattenevano tra loro, io guardavo ammirata il fabbro che lavorava il ferro o ferrava i cavalli.  

Mi piaceva guardare il fuoco che arroventava il ferro e poi che prendeva forma sotto i colpi ritmici del martello. Oh, il rumore della forgia! Ancora lo ricordo, mi pare di sentirlo e ne ho nostalgia! Tutte le mattine era proprio il tipico tintinnio del martello sopra l'incudine che mi svegliava. Che bello! Davvero......lo ricordo ancora............con somma dolcezza!   

venerdì 13 febbraio 2015

Il profumo della mia infanzia

 
Il 13 febbraio è per me un giorno particolare, un po' triste e denso di ricordi: mia nonna lasciava questa terra per tornare tra le braccia del Signore. Quando penso a lei che non è più in vita non riesco a trattenere le lacrime. La mia è una ferita sempre aperta. Mi manca. Allora per smorzare ed addolcire questo taglio che mi attraversa da parte a parte nel profondo dell'anima, lasciando scoperto il lato più debole ed incantato di me, cerco di ricordare la mia infanzia trascorsa con lei: mi pare di sentire ancora il fruscio dei suoi passi, mentre nel cuore della notte si alza per accendere il forno a legna ed impastare pane e biscotti, che alle prime luci dell'alba avrebbero inondato la casa di un soavissimo profumo. Mi pare di sentire ancora lo scoppiettio del fuoco ed il suo calore, che avvampa le gote mie e di mia nonna. Mi rivedo bambina accanto a lei, lì nella stanzetta in cima alle scale, dove si trovava il bellissimo forno a legna, seduta su una panca, avvolta dalla luce rossa delle fiamme e dal loro calore, sorridente ed estasiata mentre attendo i primi biscotti per mangiarne uno ancora caldo, appena sfornato. Il pane di mia nonna era il più buono di tutto il vicinato ed ella non lo rifiutava mai a chiunque gliene chiedesse uno. Come mi piaceva stare con lei, farle compagnia e guardarla! Mia nonna mi amava moltissimo, lo sentivo, lo sapevo e questo faceva di me una bambina serena e gioiosa.     

venerdì 21 novembre 2014

La seconda piaga

Continuo con l'intervista a Mons. A. Schneider sulle piaghe del Corpo Mistico liturgico di Cristo. Il tema è abbastanza spinoso, perché mette il dito, davvero, su una piaga che affligge l'intero popolo cattolico, soprattutto praticante ed osservante, quello cioè del pericolo della secolarizzazione, dell'accoglienza della mondanità, che porta, inevitabilmente alla banalizzazione ed alla desacralizzazione della vita, della preghiera, di ogni rito sacro ed in modo particolare alla spettacolarizzazione della Santa Messa, riducendola ad un incontro festoso di preghiera, dove protagonisti sono i fedeli ed il sacerdote. 

'La seconda piaga è la comunione sulla mano diffusa dappertutto nel mondo.
Non soltanto questa modalità di ricevere la comunione non è stata in alcun modo evocata dai Padri conciliari del Vaticano II, ma apertamente introdotta da un certo numero di vescovi in disobbedienza verso la Santa Sede e nel disprezzo del voto negativo nel 1968 della maggioranza del corpo episcopale. Solo successivamente papa Paolo VI l'ha legittimata controvoglia, a condizioni particolari.
Papa Benedetto XVI, dopo la Festa del Corpus Domini 2008, non ha più distribuito la comunione che a fedeli in ginocchio e sulla lingua, e ciò non soltanto a Roma, ma anche in tutte le chiese locali alle quali ha reso visita. Attraverso ciò egli donò all'intera Chiesa un chiaro esempio di magistero pratico in materia liturgica. (Card. Athanasius Schneider)'.
 
