La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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giovedì 19 aprile 2018

Please, help me save Alfie!

Qui è Padre Giovanni Scalese che scrive dal suo BLOG :

La vicenda di Alfie Evans, che sta giustamente attirando la nostra attenzione in questi giorni, mi ha fatto fare alcune brevi riflessioni, che vi propongo cosí come mi sono venute in mente, senza alcuna pretesa di completezza e sistematicità. E scusandomi per l’eventuale confusione.
Accanimento eutanasico. Oggi la Nuova Bussola Quotidiana pubblica un articolo di Tommaso Scandroglio, che evidenzia le contraddizioni della sentenza della Corte di Appello inglese, che lunedí scorso ha respinto la richiesta di trasferire il bambino in un altro ospedale per il suo best interest. Visto che nel Regno Unito l’eutanasia è un reato, i giudici, per giustificare la decisione di lasciar morire Alfie, hanno tirato fuori la scusa dell’accanimento terapeutico. Ciò significa che avevo visto giusto quando, nel post dell’11 marzo avevo giudicato quanto meno “imprudente” da parte del Papa parlare di accanimento terapeutico in un momento in cui il vero problema è l’eutanasia. In questa vicenda, come è stato giustamente fatto notare, se c’è un accanimento, non è certo quello terapeutico, ma esclusivamente l’accanimento eutanasico e, se vogliamo, l’accanimento giudiziario. Disquisire in questo contesto sull’accanimento terapeutico non può che costituire un supporto indiretto a chi cerca pretesti per praticare e giustificare l’eutanasia.

Stato totalitario. La sentenza vieta il trasferimento di Alfie in un’altra struttura ospedaliera. Come fa notare Scandroglio, siamo arrivati all’assurdo per cui il best interest di Alfie gli impedisce di fare un viaggio in aereo, lo costringe però a morire all’Alder Hey Hospital. Ma, al di là della soppressione della logica, siamo arrivati anche all’instaurazione dello Stato assoluto, che ha potere di vita e di morte sui suoi cittadini (ha ancora senso parlare di “cittadini”? Non sarebbe piú corretto tornare a far uso del termine, che pensavamo definitivamente superato, di “sudditi”?). Finora, quando un malato voleva lasciare l’ospedale, questo si cautelava facendo firmare al malato stesso o ai suoi familiari una dichiarazione con la quale l’ospedale veniva sollevato da qualsiasi responsabilità. È comprensibile che i medici vogliano tutelarsi contro eventuali futuri ricorsi. Ma impedire, con tanto di sentenza giudiziaria e piantonamento della polizia, che si possa lasciare l’ospedale significa che ormai non abbiamo piú la libertà di scegliere dove curarci e neppure quella di morire in pace dove vogliamo. E questo nella patria della democrazia moderna!
 
La perfida Albione. Ultimamente in Gran Bretagna stanno avvenendo fatti alquanto discutibili: il caso Skripal, l’attacco militare alla Siria, la vicenda del piccolo Alfie sollevano non pochi dubbi di correttezza politica e morale. La spregiudicatezza ha sempre caratterizzato la politica dell’Inghilterra nel corso dei secoli, tanto da meritarle il poco invidiabile titolo di “perfida Albione”. Non ci meraviglieremo perciò se gli inglesi continuino a non farsi condizionare da eccessivi scrupoli di carattere morale. Il fatto è che con queste ultime vicende si ha l’impressione che sia stato superato il limite della decenza. Sarà che un tempo era piú facile tenere nascosti i reali moventi di certe scelte, mentre oggi, con gli strumenti che abbiamo a disposizione, le bugie vengono subito a galla; non so, ma mi sembra che la Gran Bretagna stia attraversando una forte crisi di credibilità. Si direbbe però che, al di là dell’Inghilterra, sia tutta una civiltà, la civiltà occidentale (di cui l’Inghilterra ha sempre costituito una sorta di avanguardia), a essere caduta in una crisi profonda. Ebbene è interessante vedere come sia un bambino che non ha ancora compiuto due anni a mandare in tilt un sistema iniquo e falso, che finora era riuscito a nascondere sotto il velo della democrazia, delle buone maniere e dei valori umanitari la propria ipocrisia. Viene in mente il Salmo: «Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli» (Sal 8:3).

