La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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martedì 22 settembre 2020

Il calcolatore di Antikythera

Nel 1900 un gruppo di pescatori di spugne greci, fu costretto da una tempesta a cercare riparo fra gli scogli, presso l'isoletta di Anticitera. Passata la tempesta, i pescatori ripresero a pescare e si imbatterono nel relitto di una nave romana da carico che, si scoprì tempo dopo, essere affondata durante una tempesta, verso la metà del I secolo A.C. Tra i reperti ritrovati ve ne era uno, incrostato ma intatto, alquanto misterioso dotato di uno stupefacente meccanismo.  Lo scopritore vero e proprio di questo prezioso reperto fu Valerios Staïs, archeologo del Museo Nazionale di Atene, che catalogando i reperti provenienti dal veliero sommerso, fu incuriosito da ciò che - a prima vista - gli sembrò un orologio. Su alcuni lati di questo blocco di bronzo era possibile notare delle iscrizioni che parlavano di avvenimenti astronomici risalenti all'anno 77 a.C. Nel 1951 il professor Derek De Solla Price, iniziò a studiare questa enigmatica macchina e, dopo un ventennio, scoprì essere il progenitore delle moderne calcolatrici meccaniche, che i greci, secondo un'ipotesi accreditata, usavano per calcoli astronomici molto complessi  per le previsioni delle eclissi solari e lunari, lo studio dei pianeti e dei corpi celesti e questo con una approssimazione sorprendente. La macchina, dotata di un complicato sistema di ruote ed ingranaggi, aveva una dimensione di circa 30 cm per 15 cm, costruita in rame ed originariamente montata in una cornice di legno. 

 

Su questa antichissima  macchina vi sono delle iscrizioni, oltre 2000 caratteri, dalle quali si può evincere che sia stata costruita nella città di Siracusa, allora greca, patria di Archimede, tanto che essa viene chiamata anche 'il planetario di Archimede'. Il meccanismo è attualmente conservato nella collezione dei bronzi del Museo Archeologico Nazionale di Atene insieme alla sua ricostruzione. 

 Questo geniale calcolatore astronomico anticipa la scienza moderna di 20 secoli in quanto la sua costruzione presuppone la conoscenza delle equazioni dei rotismi epicicloidali facendo credere, di conseguenza, che vi siano state menti in grado non solo di costruirlo ma anche di usarlo ed interpretarlo.  


 Per saperne di più ANTIKYTHERA dal blog del professor Giovanni Pastore 

giovedì 20 dicembre 2018

Veni, Veni, Emmanuel!

 
Véni, véni, Emmánuël;

Captívum sólve Israël,

Qui gémit in exílio

Privátus Déi Fílio.

Gáude! Gáude! Emmánuël,

Nascétur pro te, Israël!



Véni, véni, O Oriens;

Soláre nos advéniens;

Noctis depélle nébulas,

Dirásque noctis ténebras.

Gáude! Gáude! Emmánuël,

Nascétur pro te, Israël!


Véni, O Jesse Virgula;

Ex hostis tuos úngula,

De specu tuos tártari

Educ, et antro bárathri.

Gáude! Gáude! Emmánuël,

Nascétur pro te, Israël!



Véni, Clávis Davídica!

Régna reclúde caélica;

Fac íter tútum súperum,

Et cláude vías ínferum.

Gáude! Gáude! Emmánuël,

Nascétur pro te, Israël!


Véni, Véni, Adónai!

Qui pópulo in Sínai,

Légem dedísti vértice,

In majestáte glóriae.

Gáude! Gáude! Emmánuël,

Nascétur pro te, Israël!
 
 

mercoledì 28 giugno 2017

Charlie verrà ucciso!

