La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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lunedì 21 novembre 2016

Una profezia negli astri

Da ieri Domenica 20 novembre 2016  il cielo è teatro di un evento astronomico singolare e straordinario che ha una sorprendente coincidenza con una visione biblica e precisamente quella descritta nel Libro dell'Apocalisse di san Giovanni Apostolo, al capitolo 12, versetto 1: “Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle”. 

Mentre ieri la Chiesa Cattolica celebrava la Solennità di Cristo Re dell’universo ed il santo Padre chiudeva il Giubileo della Misericordia, nel nostro sistema solare, il pianeta Giove, chiamato dagli scienziati il “Pianeta re” in quanto il più grande, entrava nella costellazione della Vergine, dove vi resterà fino al 23 settembre 2017, festa di san Pio da Pietrelcina.
 
Il Sole sarà visibile dietro la  costellazione della Vergine ("una donna vestita di sole"), mentre la Luna sarà visibile nella parte inferiore della stessa costellazione ("con la luna sotto i suoi piedi"). Nella parte superiore della costellazione, dove abitualmente vi sono 9 stelle, si aggiungeranno altri tre pianeti: Mercurio, Venere e Marte, per un totale di 12 astri ("e sul suo capo una corona di dodici stelle").
 

Il 2017 sarà l'anno dove verrà ricordato il CENTENARIO DELLE APPARIZIONI DI MARIA SS. A FATIMA, in cui Ella profetizzò il trionfo
del suo Cuore Immacolato, preceduto però da numerose prove per la Chiesa, per il Santo Padre e per il mondo intero.

Il 2017 potrebbe essere l'anno delle prove preannunciate dalla Madonna? Prove preannunciate non solo a Fatima, ma anche in altre apparizioni, come a La Salette, ad Amsterdam, alle Tre Fontane (Roma), ad Akita (Giappone) e a Medjugorje o rivelate ad alcune mistiche quali Anna Katharina Emmerick e Teresa Neumann. La stessa suor Lucia di Fatima, definì questo nostro il tempo della “battaglia finale” tra il demonio e la Vergine.


Il 2017 potrebbe essere il tempo delle prove apocalittiche, come apocalittico è il “segno grandioso” che apparirà nel cielo?
Non lo possiamo sapere però possiamo pregare ed affidare la nostra vita alla Santa Vergine che sicuramente ci guiderà attraverso il percorso che la provvidenza e la misericordia divine hanno stabilito per ciascuno di noi.

mercoledì 3 dicembre 2014

Nel tempo dell'uomo

La fede è la porta che Dio apre nella nostra vita per condurci all’incontro con Cristo, nel quale l’oggi dell’uomo si incontra con l’oggi di Dio. La fede cristiana non è adesione ad un dio generico o indefinito, ma al Dio vivo che in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, è entrato nella nostra storia e si è rivelato come il Redentore dell’uomo. Credere significa affidare la propria vita a Colui che solo può darle pienezza nel tempo e aprirla ad una speranza oltre il tempo.
Dio non si è chiuso nel suo Cielo, ma si è chinato sulle vicende dell’uomo: un mistero grande che giunge a superare ogni possibile attesa. Dio entra nel tempo dell’uomo nel modo più impensato: facendosi bambino e percorrendo le tappe della vita umana, affinché tutta la nostra esistenza, spirito, anima e corpo - come ci ha ricordato san Paolo - possa conservarsi irreprensibile ed essere elevata alle altezze di Dio. E tutto questo lo fa per il suo amore fedele verso l’umanità. L’amore quando è vero tende per sua natura al bene dell’altro, al maggior bene possibile, e non si limita a rispettare semplicemente gli impegni di amicizia assunti, ma va oltre, senza calcolo, né misura. E’ proprio ciò che ha compiuto il Dio vivo e vero, il cui mistero profondo ci viene rivelato nelle parole di san Giovanni: «Dio è amore» (1 Gv 4,8.16). Questo Dio in Gesù di Nazaret assume in sé l’intera umanità, l’intera storia dell’umanità, e le dà una svolta nuova, decisiva, verso un nuovo essere persona umana, caratterizzato dall’essere generato da Dio e dal tendere verso di Lui (cfr L’infanzia di Gesù, Rizzoli-LEV 2012, p. 19).
 