Una Chiesa a pezzi. Se Atene piange, Sparta non ride: non sono solo l’Inghilterra e l’Occidente a mostrare le loro crepe. Neppure la Chiesa sta facendo una gran bella figura in questa vicenda. Attenzione, non solo la “Chiesa in uscita” di Papa Francesco, vociferante sui migranti e incredibilmente afona sulle questioni bioetiche; ma anche la Chiesa piú rassicurante e tradifriendly dell’Arcivescovo McMahon, che, a quanto pare, si mostra piú interessata alle cappe magne che alla difesa della vita. Entrambe queste “Chiese” sembrano trovarsi d’accordo nel “non disturbare il conducente” della società in cui viviamo. C’è poco da fare, non possiamo piú nasconderci dietro ad alcun paravento ideologico: tradizionalisti o innovatori, siamo tutti sulla stessa barca, e purtroppo è una barca che fa acqua da tutte le parti. Chi da una parte, chi dall’altra, ci siamo rinchiusi nel nostro piccolo mondo, con le nostre sicurezze e i nostri battibecchi, e abbiamo completamente perso il contatto con la realtà. Anche in questo caso, un bambino di 23 mesi e, insieme con lui, una coppia di giovani sposi e una folla di tanta gente semplice stanno spiazzando una Chiesa che pensava di essersi aperta al mondo e che invece si sta solo dilaniando in estenuanti lotte intestine. Speriamo che questa esperienza ci faccia riflettere e ci aiuti a superare le nostre attuali difficoltà. Dobbiamo ringraziare Alfie per averci fatto aprire gli occhi sulle nostre meschinità. Una preghiera per lui è il minimo che possiamo fare in contraccambio.
 
Ieri mercoledì 18 aprile Thomas, il papà di Alfie è stato ricevuto in udienza privata dal Papa al quale ha espressamente chiesto di aiutarlo a salvare il suo bambino dalle mani dei giudici che lo hanno condannato a morte!
 
PLEASE, HELP ME SAVE ALFIE!
 

venerdì 30 giugno 2017

Signore, ferma il boia!

 
Signore Gesù,
che sei l'unico e vero Dio, Signore della vita e della morte, 
che sei morto innocente e che conosci fin nel profondo la sofferenza della tua Santissima Mamma nel vederti appeso alla croce, grondante di sangue mentre esalavi l'ultimo respiro, ti supplico, salva il piccolo Charlie, risparmia alla sua mamma lo strazio di vederlo morire senza poter fare nulla. Ti supplico, ferma la mano del boia, del medico che senza un sussulto di coscienza, staccherà la spina, per ucciderlo. Ferma la mano crudele di Caino, fermala.....
 

mercoledì 22 marzo 2017

Sindrome di Down

 

Strana società la nostra, cosiddetta emancipata ed evoluta! In essa alberga un moderno Giano bifronte, due teste, due facce, due cervelli, due sguardi diversi.
Da decenni ormai gli Stati, effettuando la diagnosi pre-natale, promuovono l'eugenetica, al fine di poter avere una società che nasca sana, perfetta e senza tare genetiche. In modo particolare la tara genetica più combattuta nel grembo materno è la Sindrome di Down. Sono migliaia i bimbi Down che vengono abortiti, solo perché sono Down. Si rifiuta a priori un bambino solo perché è Down. Lo si uccide, senza pietà nel grembo materno, non volendo dargli la possibilità di nascere e di vivere.
 
Nel contempo si celebra la 'Giornata del Down'. Se questa non è schizofrenia di uno Stato, di una società, cos'è? Lo Stato da la vita, lo Stato da la morte!  Una Nazione che uccide i suoi cittadini più indifesi invece di tutelarli non è degna di essere chiamata civile, né una società che rifiuta di spendersi per i più deboli.
 
Proprio ieri 21 marzo, primo giorno di primavera e giorno in cui la Chiesa Cattolica, fino a qualche anno fa, celebrava San Benedetto, abate, si è festeggiata la 'Giornata mondiale della sindrome di Down'.
 
 
Facciamo in modo che nelle nostre famiglie ogni vita sia accettata ed amata anche se non all'altezza delle nostre aspettative. Un bambino disabile è pur sempre un dono, creatura da amare e curare.
 

