La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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venerdì 11 gennaio 2019

Il parto mistico della Vergine Maria

 
Ecco la straordinaria testimonianza di Santa Brigida, relativa alla nascita di Gesù, descritta in seguito ad un'esperienza mistica avuta a Betlemme, dove la Vergine Maria le mostrò apertamente come aveva partorito il suo glorioso Figlio.
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Mentre ero nel Presepe del Signore in Betlemme, vidi una bellissima Vergine gestante, vestita d'un mantello bianco e di una tunica sottile, attraverso la quale potevano vedersi le sue carni virginee. Il suo grembo era ingrossato e molto tumido, perché prossima al parto. Con lei era un certo dignitosissimo vecchio e con loro due, un bove e un asino. Ed entrarono nella grotta. Quel vecchio, legati il bove e l'asino alla mangiatoia, uscì fuori e portò alla Vergine un lume acceso e lo fissò al muro e uscì fuori per non essere presente al parto. Quella Vergine dunque si tolse allora i calzari dai piedi e il mantello bianco, di cui era coperta, rimosse il velo dal capo e, tutto ciò deposto là presso, rimase con la semplice tunica, con i capelli bellissimi, biondi come oro, sparsi sopra le spalle. Mise allora fuori due sottili pannolini di lino e due bianchissimi pannolini di lana, che portava con sé per avvolgervi il bambino e due altri più piccoli per coprirlo e fasciargli il capo: e se li pose vicino per potersene servire a suo tempo.

Quando tutto fu pronto, la Vergine si mise con grande devozione in preghiera in ginocchio, avendo il dorso verso la mangiatoia, il volto invece rivolto al cielo, verso oriente. Alzando quindi le mani e con gli occhi fissi al cielo, stava come estatica e sospesa in contemplazione, inebriata da divina dolcezza.
E così stando lei in preghiera, vidi allora muoversi Colui che giaceva nel grembo di lei e subito, d'un tratto, all'istante, partorì il Figlio, dal quale usciva tanta ineffabile luce e tanto splendore, da non poterglisi paragonare il sole, né quel lume, posto dal vecchio, non dava luce alcuna, sopraffatta totalmente com'era la sua luce materiale da quello splendore divino. Fu così improvviso e istantaneo quel parto, ch'io non potei avvertirne e comprenderne il modo e il luogo. Ma vidi subito giacer in terra e splendidissimo quel glorioso Bambino, le cui carni erano monde da ogni macchia o immondizia. Vidi anche presso di lui deposta e piegata e molto splendente la placenta. Udii allora il canto degli Angeli di meravigliosa soavità e di grande dolcezza. E subito il ventre della Vergine, che prima del parto era tumidissimo, si ritrasse e si vedeva ora il suo corpo mirabilmente bello e delicato.

Quando dunque la Vergine s'accorse d'aver partorito, chinò il capo e, congiunte le mani con grande dignità e devozione, adorò il Bambino e gli disse: 'Benvenuto, Dio mio e Signor mio e Figlio mio'. E il bambino allora gemendo e un po' tremante per il freddo e per la durezza del pavimento ove giaceva, si voltava un poco e stendeva le membra, come cercando sollievo; la Madre allora lo prese fra le mani e se lo strinse al petto e lo riscaldava col petto e con la guancia, con grande gioia e tenera compassione materna.
Seduta in terra, si pose il Figlio suo in grembo e ne prese fra le dita l'ombelico, che subito si staccò, senza che ne uscisse alcun liquido né sangue. E subito cominciò ad avvolgerlo diligentemente. Dapprima con i pannolini di lino, poi con quelli di lana, fasciandogli il corpicino, le gambe e le braccia con una fascia tessuta in quattro punti della parte superiore d'uno dei pannolini di lana. Poi lo ravvolse, fasciando la testa del bambino con i due pannolini di lino, che aveva per l'appunto preparati.
 
Ciò fatto, entrò il vecchio e, prostratosi con le ginocchia a terra, lo adorò, sospirando dalla gioia. Né al parto s'era la Vergine cambiata di colore né apparve spossata né le mancarono le forze, come suole accadere alle altre partorienti; solo che da tumido che era, tornò al suo stato naturale il grembo, nel quale era stato concepito il Bambino.
Alzatosi allora, avendo fra le braccia il Bambino, insieme, lei cioè e Giuseppe, lo adorarono con immensa gioia e letizia.
 
(Rivelazioni di santa Brigida di Svezia)

mercoledì 27 dicembre 2017

Natale: l'oggi perenne di Dio

 

«In Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Dio stesso, Dio da Dio, si è fatto uomo. A Lui il Padre dice: “Tu sei mio figlio”. L’eterno oggi di Dio è disceso nell’oggi effimero del mondo e trascina il nostro oggi passeggero nell’oggi perenne di Dio. Dio è così grande che può farsi piccolo. Dio è così potente che può farsi inerme e venirci incontro come bimbo indifeso, affinché noi possiamo amarlo. Dio è così buono da rinunciare al suo splendore divino e discendere nella stalla, affinché noi possiamo trovarlo e perché così la sua bontà tocchi anche noi, si comunichi a noi e continui ad operare per nostro tramite».
 