I DOMENICA DI AVVENTO
 1 dicembre 2012
Basilica Vaticana
 
 
INCONTRO CON GLI UNIVERSITARI DEGLI ATENEI ROMANI
E DELLE UNIVERSIT
À PONTIFICIE
OMELIA

 © Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana
 
Il testo intero qui sul sito ufficiale del Vaticano

domenica 27 aprile 2014

Santi insieme

 
La Chiesa Cattolica si arricchisce oggi di due nuovi santi, due Papi: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, sotto la protezione di Gesù Misericordioso, nella Domenica che proprio il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto dedicare nel 2000 alla Festa della Divina Misericordia. Sono stati due Pontefici caratterialmente molto diversi tra loro, ma hanno avuto in comune la cura dell'intero popolo di Dio, l'ansia per il bene universale, l'anelito di porgere al mondo la Verità della Legge di Dio, la medesima concezione della vita e del carattere oggettivo del bene comune universale supportati dalla consapevolezza dell'importanza della Dottrina Sociale della Chiesa. 
Entrambi hanno contribuito a rendere ancora più ricca la Chiesa con il loro corposo Magistero di qualità ed entrambi sono stati Padri misericordiosi e teneri, mostrando quanto sia Buono e Misericordioso il Signore. In modo particolare Giovanni Paolo II ha insegnato al mondo intero come un cristiano dovrebbe affrontare il dolore, la sofferenza, la malattia. Non possiamo non ricordare l'attentato subito in Piazza san Pietro, i diversi interventi chirurgici subiti, le fratture ossee, il Parkinson ed infine il lungo calvario al quale la sua età e le sue infermità lo hanno sottoposto, abbracciato con grande coraggio, forza, amore e determinazione.

domenica 5 gennaio 2014

Epiphàneia = apparizione


 "Alcuni Magi giunsero da Oriente ... ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finchè giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino ... aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra." (Mt. 2, 1-13)
 

 

 
Non si conoscono le fonti della tradizione cristiana che hanno fatto vivere questo racconto nelle pagine del Vangelo di Matteo, nè si conosce con certezza chi fossero e quanti fossero i Magi. Sappiamo però che questo episodio ha alimentato una straordinaria leggenda, particolarmente viva nel Medioevo, che ha fatto diventare i Magi tre Re.
Un frate carmelitano, Giovanni da Hildesheim, nella seconda metà del XIV secolo raccolse le tradizioni orali attinte dai suoi confratelli che vivevano in Oriente e consultò le numerose cronache e storie sui Magi, per scrivere la su Historia Trium Regum, opera che ha da subito ispirato, su questo tema, la pittura, la scultura, l'iconografia delle miniature e la letteratura popolare giunte fino ai giorni nostri.
 
Primus fuisse dicitur Melchior, senex et canus, barba prolixa et ...

 

Si dice che il primo fosse Melchiorre, anziano e canuto, con baffi e folta barba, vestito con una tunica azzurra, coperto da un violaceo mantello e da un cappello variopinto, calzava scarpe azzurre e portava in dono oro.
Il secondo si chiamava Gaspare, giovane di età e senza barba, rosso di pelle, indossava una tunica viola e un rosso mantello, calzava anche lui scarpe azzurre e portava in dono incenso. Il terzo, di pelle nera, completamente barbuto, di nome Baldassarre, aveva una tunica rossa, mantello e scarpe viola e portava in dono mirra.

L'oro, il metallo più prezioso, simboleggia la regalità di Cristo, Re dell'Universo a cui tutto e dovuto.
L'incenso è segno della divinità, innalza la preghiera a Dio e perciò è anche simbolo della funzione sacerdotale di Cristo che col suo sacrificio è salvezza dell'umanità.
La mirra, simbolo della umana mortalità (Gesù fu sepolto con mirra e aloe - Gv. 19, 39-40) è anche immagine di Cristo taumaturgo, colui che guarisce tutti i mali sia materiali che spirituali. La Sacra Scrittura ci dice che
 
 
Giunsero da Oriente ...
 