Charlie è un bambino inglese di 9 mesi affetto da una gravissima e rarissima malattia, la sindrome della deplezione del Dna mitocondriale. I genitori, Chris e Connie, da mesi hanno lanciato una campagna per la raccolta di 1,3 milioni di sterline per tentare una terapia sperimentale negli USA, ma i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il piccolo, si sono opposti. Per loro Charlie è senza speranza e quindi è inutile tenerlo in vita. Ne nasce una vertenza giudiziaria. Ad aprile scorso l’Alta Corte di Londra emette la sua condanna a morte, pienamente convinto di agire per il miglior interesse di Charlie e contro la volontà dei genitori. La mamma aveva detto: “Hanno eliminato i nostri diritti di genitori come se non fosse importato a nessuno. Il modo in cui siamo stati trattati dai medici nell'Ospedale di Great Ormond Street è stato disumano. Nostro figlio è sostanzialmente tenuto come prigioniero in ospedale". I genitori si sono appellati alla Corte Europa dei Diritti dell'Uomo e questa, in tempi molto più rapidi del previsto, ha dato ragione ai tribunali inglesi: «La decisione è finale», dicono i giudici di Strasburgo in nome del rispetto per la sovranità britannica.
L'Italia si è mobilitata, con preghiere ed appelli, per tentare di salvare Charlie Gard dalla morte sancita dal Tribunale. Sono state inviate una petizione al Presidente della Repubblica Italiana Mattarella perché conceda la cittadinanza italiana al bimbo -in quanto da italiano avrebbe garantito il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della Carta Costituzionale e potrebbe recarsi negli Usa per le cure sperimentali -ed una lettera a Papa Francesco affinché faccia sentire la sua voce (finora rimasta muta! Il Papa 'chiacchierino' non ha parole in difesa di questo bambino!!!!!) e si decida ad intervenire con un atto pubblico. Purtroppo al momento tutto tace, dalla Santa Sede non una sola parola nei drammatici giorni vissuti dai genitori per salvare la vita al loro bambino. Nulla anche dal palazzo del Quirinale. Tutto tace. Un mutismo insolito. Un orribile silenzio che sa di vigliaccheria ed accondiscendenza. Di tutta la tristissima ed atroce vicenda si è ampiamente occupato il sito de LaNuovaBussolaQuotidiana dal quale ho tratto questo post.

Anche l'Italia ha il suo Charlie! Si chiama Emanuele, ha 10 anni, vive in provincia di Lucca e, seppur con la sua disabilità, riesce ad interagire con il mondo attorno a sé, ed anche se è  incapace di parlare e camminare, ha trovato nel gioco dei colori, il suo personalissimo e prezioso modo di comunicare, di parlare al mondo, di esprimersi, con tela, pennelli e tanti colori! QUI il suo sito.
 
Nei giorni scorsi, prima della decisione del Tribunale Europeo, anche la sua mamma ha inviato una lettera (un appello di mamma Chiara) ai giudici della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) . Purtroppo invano.
 
Qui sotto il video che ritrae una giornata di Mele a scuola.
 
 
di Emanuele hanno scritto in tanti, questo articolo mi è piaciuto particolarmente:
 
"Mele, il bambino che parla con i colori"
 
" Un universo silenzioso, ma esplosivo di colori e di emozioni (...). Emanuele ha trovato una strada tutta sua per comunicare: la pittura.(...) I suoi lavori, già dal 2011 sono stati oggetto di mostre collettive e personali, anche oltre i confini della Versilia. Come un vero artista. Ed è proprio così ("un piccolo genio artista") che lo definisce il Prof. Paoli che ha dedicato a "Mele" il suo libro (...)"
Articolo apparso su 'Il Tirreno' il 13 settembre 2014
L'intero articolo QUI
 

giovedì 11 maggio 2017

Accoglienza indiscriminata

La carità e il suo esercizio si ordinano solo rispetto a Dio e non rispetto ai principi dell’antropocentrismo melenso.
 
Oggi purtroppo un pensiero non cattolico si è fatto strada ovunque, al punto che per l’uomo moderno -che va di pari passo con l’ecclesiastico modernista- si deve amare il prossimo senza stabilire un qualsivoglia ordine e ciò talvolta anche.....contro Dio o più di Dio. Oppure, quando il panteismo ha raggiunto livelli patologici, si giunge quasi all’affermazione esplicita che identifica il prossimo con Dio quasi metafisicamente. A quel punto nessun ragionamento -e nessun ordine nella carità- è più possibile.
 
Frasi frequenti come “il povero è Dio” per esempio, seppur pronunciate con intento retorico, alimentano -vogliamo sperare non intenzionalmente- tale confusione. Perché se è vero che nel volto del povero devo vedere l’impronta di Dio Creatore e l’azione di Dio Redentore, è anche vero che una creatura non potrà mai identificarsi col Creatore e l’amore da portare ad una qualsiasi creatura non sarà mai così incondizionato come l’amore che si deve portare a Dio.

 

L’oggetto dell’atto di carità riguarda dunque principalmente Dio, secondariamente le creature, nella misura in cui esse si riferiscono a Dio. Quest’ordine della carità che cerchiamo quindi -dice san Tommaso- si trova nelle cose stesse, nel loro essere rispetto a Dio. E’ un ordine oggettivo. Il prossimo non si ama incondizionatamente come fosse Dio, la bontà del prossimo non è assoluta, ma è “participative”, essa partecipa della bontà divina e in maniera diversa a seconda dei casi. Ci può essere quindi un “più” e un “meno” nella scala, poiché la misura è data dalla maggiore o minore vicinanza a Dio della cosa da amare.
 
