La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





post recenti

Visualizzazione post con etichetta Giubileo della Misericordia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giubileo della Misericordia. Mostra tutti i post

giovedì 30 marzo 2017

Laudato si: una forzatura!


 
L'Enciclica di Papa Francesco 'Laudato sì' è stato un testo molto sofferto, sottoposto ad innumerevoli revisioni, limature ed aggiustamenti vari. Il Papa in un'intervista aerea, prima della pubblicazione, aveva detto che, essendo una qualunque enciclica magistero pontificio che vincola i fedeli cattolici, essa "deve andare avanti soltanto sulle sicurezze", ed aggiunge che le teorie possono essere inserite a piè di pagina, come informazione, ma che non possono entrare a far parte del corpo del documento in quanto la Chiesa non sposa ipotesi scientifiche, né spetta ad essa dire l'ultima parola sulla scienza. E questo riferendosi nello specifico all'enciclica in questione. Allora cosa è successo, visto che tutta la prima parte di questa è fondata su tesi pseudo-scientifiche di tipo eco-catastrofista tutt'altro che certe e non ci sono note a piè di pagina in cui si spiegano le diverse posizioni? Ci saranno state forse, forti pressioni, soprattutto da parte di circoli ambientalisti e teorici del riscaldamento globale antropogenico che contano sul Papa e sulla Chiesa cattolica per dare una spinta decisiva agli accordi internazionali sul clima?
'Salva il pianeta, suicidati'
Questa enciclica (mi chiedo se possiamo chiamarla enciclica) rompe col Magistero precedente, ponendosi in chiara discontinuità, introducendo concetti che il mainstream ecologista propina da decenni, quali quello di 'sviluppo sostenibile', ponendo maggiormente l'accento sugli ecosistemi, sull'equilibrio del pianeta, piuttosto che continuare ad insistere sulla centralità della persona, tanto cara a Giovanni Paolo II e a Benedetto VXI che aveva elaborato il concetto di 'sviluppo umano integrale' per un'antropologia a misura di uomo e per una natura al servizio dell'uomo, così come stabilito da Dio nella creazione. Un'enciclica che adotta il linguaggio delle pseudo-teorie e che invita i cattolici alla 'conversione ecologica', con la raccolta differenziata, la rinuncia a spostarsi con l'auto, fare economia di acqua nel farsi la doccia, ecc.... devo ammettere mi sgomenta alquanto. La conversione alle mondane ideologie, contro l'uomo e Dio-Creatore, per lo meno in Vaticano c'è stata ed è passata in primis attraverso la scandalosa proiezione di pesci, scimmie, leoni, tigri ed altre bestie sulla facciata della Basilica di san Pietro in occasione dell’apertura dell’Anno Santo nel dicembre 2015,
per poi continuare con la presenza in Vaticano di personaggi come Jeffrey Sachs, un economista dai ruoli di rilievo all’ONU, ora direttore dell’UN 'Sustainable Development Solutions Network', fanatico sostenitore del controllo delle nascite, che è stato nominato membro della Pontificia Accademia delle Scienze, Mathis Wackernagel un altro campione dell’antinatalismo,  Paul Ehrlich teorico dell'aborto forzato ed infine John Schellnhuber, fondatore e direttore del 'Postdam Institute for Climate Impact Research' invitato come relatore alla conferenza stampa di presentazione dell'enciclica, (presenze inquietanti ai piani alti del Vaticano) ed infine con una non meno scandalosa e scioccante dichiarazione del cardinale Peter Turcson, Presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che ha dichiarato alla BBC che «il controllo delle nascite può offrire una soluzione per i cambiamenti climatici».
 
