BUON NATALE!
Abito la Terra di Mezzo, in servizio permanente effettivo, tra un fonendo ed una tazza, di ricetta in ricetta
La mia Terra di Mezzo
Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....
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martedì 25 dicembre 2018
lunedì 2 gennaio 2017
Un nuovo anno
Tutti uguali e tutti diversi. Gli anni della vita procedono ineluttabili nel giro della terra e degli astri, puntuali come un orologio di precisione. Producono fatti, lanciano nomi, modificano sistemi, cambiano persone. Il tempo è dunque una ruota fatale che ci trascina e ci sgretola nell’ingranaggio? Dove sta il principio del meccanismo, la cabina di comando?
In superficie, vediamo muoversi uomini e donne, per strade e case, botteghe e luoghi di lavoro. Al di sotto, i giri dell’economia, gli intrecci della burocrazia, le manovre della politica. Più in profondità, si suppone esista qualcosa o qualcuno più misterioso, qualificato come il grande manovratore, il segreto capitano di vascello che non scende mai in coperta. Secondo gli antichi, esiste il Fatum, il destino cieco che sballotta a caso le navi in navigazione in uno spazio troppo ristretto.
Dal primo Natale, da quando il Verbo – senza del quale nulla è stato fatto di ciò che esiste – è diventato carne e venne ad abitare in mezzo a noi - il punto dell’attrattiva finale e conclusiva cammina con noi, sostiene e rianima cuore ed energie. Ha domandato il grembo e il cuore di una Madre, s’è appoggiato all’amicizia di uomini e donne. Il suo calendario, fatto di Santi, comincia con il nome della Madre dell’Uomo nuovo.
Angelo Busetto)qui
domenica 25 dicembre 2016
Santo Natale 2016
Come rugiada fresca
il Signore del Cielo e della terra
è sceso nel seno purissimo di Maria Vergine,
che oggi lo ha donato al mondo, bambino.
BUON NATALE A TUTTI!
mercoledì 6 gennaio 2016
E' apparsa la gloria di Dio, alleluia!
Riposate, Signore, nel vostro poverissimo quanto augustissimo presepio, sotto lo sguardo della Vergine, vostra Madre, che riversa su Voi i tesori ineffabili del suo rispetto e della sua tenerezza. Mai una creatura adorò con così profonda e rispettosa umiltà il suo Dio. In nessun tempo un cuore materno amò più affettuosamente suo figlio. Reciprocamente, mai Dio amò tanto una mera creatura. E in nessun momento un figlio amò tanto pienamente, tanto interamente, tanto sovrabbondantemente sua madre. Tutta la realtà di questo sublime dialogo di anime può essere racchiusa in queste parole, che indicano qui un intero oceano di felicità e che, in un'occasione ben diversa, avreste detto un dì dall'alto della Croce: "Madre, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre" (Giov. 19, 26). E, considerando la perfezione di questo reciproco amore, tra Voi e vostra Madre, udiamo il cantico angelico che si innalza dalle profondità di ogni anima cristiana: "Gloria a Dio nel più alto dei Cieli, e pace in Terra agli uomini di buona volontà" (Luca 2, 14).
(Plinio Correa de Oliveira)
Tratto da qui
venerdì 1 gennaio 2016
Madre di Dio e dell'umanità
Nell’ottava di Natale, nel primo giorno del nuovo anno, la Chiesa celebra solennemente Maria Madre di Dio: è una festa che si rifà alla proclamazione del dogma da parte del Concilio di Efeso nel 431 d.C., uno dei primi dogmi proclamati da un concilio ecumenico che lasciò adito a molte critiche da parte di coloro che non compresero esattamente il senso di questa affermazione di carattere teologico, ma soprattutto spirituale e pastorale. Essendo madre di Cristo, ed essendo Cristo Figlio di Dio, Maria è Madre di Cristo e Madre di Dio. E’la Theotokos. Il Concilio, infatti, decretò che Gesù è una persona sola, non due persone distinte, completamente Dio e completamente uomo. Una persona due nature. La Vergine Maria è la Theotokos perché diede alla luce non un uomo, ma Dio come uomo. L'unione di due nature in Cristo si compì in modo che una non disturbò l'altra.