A tal proposito la mia esperienza potrebbe essere illuminante per qualcuno. Io sin dalla nascita ho fatto la spola tra la Germania (Paese dove sono nata) e la Sicilia ma quando avevo nove anni la mia famiglia si è trasferita in Puglia, a Modugno, un paese in provincia di Bari e proprio qui ho fatto la Prima Comunione. Da allora in poi ho sempre preso l'ostia consacrata in bocca, non in ginocchio perché non si usava ed io non ero a conoscenza di questa modalità. All'età di 13 anni, riecco un altro trasferimento e mi ritrovo di nuovo in Germania. Qui sono entrata in contatto con una nuova realtà: ho visto che i fedeli (sia Tedeschi che Italiani)avevano l'abitudine di prendere l'ostia sulla mano e così mi sono adeguata, senza farmi tanti scrupoli né domande. La Chiesa da me frequentata era un edificio moderno, di mattoni rossi (orribile!) e senza balaustra che dividesse l'altare maggiore dal resto. La Messa era officiata da un sacerdote italiano. Però quando partecipavo ad una Messa tedesca in una Chiesa con la presenza della balaustra, vedevo tanti Tedeschi inginocchiarsi qui e prendere l'Ostia in ginocchio, questo soprattutto nelle festività, tipo Natale e Pasqua. Ebbene, confesso che questa modalità mi affascinava......non l'avevo mai vista! Sicuramente da piccina sì, l'avrò vista, ma purtroppo non ne portavo memoria. Ritornata in Italia, all'età di 19 anni, ho trovato una realtà cambiata, anche qui la comunione in mano era ormai una prassi e siccome io ero abituata in questo modo non mi fu difficile continuare così, fino a quando non cominciai a notare che non tutti usavano questo modo, soprattutto a Roma, soprattutto i più devoti. Allora mi misi ad esaminare bene la questione e finalmente capii che era un abuso e sono tornata a prendere l'Ostia consacrata in bocca e, quando mi è possibile, anche in ginocchio.     
 
LA PRIMA PIAGA QUI
 
Sul sito della Santa Sede (qui) si trova un breve scritto sull'opportunità di ritornare alla buona abitudine di comunicarsi in bocca ed in ginocchio, per un duplice motivo:
 
1) evitare al massimo la dispersione dei frammenti eucaristici
2) favorire la crescita della devozione dei fedeli verso la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.
 
E' vero che tanti fedeli prendono la Comunione in mano con tanta devozione e tanto amore, ma ciò non toglie che possano andare dispersi dei frammenti e che si possa incorrere nel rischio di commettere lo stesso un abuso o un sacrilegio.
 
Ho visto gente devota rigirarsi l'Ostia nella mano, baciarla, contemplarla prima di metterla in bocca. Ho visto gente meno devota andare a prendere la Comunione con una gomma da masticare in bocca; ho visto gente prendere l'Ostia in mano e poi non portarla alla bocca (e che solo su mia pressione lo hanno fatto); ho visto gente prendere l'Ostia in mano e poi portarla alla bocca in modo rocambolesco; ho visto Ostie cadere per terra..............
 
Riflettere su questo credo sia importante, per la nostra vita spirituale e per la nostra salvezza eterna.  
 

