La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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sabato 4 luglio 2020

Di natura e di realtà

 
 
Per la verità, a noi, affezionati alla razionalità, alla natura e alla realtà, pare che continuino a nascere solo uomini e donne. Insieme al buon senso e alle ostetriche, lo dicono la scienza, la fisiologia e la biologia.
Non a caso la regola dice che nel Dna sta scritto che si è maschi oppure femmine. E anche se uno si sottopone a un’operazione chirurgica privandosi dei suoi organi genitali il Dna continua a dare il responso originario.
Il Dna dunque parla come la Sacra Scrittura, perché la natura è il linguaggio di Dio: si nasce maschi o femmine. Non è un’opzione culturale, che uno può decidere arbitrariamente, ma un dato di natura.

lunedì 20 gennaio 2020

L'Anticristo ed il regno del mondo

1.Siederà nel Tempio di Dio e proclamerà se stesso dio (2Ts 2)
È oggetto di fede certa che all’interno dei tempi ultimi, cioè della sesta età della Storia, cioè del tempo della Chiesa, si manifesterà l’Anticristo.
Dice sant’Agostino, nel libro XX del De Civitate Dei: «Non v’è dubbio che ha espresso questi concetti sull’Anticristo [san Paolo ai Tessalonicesi] e che non si avrà il giorno del giudizio, considerato come giorno del Signore, se prima non verrà colui che egli chiama apostata fuggitivo, evidentemente, da Dio Signore. Se questo epiteto si può applicare rettamente a tutti gli empi, molto di più a lui».
 
L’Anticristo rivendicherà un ordine mondialista e religioso: mondialista quanto all’aspetto politico, similmente, ma con intenzioni capovolte, all’Impero Romano – Sacro proprio perché si opponeva all’Anticristo –; religioso, quanto alla fiducia nell’uomo divino.
 
Non è necessario essere iscritti ai più alti gradi della massoneria internazionale. Non è necessario organizzare in prima persona complotti o sovversioni internazionali. Non è necessario rivendicare religiosamente e coscientemente la dottrina gnostica.
È sufficiente essere indotti e massificati al pensiero unico della pace e della fratellanza; al pensiero unico dei potentati sovra-nazionali; farsi ridurre a pesci non pensanti da allevamento collettivo e intensivo; rivendicare per diritto la possibilità di uccidere gli innocenti, di uccidere se stessi; di plasmare la propria identità sessuale; partecipare a riti di massa, ideologici e pagani, in onore del pianeta; manifestare l’orgoglio di un ordine contro-natura; legittimare per via democratica qualsiasi legge, secondo un illimitato arbitrio di volontà di potere, al di là del bene e del male.
Il nucleo è che Dio venga sostituito con l’uomo. L’uomo nuovo dell’Anticristo non sarà ateo. L’Anticristo – dice san Paolo ai Tessalonicesi – siederà nel tempio di Dio e indicherà se stesso come dio. Proclamerà la divinità dell’uomo, la divinità dello spirito del mondo. La divinità dell’età dell’Uomo. La messianicità auto-redentiva dell’Umanità intera, unita nella pace e nell’unico Stato globale. Proclamerà la fine di ogni identità e ogni confine; la fine di ogni peccato e ogni colpa; la fine del Sacrificio e del Giudizio.
L’Anticristo imiterà in tutto e per tutto Cristo: l’iconografia classica lo dipinge con le stesse fattezze di Gesù a significare il tentativo di presentarsi di fronte al mondo come il vero, unico e definitivo messia. Vorrà – lui come emblema dell’Umanità – essere adorato come dio.
 
Satana, nel deserto e di fronte a Gesù, è disposto a rinunciare al culto che direttamente o indirettamente riceve nei secoli dalle false religioni e dalle nazioni non esorcizzate, cristianizzate e battezzate. È disposto a concedere tutta la gloria delle nazioni che lui possiede e dà a chi vuole, pur di essere adorato come dio. «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri dinanzi a me tutto sarà tuo» (Lc 4, 6-7).
Il suo odio verso Dio ha determinato la guerra nei cieli, contro Michele e i suoi angeli (Ap 12). Il suo odio verso Dio ha determinato la guerra contro Adamo, contro Israele perché da Israele doveva nascere il Cristo, contro Maria perché Immacolata concezione, contro la Chiesa perché sull’Altare si rinnova il Sacrificio della Croce.
 
