La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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lunedì 16 febbraio 2015

Ancora ricordi d'infanzia

Scrivo spesso di mia  nonna e raramente di mio nonno. Naturalmente anche lui ha avuto un peso nella mia infanzia. Loro sono i miei nonni materni. Mi hanno allevata da quando avevo solo tre mesi. Durante gli anni della mia infanzia ho dovuto separarmi spesso da loro, per andare a vivere in Germania con i miei genitori: la prima volta avvenne quando avevo tre anni, la seconda volta a nove dopo aver vissuto di nuovo con loro l'età della scuola elementare. Vivevo facendo la spola tra la Sicilia e la Germania. Durante le vacanze estive mi trasferivo dai miei genitori per poi tornare dai miei nonni durante il periodo della scuola. Non è stato facile per me ma neanche per i miei genitori e per i miei nonni. Eravamo sottoposti a grandi sconvolgimenti e la pressione psicologica di questa situazione era troppo pesante da sopportare. Ogni giorno facevo i conti con la nostalgia, mi mancava sempre qualcosa. Mia nonna però mi sapeva colmare, mi riempiva il cuore con il suo amore, sicchè sono cresciuta accanto a lei con molta serenità anche se i continui cambiamenti mi destabilizzavano non poco, soprattutto il trasferimento in Germania e la relativa nostalgia dei nonni, delle amiche e del mio Paese.
 
 
Mio nonno mi ha trasmesso la passione per i cavalli. Spesso mi portava con sé e mi faceva cavalcare. Ricordo con gioia e volentieri quando mi teneva davanti a sé, cingendomi la vita e mi portava a spasso in groppa ad un cavallo. 
Nelle lunghe e fredde sere d'inverno, quando la famiglia si radunava accanto al fuoco, lui ci intratteneva con storie che inventava sul momento e d'estate, quando ci si sedeva fuori al fresco, intratteneva me ed i bambini del vicinato, che attenti e curiosi ascoltavamo le sue storielle. Mio nonno spesso mi portava con sé a fare una passeggiata, oppure a fare visita al fabbro che aveva la sua bottega vicino casa nostra. Mi faceva sedere sulle sue ginocchia e, mentre gli uomini si intrattenevano tra loro, io guardavo ammirata il fabbro che lavorava il ferro o ferrava i cavalli.  

Mi piaceva guardare il fuoco che arroventava il ferro e poi che prendeva forma sotto i colpi ritmici del martello. Oh, il rumore della forgia! Ancora lo ricordo, mi pare di sentirlo e ne ho nostalgia! Tutte le mattine era proprio il tipico tintinnio del martello sopra l'incudine che mi svegliava. Che bello! Davvero......lo ricordo ancora............con somma dolcezza!   

venerdì 13 febbraio 2015

Il profumo della mia infanzia

 
Il 13 febbraio è per me un giorno particolare, un po' triste e denso di ricordi: mia nonna lasciava questa terra per tornare tra le braccia del Signore. Quando penso a lei che non è più in vita non riesco a trattenere le lacrime. La mia è una ferita sempre aperta. Mi manca. Allora per smorzare ed addolcire questo taglio che mi attraversa da parte a parte nel profondo dell'anima, lasciando scoperto il lato più debole ed incantato di me, cerco di ricordare la mia infanzia trascorsa con lei: mi pare di sentire ancora il fruscio dei suoi passi, mentre nel cuore della notte si alza per accendere il forno a legna ed impastare pane e biscotti, che alle prime luci dell'alba avrebbero inondato la casa di un soavissimo profumo. Mi pare di sentire ancora lo scoppiettio del fuoco ed il suo calore, che avvampa le gote mie e di mia nonna. Mi rivedo bambina accanto a lei, lì nella stanzetta in cima alle scale, dove si trovava il bellissimo forno a legna, seduta su una panca, avvolta dalla luce rossa delle fiamme e dal loro calore, sorridente ed estasiata mentre attendo i primi biscotti per mangiarne uno ancora caldo, appena sfornato. Il pane di mia nonna era il più buono di tutto il vicinato ed ella non lo rifiutava mai a chiunque gliene chiedesse uno. Come mi piaceva stare con lei, farle compagnia e guardarla! Mia nonna mi amava moltissimo, lo sentivo, lo sapevo e questo faceva di me una bambina serena e gioiosa.     