 

 
 
 

venerdì 10 febbraio 2017

L'inverno di Catherine Simpson

 
Catherine Simpson è un'illustratrice autodidatta nonché autrice  contemporanea di libri per bambini, nata a London (Ontario - Canada). Il suo mondo pittorico è quello dei bambini attraverso i quali cerca di cogliere l'aspetto più gioioso e sereno della vita. I suoi lavori sono esposti in gallerie e fanno parte di collezioni private soprattutto in Canada e Stati Uniti.
E' conosciuta per aver creato una serie di dipinti intitolati "Forever Young". "Cerco di catturare -scrive Catherine- quei ricordi particolari dell'infanzia che tutti abbiamo in comune. Mi auguro con le mie storie di rievocare, per voi, per la vostra famiglia, per i vostri figli, almeno uno di quei giorni sereni particolarmente caro. Riscoprire un tempo felice della nostra vita ci aiuta ad illuminare anche i giorni futuri e a ricordarci di permettere al nostro cuore di restare eternamente giovane. Nella soffitta della nostra memoria sono gelosamente custoditi ricordi che aspettano solo di essere risvegliati. E' quello che cerco di fare con il mio lavoro".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


lunedì 23 gennaio 2017

Incredibile, ma vero!

 
L’uomo simbolo del controllo delle nascite arriva per dare lezione in Vaticano su come salvare il pianeta sacrificando gli uomini.
 
Sembra incredibile ma è così. Stiamo parlando di Paul R. Ehrlich, il biologo americano che divenne famoso nel 1968 con il libro “The Population Bomb”, 'La bomba demografica'. Fu quello l’inizio di una fortunata (per gli autori) stagione di letteratura eco-catastrofista, in cui il vero obiettivo era l’uomo.

Incutendo il terrore di una esplosione demografica incontrollata, Ehrlich e quanti lo hanno seguito hanno spinto singoli governi e organizzazioni internazionali ad adottare misure drastiche di controllo della popolazione: sterilizzazione e aborto forzati sono diventati da allora normali nei Paesi in via di sviluppo. Quattrocento milioni, tanto per fare un esempio, sono i bambini non nati in Cina grazie ai suggerimenti di Ehrlich e soci e decine di milioni sono le bambine vittime di aborti selettivi (dovendo scegliere, in Cina ma anche in India e altri Paesi, per motivi culturali ed economici le famiglie preferiscono un maschio).
Se ci fosse giustizia, il dottor Ehrlich dovrebbe essere processato per crimini contro l’umanità e invece 39 anni dopo riceve anche l’onore di entrare in pompa magna in Vaticano, invitato dalle Pontificie Accademie di Scienze e Scienze sociali guidate da monsignor Marcelo Sanchez Sorondo. L’occasione è un simposio sull’estinzione biologica: «Come salvare il mondo naturale da cui dipendiamo» è il titolo, e si svolgerà dal 27 febbraio al 1° marzo.

(....) cosa avrà mai da dirci di così interessante un Ehrlich che ha sbagliato tutte le previsioni fatte allora con tanta sicumera? «La battaglia per sfamare tutta l’umanità è definitivamente persa»: così iniziava il libro “The Population Bomb”, e prevedeva dieci milioni di morti di fame ogni anno negli Stati Uniti già a partire dagli anni ’70 del XX secolo e centinaia di milioni sarebbero dovuti essere quelli in Cina e in India, a causa dell’esplosione demografica. Allora la popolazione mondiale era di circa 3 miliardi; ebbene, dopo quasi 40 anni la popolazione è più che raddoppiata e non solo quelle profezie non si sono avverate, ma anche la popolazione malnutrita e denutrita è diminuita sia in termini assoluti che percentuali.
Un ciarlatano dunque, ma per le Pontificie Accademie di cui sopra è uno scienziato che può dare un contributo importante alla salvezza del pianeta, che ormai sembra essere la preoccupazione principale dalle parti del vaticano. Giusto dunque – come chiede una petizione lanciata negli Stati Uniti – esigere che la Santa Sede ritiri l’invito a questo sinistro personaggio.
 