Il suo odio è tanto violento e manifesto quanto astuto e subdolo. Perché la Chiesa, nei giorni della Passione, verrà profanata, vilipesa come fu per Cristo. Il Mondo griderà e si glorierà della sua crocifissione. Perché la Chiesa rappresenta l’ostacolo che si oppone all’Anticristo. Satana, consapevole di ciò, attaccherà la Chiesa, al cuore. All’Altare. Verrà meno il Sacrificio. Verrà meno il Potere Vicario. Perché dilaghi ovunque l’apostasia: «Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l’apostasia e dovrà esser rivelato l’uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio» (2Ts 2, 3-4). L’apostasia è il grande peccato. E questo si consumerà non contro Dio, ma in nome di Dio, perché la perversione satanica unificherà le nazioni alla sua ribellione, in nome del bene e della pace, come sfregio a Dio. E la dottrina cattolica conserverà la sua parvenza esteriore, ma sarà illuminata e pervertita dall’interno dalla luce oscura dell’Anticristo. La dottrina gnostica penetrerà nelle fondamenta del Credo. E in nome di ideali mondani, verrà profanata e tradita tramite blasfemie subdole, sottili, ambigue e potentissime.
 
Nessuno potrà dirsi cattolico, se non colui che aderirà per ignoranza, per paura, per intenzione cosciente alla religione dell’uomo. Nessuno potrà dirsi credente, se non colui che aderirà alla religione mondiale sincretista. Nessuno potrà dirsi uomo, se non colui che considererà se stesso cittadino del mondo, plasmato dalla tecnologia. Nessuno potrà amare, se non colui che considererà amore ogni tipo di perversione istintuale, frutto di fluide identità sessuali. Nessuno potrà dirsi proprietario, se non colui che misurerà il possesso con una moneta-debito. Nessuno potrà partecipare al voto, se non colui che si riconoscerà figlio del Progresso e della Rivoluzione, in nome della età spirituale.
 
  1. Il regno del mondo
La modernità giunge a tutto questo, dopo un parto secolare, che ha permesso una specializzazione ultima, caratterizzata dalla complementarietà e affinità storica di almeno cinque punti essenziali.
1) la prospettiva internazionalista: fino all’Ottocento l’ordine politico era un ordine di Stati e tra Stati; spesso la guerra era una alternativa contenuta della diplomazia. Dopo le guerre del Novecento e la fine dei due blocchi, nel 1989, si è imposto un ordine globalista e la decostruzione di ogni identità e sovranità, a vantaggio di organizzazioni bancarie e cripto-politiche sovra-nazionali. La stessa famiglia come cellula prima della società è sotto attacco feroce, esplicito e ultra- aggressivo.
 
2) il controllo genetico cripto-raziale delle nascite e l’applicazione del “darwinismo sociale” su scala mondiale, per mezzo di pratiche eugenetiche ultra-specializzate.
 
3) L’ideologia religiosa ecologista, che è motivo di revisione teologica del Monoteismo biblico, a vantaggio del sincretismo assoluto dell’idea dell’uomo-divino.
 
4) L’auto-plasmazione dell’identità sessuale secondo i canoni Gender, come apice della pretesa umana di plasmare il proprio ordine nuovo, contro ogni legge, naturale, positiva, divina. La stessa pedofilia comincia ad essere sdoganata, secondo i canoni di una natura indeterminata. Questo, come apice dell’idea umanista e cabalista di fine 1400, secondo cui l’essenza dell’uomo è amorfa e in divenire illimitato.
 
5) L’economia di debito, basata sulla emissione, da parte delle Banche centrali, della moneta a debito degli Stati (che quindi perdono qualsiasi reale sovranità su ogni proprietà).
 
Prof. Pierluigi Pavone QUI
 

giovedì 26 aprile 2018

Quando i cuori sono induriti.....1

Assassini. Sono solo degli assassini. Non c’è altro modo con cui definirli. Medici, giudici, politici e anche ecclesiastici. Tutti degli assassini. Chi ha visto cosa è successo ieri, con Alfie continuare a respirare malgrado il distacco dal ventilatore, e ancor prima con quel suo muovere gli occhi e reagire agli stimoli che gli arrivavano da intorno, non può sfuggire a questa evidenza: si vuole uccidere un bambino chiaramente vivo. Disabile grave, certo. Quasi certamente senza speranza di guarire o migliorare significativamente, certo. Ma vivo. Una persona, la cui vita è sacra. E lo vogliono uccidere. Gli uomini vogliono prendersi ciò che è di Dio. Un bambino che ha solo bisogno di sentire ancora l’amore attorno a sé, l’amore che i suoi genitori non hanno mai smesso di dargli. Un amore che egli stesso contribuiva a generare con la sua presenza.
 
Con Alfie vogliono togliere un pezzo di amore da questo mondo. Con Alfie vogliono uccidere anche la speranza, quella speranza che anche tanti uomini di Chiesa – a cominciare dall’Inghilterra – sembrano non avere più da tempo.
 
Ma l’amore che Alfie, aiutato dai suoi indomabili genitori Tom e Kate, ha saputo far rinascere nei cuori di milioni di persone non andrà perduto. Malgrado le tenebre cerchino di prendere il sopravvento, la Luce è lì, più splendente che mai. Per chi vuole vederla, e seguirla.
 