domenica 2 novembre 2014

La notte dei morti: un dolce ricordo

 
Ho trascorso la mia infanzia a San Fratello, in Sicilia dove vivevo con i miei nonni materni ed una giovane zia ancora da sposare.  Ero una bimba allegra, tranquilla ed ubbidiente, ma il fatto stesso di essere 'un'orfana dell'emigrazione', cioè lasciata in custodia ai nonni affinchè anche mia madre potesse lavorare in terra straniera, dopo aver sposato mio padre, faceva di me una bambina ultra privilegiata, da coccolare e crescere con amore e cura. Di me si prendeva cura anche l'intero vicinato, ero la beniamina di tutti. Sono cresciuta in un clima di serenità, accanto alla mia adorata nonna, il cui ricordo non mi abbandona un momento. Le mie radici sono affondate nella terra Sanfratellana e ne ho assimilato la lingua, gli usi, i costumi e le tradizioni. Ed è proprio di una di queste tradizioni che desidero scrivere.
La notte tra il primo novembre ed il due era per me, quand'ero ancora bambina (come per tutti i bambini di San Fratello), una notte molto particolare e speciale. Era la notte dei morti. Oh, ma nulla di lugubre e di spaventoso. Aspettavo che i morti, della nostra famiglia ed anche conoscenti, venissero a farmi visita per portarmi tante cose buone! Era l'attesa di un incontro, un incontro gioioso. In questo modo, noi bambini imparavamo a non avere paura dei morti, a sentirli presenti e vivi in mezzo a noi. Naturalmente sapevo che non li avrei visti perché sarebbero venuti di notte, alla chetichella, ma nonostante ciò, ero consapevole della loro visita, certissima della loro presenza quella notte in casa nostra. Come mai tanta sicurezza? Perché ogni anno era lo stesso, mai una delusione: al mattino, appena sveglia, mi precipitavo in cucina, sicura di trovare una sorpresa, il tavolo pieno di dolciumi e regali!!!!!! .
Quello era il segno che i defunti che erano in Cielo, miei conoscenti e soprattutto mio nonno paterno (all'epoca era l'unico defunto della mia famiglia) era venuto a farmi visita. Tutto questo mi lasciava una grande gioia ed il cuore colmo di gratitudine. Sapevo che i morti non erano morti ma continuavano a vivere in Cielo, con Gesù; che erano sempre accanto a me, che mi amavano, mi proteggevano e pregavano per me. Naturalmente la gioia per i regali era anche tanta, soprattutto per le caramelle colorate di cui ero golosa e poi c'erano i dolci tipici di San Fratello, i biscotti (le ossa di morto), frutta martorana, frutta secca, e poi qualche regalo utile, un paio di scarpe o di calze, un indumento di cui avevo bisogno in quel momento. Com'era bello! E noi bambini non vedevamo l'ora di far vedere tutto al resto della famiglia. Mi ricordo i sorrisi di mia nonna e di mia zia nel vedere la mia esultanza davanti a quel tavolo con i doni! Questo era un giorno che aspettavo con curiosità, trepidazione e letizia e la sera di Ognissanti non riuscivo a prendere sonno nell'attesa dei miei morti. In modo particolare mi assillava una domanda: come avrebbero fatto ad entrare in casa se tutte le imposte erano chiuse? Allora la mia immaginazione di bambina ingenua si dava una risposta: ero convinta che entrassero dalla serratura della porta; semplicemente così! 
Da allora sono trascorsi molti anni ed insieme ai miei anni sono aumentati i cari che hanno lasciato questa terra. Non mi aspetto più i doni, non sono più così ingenua, ma credo ancora che i miei defunti non sono morti e che vivono in Cielo con Gesù, che sono sempre accanto a me, che mi amano, mi proteggono e pregano per me. Mio padre, mio suocero, i miei nonni, i miei zii e tanti altri ancora......non sono morti ma vivono......nell'eternità della Bellezza......  

martedì 23 settembre 2014

Vita in due


Il tempo scorre. Qualche ruga in più. Aumentano gli anni. Si continua a vivere uno accanto all'altra, insieme. Si continua a ringraziare del dono di condivisione della vita, di ogni sua piega e trama. Aumenta la certezza di essere sempre più indispensabili l'uno per l'altra, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, ora per ora, giorno per giorno. Sono stata tratta dalla sua costola, sono carne della sua carne, la mia anima è una con la sua, il mio corpo è uno con il suo. Creati per vivere insieme. Creati per lodare e benedire il Signore insieme. Per sempre.  

venerdì 22 agosto 2014

Due anni.....

Sono già trascorsi due anni dal giorno in cui io e mio marito siamo diventati oblati benedettini. Da allora sono cambiate tante cose: in particolare, siamo stati sorpresi da un trasferimento, per motivi di lavoro, e ci ha impegnati un faticoso trasloco. Purtroppo questo ha comportato la lontananza dal nostro Monastero e dalla partecipazione, secondo le nostre possibilità, alla sua vita. La distanza non è tantissima però è tale da impedirci di essere lì ogni qualvolta lo desideriamo. Oggi, finalmente, saremo insieme alle nostre sorelle monache! Ci incontreremo per la preghiera del Santo Rosario, la Santa Messa ed i vespri. Un momento prezioso di comunione per amore di Gesù e della Sua Mamma che oggi viene venerata con il titolo di Maria Regina del Cielo e della terra.
 