Bisogna però riconoscere che il vero problema non è la presenza di Ehrlich: egli giustamente entra nel mirino per la sua notorietà e per l’essere il simbolo di certe battaglie per eliminare gli uomini dalla faccia della terra. Ma il vero problema è nel simposio in sé, nel suo approccio ai problemi del Creato: tanto che gli altri relatori sono tutti – chi più chi meno – sulla stessa linea di Ehrlich. Alcuni sono anche famosi oltre l’ambiente accademico, come Mathis Wackernagel, inventore insieme a William Rees dell’impronta ecologica (Ecological Footprint), un tentativo di fondare scientificamente la dannosità dell’uomo per la Terra.
 
Ebbene, dalle pubblicazioni del Global Footprint Network di Wackernagel sono presi molti dei dati che le Pontificie Accademie presentano nell’introduzione al Simposio, tutto all’insegna dell’eco-catastrofismo. E tra i relatori non poteva certo mancare anche John Bongaarts, vice-presidente del Population Council, un organismo fondato nei primi anni ’50 dai Rockefeller proprio per promuovere il controllo delle nascite. Bongaarts ovviamente svolgerà una relazione sullo stato della popolazione e prospettive future.
(....)È bene però aver presente che il Simposio su «come salvare il mondo naturale» e la presenza di Paul Ehrlich e compagnia non sono un fulmine a ciel sereno. È invece l’esito di un cammino iniziato da tempo in Vaticano e che vede tra i protagonisti il già citato monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, argentino, e il cardinale ghanese Peter Turkson, già presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e ora confermato alla testa del nuovo super-dicastero per il “Servizio dello sviluppo umano integrale” che raggruppa Giustizia e Pace, Cor Unum e migranti. 
 
Mettendo in primo piano la cosiddetta emergenza ambientale e facendo proprio il concetto di “sviluppo sostenibile”, si arriva inevitabilmente a considerare l’uomo un pericoloso ospite del pianeta, rovesciando l’antropologia cristiana. È così che, malgrado le dichiarazioni contrarie nell’enciclica Laudato Sì, sul controllo delle nascite si diventa prima possibilisti a certe condizioni, poi ci si astiene dall’intervenire sull’argomento, infine si diventa aperti sostenitori. 
Già poco meno di due anni fa, nell’aprile 2015, scrivevamo che «la Chiesa si prepara ad accettare il controllo delle nascite», in occasione di un altro convegno dedicato al tema dei cambiamenti climatici. Anche lì presentazione del tema e relatori, tra cui l’economista dell’Onu e teorico dello sviluppo sostenibile Jeffrey Sachs, lasciavano chiaramente intendere la strada intrapresa in Vaticano. Poi vennero nel dicembre 2015 le dichiarazioni choccanti del cardinale Turkson che in una intervista alla BBC parlò apertamente della bontà del controllo delle nascite, seppure con metodi naturali (un po’ di moralismo non si può proprio evitare).

L’enciclica 'Laudato Sì', pur riconfermando tanto del magistero precedente, faceva proprio per la prima volta il concetto di “sviluppo sostenibile” che, nella sua teorizzazione, vede un rapporto conflittuale tra popolazione da una parte e sviluppo e ambiente dall’altra.
Il grande spazio dato al tema dei cambiamenti climatici provocati dall’uomo, inoltre, ha dato altre armi a chi già da tempo sta spingendo la Chiesa verso posizioni eco-catastrofiste e antinataliste. Ora questo nuovo convegno in Vaticano, Ehrlich o non Ehrlich, segnerà un altro passaggio importante verso la penetrazione nella Chiesa dell’ideologia neo-malthusiana, che ha come esito il sostegno a politiche di controllo delle nascite.
 
Articolo di Riccardo Cascioli apparso il 17.01.2017 su LaNuovaBussolaQuotidiana

martedì 1 marzo 2016

Tempo della corruzione generale

 

“Venne infine un tempo in cui tutto ciò che gli uomini avevano considerato come inalienabile divenne oggetto di scambio, di traffico, e poteva essere alienato; il tempo in cui quelle stesse cose che fino allora erano state comunicate ma mai barattate, donate ma mai vendute, acquisite ma mai acquistate – virtú, amore, opinione, scienza, coscienza, ecc. – tutto divenne commercio. È il tempo della corruzione generale, della venalità universale o, per parlare in termini di economia politica, il tempo in cui ogni realtà, morale e fisica, divenuta valore venale, viene portata al mercato per essere apprezzata al suo giusto valore”.  
(Karl Marx, Miseria della Filosofia)
 
 

venerdì 31 luglio 2015

Bambini abortiti venduti a pezzi


Non ricordo di aver firmato un consenso per la donazione di organi”

Una barbarie senza senso né ragione! Il traffico di organi di bambini vittime dell'aborto è una tristissima realtà.