“Obbligo d’accoglienza” dello straniero a qualsiasi costo anche contro il bene comune!? E’ il nuovo dogma, non rivelato da Dio, ma propagandato pressoché senza distinzioni da tutte le centrali del potere massonico. E’ evidente che un cuore cristiano, potendolo, presta soccorso a chi si trova in grave difficoltà, ma la “religione dell’uomo” -che sembra ormai aver conquistato la quasi totalità dei presidi cattolici- impone quello dell’accoglienza come un “imperativo categorico” al quale si può solo “obbedire”.

Lo smarrimento è poi alimentato dalle dichiarazioni di certe autorità ecclesiastiche che spesso propagandano la confusione, predicando come dottrina cattolica concetti che sembrano piuttosto i frutti maturi del peggior mondialismo che non della dottrina di Gesù Cristo.


Intorno alla singolare tipologia d’immigrazione dei nostri giorni si aprono certo più questioni, che partono dal serio discernimento sulla natura di questi flussi, all’aiuto doveroso verso i fratelli, in primis verso i cristiani d’Oriente; dalla necessità, per alcune realtà precise, di un possibile sostegno in loco - anche militare -, alla seria valutazione della presenza tra gli immigrati di molti lupi vestiti d’agnelli. Né è da dimenticare la questione fondamentale che ruota attorno alla nozione di “sovranità”, specie davanti a quella che si profila essere una vera e propria  “immigrazione di sostituzione”. Di qui il problema di determinare se la questione vada trattata sotto il profilo della mascherata invasione oppure se la questione sia solo relativa a quella che oggi con enfasi si chiama “accoglienza” e che si vorrebbe un’emanazione alla carità cristiana. L’accoglienza indiscriminata non testimonia l’amore di Dio, ma l’amore disordinato per alcune realtà terrene.

Il disordine nell’accoglienza dei popoli, nel favorire il loro spostamento sregolato, nell’alterare la pacifica convivenza di alcune Nazioni, alcune delle quali di tradizione cristiana, non è segno di carità. Anzi, è forse proprio uno dei segni che non si cammina nell’amore di Dio.
 
(Don Stefano Carusi)
 
Tratto da QUI

Che arroganza e che faccia tosta!
Si lamentano perché vogliono soldi, Wifi e cibo africano ed inveiscono contro gli Italiani dando loro dei razzisti.....

martedì 7 febbraio 2017

'Amoris Laetitia' e la linea della dottrina cattolica

 
Ottima sintesi del direttore de La Nuova Bussola Quotidiana (QUI il sito)sulla situazione attuale della Chiesa, sul tradimento del magistero di sempre, della morale cristiano-cattolica e delle leggi di Dio compendiate nei dieci Comandamenti. Le 'aperture' dell'Amoris Laetitia in particolare per quanto riguarda la comunione ai cattolici divorziati e risposati o conviventi more uxorio, altro non fanno che relativizzare la Legge di Dio e dissacrare tre sacramenti: l'Eucarestia, il matrimonio e la confessione. Questo documento papale ha gettato nel caos l'intera Chiesa, dove una parte del clero si sente chiamato in causa ad interpretare liberamente ed in modo ampio il pensiero del Papa e ad agire di conseguenza in modo molto permissivo (i vescovi tedeschi hanno pubblicato un documento in cui dettano la linea per una rinnovata pastorale delle nozze e della famiglia alla luce dell’Amoris laetitia, in cui si dichiara che  in certi casi, anche due conviventi more uxorio potrebbero accedere all’eucaristia, così come scritto dal Papa),  mentre un'altra parte, sottoponendo 'Amoris Laetitia' al vaglio del magistero precedente, agisce secondo la legge immutabile della Dottrina della Santa Chiesa. Questo è quello che il Cardinale Prefetto Müller, nell'intervista a La Nuova Bussola Quotidiana (QUI l'intera intervista) si attende ed auspica quando dice: «La 'Amoris Laetitia' va interpretata alla luce di tutta la dottrina della Chiesa…. Non mi piace, non è corretto che tanti vescovi stiano interpretando 'Amoris Laetitia' secondo il loro proprio modo di intendere l’insegnamento del Papa. Questo non va nella linea della dottrina cattolica».