domenica 2 novembre 2014

La notte dei morti: un dolce ricordo

 
Ho trascorso la mia infanzia a San Fratello, in Sicilia dove vivevo con i miei nonni materni ed una giovane zia ancora da sposare.  Ero una bimba allegra, tranquilla ed ubbidiente, ma il fatto stesso di essere 'un'orfana dell'emigrazione', cioè lasciata in custodia ai nonni affinchè anche mia madre potesse lavorare in terra straniera, dopo aver sposato mio padre, faceva di me una bambina ultra privilegiata, da coccolare e crescere con amore e cura. Di me si prendeva cura anche l'intero vicinato, ero la beniamina di tutti. Sono cresciuta in un clima di serenità, accanto alla mia adorata nonna, il cui ricordo non mi abbandona un momento. Le mie radici sono affondate nella terra Sanfratellana e ne ho assimilato la lingua, gli usi, i costumi e le tradizioni. Ed è proprio di una di queste tradizioni che desidero scrivere.
La notte tra il primo novembre ed il due era per me, quand'ero ancora bambina (come per tutti i bambini di San Fratello), una notte molto particolare e speciale. Era la notte dei morti. Oh, ma nulla di lugubre e di spaventoso. Aspettavo che i morti, della nostra famiglia ed anche conoscenti, venissero a farmi visita per portarmi tante cose buone! Era l'attesa di un incontro, un incontro gioioso. In questo modo, noi bambini imparavamo a non avere paura dei morti, a sentirli presenti e vivi in mezzo a noi. Naturalmente sapevo che non li avrei visti perché sarebbero venuti di notte, alla chetichella, ma nonostante ciò, ero consapevole della loro visita, certissima della loro presenza quella notte in casa nostra. Come mai tanta sicurezza? Perché ogni anno era lo stesso, mai una delusione: al mattino, appena sveglia, mi precipitavo in cucina, sicura di trovare una sorpresa, il tavolo pieno di dolciumi e regali!!!!!! .
Quello era il segno che i defunti che erano in Cielo, miei conoscenti e soprattutto mio nonno paterno (all'epoca era l'unico defunto della mia famiglia) era venuto a farmi visita. Tutto questo mi lasciava una grande gioia ed il cuore colmo di gratitudine. Sapevo che i morti non erano morti ma continuavano a vivere in Cielo, con Gesù; che erano sempre accanto a me, che mi amavano, mi proteggevano e pregavano per me. Naturalmente la gioia per i regali era anche tanta, soprattutto per le caramelle colorate di cui ero golosa e poi c'erano i dolci tipici di San Fratello, i biscotti (le ossa di morto), frutta martorana, frutta secca, e poi qualche regalo utile, un paio di scarpe o di calze, un indumento di cui avevo bisogno in quel momento. Com'era bello! E noi bambini non vedevamo l'ora di far vedere tutto al resto della famiglia. Mi ricordo i sorrisi di mia nonna e di mia zia nel vedere la mia esultanza davanti a quel tavolo con i doni! Questo era un giorno che aspettavo con curiosità, trepidazione e letizia e la sera di Ognissanti non riuscivo a prendere sonno nell'attesa dei miei morti. In modo particolare mi assillava una domanda: come avrebbero fatto ad entrare in casa se tutte le imposte erano chiuse? Allora la mia immaginazione di bambina ingenua si dava una risposta: ero convinta che entrassero dalla serratura della porta; semplicemente così! 
Da allora sono trascorsi molti anni ed insieme ai miei anni sono aumentati i cari che hanno lasciato questa terra. Non mi aspetto più i doni, non sono più così ingenua, ma credo ancora che i miei defunti non sono morti e che vivono in Cielo con Gesù, che sono sempre accanto a me, che mi amano, mi proteggono e pregano per me. Mio padre, mio suocero, i miei nonni, i miei zii e tanti altri ancora......non sono morti ma vivono......nell'eternità della Bellezza......  

giovedì 10 maggio 2012

Il 10 maggio di San Fratello


A San Fratello, il mio paese, dire 10 maggio è dire festa; é ricordare il martirio dei santi patroni, i tre fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino, martirizzati sotto le persecuzioni di Valeriano nel 253 (MITTITE RETE). L'intero paese è in festa! Le reliquie dei santi vengono prelevate dalla Chiesa Maria Santissima Assunta ex Convento, ed insieme al simulacro di San Filadelfio, vengono portate in processione nell'antico Santuario in stile Normanno edificato nel 1090. La processione è preceduta da un corteo di cavalli: i famosi cavalli di razza 'sanfratellana' anch'essi di origine normanna!


 
Dopo la Santa Messa, celebrata nel Santuario, ci si ferma per una scampagnata ed un pic-nic, bel tempo permettendo!

  
Il Paese di San Fratello prende il nome da Filadelfio, uno dei tre fratelli martiri, ha una storia ultramillenaria, una lingua antichissima unica al mondo di derivazione gallo-italica e una razza autoctona di cavalli.