Forse venivano dagli estremi confini della Persia, o forse dalla Caldea e dal regno di Saba. Forse erano astrologi e astronomi caldei che interpretavano il linguaggio degli astri, messisi in viaggio per seguire la nuova stella, apparsa nel cielo ad indicare la nascita del Salvatore.
Nel racconto di Matteo c'è infatti questo messaggio: è nato Gesù, il Salvatore di tutte le genti: Dio che si manifesta all'intera umanità nei panni di un bambino.






giovedì 11 luglio 2013

Christo omnino nihil praeponant

Oggi la Santa Chiesa ricorda san Benedetto, abate patrono d'Europa (qui la biografia). E' festa per me, mio marito (è il suo onomastico da oblato) e la nostra comunità di monache Benedettine di Fossano e di Orta san Giulio. E' passato quasi un anno da quel 22 agosto, giorno in cui ci siamo consacrati come oblati. Una grazia che ci accompagna giorno per giorno. La nostra vita è scandita dalla meditazione della Parola, dalla preghiera soprattutto della Liturgia delle Ore, dallo studio e dal lavoro..........ma quanta strada c'è ancora da percorrere per essere così come la Santa Regola ci chiede, per conformarci al modello di vita che il santo Padre Benedetto si augurava per tutti i suoi monaci! Proprio stamattina meditavo su come rendere perfetta la nostra vita alla sequela di Cristo, nel rispetto della Santa Regola e come rendere la nostra casa ancor più 'monastero' nel mondo. Credo che il punto di partenza siano sempre le esortazioni di San Benedetto; egli suggella il desiderio di mettersi alla sequela di Cristo nel nascondimento e nel servizio, con due esortazioni: quella di porsi in ascolto ("Obsculta, filii")della Parola e della Regola e quella di "nulla anteporre all'amore di Cristo". San Benedetto aveva compreso quale grande tesoro si nasconda nell'obbedire ai comandi del Signore e, da grande saggio e santo qual'era, mise le sue intuizioni al servizio del prossimo, per mostrare la via per raggiungere la santità e per essere graditi al Signore. San Benedetto è un dono speciale che è stato fatto a tutta la Cristianità. Bisognerebbe riscoprirlo e meditare sui suoi insegnamenti.
 
Chi desidera approfondire la spiritualità benedettina può cliccare su questi miei post
  
 

mercoledì 3 luglio 2013

Se non tocco.........

 

Oggi la Santa Chiesa ricorda l'apostolo Tommaso, quell'apostolo che disse di dover mettere il dito nelle piaghe di Gesù per poter credere alla sua risurrezione: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo" (Gv 20, 25). Credere per vedere e vedere per credere, sembra uno scioglilingua, ma credo che un'affermazione sia inseparabile dall'altra. Per l'essere umano quanto è importante vedere? Quanto è importante rendersi conto di persona, con i propri occhi? Non si tratta di mancanza di fiducia, ma di un diritto di esercitare la propria capacità di discernimento. Quel che più mi affascina nelle parole e nel comportamento di san Tommaso non è tanto il fatto che egli esprima la volontà di vedere, quanto il desiderio di toccare. Quel voler toccare ha tutto il sapore della realtà, racchiude in sé la possibilità dell'essere umano di rapportarsi con il mondo intero, di poterlo conoscere, comprendere, amare. Racchiude le infinite possibilità dell'essere umano di entrare in sintonia con l'intera opera della creazione, con la natura, con ogni essere umano, con ogni essere vivente, con le persone che ama e che gli stanno accanto. Vuol dire dare spazio alla concretezza, alla certezza, alla capacità di realizzazione dei propri sogni. Vuol dire avere la capacità di credere e di sognare. Vuol dire saper usare la ragione  e renderla teneramente serva della fede. Vuol dire mettersi al servizio della sacralità della vita, donare se stessi per entrare in sintonia con chiunque sia pronto a lasciarsi guardare negli occhi ed a lasciarsi toccare. Vuol dire amare, trascendere la carne ed intravedere l'anima. Vuol dire saper usare di ogni bene, messo a disposizione da Dio. Vuol dire vibrare all'unisono con il Cielo ed attraverso di esso con la Terra. Vuol dire confondersi tra le pieghe della Divinità, sfiorando l'Umanità. Vuol dire perdersi nel tempo e nello spazio per ritrovarsi nell'infinita eternità. Vuol dire trasmettere la certezza della fede che da Tommaso scorrerà fino ai nostri giorni, a noi, tra le nostre dita, nel nostro cuore e nella nostra mente.  Poter toccare Cristo per Tommaso ha significato rendersi personalmente conto che Gesù è davvero la Via, la Verità e la Vita che feconda ogni spazio del cuore rendendolo illimitato ed eterno. Tommaso ha posto il dito nella piaga del Sacro Costato ed ha percorso l'intero dolore di tutta l'umanità, celata con amore in quel Cuore Divino. Ha compreso, fino in fondo, il sacrificio di Gesù sulla croce, il suo dolore, le sue piaghe, il suo sangue versato per redimere l'intera umanità ed aprire la Via del Paradiso. Con Tommaso ciascuno di noi potrà dire di aver visto, con gli occhi della carne, il Signore Gesù e di averLo toccato. Tommaso ci ha prestato le sue dita affinché anche noi potessimo, con amore e devozione, accostarci a Lui, il Dio che si è fatto Carne e constatare, con stupore e sorpresa, ogni giorno, che Egli è vivo e presente in mezzo a noi. Tommaso ci ha fatto un grande dono....... 