giovedì 3 novembre 2016

Adaline - L'eterna giovinezza

Adaline Bowman è una giovane donna bella ed affascinante, nata nel 1908. Si sposa con un giovane ingegnere e dà alla luce una bambina di nome Flemming. Dopo pochi anni di felice matrimonio suo marito muore. Trascorsi dieci mesi dalla prematura perdita, la ventinovenne Adaline è vittima di un incidente automobilistico da cui si salva miracolosamente ma, a motivo di una particolare condizione meteorologica (quella notte imperversava un terribile temporale con tuoni e fulmini), si verifica in lei un fenomeno inspiegabile che rende il suo corpo insensibile al passare del tempo; infatti, da quel giorno in poi, ella smette di invecchiare, mentre il resto del mondo continua ad andare avanti. A causa di questo strano fenomeno Adaline è costretta a cambiare nome, luogo, casa, lavoro e vita ogni dieci anni, a non avere legami sentimentali e a vedere la figlia invecchiare. Così Adeline passa tanti decenni a 'scappare' dalla sua stessa vita, ogni volta che qualcuno comincia ad accorgersi che ha sempre lo stesso aspetto fisico o inizia a nutrire dei sentimenti verso di lei. La sua è una vita di solitudine, le tiene compagnia solo un cane, nonostante durante lo scorrere dei decenni abbia conosciuto tante persone anche famose e partecipato ad eventi importanti.
 
Quando nella città di San Francisco, Adaline, che ci vive col nome di Jennifer Larson e lavora in una biblioteca, incontra l'affascinante Ellis Jones, il quale è attratto da lei fin dal primo sguardo, decide che è tempo di lasciare quella città, rendersi ancora una volta impenetrabile ai sentimenti.
Questo incontro però la sconvolgerà e la coinvolgerà oltre il previsto, costringendola a ricordare il passato e a fare una scelta definitiva che ci regalerà un imprevisto colpo di scena.
 
E' un bel film che ci spinge a meditare sul senso della vita e del tempo che passa, su chi siamo e su chi vorremmo essere, su ciò che è importante nella vita, sull'amore e sui nostri rapporti con gli altri.
Da non perdere!
 
 
  
 

 

mercoledì 26 ottobre 2016

Clima: allarmismi ingiustificati

 
Dal 7 al 18 novembre si svolgerà a Marrakech in Marocco la 'Cop 22', la Conferenza annuale sul clima che dovrà fare il punto sull’accordo firmato l’anno scorso a Parigi (Cop 21), entrato in vigore dopo la ratifica del Parlamento Europeo il 4 ottobre scorso.  Su giornali e telegiornali è già iniziato il sistematico bombardamento psicologico ed ideologico che vede protagonista la terra e le catastrofi ambientali verso le quali è inesorabilmente condotta dal riscaldamento climatico, del quale ne porta colpa l'inquinamento atmosferico causato dalle opere dell'uomo. Siamo alle solite: ci attendono, nell'arco dei prossimi cinquanta-cento anni, scenari apocalittici a causa dell'aumento dell'anidride carbonica e dello scioglimento dei ghiacciai se non corriamo ai ripari. Il suono delle sirene allarmiste, che urlano menzogne spacciandole per verità scientifiche, sono ormai al limite del sopportabile, proprio perché hanno la pretesa di appiattirci ed uniformarci all'unica idea fortemente ideologizzata che vuole la terra in pericolo, gli animali in via di estinzione e l'essere umano il cancro della vita sulla terra, il nemico da sconfiggere, l'unico responsabile delle sofferenze di Gaia.
Per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacciai è vero che  il ghiacciaio Thwaites, un blocco importante sulla costa occidentale dell’Antartide, da qualche anno registra una lenta erosione che potrebbe nei prossimi decenni renderlo instabile, ma è anche vero che non è una questione di riscaldamento globale. Se così fosse non si potrebbe constatare nelle zone occidentali ed orientali dello stesso Antartide una crescita dei ghiacciai. A tal proposito un interessante studio della NASA pubblicato un anno fa mostra che c’è un accumulo di neve in Antartide iniziato 10mila anni fa e che compensa abbondantemente le perdite registrate in alcuni ghiacciai.
Per quanto riguarda l'Anidride Carbonica (CO2) è vero che è aumentata, è vero che esiste una relazione tra questa e la temperatura, ma è pur vero che non esistono prove convincenti sul rapporto causa effetto; esistono studi che dicono che è la CO2 ad aumentare o a diminuire in seguito alle variazioni climatiche, non il contrario, questo perché quando la temperatura si raffredda gli oceani assorbono CO2 che rilasciano nell'atmosfera quando la temperatura aumenta. Inoltre parlare di CO2 in termini negativi è una stortura ed una bugia che non rende giustizia a questo elemento che è invece un mattone della vita, senza il quale non vi sarebbe la vegetazione sulla terra. QUI il sito del prof. Sherwood Itso con una marea di articoli e studi su questo tema. Inoltre, per rendere onore alla verità ed alla scienza, bisogna dire come negli ultimi 30 anni,
grazie all’aumento della CO2 in atmosfera, la superficie forestale sul pianeta è aumentata del 14%, un incremento che interessa tutti i paesi del mondo, dalla foresta equatoriale alla tundra.
 
