Tu
che
ne dici
SIGNORE se
in questo Natale
faccio un bell’albero
dentro il mio cuore, e ci
attacco, invece dei regali,
i nomi di tutti i miei amici? Gli
amici lontani e gli amici vicini, quelli
vecchi e i nuovi, quelli che vedo ogni gior-
no e quelli che vedo di rado, quelli che ricordo
sempre e quelli a volte dimenticati, quelli costanti
e quelli alterni, quelli che, senza volerlo, ho fatto soffrire
e quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire, quelli che
conosco profondamente e quelli che conosco appena, quelli che mi
devono poco e quelli ai quali devo molto, i miei amici semplici ed i miei
amici importanti, i nomi di tutti quanti sono passati nella mia vita.
Un albero con radici
molto profonde, perché
i loro nomi non escano
mai dal mio cuore; un
albero dai rami molto
grandi, perché i nuovi
nomi venuti da tutto il
mondo si uniscano ai già
esistenti, un albero con
un’ombra molto gradevole
affinché la nostra amicizia,
sia un momento di riposo durante le lotte della vita.
Abito la Terra di Mezzo, in servizio permanente effettivo, tra un fonendo ed una tazza, di ricetta in ricetta
La mia Terra di Mezzo
Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....
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mercoledì 24 dicembre 2014
La leçon de Noël

Eccoci a festeggiare ancora una volta l’anniversario della nascita di Dio. Ritorniamo indietro di duemila anni, all’ora in cui il Cristo è apparso nel mondo. Questo avvenimento supremo – che non soltanto divide in due la storia (diciamo avanti e dopo Cristo) ma ci apre anche le porte dell’eternità – è passato quasi inosservato agli occhi dei contemporanei. È successo in una stalla, nel cuore dell’inverno, nell’ora più buia della notte, e non ha avuto per testimoni che degli umili animali e della povera gente. Se vi fossero stati dei giornali, non avrebbero fatto menzione di questa notizia. E che avrebbe pensato l’imperatore Augusto, dominatore del mondo e adorato come un Dio, se gli fosse stato predetto che questo gracile bimbo, oscuro rampollo di un popolo lontano e disprezzato, avrebbe ricevuto un giorno gli omaggi dell’universo e che la sua religione, dopo il naufragio dell’Impero, avrebbe salvato la lingua e il genio di Roma?
Noi ci lasciamo troppo facilmente abbagliare dagli eventi sensazionali e dai trionfi rapidi e spettacolari. E ci dimentichiamo che, quasi sempre, le più grandi cose hanno piccoli inizi. E questo è vero in tutti i campi. Abito non molto lontano dalla sorgente della Loira. Questo fiume, così maestoso presso il suo estuario, alla nascita non è che un piccolo ruscello insignificante che si snoda nel cortile di una fattoria. Una tempesta o una valanga dispiegano in un attimo tutta la loro potenza. Qualche ora dopo non resta più nulla di questo tumulto, all’infuori delle devastazioni che ha causato.
Lo stesso vale per le cose umane e quelle divine. Il Cristo, autore e messaggero della salvezza eterna dell’umanità, è nato e ha vissuto per trent’anni ignorato da tutti prima di rivelarsi al mondo. Si è rivelato ancora senza fragore, essendosi rivolto a dei piccoli gruppi piuttosto che alla folla. E dopo la sua morte e resurrezione, il cristianesimo ha dovuto maturare per tre secoli nell’oscurità delle catacombe prima di divenire la religione ufficiale dell’Impero.
Sono bastati invece pochi anni a un Napoleone o a un Hitler per rivoluzionare la propria epoca. Ma, allo stesso modo, non sono stati necessari che pochi anni affinché la loro opera fosse annientata.