Una maternità singolare quella della Madonna, che ella esercitò nella pienezza delle sue facoltà e capacità proprio nei confronti di Gesù, dalla sua nascita alla sua ascensione al cielo. Una maternità che Gesù stesso, dalla Croce, estende alla chiesa e all’umanità intera, quando affida alla custodia del discepolo prediletto, Giovanni, la sua Madre, mentre sta morendo sulla croce per la salvezza del genere umano. Missione quella di Maria nei confronti dell’umanità intera espressa nella preghiera dell’assemblea eucaristica all’inizio della celebrazione odierna: “O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita”. È nel nome di Maria che dal 1967, per volontà di papa Paolo VI, si celebra oggi in tutto il mondo cattolico la giornata mondiale della pace. Dono divino, dono messianico è la pace. Non può essere costruita soltanto da noi uomini. La pace degli uomini non può essere diversa da quella di Cristo: va quindi costruita sulle solide basi dell'amore fraterno e della grazia divina. Ogni cristiano per vocazione deve essere un costruttore di pace cominciando magari dalle mura domestiche, impartendo una sana educazione ai figli con la forza dell'esempio. Il tutto dobbiamo accompagnarlo con la forza della preghiera come fa la liturgia di questo giorno che ci fa ripetere nella orazione: «Tu, o Dio nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna», una salvezza che inizia già durante il nostro pellegrinaggio terreno e si compirà nella gioia perfetta della casa del padre. A tutti voi ai vostri cari auguro un nuovo anno di pace e bontà, sotto lo sguardo benedicente di Maria Madre di Cristo e di tutti i popoli.
Una maternità singolare quella della Madonna, che ella esercitò nella pienezza delle sue facoltà e capacità proprio nei confronti di Gesù, dalla sua nascita alla sua ascensione al cielo. Una maternità che Gesù stesso, dalla Croce, estende alla chiesa e all’umanità intera, quando affida alla custodia del discepolo prediletto, Giovanni, la sua Madre, mentre sta morendo sulla croce per la salvezza del genere umano. Missione quella di Maria nei confronti dell’umanità intera espressa nella preghiera dell’assemblea eucaristica all’inizio della celebrazione odierna: “O Dio, che nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna, fa’ che sperimentiamo la sua intercessione, poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita”. È nel nome di Maria che dal 1967, per volontà di papa Paolo VI, si celebra oggi in tutto il mondo cattolico la giornata mondiale della pace. Dono divino, dono messianico è la pace. Non può essere costruita soltanto da noi uomini. La pace degli uomini non può essere diversa da quella di Cristo: va quindi costruita sulle solide basi dell'amore fraterno e della grazia divina. Ogni cristiano per vocazione deve essere un costruttore di pace cominciando magari dalle mura domestiche, impartendo una sana educazione ai figli con la forza dell'esempio. Il tutto dobbiamo accompagnarlo con la forza della preghiera come fa la liturgia di questo giorno che ci fa ripetere nella orazione: «Tu, o Dio nella verginità feconda di Maria hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna», una salvezza che inizia già durante il nostro pellegrinaggio terreno e si compirà nella gioia perfetta della casa del padre. A tutti voi ai vostri cari auguro un nuovo anno di pace e bontà, sotto lo sguardo benedicente di Maria Madre di Cristo e di tutti i popoli.
domenica 11 gennaio 2015
Là dove ha inizio la pace

La pace ha inizio nel grembo di una madre. La pace si irradia nel mondo dal grembo della Madre. E' la Vergine Maria a portare nel mondo la pace e a donarla al mondo. La sua divina maternità, che la Santa Chiesa Cattolica celebra il primo giorno di ogni nuovo anno, impreziosisce e dona significato ad ogni maternità umana, ad ogni donna che, nell'attesa gioiosa del suo bambino, accoglie l'invito del Signore a cooperare alla costruzione di un mondo nuovo fondato sulla giustizia e sulla pace. Madre Teresa di Calcutta nel suo prezioso discorso al ritiro del premio Nobel per la pace, disse che non ci sarà pace nel mondo fino a quando ci saranno madri che uccideranno i loro bambini nel grembo; perché se una madre è capace di uccidere il proprio bambino innocente ed indifeso, niente potrà essere di ostacolo all'omicidio, alla guerra, al terrorismo, alla violenza in nome di Dio, di una ideologia o per motivi politici e culturali. La Vergine Madre è il modello di ogni madre e di ogni donna che nel suo grembo, anche se sterile, culla la fecondità della fede ed il desiderio del dono di sé. Insieme a Maria ogni madre diventa cooperatrice di salvezza, baluardo contro ogni violenza, difesa della pace, della famiglia e della vita. Ogni madre, con Maria, diventa la torre dove si infrangono i flutti del terrore, dell'intolleranza e dell'odio. Ogni madre, con Maria, diventa garanzia, scudo, protezione contro gli assalti del male, alla vita e soprattutto alla vita nascente, perché il grembo di ogni madre è gravido di speranza, di gratitudine e di feconda carità, che il Signore stesso ha elargito con somma generosità a ciascuna.
Specchiandosi nella maternità di Maria, ogni donna e madre potrà trovare slancio, forza e coraggio nel compito assegnatole dal Signore, da portare avanti nella propria vita con gratitudine, abnegazione e magnanimità. Generare la vita, con Maria, diventa generare e donare al mondo Gesù Cristo e la sua pace. Non c'è pace senza Gesù, non c'è pace senza la sua presenza nel mondo; ce lo ricorda sempre il 'sì' di Maria a Dio, Signore della terra e del cielo, che la desiderò Madre del suo Figlio Unigenito e dell'intera umanità.
Le parole di Gesù sono chiare e confortanti:
'Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi'. (Gv 14,1.27)
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