venerdì 7 giugno 2013

Il Cuore della Chiesa

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
NEL CENTENARIO DELLA CONSACRAZIONE DEL
GENERE UMANO AL CUORE DIVINO DI GESÙ
Warszawa - Venerdì, 11 Giugno 1999
 
Desidero esprimere la mia approvazione e il mio incoraggiamento a quanti, a qualunque titolo, nella Chiesa continuano a coltivare, approfondire e promuovere il culto al Cuore di Cristo, con linguaggio e forme adatte al nostro tempo, in modo da poterlo trasmettere alle generazioni future nello spirito che sempre lo ha animato. Si tratta ancora oggi di condurre i fedeli a fissare lo sguardo adorante sul mistero di Cristo, Uomo-Dio, per divenire uomini e donne di vita interiore, persone che sentono e vivono la chiamata alla vita nuova, alla santità, alla riparazione, che è cooperazione apostolica alla salvezza del mondo. Persone che si preparano alla nuova evangelizzazione, riconoscendo il Cuore di Cristo come cuore della Chiesa: è urgente per il mondo comprendere che il cristianesimo è la religione dell'amore.

sabato 18 maggio 2013

Con Maria nel Cenacolo

Giovedì prossimo dovrò tenere in pubblico una conversazione che ha per tema la Vergine Maria come modello di vita cristiana. I prossimi giorni non scriverò sul blog, per evitare distrazioni e per prepararmi nel miglior modo possibile. Mi raccoglierò in preghiera e chiedo anche  a voi un sostegno affinché io sia strumento del Signore per essere capace di dare giusta lode e risalto alla figura di Maria. Ella, fin dall'inizio della creazione, ha incrociato il cammino di ogni essere vivente ed ora, ai nostri giorni, incrocia il nostro percorso, per mostrarci la via che porta al Cielo. E' presente, è viva, è in mezzo a noi, legata al Suo Divin Figlio, è nella Chiesa, è nel Cuore della Santissima Trinità, è la Sposa dello Spirito Santo. A lei guardano gli apostoli, nel momento di smarrimento più cupo e spaventoso della morte di Cristo; a lei guarda, nel Cenacolo, la Chiesa nascente, battezzata col fuoco dello Spirito Santo. Senza Maria nulla sarebbe avvenuto; il suo 'sì' ha aperto al mondo le braccia di Dio! 
 
 
Vieni Spirito Santo, vieni per la potente intercessione di Maria tua sposa amatissima. Infiamma i nostri cuori distruggi in essi tutto ciò che ti addolora.

domenica 31 marzo 2013

E' veramente risorto, alleluia!

Oggi trionfa la bellezza di Dio sulla terra! Cerchiamola e contempliamola negli occhi delle persone che amiamo, nel sorriso dei bambini, tra le rughe degli anziani, tra i dolori dei sofferenti, ad ogni passo, in ogni fiore, dappertutto splende la bellezza di Cristo risorto dalla morte! Alleluia, Cristo è risorto! Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (Corinzi 1,23-25) […] Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo […]. Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito». 
 