« Il tempo non risparmia quanto è stato fatto senza di lui », ha detto Jacques Bainville. Dio, che è il signore del tempo, avrebbe potuto manifestarsi istantaneamente in tutto il fulgore della sua gloria. Se non l’ha fatto, se ha scelto l’umiltà e l’oscurità, è perché ha voluto darci l’esempio delle virtù dell’attesa e della pazienza. Per mostrarci che le riuscite più rapide e più visibili sono votate al nulla se non sono preparate da una lenta e segreta incubazione. È il lungo e invisibile lavorio delle radici e della linfa a permettere all’albero di portare frutto…
Questa è la lezione che emerge dalla festa di Natale: l’esempio dell’uomo-Dio ci invita a coltivare le realtà interiori, che maturano nel silenzio e nel segreto, senza le quali tutti i successi temporali non sono che apparenze brillanti e fuggitive, dei fuochi di paglia che s’accendono e si estinguono in un sol colpo.
(Gustave Thibon - 23 dicembre 1976)
(Gustave Thibon - 23 dicembre 1976)
(Titolo originale: La leçon de Noël, « Itinéraires », n. 211, marzo 1977; traduzione redazionale)
(fonte: Ritorno al reale)
martedì 23 dicembre 2014
L'annunzio del Natale di Gesù
Risuona ancora una volta, nella nostra coscienza e nel nostro cuore, l'annunzio del Natale cioè dell'inizio dell'avvenimento cristiano: l'incarnazione di Dio in Gesù Cristo e la chiamata degli uomini a partecipare alla sua presenza di Redentore. (...) L'uomo è annichilito di fronte alla potenza del male che nasce anche dal cuore dell'uomo, ma più profondamente nasce da quel mistero del male che tenta sistematicamente l'eliminazione della presenza di Cristo e della Chiesa dal mondo. L'uomo è annichilito dalla terribile conseguenza dell'aver perduto Dio, come diceva Paul Claudel ne 'L'annuncio di Maria': si può rinnegare Dio ma allora si comincia a mangiare l'erba amara dello scoglio della noia. (....)
E' un annunzio di salvezza!
Ma chi, attorno a noi, desidera la salvezza?
E' un annunzio di verità!
Ma chi, attorno a noi, desidera la verità?
E' un annunzio di cambiamento totale dell'intelligenza e del cuore.
E' l'annunzio della nascita di un uomo nuovo che conosce l'origine della propria vita e cammina, quotidianamente e liberamente, verso l'attuazione del suo destino di bellezza, di verità e di giustizia in Cristo. Ecco, tutto questo è sentito come assolutamente estraneo, lontano. (....) Si può certamente allora rinnegare Dio, (....) ma una volta rinnegato Dio si è contemporaneamente rifiutato e rinnegato l'uomo. In questo degrado antropologico, in questa diffusa ottusità, in cui i vizi diventano diritti e le devianze hanno la pretesa di essere la normalità, la violenza diventa il metodo normale dei rapporti, dalle famiglie fino alle società internazionali e mondiali. (.....) Alla luce di tutto questo, noi cristiani dobbiamo essere consci che la nostra responsabilità è assolutamente irrinunciabile, e dobbiamo lavorare perché la prima conseguenza del nostro annunzio natalizio nella vita dell'uomo sia un tentativo di rieducare l'uomo alla propria umanità. (...) L'annunzio cristiano oggi va vissuto nella sua totale essenzialità come il primo irrinunciabile compito di aiutare l'uomo ad aprire il proprio cuore e la propria mente ad un mistero che, proprio perché è venuto tra noi, è la possibilità reale e totale di cambiamento. (...) Cristo è venuto al mondo, è stato generato dalla Vergine Maria, ha vagito in una mangiatoia, non perché il mondo ne ricevesse una qualche emozione ma perché fosse provocato a percorrere quella strada che è Via, Verità e Vita.
(S.E. Mons. Luigi Negri)
tratto da IL TIMONE nr 138 -Anno XVI-Dicembre 2014, pagg 12-13)
lunedì 22 dicembre 2014
....il grembo al Creatore.....