(Riccardo Cascioli)
 
Tratto da QUI 'Assassini, non ci sono altre parole'

martedì 12 dicembre 2017

Fedeli al Magistero perenne, non ai pastori che lo cambiano!

Un folto gruppo di associazioni pro life, provenienti da tutto il mondo, ha firmato un documento nel quale dichiara la propria fedeltà al magistero autentico ed immutabile della Chiesa, ad oggi messo in discussione dai vertici della Chiesa stessa.

Non possiamo che appoggiare l'iniziativa e associarci ad un'azione senza precedenti, che è destinata a lasciare un segno. Appare chiaro che se il cattolicesimo ha professato un insegnamento per millenni, non si possa accettare di "cambiare idea". Ne va delle nostre anime. Probabilmente dal Vaticano ignoreranno anche questo documento, nonostante le associazioni coinvolte raccolgano, fra membri e simpatizzanti, centinaia di migliaia di persone. 
Sito: fidelitypledge.com

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano.
Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana.
Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili.

Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale.

Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque 'dubia' a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale 'Amoris laetitia'. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica 'Amoris laetitia' e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.

Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni.
 
Esempi rappresentativi includono:

– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi

– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale

l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.

l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli.
 
Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:

esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.

– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.

il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.

l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.

i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.

la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.

i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.

ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.

gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo.
 
Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.

– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.

Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica.

Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa.
 
Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.
 
12 dicembre 2017
Festa della Madonna di Guadalupe
 
Articolo tratto da QUI

martedì 16 maggio 2017

Tolkien: il segreto per un matrimonio felice


di Sonia Ritondale
J.R.R. Tolkien era un romantico. Quando incontrò la sua futura moglie, Edith, all'età di 16 anni, s'innamorò all'istante e iniziò mmediatamente un corteggiamento informale, invitandola regolarmente nelle sale da tè locali. Quando il sacerdote che gli faceva da tutore scoprì la sua storia d'amore, tuttavia, gli proibì di avere contatti con Edith sino all'età di 21anni, per non farlo distogliere dai suoi studi. Tolkien seppur a malincuore obbedì. Per 5 lunghi anni, attese l'unica donna certo che fosse la sua anima gemella. La sera del suo 21.mo compleanno, scrisse una lettera a Edith, dichiarandole il suo amore e chiedendola in sposa. Una settimana dopo, erano fidanzati in attesa del matrimonio.
 
Durante la sua vita, Tolkien scrisse poesie d'amore alla moglie e, nelle sue lettere agli amici, scrive di lei in maniera brillante. Ma forse il più famoso e intramontabile contributo alla sua amata sposa fu l'intrecciare la sua storia d'amore con la mitologia del Middle Earth nella storia di Beren e Luthien.
 
Scrisse al figlio, Christopher: "Non l'ho mai chiamata Edith Luthien - ma ella fu la fonte della storia che a quel tempo divenne la parte principale del Silmarillion. Fu all'inizio pensata in una piccola foresta, una radura traboccante di cicuta a Roos nello Yorkshire (dove fui per un breve periodo al comando di un avamposto di Humber Garrison nel 1917, e lei poté vivere con me per un pò). In quei giorni i suoi capelli color corvino, la sua carnagione chiara, i suoi occhi più brillanti come non li avevo visti mai......."
 
Neppure dopo la morte, Tolkien avrebbe lasciato la sua Edith. Fu seppellito accanto a lei e sotto un'unica lapide erano scritti i nomi di Beren e Luthien.
 
J.R.R. Tolkien fu felicemente sposato per 55 anni. Che cosa aveva Tolkien che molti matrimoni non hanno? Come lo fece funzionare? La risposta è semplice: capì che il vero amore implica l'abnegazione.
 
La nozione moderna di amore è puro sentimento e si focalizza soprattutto sull'io. Se qualcuno ti eccita, se ti fa palpitare allora si che puoi dire di essere innamorato secondo le definizioni moderne.
Proprio perché era profondamente legato a sua moglie Tolkien rigettava questa idea squallida sull'amore. Egli abbracciava invece l'idea cattolica del vero amore fondato sull'altro- qualcosa che richiede il sacrificio degli istinti naturali e un'azione determinata sulla volontà.
 
 
In una lettera al figlio Michael scrisse: 
"Nessun uomo può amare la sua sposa in anima e corpo senza un esercizio consapevole e deliberato della volontà, senza abnegazione. Ho sentito questo troppe poche volte in Chiesa, quasi mai fuori...
Quando il fascino finisce, o semplicemente le cose non vanno al meglio, l'uomo pensa di aver fatto un errore, che la vera anima gemella sia ancora da trovare. In realtà, la vera anima gemella risulterà essere solo la prima persona sessualmente attraente che gli capiterà davanti...
In realtà, la "vera anima gemella" è quella che hanno sposato... In questo mondo decaduto abbiamo come nostre uniche guide la prudenza, la saggezza (così poca in gioventù, troppo tardi nella vecchiaia), un cuore puro e la fedeltà nella verità..." 
 