Un allineamento ed un'obbedienza al Papa più perfetti di così non si sarebbero potuti avere. Amen
 

mercoledì 15 giugno 2016

Misericordia e conversione

(...)ci sono due modi profondamente sbagliati di narrare l’evento misericordioso della rinnovazione dell’alleanza fra Dio e l’uomo, spezzata dal peccato. Annunciare la misericordia di Dio senza esortare alla conversione; esortare alla conversione senza l’annuncio della misericordia.(....)La condizione dell’uomo è la libertà, la quale si realizza, all’interno dell’azione misericordiosa che stiamo considerando, nella figura della conversione dell’uomo. Parlare della misericordia di Dio che perdona lasciando in ombra l’atto libero della conversione, è parlare di un idolo creato dall’uomo, non del Dio vero e vivente. Un tale modo di parlare non solo è falso quanto al divino attributo della onnipotenza, ma nega il divino attributo della giustizia e della santità. Dio non può rinnovare la sua alleanza con l’uomo, come se la persona umana non si trovasse in una condizione di peccato.(...) Un annuncio della misericordia che non parlasse simultaneamente della necessità della conversione, ignorerebbe tutti i grandi temi del giudizio di Dio, dell’ira di Dio. Non meno falso sarebbe esortare alla conversione non alla luce del volto divino della misericordia. Un tale modo di pensare la proposta cristiana, sarebbe semplicemente la sua corruzione. La proposta cristiana infatti non è principalmente una proposta etica; non è la promulgazione di un codice morale più perfetto. È la narrazione di un evento di misericordia che ha in sé la forza di cambiare la vita; è l’offerta gratuita, incondizionata di una rigenerazione della propria umanità. È dono, non comandamento; è grazia, non legge.
Noi sappiamo che è stato l’errore pelagiano quello di negare questa intima trasformazione dell’uomo per opera della grazia. (...) 
 
Vorrei ora mostrarvi brevemente gli effetti devastanti che le due narrazioni sbagliate hanno.
In ordine al culto che noi dobbiamo a Dio, non è indifferente ciò che pensiamo di Dio. Ora la prima narrazione distrugge nella coscienza religiosa la verità su Dio, poiché cambia il significato del centro della rivelazione che Dio ha fatto di Sé: Colui che è misericordioso. Come abbiamo già lungamente esposto, misericordia divina significa che Egli in Gesù distrugge il peccato. Poiché non c’è perdono senza conversione, essendo la persona un soggetto libero ed in una condizione di peccato, la prima narrazione conduce la persona umana a pensare “non devo avere alcuna preoccupazione anche se rimango come sono; tanto Dio è misericordioso”. Si capisce allora quanto diceva secondo alcune testimonianze Padre Pio: ”temo di più la misericordia che la giustizia di Dio”. E Sant'Alfonso, Dottore della Chiesa: “ne manda più all’inferno la misericordia che la giustizia di Dio”.
La prima narrazione demolisce il “caso serio” del Cristianesimo, e rende inutile l’Atto redentivo di Cristo.
Essa conduce la persona ad una duplice menzogna: la prima quella di commettere il male più facilmente; la seconda di pensare che poi alla fine… Dio non se la prende poi tanto per questo. E toglie la possibilità di pensare un fondamento ultimo alla coscienza del dovere e dell’obbligazione morale.
La seconda narrazione, essendo una corruzione del Cristianesimo, allontana profondamente l’uomo da esso. La proposta cristiana così narrata, infatti, diventa noiosa, poiché una proposta di vita che consista solamente nella promulgazione di un codice morale, diventa scostante. Ma soprattutto allontana chi ha più bisogno di incontrare Cristo, cioè i peccatori, come viene continuamente detto nel Vangelo. (Card. Carlo Caffarra, Ancona 26.05.2016)
 

martedì 10 maggio 2016

Il rischio di banalizzare la misericordia di Dio


«Al mistero di Dio appartengono, oltre alla misericordia, anche la santità e la giustizia; se si nascondono questi attributi di Dio e non si prende sul serio la realtà del peccato, non si può nemmeno mediare alle persone la sua misericordia».
(Card. Müller Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede) 

mercoledì 9 marzo 2016

Opere di misericordia


In questo anno giubilare della Misericordia siamo chiamati a mettere in pratica, con costanza e amore le opere di misericordia verso il nostro prossimo. Esse sono in tutto quattordici, distinte in opere di misericordia corporale e spirituale. Tutte le opere di misericordia scaturiscono dal comandamento del Signore di amare il prossimo come noi stessi in virtù dell'amore che portiamo al Signore stesso e trovano dunque fonte di ispirazione proprio dalle parole di Gesù narrate nel vangelo di san Matteo in merito al giudizio alla fine dei tempi quando Cristo, giusto giudice, tornerà sulla terra per dare compimento al disegno d'amore di Dio Padre sull'intera umanità:
 