 
Qui quella indimenticabile ed emozionante giornata.
 
 Qui la storia del Monastero di Fossano (CN) chiamato col nome di 'Santissima Annunziata'.

martedì 5 agosto 2014

Salus Populi Romani


 
 

La giornata di oggi mi riporta con la mente ed il cuore a Roma, alla Basilica di Santa Maria Maggiore ed al mio matrimonio celebrato in essa. Proprio oggi ricorre la dedicazione della Basilica più antica costruita in Occidente e dedicata alla Madonna, che qui viene celebrata con il nome di Salvezza del Popolo Romano ed anche col titolo di Madonna della Neve. La storia legata alla Basilica ed al luogo dove essa è stata eretta la racconto qui. Davanti a questa bellissima icona, che si dice sia stata dipinta da san Luca apostolo, ho pronunciato il mio si.......un lontano 23 settembre......

mercoledì 16 luglio 2014

Emozioni

Il mese di luglio ha portato con sé una ventata di bei momenti per me. La verità è che mi aspettano puntuali ogni anno, ma quest'anno si sono arricchiti di qualche altra esperienza in più. Ho visitato la mostra dei Preraffaelliti a Torino e che dire, di fronte a dipinti che trasmettono la nostalgia per il tempo degli eroi e dei santi, il desiderio di seminare e raccogliere bellezza, non si può non restare estasiati!  I Preraffaelliti sono i membri di una «confraternita» di pittori creata a Londra nel 1848 da Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e William Holman Hunt. Il nome nasce dall’idea secondo cui la decadenza dell’arte, iniziata con il Rinascimento, necessita di riconquistare la vera prospettiva, caratterizzata da una parte a rappresentare la realtà così come essa si presenta e dall’altra a trasmettere l’esperienza del mito, del rito e della fiaba. Per questo  è necessario risalire a prima di Raffaello Sanzio (1483-1520). L’esperienza dei Preraffaelliti, però si comprende mettendo in risalto il neogotico e l'epoca medievale rivalutati e difesi dall’architetto convertito al cattolicesimo Augustus Welby Northmore Pugin (1812-1851) e dal critico John Ruskin (1819-1900).
 
Ciò che più mi ha emozionata è stato l'incontro con i miei cari seminaristi, Legionari di Cristo, venuti da Roma in visita, Mathias ed Agustin (ne ho scritto anche qui). Il tempo trascorso con loro è sempre foriero di grazia, gioia, consolazione ed emozione!
E poi il mese di luglio porta ancora con sé la festa di San Benedetto, mio padre nella fede (qui); l'anniversario della mia laurea (qui)........San Bonaventura da Bagnoregio (qui) un santo a me particolarmente caro.....e poi la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (qui) che ricorre oggi.  

martedì 15 luglio 2014

Il cielo di Fossano



 
 
 
 
Ho vissuto sotto il cielo di Fossano per  dieci anni. Questo cielo mi manca......l'ho ammirato al mattino, al tramonto, d'inverno, d'estate, in primavera, in autunno.....mi ha sempre conquistata ed incantata col suo fascino luminoso colmo di colori, silenzio e lento divenire. Mi ha preservata, custodita, accompagnata, sovrastata benevolmente per dieci lunghi anni; ha vissuto con me gioie e dolori, condiviso fatiche quotidiane, speranze, affanni, delusioni, liberi pensieri, ricordi, ricorrenze ed accorate preghiere.
Il cielo di Fossano protegge e culla col suo candore il mio Monastero.

lunedì 12 maggio 2014

Caro papà

 
Caro papà, la legge della vita dice che non ci sei più. La legge di Dio dice che hai aperto i tuoi occhi alla luce dell'eternità, nella pienezza del tuo tempo. La legge del mio cuore dice che sei ancora parte della mia vita, che tu stesso mi hai donato, cooperando con Dio, affinché anch'io potessi vedere le meraviglie del mondo. La legge dell'amore dice che sei sempre in mezzo a noi, tua famiglia terrena, per continuare con noi il cammino nella vita e verso l'eternità. La legge della speranza dice che un giorno ci ritroveremo di nuovo tutti insieme per amarci in modo perfetto nella vita che non muore più.