Hai udito, Vergine, che concepirai e partorirai un figlio; hai udito che questo avverrà non per opera di un uomo, ma per opera dello Spirito Santo. L'angelo aspetta la risposta: deve fare ritorno a Dio che l'ha inviato. Aspettiamo, o Signora, una parola di compassione anche noi, noi oppressi miseramente da una sentenza di dannazione.
Ecco che ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se tu acconsenti, saremo subito liberati.(....)
Te ne supplica in pianto, Vergine pia, Adamo esule dal Paradiso con la sua misera discendenza; te ne supplicano Abramo e Davide; te ne supplicano insistentemente i santi patriarchi che sono i tuoi antenati, i quali abitano anch'essi nella regione tenebrosa della morte. Tutto il mondo è in attesa, prostrato alle tue ginocchia; dalla tua bocca dipende la consolazione dei miseri, la redenzione dei prigionieri, la liberazione dei condannati, la salvezza di tutti i figli di Adamo, di tutto il genere umano.
O Vergine, dà presto la risposta. Rispondi sollecitamente all'Angelo, anzi, attraverso l'Angelo, al Signore. Rispondi la tua parola ed accogli la Parola: dì la tua parola umana e concepisci la Parola divina, emetti la parola che passa e ricevi la Parola eterna.
Perché tardi? Perché temi? Credi all'opera del Signore, dà il tuo assenso ad esso, accoglila. Nella tua umiltà prendi audacia, nella tua verecondia prendi coraggio. In nessun modo devi ora, nella tua semplicità verginale, dimenticare la prudenza; ma in questa sola, o Vergine prudente, non devi temere la presunzione.
Perché, se nel silenzio, è gradita la modestia, ora è piuttosto necessaria la pietà nella parola. Apri, Vergine beata, il cuore alla fede, le labbra all'assenso, il grembo al Creatore. Ecco che colui al quale è volto il desiderio di tutte le generazioni batte fuori alla porta. Non sia che, mentre tu sei titubante, egli passi oltre e tu debba, dolente, ricominciare a cercare colui che ami. Levati su, corri, apri! Levati con la fede, corri con la devozione, apri con il tuo assenso.
'Eccomi', dice, 'sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto'.
(San Bernardo, abate - Omelie sulla Madonna)
mercoledì 17 dicembre 2014
martedì 16 dicembre 2014
Nove mesi in nove giorni
Ormai ci separano solo nove giorni dal Santo Natale ed oggi inizia la novena di Natale. Nove giorni che stanno a significare nove mesi. Nove santi giorni come una gestazione in miniatura -come scrisse Reinerius monaco di Liegi, vissuto tra il 1130 ed il 1188-Nove mesi, nove giorni nell'attesa, un flusso ininterrotto di secoli nell'attesa sempre antica e sempre nuova di Dio che si fa carne. La novena di Natale ha un fascino che sa di antico, infatti essa è la più antica di tutte le novene; nel suo insieme con i suoi canti ed antifone va a costituire il canto delle Profezie.
Regem venturum Dominum, venite adoremus.
Jucundare filia Sion, et exulta satis filia Jerusalem,* ecce Dominus veniet, et erit in die illa lux magna et stillabunt montes dulcedinem* et colles fluent lac et mel, quia veniet Propheta magnus et Ipse renovabit Jerusalem.
Ecce veniet Deus, et Homo de domo David sedere in throno* et videbitis et gaudebit cor vestrum.Ecce veniet Dominus protector noster, Sanctus Israël,* coronam Regni habens in capite suo * et dominabitur a mari usque ad mare et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.
Ecce apparebit Dominus, et non mentietur:* si moram fecerit, expecta eum* quia veniet et non tardabit.
Descendet Dominus sicut pluvia in vellus, orietur in diebus ejus iustitia et abundantia pacis* et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei.