«In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riuniti davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: ‘Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi’.
Allora i giusti risponderanno: ‘Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?’.
Rispondendo, il re dirà loro: ‘In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’. Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: ‘Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato’.
Anch’essi allora risponderanno: ‘Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?’. Ma egli risponderà: ‘In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me’. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”» (Mt 25, 31-46).
 

LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE 

1 - Consigliare i dubbiosi.
2 - Insegnare agli ignoranti.
3 - Ammonire i peccatori.
4 - Consolare gli afflitti.
5 - Perdonare le offese.
6 - Sopportare pazientemente le persone moleste.
7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti.


LE SETTE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALE

1 - Dar da mangiare agli affamati.
2 - Dar da bere agli assetati.
3 - Vestire gli ignudi.
4 - Alloggiare i pellegrini.
5 - Visitare gli infermi.
6 - Visitare i carcerati.
7 - Seppellire i morti. 


               

 

venerdì 18 dicembre 2015

Il giubileo della misericordia


Questo giubileo non è il primo, non sarà l'ultimo né il più importante. E' uno tra i tanti nella storia della Chiesa cattolica ed ha esattamente uguale valenza e significato ai precedenti e a quelli che verranno in futuro.
Il giubileo nella Chiesa cattolica, mentre affonda le sue radici nell'Antico Testamento e nella storia del popolo ebraico - che secondo i dettami della legge biblica, celebrava ogni cinquant'anni un anno giubilare, periodo in cui si rimettevano i debiti, si liberavano gli schiavi e ci si asteneva dai lavori agricoli - non si esaurisce nell'Antico Testamento ma lo porta a compimento  nella figura di Gesù Cristo Redentore dell'umanità e giudice giusto e misericordioso. In tal modo l'antico giubileo viene trasformato e trasfigurato, passando dalla terra al cielo, creando un ponte mistico tra la terra ed il cielo, rendendo possibile il passaggio della creatura dalla condizione di schiavo a quella di figlio. Il giubileo cattolico è con Cristo ed in Cristo e, attraverso il sacrificio salvifico di Cristo Signore, esso acquista una valenza mistica mai avuta prima, rendendo possibile la salita al monte di Mosè, l'avvicinarsi al roveto ardente, il passaggio del Mar Rosso, il lungo viaggio verso la Terra Promessa in maniera più piena e consapevole e con lo sguardo rivolto al Cielo ed alle realtà dell'eternità, dove tutto finisce e tutto inizia in modo nuovo e mai immaginato.

L'anno giubilare diventa così, non solo il tempo per riscattare la condizione umana dalla temporalità, ma un tempo di grazia per riscattare la condizione umana dalla schiavitù del peccato, quindi l'anno della conversione, della riconciliazione con Dio, della remissione dei peccati, della penitenza sacramentale. Senza la dimensione cristocentrica e dunque spirituale il giubileo non avrebbe effetti salvifici sulle anime. Senza la dimensione sacramentale esso sarebbe un vuoto e sterile tintinnio della nostra autosufficienza e della nostra superbia e ci lascerebbe ancora più vuoti e sterili.
Il giubileo non è un'occasione per fare del bene ma l'occasione per guadagnarci il Paradiso! L'occasione per adempiere i comandi del Signore, renderGli gloria ed onore attraverso le nostre opere buone nei confronti del prossimo e di noi stessi con la cura dell'anima e del corpo. L'occasione per chiederGli perdono di tutte le nostre mancanze e dei nostri peccati. Quale occasione più propizia del giubileo? Il Signore, che non si fa superare in bontà e misericordia, rimetterà tutti i peccati e le pene dovute a questi nel momento che varcheremo la soglia di una porta Santa di una chiesa e del suo confessionale!    