La Planned Parenthood, una potentissima e ricchissima organizzazione, che gestisce la maggior parte delle cliniche abortiste degli USA e che agisce anche in Europa ed in tutto il mondo con la International Planned Parenthood Federation promuovendo aborto, contraccezione ed educazione all’iper-sessualità nelle scuole, si trova oggi al centro di uno scandalo per via del commercio di organi di bambini abortiti, nelle sue cliniche americane.
La pratica obbrobriosa è stata dimostrata dal giornalismo investigativo dei prolife americani ( che hanno girato i video  qui , con telecamere nascoste).

L'aborto è un vero e proprio commercio, intorno a questo crimine girano milioni e milioni di dollari. In merito a questo è illuminante l'intervista a Carol Everett (guarda su  Youtube), ex direttrice di cliniche abortiste.
In un passaggio dice che si tratta di vero e proprio commercio, «business».
Continua: ' La futura cliente delle cliniche dell’aborto è la ragazzina oggi di 13 anni che ricorrerà all’aborto come metodo di controllo delle gravidanze… dunque vanno per le scuole con l’obbiettivo di far fare loro, fra i 13 ed i 18 anni, dai 3 ai 5 aborti … dunque devi fare in modo che a 12 anni restino incinta, questo per creare il mercato… per farlo si separano i figli dai genitori e dai loro valori… li si iper-sessualizza dando loro tutte le informazioni sul sesso in modo sbagliato … e questo fin dall’asilo… [...]
Continua dicendo che la sua provvigione era di 25 dollari ad aborto e l’obbiettivo era di 40.000 aborti l’anno (si è fermata a 35.000, dopodiché ha avuto un rimorso di coscienza, ha smesso e si è pure convertita!).
Puntualizza: 'Dunque, potevo diventare milionaria… nel primo trimestre si sono fatti dai 10 ai 12 aborti all’ora… quello più economico costava 300 dollari, il medio 500… sono cifre a 3 zeri ogni ora, con un flusso continuo di ragazze che passano da una stanza all’altra … non ci sono protocolli… cartelle cliniche… se ne segni 10 e ne fai 12 saltano fuori 1.200 dollari l’ora che io e te possiamo far sparire … chi ci lavora non è un dipendente … ha un contratto di collaborazione esterna liquidato in contanti su base giornaliera… l’Agenzia delle Entrate non ne saprà mai nulla… questo è ancora l’affare, privo di regolamentazioni, più grosso che ci sia nel nostro Paese… più delle droghe illegali… nel 1988 risulta che fosse noto solo il 50% degli aborti… puoi farti un’idea di quanti bambini siano uccisi ogni giorno…'

 Notizie tratte da http://www.notizieprovita.it/

 

sabato 27 giugno 2015

La donna, cosa tra le cose

 

Miriam Mafai(1926-2012), una vita spesa per gli ideali di sinistra, come scrittrice, giornalista ed in politica, nel 1997 scrisse questo articolo pubblicato su 'La Repubblica', che è di una sensazionale attualità. Un'analisi lucida e asciutta che oggi è diventata realtà. Ciò che sorprende, lei femminista e laicista, non certamente vicina al pensiero cattolico, è che prende le distanze da queste pratiche che sviliscono la donna e la rendono oggetto di mercificazione, ponendo l'accento sul fatto che è estremamente indispensabile una regolamentazione etica della scienza.
 
Ecco il pregevole testo:
 
“LA SCIENZA non obbedisce a nessuna autorità” ha scritto recentemente uno scienziato. E ancora: “per lo scienziato l’ uomo è un pezzo della sua ricerca. Allo scienziato più sensibile l’uomo appare una cosa fragile e delicata ma sempre una cosa, tra le cose della sua indagine…”.

E’ dunque una cosa, sia pure fragile e delicata, la donna nel cui ventre sono stati impiantati due embrioni di due coppie diverse.