Vi invito, per saperne di più, a visitare il sito ufficiale di San Fratello SOTTO LA PIETRA




lunedì 23 aprile 2012

Profumi d' infanzia: il pane

Ogni volta che faccio il pane in casa (non spesse volte purtroppo!) la mia mente ed il mio cuore si volgono lontano nel tempo e nei luoghi. Torno indietro, nel lontano 1965. Ho vissuto la mia vita, da tre mesi a nove anni, con i miei nonni materni, Teresa e Antonino, in un piccolo paese nell'entroterra messinese, a metà strada tra Messina e Palermo, che si chiama San Fratello. Nella casa vi era un forno a legna posto in una piccola soffitta. Mia nonna per impastare il pane si alzava prestissimo . D'inverno, ancora rintanata nel calduccio del mio lettino, provavo grande gioia e sicurezzza nel cuore, quando la sentivo fischiettare, mentre preparava il fuoco ed impastava. La mia cameretta era situata proprio vicino alla soffitta e potevo godere dei primi profumi del pane che si sprigionavano appena dentro il forno! Insieme al pane mia nonna impastava anche i miei biscotti preferiti. Appena sveglia trascorrevo il mio tempo accanto a lei nella stanzetta del forno. Mi pare ancora di vederla, bellissima, con un foulard per racchiudere i capelli, i suoi grandi occhi azzurri, le sue stupende guance rosse accese dal calore del fuoco e dall'amore dei suoi gesti di mamma e di nonna. Io le sedevo accanto, mi piaceva guardarla, godere della sua vicinanza. Ancora adesso mi pare di sentire tutto il calore ed il profumo della sua figura che si muove, come danzando, tra il fuoco. La vedo mentre mi sorride e mi dona un biscotto ancora fumante.......
Lo scoppiettio della legna, il profumo del pane e dei biscotti, sono sensazioni vivide, concrete che ancora adesso posso percepire insieme al ricordo meraviglioso che ho di mia nonna. Ella non c'è più ormai da tantissimi anni, ma sono sicura che in Cielo potrebbe impastare ancora pane e biscotti per tutti i santi e per Dio....
Vorrei somigliarle proprio mentre compio i suoi stessi gesti e mi piacerebbe avere una casa con un forno a legna!
La mia infanzia accanto ai miei nonni è stata davvero felice, anche se non mi sono state risparmiate sofferenze sin dalla tenera età. Ma i miei nonni mi hanno saputa crescere ed educare nell'amore, nel rispetto, nella dolcezza, nella tenerezza, nella fortezza......
Ero il loro gioiello da custodire! Mi sono sentita davvero preziosa ai loro occhi (anche mio nonno aveva dei meravigliosi occhi azzurri, insieme erano un pezzetto di Cielo in terra!)e quando una volta mia nonna mi disse che nella sua vita mi aveva amata come una figlia, come se mi avesse generata e partorita lei, io ho pianto di gioia e di commozione: mia nonna mi aveva aperto il suo grandissimo e generosissimo cuore, ed io mi potevo specchiare lì dentro!


A MIA NONNA TERESA HO DEDICATO UN ALTRO POST IL 13 FEBBRAIO 2012
 E QUESTO AL PROFUMO DEL PANE

lunedì 13 febbraio 2012

Nonna Teresa

Cara, adorata nonna, ero ancora in fasce e già i tuoi occhi di cielo mi amavano, le tue mani laboriose e sante mi accompagnavano nel cammino della vita. Sento ancora il profumo della tua vita trascorsa nella laboriosità silenziosa, nel nascondimento e nell'umiltà. Sento il calore del tuo amore che mi culla e mi riscalda. Sento il profumo del tuo operare tranquillo in casa. Sento il tuo gaio fischiettare mentre impasti, alle prime luci dell'alba, il pane o miei biscotti preferiti. Ti vedo ancora con le tue bellissime guance rosse riscaldate dal fuoco della legna scoppiettante nel forno. Come eri bella, nonna! Mi bastava guardarti, starti accanto ed ogni mia pena svaniva, sciolta come neve al sole. Mi piaceva perdermi nei tuoi meravigliosi occhi azzurri che tanto mi parlavano del Cielo! Quanta pazienza, quanto silenzio, quanto dolore, quanta umiltà, quanta fede, quanta forza, quanta generosità, quanta serenità in quegli occhi! Ora che sei in cielo la mia vita è più vuota, desidererei averti sempre, in ogni istante, accanto a me ed avvertire il tocco del tuo sguardo amoroso e benevolo su di me che vago pellegrina in cerca delle mie radici che, a volte, sento come strappate dal cuore, perchè tu non sei più qui, non sei più con me! Ma so che tu continui a guardarmi, ad amarmi, ad abbracciarmi, ad impastare il pane e i biscotti per me. So, per fede, che tu sei in cielo ed intercedi per me. Cara, cara e dolce nonna, il tuo nome mi muore sulle labbra, soffocato dal pianto. Il tuo ricordo mi è caro, perdonami se non riesco ad amarti così come Gesù adesso vuole che io faccia. Ti ha voluta con sè, ti ha tolta a me, ed io mi struggo ancora, dopo 29 anni che hai lasciato questo mondo, perchè non sei più qui con me. Mi manchi infinitamente. Tu sei carne della mia carne, sangue del mio sangue, sei le mie radici più profonde, sei il profumo dei miei sogni, la mia terra, il mio mare, la mia ancora. Prega per me.