CARISSIMI AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI

martedì 19 marzo 2013

San Giuseppe e la paternità

Giuseppe, lo Sposo di Maria, è il personaggio più silenzioso di tutta la Sacra Scrittura. Il più silenzioso ed il più laborioso. Quante cose, nella sua bottega di falegname, avrà insegnato al suo Gesù. Anche lui, come Maria ed insieme a lei, ha ricevuto dal Signore il dono di un Figlio Divino, da custodire, da crescere e da donare. Durante la presentazione al Tempio, Giuseppe è lì, è presente, è lui il capofamiglia, è lui che consegna le tortore per il sacrificio di purificazione, di ringraziamento e di donazione. Nel silenzio, anche lui, come la sua sposa, avrà meditato ogni parola del vecchio Simeone. Giuseppe è simbolo di paternità perfetta nello spirito ma, anche se non ha mai generato figli nella carne, la paternità umana vi può trovare giusta collocazione e modello, in quanto in lui anche questa paternità assume un significato divino, mistico e spirituale: il figlio generato nella carne è segno di quel Figlio immolato sulla croce per la redenzione del mondo e risorto; segno di immortalità dell'anima e di vita senza fine per il corpo trasfigurato ad immagine dell'Uomo Nuovo. Ogni figlio generato nella carne è simbolo del Figlio di Giuseppe generato nello spirito! Il Figlio di Giuseppe, generato nello spirito, diventa immagine viva di ogni figlio nato sulla terra. Giuseppe è simbolo di fedeltà, di castità, di amore sponsale, di paternità dolce, sicura, rassicurante e giusta. Auguri a tutti i papà......  

martedì 25 dicembre 2012

E' apparsa la grazia di Dio!

 
O Dio, che in modo mirabile ci hai creati a tua immagine, e in modo più mirabile ci hai redenti, fà che possiamo condividere la vita divina del tuo Figlio, che oggi ha voluto assumere la nostra natura umana. 
 
 
 
 
 
 
 

sabato 8 dicembre 2012

Maria Immacolata


Il Cielo si inonda di luce: Dio Padre ha pronunciato la sua preziosa parola, un nome, che serbava nella mente e nel cuore sin dall'eternità. Un nome che sa di candore, di verginale purezza, di divina freschezza. Un nome che contiene i colori della tavolozza dove Dio intinge il pennello per colorare di vita nuova la faccia della terra ferita dal peccato. Un nome che contiene i semi più preziosi che Dio semina sull' umanità per far rifiorire i cuori induriti dal peccato. Un nome che contiene le sorgenti più pure e cristalline, dove Dio attinge per rinvigorire i deserti più aridi e far germogliare la nuova creazione. MARIA è la creatura più bella e preziosa che Dio potesse donarci. E' il tesoro, la perla, il fiore più profumato dei giardini del Cielo. E' la 'donna forte' della Sacra Scrittura. E' la stella più luminosa nel firmamento della santità. E' la donna che col suo 'Sì' ha cambiato il corso della storia tra Dio e gli uomini. Il suo grembo verginale ha accolto il Soffio Divino della vita e ha donato al mondo la Vita. Di Maria non si è detto nè mai si dirà abbastanza, 'numquam satis'; la Sacra Scrittura è la fonte che ci rivela il mistero di Maria, Ella è strettamente legata al Figlio suo, Gesù Cristo e come tale non poteva non essere Immacolata e Pura, Vergine e Madre.

domenica 2 dicembre 2012

Historia salutis


L'incarnazione del Verbo si innesta nel disegno d'amore di Dio che, volendo salvare l'intera umanità, dona il suo Figlio Divino al mondo. La Vergine Maria nell'accogliere il Verbo nel suo grembo rappresenta tutta l'umanità ferita dal peccato. Il tempo d'Avvento è tempo di attesa, di dolcezza, di gratitudine, di veglia, di preghiera. E' ora di alzare lo sguardo verso il Cielo. Propongo come meditazione per l'Avvento ciò che ho scritto l'anno scorso dal titolo  Il deserto fiorirà. BUON AVVENTO A TUTTI.....     

domenica 25 novembre 2012

Gesù Cristo Re dell'Universo

 
Christus vincit,
Christus regnat,
Christus imperat.
 