Nascetur nobis parvulus et vocabitur Deus fortis;* ipse sedebit super thronum David patris sui et imperabit;* cujus potestas super humerum ejus.
Betlehem civitas Dei summi, ex te exiet dominator Israel,* et egressus ejus sicut a principio dierum aeternitatis, et magnificabitur in medio universae terrae, * et pax erit in terra nostra dum venerit.
'Prima del giorno solenne del Natale di Cristo, noi osserviamo i nove giorni più vicini con manifestazioni di gioia, ci sentiamo sollevati nell’animo come all’aurora rosseggiante di un nuovo giorno, e particolarmente nell’ora della preghiera vespertina, siamo trasportati in alto dalla riconoscenza che proviamo, mentre celebriamo il Vespro con maggiore splendore e solennità di preghiere. Secondo la stessa osservanza, procediamo per tutti i nove giorni, ed è a noi evidente che in essi sono raffigurati i nove mesi, nei quali il Dio uomo volle essere contenuto nella segreta stanza di un utero verginale: causa o ragione ben degna di venerazione da parte di tutti. Chi, infatti, anche solo col pensiero, potrebbe comprendere come, nell’utero di una donna, Dio si sia unito all’uomo in un’unica persona? Riguardo poi al fatto che diamo a un giorno il valore di un mese, contraendo i nove mesi in nove giorni, la contrazione del tempo è scelta razionale e sensata, per impedire che la gioia di questa celebrazione sia interrotta dal frapporsi di qualche festa o la devozione si raffreddi, una volta presa dalla noia, facile alla debolezza umana; e per ottenere invece che la devozione, rafforzata dal continuo fervore, sia, in quanto più breve, tanto più pura e perciò più accetta alla suprema dignità'. (Reinerius di Liegi)
lunedì 15 dicembre 2014
Des crèches partout!
Sulla scia della Manif pour Tous (manifestazione per tutti) che da voce alla stragrande maggioranza della popolazione che nessuno ascolta su temi etici, sui principi non negoziabili, sull'unione legalizzata tra persone dello stesso sesso, sul diritto alla vita sin dal grembo materno, sulla legge liberticida dell'omofobia, è nata, sempre in Francia, la 'Des crèches partout!' -presepi dappertutto- un invito a mettere presepi nei luoghi di lavoro, di ritrovo o di passaggio. Un modo semplice per tenere viva negli occhi e nei cuori di tutti l'immagine ed il vero significato del Santo Natale.

In Vandea, sempre in Francia, in segno di protesta, contro le leggi liberticide della laicità dello Stato, in vigore in Francia dal 1905, che vieta l’esposizione di simboli ed emblemi religiosi in qualsiasi spazio pubblico, tranne che nei luoghi di culto, nei cimiteri, nei musei o all’interno di mostre, il collettivo studentesco «Touche pas à ma crèche» (non toccatemi il presepe) ha organizzato dei presepi/flash mob in diversi luoghi pubblici. Sulla scena, è rappresentato anche un massone munito di scotch per chiudere la bocca a Maria, all'angelo e ai pastori.
mercoledì 10 dicembre 2014
Christmas copyright
In questo post (clicca qui) parlavo del fatto che noi cristiani dobbiamo riappropriarci della festa del Santo Natale e del suo significato. Ogni anno in prossimità di questa festa inevitabilmente impazzano le follie politicamente corrette contro il presepe. L'ultima riguarda la sezione cinofila della Pro Loco di Viterbo che ha organizzato un evento per Natale dal titolo 'Natale a 4 zampe' preparando una locandina blasfema, oltraggiosa ed offensiva in cui il presepe è rappresentato da cani: Gesù Bambino, la Santa Vergine e san Giuseppe sono dei cani con tanto di vestiti e di velo, ( clicca qui per vedere la locandina). E qui l'articolo dove appunto con contorsioni verbali ed ideologiche si spiega come la locandina non sia blasfema e chi lo sostiene altro non è che un intollerante ed un fondamentalista! Non parliamo delle scuole che non preparano il presepe per non offendere le altre religioni.