Riposa in pace.

lunedì 7 aprile 2014

Processo inverso

 
Eccomi! Sono sopravvissuta al mega-trasloco e sono solo all'inizio! Ora mi attende il processo inverso: aprire gli scatoloni e rimettere tutto al loro posto. Impresa ardua, difficile e lunga in quanto non tutto andrà al posto di prima perché il posto di prima non c'è più e qui è tutto diverso. Quando si cambia casa diventa difficile riprodurre i vecchi ambienti e qui sarà praticamente impossibile. Dunque prevedo tempi lunghi per riuscire a mettere tutto in ordine.

venerdì 4 aprile 2014

Meno uno......


Ho ultimato i preparativi per il trasloco. Domani si parte. Certo, non assomiglio a questa leggiadra ragazza, che tutto sembra tranne una che ha finito di riempire decine e decine di scatoloni; non ne ho il sorriso, né la leggerezza, né lo spirito positivo; però di una cosa sono sicura stasera: ho finito!

martedì 1 aprile 2014

Sic transit gloria mundi


E' tempo di dire addio, ma per me gli addii non sono mai definitivi: un pezzo di me, delle mie esperienze di vita, delle mie radici restano.........stavolta però per la Scuola Allievi Carabinieri 'Generale Dalla Chiesa' si tratta di un vero e proprio addio: non esiste più, anche se continuerà a far parte di me nei miei ricordi. La Scuola ha contribuito a fare la storia dell'Arma dei Carabinieri, formando, nel corso di decenni, migliaia di Allievi Carabinieri che hanno svolto il loro servizio in tutta Italia. Mi accompagneranno dei bei ricordi, soprattutto legati al tempo in cui anch'io facevo parte, come medico, dell'organico di questa caserma. Mi ricordo gli arruolamenti, le visite, i giuramenti, i tanti Allievi, con le loro speranze, timori e sogni, i momenti di convivialità. 

La mia è stata un'esperienza davvero unica e gratificante, che mi ha permesso di allargare i miei orizzonti professionali. Purtroppo tutto è finito...come ogni cosa del mondo......
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

venerdì 21 marzo 2014

Liebe Mama....

Quella di ieri è stata una giornata particolare. Ho ricevuto la visita di due giovani seminaristi della Congregazione dei Legionari di Cristo (http://www.legionariesofchrist.org). Sono anni ormai che io e mio marito siamo legati a loro e li sosteniamo con la nostra preghiera, e sono anni ormai che puntualmente qualcuno di loro ci viene a trovare: ci scambiamo in poco tempo idee, esperienze e progetti di vita. Sono splendidi ragazzi, nel fiore degli anni, i più provenienti dall'America Latina, che hanno negli occhi lo sguardo dello stupore di chi si affaccia alla vita, ad una vita di ascolto e di dono. Giovani belli, sorridenti, limpidi e luminosi che non disdegnano di indossare con orgoglio la veste talare o l'abito sacerdotale. Ancor prima di sposarmi confidavo sempre al Signore il desiderio di avere un giorno un figlio sacerdote, ebbene ora, tutti questi sono i figli che il Signore ha voluto donarmi! Tanti, tutti sacerdoti e non uno! Ogni giorno, come una mamma, li affido al Signore perché siano fedeli e santi nell'operare secondo la volontà del Signore nella piena adesione al Santo Padre ed al Magistero della Santa Chiesa.
 