Per quanto riguarda il famoso effetto-serra: il 95% è prodotto dal vapore acqueo e solo lo 0,054% di tutta l’atmosfera terrestre è costituito da CO2 del quale meno dell’1% è dovuto ad attività umana (molto di più ne producono la flora e la fauna del pianeta).
 
E' vero che la Terra sta cambiando clima, ma è pure vero che, con grande probabilità, il mutamento è dovuto soprattutto all’influsso del Sole, attualmente in una fase di attività estremamente elevata.
Ed è pur vero che la nostra Terra ha vissuto altri periodi di riscaldamento. Un esempio su tutti: il cosiddetto Ottimo climatico medievale, tra i secoli IX e XIV, dove le temperature terrestri medie furono ancora più alte di quelle odierne.
 
Credo sia estremamente importante non farci spaventare da tutte le notizie che generano paura ed allarme ingiustificati. Notizie che sono solo mere congetture non verificate e spacciate per verità scientifiche, per soddisfare la galassia ambientalista e favorire i  perversi giochi egemonici, altamente remunerativi, dei vari sistemi mondani, politici ed economici, che gravitano intorno alle strutture di potere che contano e che al momento dominano il mondo.
 
Questo bel video, con sottotitoli in italiano, rende bene l'idea della grande truffa del riscaldamento ambientale.  
 
 
 
 
 
 
 
 

    

lunedì 11 luglio 2016

Il cuore dell' Europa

 
 
Ecco dov'è il vero cuore dell'Europa.
Ecco dove è nata l'anima dell'Europa.
La vera Europa.
Buona festa di San Benedetto, co-patrono d'Europa.
Buona Europa a tutti!
 

giovedì 19 novembre 2015

Per rianimare la nostra speranza



Continuate a guardare e lasciatevi stupire, meravigliare.......


 
 
In questo video l'unica nota stonata è P. Odifreddi, ma il suo intervento dura poco!
 

 
Dio esiste ed ha creato l'intero universo. Non lasciamoci sconfiggere dalla paura, né dalla tentazione di credere che Egli non esista e che l'intera vita sia frutto del caso. Lasciamo invece che l'emozione ci prenda il cuore, ci faccia piangere lacrime di gioia e di gratitudine e pieghiamo le nostre ginocchia in adorazione e ringraziamento:
 

Salmo 8

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi
e il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti,
tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio,
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.

 

sabato 3 ottobre 2015

3 ottobre 1995

Il 3 ottobre 1995, esattamente vent'anni fa, moriva all'età di 87 anni, il Professor Plinio Corrêa de Oliveira a San Paolo del Brasile. Era nato, sempre nella città di San Paolo, il 13 dicembre 1908. Dedicò la sua intera esistenza all'apostolato cattolico, alla difesa della Chiesa ed alla restaurazione della civiltà cristiana, prima attraverso l'impegno in politica e poi per mezzo dell’insegnamento accademico (fu docente di Storia moderna e Contemporanea presso la Pontificia Università Cattolica di San Paolo) e l’incessabile attività di conferenziere, per questo venne definito il «Crociato del XX secolo». 
 Nel 1960 fondò l’associazione “Tradizione, Famiglia e Proprietà” (TFP), oggi diffusa in tutto il mondo, attraverso la quale si batté per i valori cristiani. Fu un grande intellettuale cattolico, uno studioso ed autore di una ventina di libri e di migliaia di articoli: tra i suoi scritti il più importante e profetico il saggio 'Rivoluzione e Contro Rivoluzione' stampato per la prima volta nel 1959 in cui, attraverso l'analisi dei grandi eventi della storia moderna, traccia una trama che si struttura e prende forma nell'obiettivo di destabilizzare e distruggere la civiltà cristiana occidentale che aveva impregnato tutta la storia dell'intero Medio Evo.
Di famiglia patrizia, il suo motto è stato: «L’aristocrazia è dimenticare se stessi per servire gli altri». Ed egli questo motto lo mise in atto per l'intera vita nella coerenza dei suoi atti e pensieri e nella santità della sua morte.
Per saperne di più cliccare su questo profilo illustrato e questo bel video che, in pochi minuti, ne delinea un profilo bellissimo.
 