Ma, scusate, cos'è il Natale se non la nascita di Gesù?
Caro mio Gesù,
mio Signore e mio Dio,
Bambinello Divino,
ti amo e ti adoro,
dal profondo del mio niente.
Ti chiedo perdono per coloro
che non credono, non ti amano,
non ti adorano e ti offendono.
Pietà di tutti noi peccatori.
mercoledì 3 dicembre 2014
Nel tempo dell'uomo
La fede è la porta che Dio apre nella nostra vita per condurci all’incontro con Cristo, nel quale l’oggi dell’uomo si incontra con l’oggi di Dio. La fede cristiana non è adesione ad un dio generico o indefinito, ma al Dio vivo che in Gesù Cristo, Verbo fatto carne, è entrato nella nostra storia e si è rivelato come il Redentore dell’uomo. Credere significa affidare la propria vita a Colui che solo può darle pienezza nel tempo e aprirla ad una speranza oltre il tempo.
Dio non si è chiuso nel suo Cielo, ma si è chinato sulle vicende dell’uomo: un mistero grande che giunge a superare ogni possibile attesa. Dio entra nel tempo dell’uomo nel modo più impensato: facendosi bambino e percorrendo le tappe della vita umana, affinché tutta la nostra esistenza, spirito, anima e corpo - come ci ha ricordato san Paolo - possa conservarsi irreprensibile ed essere elevata alle altezze di Dio. E tutto questo lo fa per il suo amore fedele verso l’umanità. L’amore quando è vero tende per sua natura al bene dell’altro, al maggior bene possibile, e non si limita a rispettare semplicemente gli impegni di amicizia assunti, ma va oltre, senza calcolo, né misura. E’ proprio ciò che ha compiuto il Dio vivo e vero, il cui mistero profondo ci viene rivelato nelle parole di san Giovanni: «Dio è amore» (1 Gv 4,8.16). Questo Dio in Gesù di Nazaret assume in sé l’intera umanità, l’intera storia dell’umanità, e le dà una svolta nuova, decisiva, verso un nuovo essere persona umana, caratterizzato dall’essere generato da Dio e dal tendere verso di Lui (cfr L’infanzia di Gesù, Rizzoli-LEV 2012, p. 19).
I DOMENICA DI AVVENTO
1 dicembre 2012
Basilica Vaticana
INCONTRO CON GLI UNIVERSITARI DEGLI ATENEI ROMANI
E DELLE UNIVERSITÀ PONTIFICIE
E DELLE UNIVERSITÀ PONTIFICIE
OMELIA
© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana
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martedì 2 dicembre 2014
Pregare con i monaci
I monaci dell’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux hanno lanciato nella settimana che prepara al Santo Natale un “regalo” che desiderano condividere. Attraverso l’apposito link interno al sito Internet dell’abbazia, è ora possibile seguire in diretta gli uffici liturgici del monastero, cantati integralmente in gregoriano nella forma extraordinaria del Rito romano (Breviario monastico del 1963). Sei volte al giorno, sia attraverso l’applicazione Barroux del proprio iPhone o iPad, o ancora sul proprio computer, sarà possibile unirsi ai monaci di Le Barroux nella grande preghiera liturgica della Chiesa.
Gli uffici trasmessi in diretta sono i seguenti:
• Lodi : ore 6:00
• Prima : ore 7:45
• Sesta : ore 12:15
• Nona : ore 14:15
• Vespri : ore 17:30
• Compieta : ore 19:45
• Prima : ore 7:45
• Sesta : ore 12:15
• Nona : ore 14:15
• Vespri : ore 17:30
• Compieta : ore 19:45
Quanti desiderassero potere disporre dei libri liturgici per seguire l’ufficio divino, li possono acquistare ‒ nella versione “diurnale monastico” o in singoli libretti per le varie Ore liturgiche del giorno ‒ attraverso il negozio online dell’abbazia.