Lo sforzo per la castità e la fedeltà non finisce mai...
L'essenza dell'amore è un atto di volontà. I sentimenti vanno e vengono nel matrimonio. Quelli che hanno matrimoni felici sono quelli che scelgono- scelgono di amare le loro mogli più di se stessi, che scelgono di sacrificare i loro desideri "a breve termine" per una felicità a lungo termine, quelli che "scelgono di dare invece che di prendere".
 
La vera gioia e la felicità senza fine nel matrimonio sono possibili. Innumerevoli matrimoni, incluso quello di Tolkien dimostrano il fatto. Ma non troveremo mai la gioia se siamo concentrati su noi stessi. Il paradosso è che ti devi dimenticare di te stesso per trovare la felicità che cerchi.
 
 
 Titolo originale: Tolkien: il segreto per un matrimonio felice
Fonte: Aleteia, 31/07/2015
 
TOLKIEN E IL SEGRETO PER UN MATRIMONIO FELICE
La vera gioia senza fine nel matrimonio è possibile, ma non la troveremo mai se siamo concentrati su noi stessi.

Nota di BastaBugie:
per leggere la biografia di Tolkien clicca QUI
Per approfondimenti sul Signore degli Anelli e Lo Hobbit, i capolavori di Tolkien, clicca QUI
 
 
 

mercoledì 29 marzo 2017

Mary Wagner /2

Il 12 febbraio Mary Wagner (ho scritto la sua storia QUI) ha festeggiato il suo compleanno in carcere. Quel giorno un gruppo di amici pro-vita si è radunato a pregare per lei, e con lei, nel parcheggio antistante il carcere.

Quel giorno da tante parti del mondo si sono levate preghiere al Cielo per lei e inviate tantissime cartoline di auguri. Mary non è sola e non si sente tale. Le tante persone che la sostengono con la preghiera le donano la forza ed il coraggio di non arrendersi al male e di sostenere la prova della detenzione ingiusta con gioia e serenità perché una volta ha dichiarato che, nonostante tutto, continuerà ad andare nelle cliniche fino a quando non cambierà la legislazione nazionale in materia di aborto. “Non si tratta di essere o non essere arrestata, -ha detto- ma di quelle povere madri e dei loro bambini che saranno uccisi e che meritano tutto l`amore e la protezione”.
In carcere Mary continua ad offrire supporto e consulenze alle detenute, soprattutto a coloro che hanno abortito. La maggior parte di queste donne infatti soffre di un trauma post-aborto e Mary Wagner le aiuta per farglielo superare. “Pensiamo a queste madri a ai neonati e preghiamo per loro, e per quanto possibile, per essere lì con loro, come vorremmo essere lì per i nostri figli”, ha scritto in una lettera inviata dal carcere. Se desideriamo far pervenire a Mary la nostra stima ed il nostro sostegno possiamo scriverle un
biglietto a questo indirizzo: 

Mary Wagner, C/O Vanier Center for Women, PO Box 1040, 655 Martin St., Milton On L9T 5E6

mercoledì 22 marzo 2017

Sindrome di Down

 

Strana società la nostra, cosiddetta emancipata ed evoluta! In essa alberga un moderno Giano bifronte, due teste, due facce, due cervelli, due sguardi diversi.
Da decenni ormai gli Stati, effettuando la diagnosi pre-natale, promuovono l'eugenetica, al fine di poter avere una società che nasca sana, perfetta e senza tare genetiche. In modo particolare la tara genetica più combattuta nel grembo materno è la Sindrome di Down. Sono migliaia i bimbi Down che vengono abortiti, solo perché sono Down. Si rifiuta a priori un bambino solo perché è Down. Lo si uccide, senza pietà nel grembo materno, non volendo dargli la possibilità di nascere e di vivere.
 
Nel contempo si celebra la 'Giornata del Down'. Se questa non è schizofrenia di uno Stato, di una società, cos'è? Lo Stato da la vita, lo Stato da la morte!  Una Nazione che uccide i suoi cittadini più indifesi invece di tutelarli non è degna di essere chiamata civile, né una società che rifiuta di spendersi per i più deboli.
 
Proprio ieri 21 marzo, primo giorno di primavera e giorno in cui la Chiesa Cattolica, fino a qualche anno fa, celebrava San Benedetto, abate, si è festeggiata la 'Giornata mondiale della sindrome di Down'.
 
 
Facciamo in modo che nelle nostre famiglie ogni vita sia accettata ed amata anche se non all'altezza delle nostre aspettative. Un bambino disabile è pur sempre un dono, creatura da amare e curare.
 

 

 
 
 

giovedì 16 febbraio 2017

Conoscete Mary Wagner?