Tutta la missione di Gesù e il contenuto del suo messaggio consistono nell’annunciare il Regno di Dio e attuarlo in mezzo agli uomini con segni e prodigi. «Ma – come ricorda il Concilio Vaticano II – innanzitutto il Regno si manifesta nella stessa persona di Cristo» (Cost. dogm. Lumen gentium, 5), che lo ha instaurato mediante la sua morte in croce e la sua risurrezione, con cui si è manifestato quale Signore e Messia e Sacerdote in eterno. Questo Regno di Cristo è stato affidato alla Chiesa, che ne è «germe» ed «inizio» e ha il compito di annunciarlo e diffonderlo tra tutte le genti, con la forza dello Spirito Santo (cfr ibid.). Al termine del tempo stabilito, il Signore consegnerà a Dio Padre il Regno e gli presenterà tutti coloro che hanno vissuto secondo il comandamento dell’amore. (Angelus del Santo Padre Benedetto XVI) tratto da www.vatican.va 

venerdì 29 giugno 2012

Auguri, Santità!

Oggi la Santa Chiesa ricorda i Santi Pietro e Paolo e, tantissimi sacerdoti, tra cui il Santo Padre Benedetto XVI, festeggiano l'anniversario della loro ordinazione sacerdotale. Questa è una solennità che attesta la grandezza e la veridicità dell'Incarnazione di Dio e la Sua Reale Presenza nel mondo. Pietro è la Roccia dove Cristo ha affondato le radici del Suo Corpo Mistico. Pietro rappresenta la continuità, la perpetuazione, nella tradizione, del messaggio di Gesù Cristo, che prende corpo nella Sua Chiesa. Pietro è il 'dolce Cristo in Terra' (santa Caterina da Siena). Pietro ieri era Giovanni Paolo II, oggi è Bendetto XVI. Paolo è il messaggero, il grande conquistatore delle genti, l'atleta di Dio, il combattente, il soldato....Ha 'incarnato' la Parola per farsi Parola, tutto a tutti....
Pietro e Paolo, insieme sono il fondamento e le colonne della Santa Chiesa, che per fede, diciamo essere: Una, Santa, Cattolica ed Apostolica.      

venerdì 15 giugno 2012

Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ricorda la solennità del Sacro Cuore di Gesù. Il Santo Padre Benedetto XVI nella sua profonda omelia in occasione della Messa in conclusione dell'Anno Sacerdotale (11 giugno 2010) e solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, disse: "Un soldato gli trafisse il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua” (Gv 19,34). Il cuore di Gesù viene trafitto dalla lancia. Esso viene aperto, e diventa una sorgente: l’acqua e il sangue che ne escono rimandano ai due Sacramenti fondamentali dei quali la Chiesa vive: il Battesimo e l’Eucaristia. Dal costato squarciato del Signore, dal suo cuore aperto scaturisce la sorgente viva che scorre attraverso i secoli e fa la Chiesa. Il cuore aperto è fonte di un nuovo fiume di vita; in questo contesto, Giovanni certamente ha pensato anche alla profezia di Ezechiele che vede sgorgare dal nuovo tempio un fiume che dona fecondità e vita (Ez 47): Gesù stesso è il tempio nuovo, e il suo cuore aperto è la sorgente dalla quale esce un fiume di vita nuova, che si comunica a noi nel Battesimo e nell’Eucaristia".



© Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
(Tratto dal sito ufficiale della SANTA SEDE)
 
La foto che ho scelto è un dipinto di P. Batoni, si trova nella Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all'Argentina a Roma (meglio conosciuta come Chiesa del Gesù), in via degli Astalli 16 ed è posto sull'altare della Cappella del Sacro Cuore.
Ho sostato in preghiera davanti a questo Sacro Cuore e le emozioni che suscita sono innumerevoli e profonde. Lo sguardo penetrante che guarda e ama, le mani che offrono il Cuore sembrano volersi protendere per lasciarsi sfiorare, la fiamma brillante del Cuore, tutto crea una suggestiva aria di tenerezza e di raccoglimento tali da mettere il cuore e l'anima in ascolto.
  • Per fare un giro nella Chiesa clicca qui
  • Per la preghiera al Sacro Cuore clicca qui
  • Per leggere la storia della devozione al Sacro Cuore di Gesù vai qui  sul bellissimo blog di Karin filia ecclesiae.