Alla scadenza dei nove mesi darà alla luce due bambini con un patrimonio genetico diverso e tuttavia tra loro gemelli per essere cresciuti nello stesso utero, essere nutriti dallo stesso organismo e con lo stesso sangue, aver sentito battere lo stesso cuore di quella cosa che tuttavia non era esattamente una cosa ma una donna con i suoi pensieri le sue emozioni le sue tenerezze. Quindi in qualche misura anche lei una madre dal punto di vista biologico ed emotivo.

Dare il proprio utero in affitto è pratica da tempo diffusa in America che ha dato luogo anche a complesse controversie sul piano giuridico. Il caso italiano, il primo di cui si abbia conoscenza, non segnala dunque un progresso dal punto di vista tecnico o scientifico ma rappresenta solo l’ applicazione di una tecnica già largamente altrove sperimentata. Ma ci dice, e la cosa non è senza significato, che anche noi stiamo entrando nel grande circuito della mercificazione della gravidanza con tutti i cambiamenti giuridici, etici e psicologici che da questo possono derivare. Avremo tra breve anche noi come in America degli album tra cui scegliere le nostre incubatrici umane. Chi di noi non vorrà portare in grembo il suo bambino potrà, pagando, depositare il suo embrione altrove e tornare a riprenderlo dopo nove mesi. Si rompe così definitivamente un legame naturale, unico, nutrito di sangue e di sogni tra la madre e quello che una volta si chiamava “il frutto del ventre tuo”. Mi è difficile esprimere su tutto questo una opinione. Sento tuttavia, come ebbe a dire una volta il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che non tutto ciò che è possibile allo scienziato può essere considerato lecito. Da tempo e invano il problema di stabilire regole e limiti agli esperimenti in tema di fecondazione è stato sollevato in Parlamento, ma si è preferito, non sto a ricordare perché, ignorare questa esigenza. Nel far west della riproduzione assistita e della sperimentazione scientifica quindi finora tutto era permesso perché nulla era vietato. Il successo recentissimo della clonazione su animali, anticamera della possibilità di clonare embrioni umani, è suonato come un drammatico campanello d’ allarme per le autorità di tutto il mondo. Le due ordinanze firmate mercoledì dal ministro Bindi che hanno vietato gli esperimenti di clonazione, il commercio di materiale genetico, la compravendita di gameti, muovono nella direzione giusta. Il caso di cui stiamo parlando ci dice soltanto che purtroppo siamo in ritardo. Una regolamentazione della materia viene richiesta anche da una parte non trascurabile degli scienziati e dei medici italiani. Gli scienziati che per dirla con il presidente Clinton non vogliono “arrogarsi il diritto di giocare a Dio” devono essere richiamati al senso del limite e alla responsabilità. Sarebbe un fallimento della coscienza laica se questo richiamo venisse solo dalla Chiesa cattolica. Anche il pensiero laico ha qualcosa da dire e con forza in materia di etica.
 
Miriam Mafai
 
scritto su La Repubblica 7 marzo 1997
 

lunedì 1 giugno 2015

Indottrinamento degli scolari


Fin dal 1987 l’attivista omosessuale Michael Swift scrisse nel Gay Community News che i bambini in età scolare dovrebbero diventare un target esplicito per l’indottrinamento gay:
 
 “Dobbiamo sedurli nelle scuole… loro si riconosceranno nelle nostre immagini. Loro ci adoreranno”.
 
Purtroppo è quello che sta succedendo nelle scuole di mezza Europa ed in Italia a breve, visti i nuovi programmi scolastici che prevedono l'educazione del gender fin dai primissimi banchi.
Si tenterà di imporre l'ideologia del gender anche nelle scuole italiane, per amalgamarsi al resto dell'Europa corrotta e corruttrice, perversa e pervertitrice. Siamo di fronte ad un fatto mai accaduto nella storia dell'umanità. Un contingente storico che vede contrapporsi la natura umana all'ideologia che, anteponendo le esigenze individualistiche e soggettivistiche, mira a sovvertire l'ordine naturale, l'impronta di Dio Creatore sull'intera creazione, per organizzare una nuova società della libertà. Ci troviamo di fronte ad un imbarbarimento della società, ad una nuova utopia, portatrice di una nuova libertà e felicità cosmiche.
 
L'ideologia gender mira a cancellare la differenza ontologica fra un uomo ed una donna, asserendo che queste differenze altro non sono che il frutto di stereotipi culturali e costruzioni sociali che, invece, vanno decostruiti per raggiungere finalmente la vera parità tra uomo e donna.
 