Mary Wagner sembra una Giovanna d'Arco dei nostri giorni, senza armatura, nè scudo né spada eccetto la corona del Santo Rosario. E' un'eroina! Una indomita lottatrice! Una che non si arrende!
Proviene da una famiglia numerosa che oltre ad avere sette figli ne ha adottati altri cinque. Ha studiato letteratura inglese e francese all’Università di Victoria (Canada). Nel 1993 si trovava a Denver, per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù dove avvenne la conversione ed ebbe chiara la sua missione nel mondo, dopo aver sentito l'appello del Santo Padre Giovanni Paolo II ad essere come i primi apostoli per le strade ed i luoghi pubblici e portare il messaggio della vita.
Nel 1999 aveva conosciuto una ragazza di 16 anni che chiedeva l’elemosina sui gradini della Cattedrale. Seppe che era incinta e che di lì a poco avrebbe abortito. Mary riuscì a sapere il giorno e l'ora dell’intervento e quel giorno in clinica si presentò anche lei. Tentò l’impossibile per evitare quell’aborto, ma fu portata in galera, perché in Canada una legge vieta di parlare con le donne che devono abortire per non influenzarle e convincerle a non farlo. Così si ritrova per la prima volta ad essere arrestata e da allora, da 18 anni a questa parte, conduce coraggiosamente la sua missione a favore della vita, recandosi nelle cliniche abortive, parlando e pregando con le donne in attesa, donando loro la medaglia della Madonna miracolosa, un biglietto con le indicazioni per ottenere aiuti di qualsiasi tipo durante la gravidanza, infine offre una rosa rossa o bianca, simbolo dei bambini abortiti. Tutto questo nonostante il divieto ricevuto dal giudice di non superare i 100 metri dalle cliniche abortive. 
Il 12 dicembre scorso Mary è stata arrestata di nuovo e portata in carcere. Per la decima volta! La nona volta aveva trascorso sette mesi in galera ed era stata rilasciata il 25 luglio 2016. Sommati i giorni da lei trascorsi in cella superano ormai i quattro anni.
 

Viene processata ed incarcerata sempre per lo stesso motivo, sempre con la stessa accusa. E lei rimane in silenzio, né desidera un legale che possa difenderla. Come sempre. In uno dei vari dibattimenti si è sentita dire da un giudice: «Tu sei sbagliata ed il tuo Dio è sbagliato».
E lei rimane in silenzio ed impassibile a testimoniare un sistema giudiziario iniquo che toglie la libertà di parola e la possibilità di testimoniare la propria fede ai suoi cittadini.
Il carcere per lei è diventato il luogo del suo apostolato, un'occasione per pregare e parlare di Gesù e del dono prezioso della vita e portare col soffio della fede la speranza di una vita rinnovata.  
 

giovedì 20 ottobre 2016

L'autunno di Thomas Kinkade


Detto 'il pittore della luce' Thomas Kinkade nasce a Sacramento (California Stati Uniti d'America)  il 10 gennaio del 1958. Si sposa con Nanette, l'amore della sua vita, che gli dona quattro figlie. E' il pittore americano più collezionato al mondo ed anche uno dei più boicottati dalla critica, perché ritenuto da arte commerciale priva di sostanza. Possiamo definirlo un impressionista contemporaneo che imprime nella tela, con colori brillanti e caldi, le emozioni suscitate dall'osservazione e dalla contemplazione di un paesaggio, nel tentativo di portare nel mondo valori positivi e belli (Egli stesso aveva detto che chi compra i suoi quadri “sceglie di appendere alle pareti i valori in cui crede: fede, famiglia, casa, semplicità di vita, la bellezza della natura, quiete, tranquillità, pace, gioia, speranza").  Si tratta di trarre ispirazione dal fascino della bellezza che emana la natura tutta in quanto porta l'impronta di Dio creatore. Thomas Kinkade cristiano convinto lascia trasparire questo suo sguardo amoroso e meravigliato sulla creazione nelle pennellate precise, nei colori pastello saturi e nei riflessi luminosi, come volesse lasciar emergere il sigillo di Dio dalla tela. Nasce un'opera gentile e delicata che racconta di paesaggi freschi ed ubertosi, che trovano riflesso in uno scenario interiore altrettanto fresco ed ubertoso. Ma l'opera di Kinkade non si esaurisce nella rappresentazione della natura, anche se è vero che tante opere spesso ritraggono idilliaci giardini, corsi d'acqua, case in pietra, fari ma non mancano le famose Main Streets, la sua città natale Placerville e vari temi cristiani, tra cui la croce e le chiese, nonché varie allusioni alla Bibbia. Nel novembre del 2008 è uscito in DVD un film autobiografico ed autoprodotto dal titolo Thomas Kinkade's Christmas Cottage
 
Purtroppo l'artista muore  improvvisamente il 6 aprile 2012, a soli 54 anni, nella sua casa in California.
 