 

venerdì 31 luglio 2015

Bambini abortiti venduti a pezzi


Non ricordo di aver firmato un consenso per la donazione di organi”

Una barbarie senza senso né ragione! Il traffico di organi di bambini vittime dell'aborto è una tristissima realtà.

La Planned Parenthood, una potentissima e ricchissima organizzazione, che gestisce la maggior parte delle cliniche abortiste degli USA e che agisce anche in Europa ed in tutto il mondo con la International Planned Parenthood Federation promuovendo aborto, contraccezione ed educazione all’iper-sessualità nelle scuole, si trova oggi al centro di uno scandalo per via del commercio di organi di bambini abortiti, nelle sue cliniche americane.
La pratica obbrobriosa è stata dimostrata dal giornalismo investigativo dei prolife americani ( che hanno girato i video  qui , con telecamere nascoste).

L'aborto è un vero e proprio commercio, intorno a questo crimine girano milioni e milioni di dollari. In merito a questo è illuminante l'intervista a Carol Everett (guarda su  Youtube), ex direttrice di cliniche abortiste.
In un passaggio dice che si tratta di vero e proprio commercio, «business».
Continua: ' La futura cliente delle cliniche dell’aborto è la ragazzina oggi di 13 anni che ricorrerà all’aborto come metodo di controllo delle gravidanze… dunque vanno per le scuole con l’obbiettivo di far fare loro, fra i 13 ed i 18 anni, dai 3 ai 5 aborti … dunque devi fare in modo che a 12 anni restino incinta, questo per creare il mercato… per farlo si separano i figli dai genitori e dai loro valori… li si iper-sessualizza dando loro tutte le informazioni sul sesso in modo sbagliato … e questo fin dall’asilo… [...]
Continua dicendo che la sua provvigione era di 25 dollari ad aborto e l’obbiettivo era di 40.000 aborti l’anno (si è fermata a 35.000, dopodiché ha avuto un rimorso di coscienza, ha smesso e si è pure convertita!).
Puntualizza: 'Dunque, potevo diventare milionaria… nel primo trimestre si sono fatti dai 10 ai 12 aborti all’ora… quello più economico costava 300 dollari, il medio 500… sono cifre a 3 zeri ogni ora, con un flusso continuo di ragazze che passano da una stanza all’altra … non ci sono protocolli… cartelle cliniche… se ne segni 10 e ne fai 12 saltano fuori 1.200 dollari l’ora che io e te possiamo far sparire … chi ci lavora non è un dipendente … ha un contratto di collaborazione esterna liquidato in contanti su base giornaliera… l’Agenzia delle Entrate non ne saprà mai nulla… questo è ancora l’affare, privo di regolamentazioni, più grosso che ci sia nel nostro Paese… più delle droghe illegali… nel 1988 risulta che fosse noto solo il 50% degli aborti… puoi farti un’idea di quanti bambini siano uccisi ogni giorno…'

 Notizie tratte da http://www.notizieprovita.it/

 

giovedì 26 marzo 2015

Myriam di Qaraqoush

 
Myriam è una bambina che, assieme ad altri 100mila cristiani, lo scorso agosto ha dovuto abbandonare la propria casa nella valle di Ninive, a Qaraqoush, a causa delle feroci persecuzioni dell’Isis.
Adesso vive in un centro di fortuna, ma nonostante le difficoltà la sua fiducia in Dio e l’amore continuano a brillare nei suoi occhi e nelle sue parole.
Un video da guardare fino in fondo.
Al minuto 4.42 Myriam canta: ha una voce angelica che commuove!

Preghiamo per tutti i nostri fratelli nella fede che a causa di Gesù sono perseguitati, violentati, uccisi, costretti a fuggire dalle loro case.

giovedì 4 dicembre 2014

La tregua di Natale 1914

Quest'anno la follia della prima guerra mondiale conta i suoi primi cento anni. Fu una guerra cruenta che lasciò sui campi di battaglia centinaia di migliaia di morti; una guerra nel cuore dell'Europa, una guerra fratricida che, fra tanto sangue e dolore, può annoverare un momento di forte commozione, di fraternità, di umanità, avvenuto sul fronte occidentale, dopo quattro mesi di combattimenti e già centinaia di migliaia di morti: la tregua della notte di Natale.
 