Notizia e foto tratti dal blog ROMUALDICA di un amico oblato benedettino
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lunedì 1 dicembre 2014
Tempo d'Avvento
Il tempo di Avvento è Tempo di Bellezza, è il Tempo del Cielo, è il Tempo dell'Eternità. Io ne sento tutto il profumo. Lo percepisco nell'aria fredda e pungente, nel colore bianco del cielo che preannuncia la caduta della neve, nella fiammella di una candela accesa.
Ad ogni respiro, ad ogni palpito del cuore sento il respiro di Dio che ci circonda e che si avvicina sempre più......
Perché è Dio che si muove verso di noi, che viene a noi, incarnandosi nel grembo della Vergine Maria. L'incarnazione nel tempo, del Signore eterno ed increato, è la manifestazione della sua divinità in modo reale e tangibile. Dio si fa uomo per manifestare all'intera creazione, la sua divinità. L'Avvento è tempo di gioia e di speranza. Ricordiamo e riviviamo la prima venuta, nella storia, del Signore Gesù e nel contempo aspettiamo e ci prepariamo alla sua seconda ed ultima venuta alla fine dei tempi. L'Avvento è anche il tempo di Maria. In esso poniamo in rilievo la storia di Maria Vergine che si intreccia con il grande mistero della redenzione e Maria che festeggeremo come l'Immacolata, prima della nascita di Gesù, è infatti il prototipo dell'umanità salvata, il frutto più eccelso della venuta redentiva di Gesù Cristo.
domenica 22 dicembre 2013
mercoledì 18 dicembre 2013
Addobbi natalizi
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Vergine Maria
domenica 15 dicembre 2013
Vigilante attesa
Vieni, Signore Gesù a diradare le tenebre del nostro cuore, ad illuminare il pallido sole della nostra vita. Donaci le armi della luce, fà che possiamo risplendere immersi nel mistero dell'attesa vigilante e gioiosa di Te, che verrai a dare compimento e splendore alla nostra debole e malata esistenza, sempre povera e bisognosa di Te.
giovedì 12 dicembre 2013
Prepariamo la culla

"Dio è presente ovunque sulla terra, e specialmente, con la sua grazia, nei cuori miti e umili. Poiché è l'Altissimo, Egli è anche l'infinitamente Basso. Poiché è il Trascendente, Egli è anche l'Onnipresente. Gli umili e i docili sanno che Egli fa sì che tutto concorra al loro Bene, che il sassolino nella scarpa, la pozzanghera, lo scoglio e il pantano sono, per così dire, l'anticamera della sua santa Dimora. Perciò si abbandonano alla sua Volontà. E, dove questa volontà si compie, noi viviamo sulla terra come fossimo in cielo."
(Fabrice Hadjadj - La terra strada del cielo)
martedì 3 dicembre 2013
Avvento
In silenzio la neve aveva guadagnato i campi, le strade.
Era venuta la notte, portata da una bava di levante.
Alla mattina dopo gli uomini camminavano senza rumore e senza ombra.
Tutta coperta di neve, la campagna pareva pervasa da una profonda umiltà, quasi nell'aspettazione di un evento sovrumano.E tutte le case erano animate da un movimento insolito.
C'era chi andava a far legna, chi castrava le castagne, chi spennava i polli sulla porta.
Da un forno acceso giungeva il crepitìo delle fascine, un odor di buono; da qualche cucina il frullo di un mattarello. (F.Tombari)
Era venuta la notte, portata da una bava di levante.
Alla mattina dopo gli uomini camminavano senza rumore e senza ombra.
Tutta coperta di neve, la campagna pareva pervasa da una profonda umiltà, quasi nell'aspettazione di un evento sovrumano.E tutte le case erano animate da un movimento insolito.