L'avanzamento ed il  consolidamento di questa nuova ideologia porta inevitabilmente a considerare in modo diverso il matrimonio, la famiglia, l’amore, la dignità umana, i diritti e la sessualità, in una prospettiva essenzialmente soggettivistica e si sta radicando progressivamente e pare inesorabilmente  in tutto l'Occidente 'progredito'. Ormai la teoria gender è passata ad un livello superiore, politico, è entrato nelle stanze del Governo e questo porterà le Nazioni, in caduta libera, verso la barbarie ed il totalitarismo. Sta emergendo infatti un nuovo modo di fare politica, dare spazio e libero sfogo alle priorità ideologiche, ai diktat ideologici delle lobby, anche se minoritarie, anticostituzionali, contro la vita e la natura della persona, promuovendole come 'diritti' ad ogni livello, legiferando in merito. Ciò che fa paura è che esista una governance mondiale, allineata su questa frontiera e che ha fatto della promozione di queste 'follie ideologiche' la propria bandiera, e non solo, preoccupa il fatto che, questa stessa governance, eserciti fortissime pressioni sugli Stati (anche e soprattutto non Occidentali- vedi l'Africa) affinché, adottando le convenzioni internazionali, legiferino in materia. Il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-mon ha detto in merito: «Nessun costume o tradizione, nessun valore culturale o credenza religiosa può giustificare il fatto che un essere umano venga privato dei suoi diritti umani». Questa dichiarazione è il segno che si è smarrito il senso della realtà, il bene comune, la ragione e l'essenza delle cose. E' l'inizio della deriva antropologica e morale di una cultura suicida che odia Dio e gli esseri umani. Ci avviamo verso la decadenza e la distruzione dell'umanità.

Si parte dai bambini.............dalla parte più fragile e duttile della società: i rami verdissimi si possono piegare e modellare meglio.  
 

martedì 26 maggio 2015

Una piccola goccia di vita che vive in Cielo

 
“Alla mia piccola goccia di vita”
 