Ecco il racconto di Emanuele Boffi, su 'Tempi' del 20 dicembre 2007.
 
'La notte di Natale del 1914, sul fronte nord-occidentale, nelle trincee delle Fiandre, a sud di Ypres, in Belgio, i soldati tedeschi, francesi e inglesi si accordarono per una tregua. Il cessate il fuoco non fu ordinato dai comandi dei due schieramenti, ma avvenne per l’iniziativa dei semplici soldati. Francesi, inglesi e tedeschi uscirono allo scoperto e si incontrarono nella terra di nessuno. Si parlarono, si strinsero la mano, si abbracciarono, seppellirono i caduti. Si celebrò una Messa e una funzione funebre. I nemici che fino ad un attimo prima sparavano per uccidere, fumarono e cantarono insieme, si scambiarono auguri e doni, capi di vestiario e bottoni delle divise, cibo, tabacco, fotografie di mogli, figli e amici, ricordi vari del tempo di pace.'
 
Di quella notte hanno parlato anche alcuni storici, tra cui Michael Jurgs nel suo libro La piccola pace nella grande guerra,  Edizioni Il Saggiatore, 2005: «All’inizio c’è soltanto uno che canticchia Stille Nacht, Heilige Nacht. La canzone della nascita di Gesù risuona lieve e si disperde lentamente nel paesaggio spettrale delle Fiandre. Poi, però, quel canto si diffonde come un’ondata, da un riparo all’altro, e dall’intera linea scura delle trincee risuonò Schlaf in himmlischer Ruh. Dall’altra parte del fronte, a cento metri di distanza, nelle postazioni degli inglesi, rimane tutto tranquillo. Ma i soldati tedeschi sono in vena, e canzone dopo canzone, danno vita a un concerto di migliaia di voci umane, da ogni dove. Fino a che, dopo Es ist ein Ros entsprungen, rimangono senza fiato. Svanita l’ultima nota, gli uomini che si trovano dall’altra parte aspettano ancora un minuto, poi cominciano ad applaudire e a gridare; “Good, old Fritz”, e “more, more”. Bis, bis. I Fritz tanto elogiati rispondono con “Merry Christmas, Englishmen” e “We not shoot, you not shoot”, e quello che dicono lo pensano davvero. Infilano alcune candele sugli spuntoni dei loro parapetti, che si protendono per quasi un metro dal bordo delle trincee, e le accendono. (.)
 
Tedeschi ed inglesi decidono spontaneamente, francesi e belgi non senza esitazione, di non spararsi più addosso per Natale. Fino ad allora non si era mai verificata nella storia di una guerra una simile pace dal basso. E non si verificherà più.' L’episodio fu all’epoca assai criticato da un caporale tedesco, tale Adolf Hitler, che temeva che simili episodi avrebbero potuto instillare nei cuori dei soldati il dubbio che sull’altro fronte non si trovassero dei “nemici”, ma esseri umani come loro.
All’episodio è dedicato anche un film (
Joyeux Noel – Una verità dimenticata dalla storia, 2005, candidato all’Oscar come miglior film straniero).

Il video è uno spot  pubblicitario che è stato realizzato  dai magazzini inglesi Sainsbury’s, in collaborazione con la Royal British Legion.  La pubblicità prende le mosse proprio dall'episodio storico della tregua di Natale del 1914.

 
Lo spot è davvero bello e significativo con l’unica pecca di aver dimenticato un particolare non di poco conto di quella tregua, e cioè che i soldati tedeschi e inglesi parteciparono assieme a una Messa, riconoscendo così il vero “senso” per cui, almeno in quel giorno, nessun colpo aveva motivo di essere sparato. Si fermarono e non uccisero per amore di Gesù!