Sua Santità Benedetto XVI
Omelia -santa messa di mezzanotte -Natale 2005
 
Auguro a tutti di vivere nell'oggi perenne di Dio, perché sia Natale di Gesù tutto l'anno nel nostro cuore e nella nostra vita!
 
 

domenica 27 dicembre 2015

Il vero Babbo Natale

La leggenda natalizia di San Nicola (di Bari) che porta doni ai bambini, di origine cattolica, è stata modificata a fini ideologici per impedire la diffusione della realtà storica di un uomo - di un vescovo - esempio di carità amorevole verso i bambini e gli ultimi. In modo particolare i poteri occulti di Francia che l'hanno sostituito con la figura di "Babbo Natale" (Perè Noel) e anche i riformatori protestanti che hanno invece preso la vicenda storica di San Nicola mescolandola volontariamente con tradizioni pagane e magiche inventando cosi la figura di "Santa Claus" a motivo del loro feroce rifiuto del culto cattolico dei santi.

San Nicola è nato in Patara in Licia, una provincia dell'Asia Minore, nel IV secolo da genitori benestanti. E' stato nominato vescovo di Myra, ed è divenuto famoso per la sua santità, per la carità e per i miracoli. Fu imprigionato a causa della sua fede durante la persecuzione di Diocleziano. Fu presente al Concilio di Nicea (325 d.C.) e denunciò l'eresia ariana. Morì a Myra nel 350 d.C. Nel 1087 alcune sue reliquie furono trasferite a Bari, italia, e molti miracoli sono stati ottenuti per sua intercessione, fatto che costituisce la sua straordinaria popolarità in occidente. I genitori di quello che sarebbe stato San Nicola da Tolentino, infatti, ottennero la grazia di avere questo figlio proprio per intercessione di San Nicola di Bari, il cui nome diedero al figlio avuto miracolosamente dal cielo.

Approfittando della ricchezza dei suoi genitori, S. Nicola desiderava fare doni a coloro che erano chiamati i "Poveri imbarazzati" cioè le persone che si trovano in bisogno economico ma che si vergognano di andare a mendicare in strada. Il Santo trovò diversi modi per aiutare questa gente: arrivò persino a lasciare doni anonimi attraverso il camino (chi vi ricorda?).
 
Un caso emblematico: un padre con tre figlie non poteva dare loro una dote e organizzare loro matrimoni dignitosi. L'uomo, disperato, pensava che la loro unica sorte fosse quella della pubblica vergogna. In tre diverse occasioni S. Nicola venne in loro aiuto lasciando una borsa con dell'oro per permettere alle sue figlie di sposarsi con una discreta dote.

Da questa e da altre opere di carità da lui compiute si diffuse poi l'idea generale che il vescovo Nicola sarebbe sceso dal cielo ogni anno la vigilia di natale per portare regali ai bambini e ai poveri. Questa storia aveva lo scopo di ispirare ai bambini il bene e insegnando loro che una vita ben vissuta è sempre premiata dall'alto.

In Francia i poteri occulti - che non volevano che la popolarità del vescovo cattolico si prolungasse nel tempo e nell'intensità - crearono la figura di Perè Noel. Il titolo di "perè" è comune tra gli uomini anziani che hanno un ruolo di tipo patriarcale nella società e tra le persone semplici. La parola Noel rimanda alla gioia. E' un'esclamazione simile ad "Alleluja" normalmente riservato per la festività del Natale (cattolicamente e rettamente intesa). L'obiettivo era quello che poi è stato raggiunto: de-cattolicizzare la figura storica di San Nicola per diffondere la laicissima figura di Babbo Natale, in tutto simile al vescovo cattolico ma senza alcun riferimento al divino. Questo per quanto riguarda l'azione dei poteri occulti in Francia.

Per quanto riguarda invece l'azione dei protestanti, avversi al culto cattolico dei santi, la figura di S. Nicola fu modificata accuratamente seguendo i racconti della leggenda nordica di un mago. Mescolarono elementi della vita del mago - la renna e le slitte su tutte - e le attribuirono alla figura rinnovata di Santa Claus. Deviarono così l'ammirazione dei bambini e dei poveri, da una figura cattolica a una di fantasia. E' utile per noi imparare come il male - il maligno - attraverso i suoi vari strumenti (consapevoli o inconsapevoli) opera contro la tradizione cattolica perfino nei dettagli che possono apparire insignificanti, e così, con la vigilanza, imparare a discernere le sue seduzioni e inganni.


(Prof. Plinio Correa de Oliveira)
http://www.traditioninaction.org/SOD/j050sdNicholas12-6.htm
 
Tratto da qui

giovedì 25 dicembre 2014

IN NATIVITATE DOMINI

 
Oggi le parole sono superflue.
Il grande protagonista è Gesù.
La sua venuta nel mondo ha cambiato la storia
per sempre
sia che crediamo a Lui sia che non crediamo. 
 
Tutto passa................ Egli resta!
 
AUGURI DI UN SANTO NATALE  A TUTTI!