domenica 10 giugno 2012

50.mo Congresso Eucaristico Internazionale

Comincia oggi a Dublino, in Irlanda, il 50.mo Congresso Eucaristico Internazionale. Quest'anno ricorre anche il 50.mo anniversario del Concilio Ecumenico Vaticano II e il 50.mo anniversario della 'Lumen Gentium'. Per celebrare questa esortazione apostolica, il Santo Padre Benedetto XVI, ne ha richiamato il tema scegliendolo come motivo di meditazione e di studio per il Congresso Eucaristico: 'L'Eucaristia, Comunione con Cristo e tra noi'. Inoltre la data di inizio del Congresso si innesta nella celebrazione, in gran parte del mondo cattolico, della solennità del SS. Corpo e Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.  L'Irlanda è stata fino a qualche decennio fa la nazione con il più alto numero di cattolici praticanti: si stima che il 91%della popolazione andasse a Messa la domenica. Il popolo Irlandese ha ancora oggi, il maggior numero di pensionati che affollano ogni giorno le chiese per la Santa Messa, fedeli al patto di comunicarsi ogni giorno.
In una intervista mons. John Kennedy, officiale della Congregazione per la Dottrina della Fede, originario della diocesi di Dublino, ha affermato che in Irlanda: "C’è una grande fame per la fede, per conoscere Cristo e per celebrare i Sacramenti. Anche nei momenti di difficoltà, la fede rimane. Forse è un po’ sepolta sotto i vari livelli di modernismo e di ricchezze. Noi abbiamo sperimentato proprio questo, in Irlanda: siamo diventati ricchissimi, in un arco di 10, 15 anni, e poi con la crisi economica siamo nuovamente diventati poveri. Ma la cosa che non passa mai è la fede". tratto da www.news.va
Speriamo che il Congresso porti frutti nuovi di fede. Che faccia scaturire il desiderio di essere in Comunione con Cristo e tra noi. La fedeltà a Cristo Gesù non si improvvisa, essa è frutto di una volontà tenace che desidera orientare gli affetti del cuore al servizio del bene  e della Verità, alla sequela del Vangelo, in comunione con la Chiesa, Madre e Maestra. 
La solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo ci faccia riflettere sull'importanza di questo Sacramento come Presenza Viva e Reale di Cristo nella nostra vita.  

domenica 3 giugno 2012

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

La vita dei battezzati inizia nel nome della Santissima Trinità, che è il mistero centrale della fede e della vita cristiana.   Il sacerdote dice:" Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo". Tante volte nella nostra vita abbiamo pronunciato queste parole in un segno di croce, ma forse non abbiamo mai prestato molta attenzione alla loro grandiosa valenza e al loro significato. Ogni volta che le pronunciamo entriamo a far parte di un mistero: il Mistero di Dio Uno e Trino, della sua umanità e divinità, della sua sostanza e della sua essenza. Entriamo nel mistero della Creazione, nel cuore del mondo, nella storia dell'umanità creata, guidata e amata da Dio. Dio è Tre Persone uguali e distinte riunite in un'unica sostanza. La Trinità è Una, è un mistero della fede in senso stretto, uno dei misteri nascosti in Dio, che indubbiamente ha lasciato tracce nell'opera della Creazione, lungo tutto il percorso dell'Antico Testamento fino alla Rivelazione concreta nella sua incarnazione, morte e risurrezione. La Trinità resta comunque un mistero non rivelato, creduto per fede e come dogma. Possiamo affermare per fede che la Trinità è Una e l'Unità divina è Trina: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Tre Persone distinte tra loro per le loro relazioni di origine, ma una la natura, la sostanza, con un'unica economia divina, comune e nello stesso tempo personale. Mi piace ricordare, a tal proposito, il brano dell'Antico Testamento e precisamente Genesi cap. 18 quando il Signore Dio appare ad Abramo e gli predice la nascita del figlio Isacco: "Poi il Signore apparve a lui alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo:'Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo'. Questo stupendo brano ci mostra la Santa Trinità in modo inequivocabile e certo! Padre, Figlio e Spirito Santo sono sempre presenti insieme nell'opera della Creazione così come in quella della Redenzione. Molte volte le parole di Gesù ci chiariscono la strettissima unione delle persone divine e le loro unica sostanza. Il capitolo 14 del Vangelo di Giovanni riporta le parole di Gesù riguardanti il Padre e lo Spirito Santo. Dice a Filippo:" Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? (ver 10)". Oppure quando promette lo Spirito Santo dice:" Non vi lascerò orfani: verrò da voi" (ver 18). Ogni cristiano sa che Dio non è divisibile nelle Persone, che pregando il Padre Nostro si prega anche il Figlio e lo Spirito Santo, che nelle sofferenze di Cristo è presente il Padre e lo Spirito Santo, che nell'opera della Rivelazione dello Spirito Santo è presente il Padre e il Figlio, in comunione perfetta....
Dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al paragrafo 260:' Il fine ultimo dell'intera economia divina è che tutte le creature entrino nell'unità perfetta della Beata Trinità. Ma fin d'ora siamo chiamati ad essere  abitati dalla Santissima Trinità:" Se uno mi ama - dice il Signore - osserverà la mia Parola ed il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14, 23). 