Leggi di Più: Lo spot di Sainsbury’s sulla tregua di Natale | Tempi.it

venerdì 8 agosto 2014

Un'altra Caterina


Un'altra Caterina, un'altra storia di dolore, la stessa storia di coraggio. Caterina è la figlia del giornalista cattolico Antonio Socci (il suo blog qui); un dramma arrivato all’improvviso e inaspettato: una ragazza solare, bella e sana, che a 24 anni,  il 12 settembre 2009, a dieci giorni dalla laurea in architettura, a Firenze, viene improvvisamente colpita da un arresto cardiaco, durato più di un'ora. Caterina sopravvive, ma resta in coma.
Poi, dopo mesi di preghiere e di speranza, Caterina si risveglia all’improvviso. Succede in ospedale, mentre la mamma le legge un passo dal “Giovane Holden” di Salinger e dopo che il suo fidanzato, di ritorno da un pellegrinaggio a Lourdes, le pone sulle spalle la sciarpa che ha portato con sé a Lourdes per farla benedire dalla Madonna. Deve essere stato un brano comico quello che la mamma leggeva, perchè Caterina si lascia andare ad una risata gioiosa e liberatoria. Da allora la sua vita riprende. E così suo padre decide di raccontare la sua esperienza in un libro, per testimoniare “ciò che mi ha sostenuto finora, che mi ha dato conforto, coraggio, forza e anche gioia pur fra le lacrime” dice Socci.
Oggi Caterina sta meglio ma il suo processo di riabilitazione, verso una vita normale è ancora lungo.
La storia di Caterina è stata raccontata in due libri ( 'CATERINA-DIARIO DI UN PADRE NELLA TEMPESTA' qui e 'LETTERA A MIA FIGLIA' qui) dove Antonio Socci racconta con pudore e delicatezza il suo viaggio nel dolore e nella fede, messa a così dura prova da questo dramma che ha colpito la sua famiglia.
 
Io ho letto entrambi i libri. Non sono riuscita a trattenere le lacrime. Il passo che più mi commuove è la lettera (scritta nel secondo libro dal titolo 'LETTERA A MIA FIGLIA'). 
LA LETTERA
 
«Carissima Caterina,
 
c’è sempre un immenso struggimento in ciò che un padre vorrebbe dire a una figlia e ancora di più nel nostro caso perché quello che ci è accaduto e che viviamo ha ingigantito tutti i sentimenti e ora non riescono più a stare dentro le parole.
E nemmeno dentro ai silenzi.
È difficile per tutti, in questi casi, aprire il proprio cuore perché quei sentimenti straripano fuori alla rinfusa e cozzano fra loro. E lo è per me specialmente, perché conosco la tua assoluta refrattarietà a questo tipo di confessioni e dichiarazioni. Che certo tu, per sottrarti alla commozione, bolleresti – con un incurante sorriso – come «enfatiche».
Tu che ridendo mi «ordini» sempre di volerti bene stando zitto. Hai ragione. Ma voglio abbracciarti egualmente con la gioia di queste parole, perché quel giorno atroce pensai…
“Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;
perché ormai nulla può giovare” (Wystan Hugh Auden, Blues in memoria, in La verità, vi prego, sull’amore, Adelphi 1994)
Mentre oggi che sei tornata, oggi che ci sei stata restituita, su ogni alba trovo scritto il tuo nome, per me ogni sole a mezzogiorno brilla con i tuoi occhi, ogni brezza mi ricorda il tuo pianto, ogni notte fa riecheggiare il tuo canto e il tuo sorriso illumina e cura tutte le mie ferite.
No, la Felicità non si è scordata di noi. È sulla strada, sta tornando, ci ha già fatto arrivare i suoi messaggeri e io su ali d’aquila andrò a cercarla affinché non si attardi.
Perché affretti il suo passo chiederò ai venti di aiutarne il cammino, alle stelle di segnarle la via, incaricherò la luna di non farla assopire, alla primavera domanderò di vestirla a festa.
Colui che ha promesso, Colui a cui sei cara, manterrà la Sua parola, perché essa non può fallire, è stabile più della terra, certa più della luce del sole. Perché è già realtà.
Supplicherò tutte le schiere degli angeli perché la loro Regina ci renda pronti e degni. Perché affretti i giorni della consolazione. Mentre noi – che apprendemmo un po’ di umiltà dal dolore – impariamo ora la saggezza dal tuo silenzio, Caterina, la fede dal tuo coraggio, la speranza dalla tua allegria, la carità dalla tua pazienza.
Tua mamma un giorno ti ha detto: «Cate, sei un mito, per me. Sei il mio mito!». E tu sai di esserlo per tutti noi. Sei il nostro orgoglio e la nostra forza. Non finirò mai di ringraziare il Cielo per averci dato una figlia come te. E per averti ridonata a noi quando sembrava che ci fossi stata tolta.
Io ho riempito il mondo del tuo nome, l’ho scritto in cielo e in terra, sui libri e nei cuori, lo scriverò su ogni fiore che spunterà la prossima primavera e lo farò sussurrare al mare.
E sono certo che…
“Il più bello dei mari e quello che non navigammo.
[…] I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto” (Nazim Hikmet, Il più bello dei mari, in Poesie d’amore, Mondadori 2002)

il tuo babbo
 
qui un'intervista ad Antonio Socci

Ave Maria