Lo dico loro anche quando li incontro, perché non vi è nulla di più importante che la fedeltà a Gesù ed alle sue leggi e l'ho fatto anche ieri; ai due seminaristi, ho fatto presente come la mia preoccupazione, la mia vicinanza e l'affetto per loro non siano molto dissimili da quello di una mamma. Alla partenza uno di loro (che è tedesco, della Baviera dell'amato Papa Benedetto XVI) mi ha donato una medaglietta sacra ed un'immaginetta con l'effige di san Giuseppe. Dopo partiti ho letto il retro dell'immaginetta, vi aveva scritto due righe in tedesco, che iniziavano così: Liebe 'Mama' (cara mamma).........e terminavano con 'im Gebet bleiben wir verbunden'(nella preghiera restiamo uniti)........e mi sono sciolta in lacrime.......... 
  

lunedì 17 marzo 2014

Il silenzio dell'acqua

Ho potuto sperimentare, più di una volta, una sensazione alquanto singolare e piacevole, soprattutto nei luoghi della terra privilegiati dal Signore. La prima volta in assoluto mi è capitata a Lourdes, quando mi sono recata in pellegrinaggio, nel maggio del 2006. Sto parlando della sensazione del tempo che si ferma, anzi del tempo senza tempo, del tempo che non è più tempo.....ma che continua ad esistere e a scorrere, in perfetto silenzio, come l'acqua del fiume Gave.
Lourdes è una ridente cittadina ai piedi dei Pirenei, lambita dalle acque del fiume Gave e luogo di apparizioni della Vergine Maria, dal lontano 11 febbraio 1858, ad una fanciulla di nome Bernadette. L'acqua a Lourdes ha una valenza mistica: guarisce il corpo e l'anima. L'acqua di Lourdes è stata benedetta dalla Madonna e continua ad essere segno della sua presenza e della potenza santificatrice del Signore. Tutti a Lourdes, una volta arrivati alla grotta, sentono il bisogno di abbeverarsi alle fonti di acqua che sbucano dal muro che porta alla grotta. Tutti, tutti indistintamente andiamo all'acqua, beviamo, ci immergiamo totalmente nelle vasche, sentendo il richiamo della purezza che l'acqua ci può donare: la salute dell'anima e del corpo. L'acqua è segno di vita, è elemento universale di vita e ci riporta all'essenziale, al punto d'unione tra la nostra vita di peccato e quella santa e pura di Dio; ci riporta al desiderio cocente dell'anima di ritornare immacolata, all'origine, nella notte dei Tempi, nel giardino dell'Eden, allo stato di amicizia tra Dio Creatore e l'Uomo creatura. A Lourdes questo stato, alimentato dal desiderio di una guarigione, pare che si possa compiere! Qui l'acqua davvero ha la capacità di riportarci alla santità primordiale, a gustare nuovamente l'amicizia di Dio, a ridarci la vita nel corpo e nello spirito, se solo si ha la volontà di ritornare, con il sacramento della riconciliazione, a Dio. Solo così il Signore opererà un miracolo nella nostra vita: il miracolo che ci serve! Non per nulla Lourdes è luogo dove il pellegrino può accostarsi alla fonte del perdono in ogni momento lo desideri. L'acqua completerà il percorso di immersione in Dio e nella sua misericordia. A Lourdes Dio parla attraverso il silenzioso scorrere del fiume. Ciò mi ha stupita e rapita: l'acqua del Gave, passando davanti la grotta  di Massabielle, il luogo benedetto dall'apparizione, fluisce silenziosa, misteriosamente silenziosa e questo silenzio, pare faccia fermare il tempo, nonostante gli occhi percepiscano il continuo movimento verso avanti dell'acqua. Un silenzio che afferra l'anima, la fa gioire, la rapisce nel profondo. Un silenzio che immerge nell'Eterno, nell'eternità, nel Mistero, nel mistico abbraccio di Dio. Un silenzio molto eloquente, che va dritto al cuore, proprio come le parole sussurrate da Dio e trasportate dall'acqua.........