 

martedì 24 novembre 2015

Giubileo, appello a papa Francesco

In data 19 novembre è apparso un articolo su La Nuova Bussola Quotidiana in cui don Nicola Bux si rivolge a Papa Francesco per chiedere chiarezza per quanto riguarda il giubileo di prossima indizione.
Il titolo è estremamente illuminante su quelle che sono invece le ombre che il Santo Padre ha gettato sul significato di questo 'strano' giubileo:
Giubileo, appello a papa Francesco: «Deve essere un chiaro invito alla conversione».
 
Mentre i politici occidentali parlano di strategia di lungo periodo per fronteggiare il terrorismo islamista, e ricorrono all'armamentario dei valori della convivenza, della solidarietà, della tolleranza, del dialogo, ormai mummificati, i giovani europei muoiono nel corpo e nell'anima; anche tra i cattolici non si vuol risalire alle cause che inducono tanti ragazzi, in cerca di idee forti, ad arruolarsi nelle file dei musulmani, ed altri, succubi del pensiero debole, a inseguire i miti progressisti, al punto che, quando uno di loro muore, non si sa dire altro che 'era solare' – che significa? -, spegnendo l'interrogativo sulle condizioni dell'anima al momento della morte.

La Chiesa cattolica, “vessillo issato tra le nazioni e strumento di salvezza per tutti i popoli” a cosa è chiamata? Seguendo l'Omelia di un autore del II secolo, riprendo questo appello: "Fratelli, prendiamo questa bella occasione per far penitenza, e mentre ne abbiamo tempo, convertiamoci a Dio che ci ha chiamati e che è pronto ad accoglierci. Se lasceremo tutte le voluttà e non permetteremo che la nostra anima rimanga preda dei cattivi desideri, saremo partecipi della misericordia di Gesù".
 
Giovanni Paolo II richiamava le visioni di santa Faustina, che dinanzi al  purgatorio, esclama: "una prigione di dolore", della quale il Signore le fece intendere: " La mia misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia".
 
Sembra, quindi, che non si possa ottenere misericordia senza conversione, altrimenti Dio non sarebbe giusto, né in questo mondo né, soprattutto, nell'altro: "La Misericordia esige, prima di inondarci della sua benevolenza, la verità, la giustizia e il pentimento. In Dio la misericordia si fa perdono" (R.Sarah, Dio o niente, Siena 2015,p. 266). È il Vangelo di Gesù Cristo!
 
Gli avvenimenti tragici di Parigi, con le minacce a Roma, portano a rivolgere l'appello al suo Vescovo, il Papa, che il Giubileo dichiari meglio l'intento per il quale fu istituito: l'invito alla conversione di tutti gli uomini per ottenere indulgenza, ossia misericordia dal Signore; un invito supplice, innanzitutto ai cristiani, affinché rinnovino la rinuncia battesimale ad ogni connivenza col mondo e guardino a Gesù Cristo, l'unica "porta santa" attraverso cui entrare nella vita eterna, come egli stesso ha detto.
 
Bisogna che tale annuncio evangelico non escluda alcun uomo, perché è l'unico 'dialogo' che il Signore vuole - lo attestano i vangeli - e che Egli stesso ha intessuto con uomini e donne di ogni tipo: giusti e peccatori, ebrei e samaritani,romani e greci.
È il dialogo che dichiara la necessità della conversione di tutto il mondo al Signore Gesù, per la salvezza dell'anima in terra e soprattutto in Cielo. 
 
Che Gesù Cristo sia il principio e il fine del rapporto col mondo, lo dichiarò Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II: «Il grande problema posto davanti al mondo, dopo quasi due millenni, resta immutato. Il Cristo, sempre splendente al centro della storia e della vita; gli uomini o sono con Lui e con la Chiesa sua e allora godono della luce, della bontà, dell'ordine e della pace; oppure sono senza di Lui, o contro di Lui, e deliberatamente contro la sua Chiesa: divengono motivo di confusione, causando asprezza di umani rapporti e persistenti pericoli di guerre fratricide».