Thomas Kinkade è stato un artista sui generis, ha posto l'accento sul valore dei piaceri semplici ed il suo intento era quello di comunicare, attraverso il suo lavoro, ispirazione e messaggi di affermazione della vita. Ha maturato la sua ispirazione dalla sua fede cristiana ed il suo lavoro era destinato a contenere una dimensione morale più grande. Egli ha anche detto che il suo obiettivo come artista è stato quello di toccare persone di tutte le fedi, di portare pace e gioia nella loro vita attraverso le immagini da lui create. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Da notare la grande N che campeggia sul cammino nella prima foto. Thomas Kinkade la inserisce in tutti i suoi dipinti: è un omaggio d'amore a Nanette, sua moglie. 

 
 

 
 

 
 
 
 
 

venerdì 1 luglio 2016

Operazione 'Tempesta del Cielo'


Qualche tempo fa il cardinale Raymond Leo Burke ha lanciato tra i cattolici statunitensi una bella iniziativa la 'Operation Storm Heaven', una campagna nazionale del Santo Rosario (per aderire e saperne di più clicca QUI) organizzata dalla 'Catholic Action for Faith and Family' (il sito QUI) che si propone di riunire un milione di cattolici americani (estesa anche ai fedeli cattolici di tutto il mondo) per pregare il Santo Rosario il primo giorno di ogni mese, per tutto l’anno. Le intenzioni specifiche indicate dalla campagna, sotto la guida del cardinale Burke, sono unite a quelli personali di tutti i membri. Il primo giorno di ogni mese il cardinal Burke si unirà ai membri della campagna, celebrando una Santa Messa e pregando un rosario per le intenzioni dei partecipanti all’iniziativa.
 
Si prega: (in basso la traduzione in italiano)
  1. For Holy Mother Church: that Our Lord guide the Pope, the bishops and all members of the clergy to be holy in all things, faithful shepherds, beacons of Truth, and defenders of Good;
  2. May all confusion be dispelled from the hearts and minds of all people and may the Light of Truth shine in them;
  3. For our families and the family institution that is being so attacked in our world;
  4. For the conversion of all sinners to the True Faith;
  5. For the salvation of my soul, the souls of my loved ones, and the souls of all;
  6. For the sanctification of each and every Catholic, especially for my personal sanctification. May I live holy every moment of every day of my life. May I be a true follower of Jesus Christ in all things;
  7. To make each and every one of us a faithful soldier of Christ in the struggle against the world, the flesh and the devil;
  8. To obtain the graces necessary to stop abortion, stop the onslaught of the homosexual revolution, to overturn legalized same-sex marriage, to stop the spread of physician-assisted suicide and euthanasia, and to stop the culture of death in all its forms and establish the Culture of Life in all souls, in all minds and in all hearts;
  9. For our beloved Nation and for every nation on earth;
  10. For all the personal intentions that have been submitted to Operation Storm Heaven
TRADUZIONE IN ITALIANO
  1. Per la Santa Madre Chiesa, che il Signore guidi il Papa i vescovi e tutti i membri del clero ad essere santi in tutte le cose, pastori fedeli, fari della fede e difensori di Dio; 
  2. Per allontanare la confusione dai cuori e dalle menti di tutti affinché vi possa splendere la luce della fede;
  3. Per le nostre famiglie e per l'istituto della famiglia così tanto sotto attacco nel nostro mondo;
  4. Per la conversione di tutti i peccatori alla vera fede;
  5. Per la salvezza dell'anima  mia, di quella dei miei cari e di quella di tutti;
  6. Per la santificazione di ciascuno e di tutti i cattolici, in particolar modo per la mia personale santificazione; affinché possa vivere in santità ogni momento ed ogni giorno della mia vita; affinché io sia un fedele seguace di Gesù Cristo in tutte le cose;
  7.  Affinché ciascuno e tutti possiamo diventare fedeli soldati di Cristo nella lotta contro il mondo, la carne ed il demonio;
  8. Per ottenere le grazie necessarie per fermare l'aborto e l'attacco della rivoluzione omosessuale,  per ribaltare la legalizzazione del 'matrimonio' omo-sex, per fermare la diffusione del suicidio assistito e l'eutanasia, per fermare la 'cultura della morte' in tutte le sue forme e ristabilire la 'cultura della vita' in tutte le anime, in tutte le menti e in tutti i cuori;
  9. Per la nostra amata Nazione e per tutte le Nazioni della terra;
  10. Per tutte le intenzioni personali di coloro che partecipano all'Operazione Tempesta del Cielo.