"O mio Dio, Trinità che adoro, aiutami a dimenticarmi completamente, per stabilirmi in te, immobile e serena come se la mia anima fosse già nell'eternità; nulla possa turbare la mia pace nè farmi uscire da te, o mio Immutabile, ma che ogni minuto mi porti più addentro nella profondità del tuo Mistero! Pacifica la mia anima; fanne il tuo cielo, la tua dimora amata e il luogo del tuo riposo. Che io non ti lasci mai sola, ma che sia lì, con tutta me stessa, tutta vigile nella mia fede, tutta adorante, tutta offerta alla tua azione creatrice". (Beata Elisabetta della Trinità)     

domenica 27 maggio 2012

Veni, Creator Spiritus

Erroneamente a quanto comunemente si pensi, la Terza Persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo, riempie di Sè l'intera Sacra Scrittura. E' presente sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Fin dalla Genesi ne percepiamo la potente presenza aleggiare sulle acque, infondere la vita alla natura, il movimento ai pianeti, la luce alle stelle, accendere la fiamma dell'esistenza in Adamo ed Eva. Egli è presente sul monte Sinai, è il fuoco che scrive le tavole della Legge Sacra, è la nube che guida il popolo dell'alleanza verso la Nuova Terra. E' l'acqua che lo disseta nel duro cammino attraverso il deserto. E' l'ispiratore dei profeti, dei salmisti. Lo contempliamo nella vita della Vergine Maria, nel suo 'sì' al concepimento verginale del Figlio. Lo contempliamo nell'amore di Gesù  per i malati, per i bisognosi, per i peccatori, nella sua forza guaritrice, nel suo coraggio durante la Passione, nel dirompente mistero della sua risurrezione. Lo troviamo negli apostoli, nella Chiesa nascente, nel coraggio della testimonianza e del martirio. Lo Spirito Santo è vivo, presente e vivificante nella storia di tutta l'umanità. Della terra ne è il calore, la luce, la vigoria; dell'uomo nè è il soffio vitale, l'amore, la gioia, la pace, la benevolenza, la magnanimità, la bontà, la mitezza. E' il nostro alito, la nostra essenza più vera, la vita di ogni fibra del nostro corpo. E' l'ispiratore di ogni sentimento più nobile e buono del nostro cuore, dei poeti, dei pittori, degli artisti e di ogni uomo di buona volontà. Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica ne 'ispira, garantisce e convalida la fedele trasmissione' della Rivelazione di Dio, nella predicazione e negli scritti apostolici(ENCICLICA DOMINUM ET VIVIFICANTEM di Giovanni Paolo II); dona alla Chiesa stessa il compito di 'guidare alla verità tutta intera', di svelare in modo chiaro il 'mysterium Christi'

giovedì 10 maggio 2012

Il 10 maggio di San Fratello


A San Fratello, il mio paese, dire 10 maggio è dire festa; é ricordare il martirio dei santi patroni, i tre fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino, martirizzati sotto le persecuzioni di Valeriano nel 253 (MITTITE RETE). L'intero paese è in festa! Le reliquie dei santi vengono prelevate dalla Chiesa Maria Santissima Assunta ex Convento, ed insieme al simulacro di San Filadelfio, vengono portate in processione nell'antico Santuario in stile Normanno edificato nel 1090. La processione è preceduta da un corteo di cavalli: i famosi cavalli di razza 'sanfratellana' anch'essi di origine normanna!


 
Dopo la Santa Messa, celebrata nel Santuario, ci si ferma per una scampagnata ed un pic-nic, bel tempo permettendo!

  
Il Paese di San Fratello prende il nome da Filadelfio, uno dei tre fratelli martiri, ha una storia ultramillenaria, una lingua antichissima unica al mondo di derivazione gallo-italica e una razza autoctona di cavalli.

Vi invito, per saperne di più, a visitare il sito ufficiale di San Fratello SOTTO LA PIETRA