La Chiesa di Gesù Cristo, che sussiste nella Chiesa cattolica, è stata costituita e inviata ad attuare questo dialogo che consiste nel proclamare che l'uomo si salva solo se crede nel Signore Gesù: ebrei e pagani, musulmani e buddisti, atei e agnostici: nessuno può essere esentato dalla conversione. È l'invito che scaturisce dal Cuore di Cristo, affinché tutti si salvino e giungano alla conoscenza della verità. Se il parlare della misericordia - che è un aspetto della carità – non fosse finalizzato alla conversione, non servirebbe a nulla, come ha ricordato san Paolo nel celebre "inno alla carità".
Se la Chiesa non fa questo annuncio, tradisce il mandato del suo Fondatore.
 
Non serve discettare se vi siano musulmani moderati o fondamentalisti o fanatici,e sociologismi simili: chi conosce il Corano e gli hadit di Muhammad sa bene cos'è l'islam; né serve ricorrere alla teoria rahneriana dei cristiani anonimi, stigmatizzata da Hans Urs von Balthasar, per sostenere la necessità del dialogo senza alcun intento di conversione: sarebbe alimentare l'insipienza di tanta parte della cristianità, come amava dire il cardinal Giacomo Biffi.
 
Decenni di dialogo da parte cattolica, sostituendo la missione di annunciare Gesù Cristo, non evita la persecuzione, perché questo è lo statuto ordinario dei cristiani: «Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi»; senza dimenticare che la persecuzione è una beatitudine proclamata da Cristo. Invece, sta accadendo ciò che descrive il cardinal Sarah: «Mentre i cristiani muoiono per la fede e la loro fedeltà a Gesù, in Occidente, degli uomini di Chiesa cercano di ridurre al minimo le esigenze del Vangelo" (Ibidem,p. 369). 
Il Giubileo veda i vescovi e i sacerdoti spiegare che la misericordia del Signore e il Suo perdono, si può sperare di ottenerli solo osservando i Comandamenti, abbandonando ogni condotta malvagia, scisma ed eresia.
 
Dio si è fatto vicino,abita in mezzo a noi, non è un Essere lontano e impersonale; il cattolico non professa un vago deismo: dopo l'Incarnazione, sarebbe imperdonabile. Non si può mescolare al giusto culto da dare a Dio -  è anche il primo comandamento della carità, insegnato da Gesù -, forme che imitino gli spettacoli mondani.
Si deve difendere la famiglia da contraffazioni di cui ci si deve solo vergognare. Non si deve uccidere il prossimo per poter possedere; profittare dei poveri - che saranno sempre con noi - per risuscitare il pauperismo; mistificare con la menzogna la verità, il male col bene; spadroneggiare su persone e cose altrui.
 
Senza la conversione, la misericordia non fa scomparire vizi e peccati, specie quelli capitali, nei quali molti stabilmente vivono. 
 
Bisogna che il Giubileo rilanci l'esercizio delle virtù teologali e cardinali fino al grado eroico, cioè esorti alla santità, e per questo inviti a ritornare ai Sacramenti che sono lo strumento ordinario della Grazia divina.
 
Bisogna praticare le opere di misericordia corporale senza omettere - anzi, di questi tempi, anteponendole -, quelle spirituali a cominciare dalle prime tre: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori.
 
Nel giorno del Giudizio, da quello particolare dopo la morte a quello universale, ci sarà chiesto se avremo osservato tutti i Comandamenti e i precetti della Chiesa, in primis se saremo andati a Messa, fons et culmen del giusto culto a Dio, che è appunto l'Eucaristia, il vero atto di carità verso Colui che si è fatto povero per renderci ricchi. Memori di Colui che ha detto: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna, ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno”(Gv 6,54).
 
Dunque: "Non anteponiamo assolutamente nulla a Cristo, che ci conduca tutti insieme alla vita eterna (San Benedetto, Reg. no. 72)