martedì 21 giugno 2016

Don Didimo Mantiero

Didimo Mantiero nasce a Novoledo, frazione del comune di Villaverla in provincia di Vicenza il 21 giugno 1912, quinto di dieci fratelli, da una famiglia contadina di sane tradizioni cristiane.
Entrò nel seminario di Vicenza a quindici anni e venne ordinato sacerdote nel giugno del 1937. Nel 1941 a Santorso (Vicenza) fondò La Dieci, un'associazione che, partendo dall'episodio narrato nel capitolo 18 della Genesi, nel quale Dio promette ad Abramo di risparmiare Sodoma e Gomorra se vi si fossero trovati dieci giusti, si propose di riunire un gruppo di persone di una stessa parrocchia che, avendo come madre la Madonna facessero proprio il 'patto di Abramo' con Dio e si impegnassero ad offrire a Dio un giorno della propria settimana per la salvezza della città, dei giovani e dei sacerdoti. Convinto della perenne validità di quel patto e sostenuto dall'invito di don Giovanni Calabria, don Didimo iniziò con discrezione la proposta pastorale della preghiera d'intercessione coinvolgendo nell'iniziativa le forze migliori della sua parrocchia, gli anziani e gli ammalati, ai quali chiedeva di impetrare quotidianamente a Dio la salvezza per i suoi giovani.
Tra i giovani contadini di Santa Croce di Bassano ebbe modo di meditare sul suo progetto educativo che vide pratica realizzazione nel 1962 con il sorgere del Comune dei Giovani nato, pur in mancanza di adeguate strutture.
La nascita del 'Comune dei Giovani', preceduta da un'intensa attività catechetica nella parrocchia, segnò lo sviluppo del metodo pastorale di don Didimo il quale aveva come obiettivo la responsabilizzazione dei giovani e che fondava la sua attività sull'associazione 'La Dieci'  e su un'intensa opera di catechesi.
Una delle priorità del suo apostolato fu la costruzione della scuola di catechesi. Considerava i suoi catechisti la pupilla della parrocchia, a preparare i quali venivano chiamati docenti universitari e grandi nomi della cultura cattolica.
 Il 'Comune dei Giovani', dopo una gestazione di due anni, nacque con il tentativo di creare unità organica tra le varie iniziative parrocchiali, con l'obiettivo finale di rendere i giovani responsabili e pronti a inserirsi nel tessuto sociale, dopo aver sperimentato la gestione in piccolo di un comune.
Nel 1974 si manifestarono per don Didimo i primi sintomi del morbo di Parkinson e nel 1979 fu costretto a lasciare l'incarico a causa dei gravi problemi di salute. Ritiratosi, non autosufficiente, in un piccolo appartamento reso disponibile nella scuola materna parrocchiale, fu amorevolmente assistito di notte a turno per ben dieci anni dai suoi giovani. Don Didimo morì il 13 giugno 1991 e fu sepolto nel cimitero di Bassano del Grappa.
 
Dall'intuizione di alcuni membri del "Comune dei Giovani" nel 1981 nasce la 'Scuola di Cultura Cattolica' di Bassano del Grappa, in un periodo storico in cui le idee politiche di Antonio Gramsci sembravano egemoni nella cultura italiana, al punto che anche alcune aree del mondo cattolico ne erano più o meno consapevolmente imbevute. Inoltre stava crescendo anche quella cultura che, dopo la caduta del comunismo, ne avrebbe preso il posto: il pensiero debole. Per molti membri, ormai adulti, del 'Comune dei Giovani', sembrò necessaria un'opera di recupero della tradizione cattolica. La "Scuola di Cultura Cattolica" alla quale partecipano i fuoriusciti dal Comune, che vanno dai 31 agli 80 anni, intende anzitutto sostenere e diffondere la cultura cattolica mediante tutti gli strumenti culturali adatti allo scopo (giornali, radiotelevisione, scuola, turismo) organizzando conferenze, convegni, presentazioni di libri e conferendo un premio internazionale a personalità di spicco, come Joseph Ratzinger, don Luigi Giussani, Eugenio Corti, Mary Ann Glandon, monsignor Carlo Caffarra e monsignor Luigi Negri. In secondo luogo intraprende iniziative per approfondire, sviluppare e diffondere il patrimonio ideale e culturale lasciato da Don Didimo Mantiero, trasmesso nelle istituzioni de 'La Dieci' e del 'Comune dei Giovani'.
Una nota molto significativa:
dei primi dieci giovani che aderirono a “La Dieci”, nove morirono dopo aver confessato a don Didimo di essere pronti a dare tutto per la causa. Un fatto che spaventò il sacerdote, il quale vedrà il frutto di questo martirio solo vent’anni dopo.
 
