La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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lunedì 21 gennaio 2013

La musica sacra

Il Santo Padre Benedetto XVI, in un incontro con i musicisti, ha detto che la musica sacra è essa stessa liturgia, serve a ravvivare la fede e ad esprimere la bellezza di Dio. Essa, inoltre non va considerata un puro fatto estetico ma un mezzo che, entrando  tra le pieghe dell’anima, lascia trasparire ed avvertire la presenza di Dio come se le sue note fossero la voce stessa di Dio. A questo proposito ricorda due celebri conversioni, quella di Agostino di Ippona, grande padre della Chiesa del IV-V secolo, che racconta delle lacrime che versa nell'udire i salmi cantati nelle liturgie di Sant’Ambrogio a Milano, e quella di Paul Claudel –poeta e drammaturgo francese– che abbraccia il cristianesimo in un “istante”, “grande” e “potente”, ascoltando il canto del Magnificat durante i Vespri di Natale nella Cattedrale di Notre-Dame. Nella Sacrosanctum Concilium, la Costituzione dedicata alla liturgia, il canto sacro, unito alle parole, viene descritto come "parte necessaria ed integrante della liturgia solenne”. Il Papa osserva:“Perché ‘necessaria ed integrante’? Non certo per motivi puramente estetici in un senso superficiale, ma perché coopera a nutrire ed esprimere la fede, e quindi alla gloria di Dio e alla santificazione dei fedeli, che sono il fine della musica sacra. Inoltre raccomanda ai musicisti di: "non aver timore di recuperare e valorizzare la grande tradizione musicale della Chiesa, che nel gregoriano e nella polifonia ha due delle espressioni più alte, come afferma lo stesso Vaticano II”.