C'era chi andava a far legna, chi castrava le castagne, chi spennava i polli sulla porta.
Da un forno acceso giungeva il crepitìo delle fascine, un odor di buono; da qualche cucina il frullo di un mattarello. (F.Tombari)
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domenica 23 dicembre 2012
Il viaggio volge al termine

Il nostro viaggio verso la grotta sta per finire. Domani arriveremo ai piedi di un bambino, che ci sta aspettando, per aprirci le sue braccine e farsi cullare da noi. Gli presenteremo i nostri doni: dolore, affanni, tribolazioni, preoccupazioni; ed Egli ci donerà i Suoi: gioia, serenità, santità, pace......Prendiamoli a piene mani! Il nostro cammino fino alla culla sarà ricompensato. Sono sicura che sapremo ringraziarLo ed esserGli riconoscenti. Leggete qui la mia meditazione sulla IV Domenica di Avvento. qui un'altra mia meditazione dal titolo:'Prepara la culla, è Natale'(prima parte) e qui la seconda parte.
venerdì 14 dicembre 2012
Il profumo mistico del Natale
In questi giorni Balocco e Maina stanno dando il meglio di sè! Fossano e dintorni sono invasi da un profumino delizioso di panettoni appena sfornati che, nonostante il freddo e la prima neve, risulta piacevolissimo sostare fuori per respirarne l'aria a pieni polmoni e godere di questo dolcissimo odore. Natale è anche questo! Preparare dolci in casa, spandere profumi di zucchero, burro, cannella, arancia, anice, chiodi di garofano.....un trionfo per le papille gustative ed olfattive! Natale è anche un momento per rilassarsi tranquilli in casa, ascoltare ottima musica, vedere un bel film, in compagnia di una calda tazza di the, di un cioccolatino, di una fetta di dolce.......Natale è casa, Natale è famiglia; infatti Gesù è nato in una famiglia, ha desiderato avere un padre ed una madre, una casa dove vivere insieme, dove condividere ogni cosa insieme. Penso spesso alla Santa Vergine, soprattutto in questo periodo. La vedo intenta in cucina a preparare il pranzo per i suoi due più grandi tesori, Gesù e Giuseppe; la vedo intenta a fare il bucato, a spazzare, a riordinare la casa, a cucire, a ricamare, a prendersi cura dell'orto e del giardino. Sicuramente avrà preparato anche lei i dolci della festa e mi pare di sentirne tutto il profumo spandersi per la casa e di vedere il sorriso raggiante di Gesù e Giuseppe.... giovedì 6 dicembre 2012
Copyright sul Natale
Già da una settimana e più impazzano dappertutto, le pubblicità per augurarci buon Natale. E' un vortice di panettoni, cioccolatini, merendine, nutella, dolci vari, biancheria intima, profumi. Sinceramente farmi dire buon Natale da una ragazza che con modi lascivi ed ammiccanti si struscia mezza nuda tra statue famose di marmo, mostrando la sua biancheria intima, mi lascia alquanto disgustata. E che dire delle pubblicità dei profumi? A me pare vengano pubblicizzati il cattivo gusto, la lascività, l'impudicizia, il sesso. Tutte queste cose nulla hanno a che fare con il Natale, se non cercare di invogliare la gente a comprare il prodotto reclamizzato con tanta volgarità. Riprendiamoci il significato del Natale, che non è affatto disgiunto da Gesù Cristo Redentore che si è incarnato per la salvezza di tutti. Natale vuol dire NASCITA, ed il 25 dicembre festeggiamo la santa nascita del Signore e possibilmente senza volgarità e rozzezze che infangano la regalità di Gesù Bambino e la nostra dignità umana, salvata a caro prezzo. Invochiamo per il Natale del Signore il COPYRIGHT
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mercoledì 5 dicembre 2012
Natale senza Gesù
Natale è qualcosa di più che fare e ricevere regali........
Natale è qualcosa di più che essere tristi o felici........
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