Tratto da lanuovabq e cathopedia
  
Per saperne di più:

mercoledì 25 maggio 2016

MANIFESTO DI "VOICE OF THE FAMILY" /2

 
Un appello alla gerarchia della Chiesa
Come laici cattolici operanti nel movimento pro-life e pro-family siamo ben consapevoli, per le nostre esperienze quotidiane, delle profonde sfide cui la famiglia nel mondo moderno è chiamata a far fronte. Sappiamo anche come nulla sia più essenziale per rispondere con successo a tali sfide della coraggiosa testimonianza dei Vescovi della Chiesa Cattolica. Le conseguenze per la famiglia sono devastanti ogniqualvolta tale testimonianza sia assente.
Dopo aver attentamente studiato i documenti prodotti in ogni fase del processo sinodale e dopo aver osservato con allarme la loro tendenza a promuovere posizioni contrarie alla fede cattolica ed alla legge morale naturale, chiamiamo il Santo Padre, i Cardinali, i Vescovi ed ogni altro ordine nella Chiesa, ad assumere tutte le misure necessarie a proteggere l’integrità della Dottrina cattolica e, così facendo, a proteggere le nostre famiglie dalla devastazione provocata da una cultura di morte.

In particolare chiamiamo i Padri sinodali ed il Sinodo Ordinario a:
- sostenere con fermezza e senza ambiguità la dottrina per la quale il matrimonio è un’unione esclusiva ed indissolubile tra un uomo ed una donna e ribadire come tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio, nonché qualsiasi forma di unione non-matrimoniale, rappresentano una grave offesa a Dio e sono gravemente dannosi per gli individui e per la società (Concilio di Trento)

- affermare con fermezza e senza ambiguità che l’adulterio è un peccato grave e che coloro che vivono in stato di adulterio non possono essere ammessi ai Sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, senza che prima si siano pentiti ed abbiano emendato la propria condotta di vita (Familiaris Consortio, Papa Giovanni Paolo II)
- riaffermare con fermezza e senza ambiguità l’insegnamento delle encicliche Casti Connubii e Humanae Vitae, per le quali la separazione dei fini procreativo ed unitivo dell’atto sessuale per mezzo di metodi contraccettivi è gravemente contraria alla legge morale ed ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa (Casti Connubii, Papa Pio XI)

- opporsi con fermezza e senza ambiguità alla “teoria del gender”, che nega la suddivisione fondamentale del genere umano in due soli sessi, maschile e femminile, entrambi con caratteristiche complementari e differenze proprie (Papa Benedetto XVI, 21.12 2012)
- sostenere con fermezza e senza ambiguità che gli atti omosessuali sono gravemente contrari all’ordine morale naturale, distruttivi per gli individui e per la società, e che nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può esser approvata in alcun modo (Congregazione per la Dottrina della Fede, 03.06.2004) 

- opporsi con fermezza e senza ambiguità a qualsiasi metodo di riproduzione artificiale, che degrada la sessualità umana separando la procreazione dall’atto sessuale e che, nella gran maggioranza dei casi, conduce direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi (Congregazione per la Dottrina della Fede,  Donum Vitae e Dignitatis Personae)

- affermare e difendere con fermezza e senza ambiguità il diritto alla vita di ogni bambino non ancora nato, dal momento del concepimento, e di intraprendere azioni concrete per por fine al
flagello dell’aborto in qualsiasi sua forma, compresi i metodi contraccettivi abortivi (Evangelium Vitae, Papa Giovanni Paolo II)
- affermare con fermezza e senza ambiguità il diritto dei genitori ad essere gli educatori primari dei propri figli ed adottare provvedimenti immediati per tutelare genitori e figli contro qualsiasi violazione di questo diritto, risultando ciò sempre più urgente e grave (Familiaris Consortio, Papa Giovanni Paolo II)

- individuare ed adottare con fermezza e senza ambiguità misure per porre rimedio alla minaccia rappresentata per tutti i membri della famiglia umana dalla proliferazione della pornografia, specialmente se deliberatamente rivolta ai bambini, come nel caso di molti programmi “educativi” (Catechismo della Chiesa Cattolica)
- difendere con fermezza e senza ambiguità ogni uomo ed ogni donna che siano disabili, gravi o malati terminali, oppure prossimi al termine della vita, condannando con vigore qualsiasi forma di eutanasia e di “suicidio assistito” e chiamando ad un’azione concreta per combattere tale minaccia (Evangelium Vitae, Papa Giovanni Paolo II).

Rivolgendo questo appello, Voice of the Family agisce in ottemperanza ai compiti affidati dal canone 211 del Codice di Diritto Canonico:
“Tutti i fedeli hanno il dovere ed il diritto di impegnarsi perché l’annuncio divino della salvezza si diffonda sempre più fra gli uomini di ogni tempo ed in ogni luogo”.

E’ solo attraverso la predicazione del Vangelo di Gesù Cristo nella sua pienezza che una nuova cultura della vita e dell’amore può essere fondata su basi solide tra le rovine dell’attuale cultura di
morte.
Questo manifesto è stato pubblicato dai fedeli laici dell’unione internazionale pro-life and pro-family "Voice of the Family" per adempiere alle nostre responsabilità, come indicato nel canone 212 §3 del Codice di Diritto Canonico:
"In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli Cristiani] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro
pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi ed il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente
l’utilità comune e la dignità delle persone"
(Codice di Diritto Canonico)