Questo scritto nasce per te amore mio, per farti sapere che non sei stato dimenticato e che il tuo passaggio nella mia vita, seppur breve, non è stato inutile.
La tua mamma ti porta sempre con sé, in quello che ne rimane del suo cuore dilaniato dal dolore.
Tutto ha avuto inizio il 9 gennaio del 2012.
Quel giorno piccolo mio ho saputo che c’eri! L’ho saputo in un modo poco convenzionale, che per nulla si addice al momento magico che avrei dovuto vivere.
Quella stessa mattina avevo fatto le analisi del sangue; il tuo papà fu il primo a vedere i risultati e a farmi sapere l’esito con un messaggio che mi lasciò di sasso. “Ho visto le tue analisi, la BHCG è positiva, non ho parole”.
Sai piccolo mio, a volte basta davvero poco per distruggere tutto. A volte basta una parola per sentirsi morire dentro.
Quella giornata fu così densa di sentimenti contrastanti che mai più potrò dimenticarla fino a che avrò vita. A tratti mi sentivo forte, invincibile, come forse solo una mamma che deve proteggere il suo piccolo può sentirsi.
A tratti invece venivo assalita dalla disperazione più atroce, il tuo papà non ti voleva, non voleva nemmeno sentir parlare di te... la mia piccola goccia di vita.
È sempre stato freddamente distaccato. Non si è mai messo in discussione. Ti ha vissuto come uno sbaglio e come un grande peso. Piccolino mio, ti chiedo di perdonarlo come solo tu da vero angioletto saprai fare.
I giorni passavano inesorabili e il tuo papà l’unica cosa che sapeva dirmi era questa “ hai fissato il giorno per l’intervento? Maledetta tutta questa situazione!” al suono di quelle parole mi stringevo le mani alla pancia, come a volerti proteggere da tutto in un ultimo disperato tentativo.
Arrivò il giorno della prima visita amore mio a cui tuo papà non assistette.
Ero a 5 settimane esatte di gravidanza. Il medico mi disse che vista l’assenza dell’embrione nel sacco potevo sperare che la cosa si risolvesse da sola in tempi brevi. Certo, come se perderti spontaneamente potesse arrecarmi meno dolore!
I giorni iniziarono a scorrere velocemente, purtroppo, ed io cominciai ad amarti sempre di più, mia piccola goccia di vita.
Alla seconda visita, il solito ginecologo, appena mi vide, mi accolse dicendo:
“Vediamo se è cresciuto qualcosa”. Il mio cuore era combattuto...da una parte speravo fossi volato via da me, volevo evitarti ulteriori sofferenze. Dall’altra parte l’istinto materno dentro di me iniziava ad avanzare prepotente, ti volevo!
Mi fece l’ecografia ed esclamò: “ Eccome se è cresciuto qualcosa!”. Girò lo schermo verso di me e cosi per la prima volta ti vidi. Cinque centimetri di vita, di immenso amore. Eri un puntino luminoso che batteva
velocissimo. Non riuscii a dire nulla, lasciai scivolare sul viso una lacrima, forse la più amara in tutta questa storia.
Il medico mi fece anche ascoltare il battito del tuo cuore e mi disse che andava tutto bene.
Come un automa ribadii il mio consenso all’interruzione di gravidanza.
L’intervento venne fissato per il 14 febbraio. Beffardo il destino amore mio, vero? La data dedicata all’amore... La data che per me ha invece significato solo dolore e distruzione.
Il 14 febbraio mi alzai presto, con il viso rigato dalle lacrime. In ospedale mi accompagnò il mio ragazzo, sia per senso di colpa, sia per assicurarsi che ponessi fine realmente alla gravidanza.
Arrivata in ospedale trovai una decina di donne che come me avevano deciso di porre fine alla vita dei loro bambini. Alcune erano giovanissime, altre molto meno.
L’infermiera mi fece firmare il consenso per l’Ivg mi diede una candeletta vaginale per ammorbidire il collo dell’utero e facilitare quindi l’intervento. Mi disse il numero della stanza, che raggiunsi da sola. Sopra il letto trovai due assorbenti e il camicione da sala operatoria.
Dovetti quindi inserire l’ovulo e mettermi la camicia aperta sul di dietro. Il mio ragazzo era fuori, il regolamento del reparto non ammetteva nessuno fino alle 14 del pomeriggio. Arrivò anche la mia compagna di stanza, una signora al quarto aborto volontario.
Non scambiai nessuna parola se non un saluto. Pochi minuti dopo l’inserimento dell’ovulo iniziarono i dolori e lì capii, forse davvero per la prima volta, che ti stavo perdendo per sempre.
Non potevo più tornare indietro, ormai ti avrei perso comunque.
Arrivarono poi a prendermi con un lettino dalle lenzuola verdi per portarmi in sala operatoria. Ci salii senza dire una parola.
Passammo davanti al nido e vidi un neonato nell’incubatrice. Mi si strinse il cuore. Forse era un segnale per scappare lontano, per fuggire da tutto. Purtroppo non potei farlo, era troppo tardi.
Raggiunsi la sala pre-operatoria pochi secondi più tardi. Mi accolse in maniera asettica l’anestesista che mi fece qualche domanda di rito e mi prese una vena per l’intervento. L’infermiera intanto mi mise l’antibiotico attraverso la flebo. Da questo momento in poi ho pochissimi ricordi.
Mi fecero entrare con il lettino in sala operatoria e mi misero sul tavolo operatorio. Mi fecero aprire le gambe e le fermarono con una fascia di velcro. Mi collegarono al monitor per l’ECG e mi misero il saturimetro e il bracciale della pressione per i parametri vitali. Da qui in poi il buio più assoluto.
Mi risvegliai nella saletta attigua alla sala operatoria. Durante i primi minuti non riuscii a tenere gli occhi aperti, la testa mi girava tantissimo. Solo di una cosa ero già pienamente consapevole. Il mio bambino era morto per colpa mia pochi minuti prima. Non l’avrei mai stretto a me. Non avrei mai visto il suo viso. Queste pagine sono dedicate a te piccolo mio, perché tu possa continuare a vivere attraverso il mio amore, attraverso le mie parole. Non ti dimenticherò mai. Io sono e sarò sempre la tua mamma!
Se solo potessi tornare indietro ti terrei, lottando contro il mondo intero perché senza di te tutto ha perso senso. Non vedo più i colori, gli animali, i fiori. Tutto è morto quella maledetta mattina. Un giorno finalmente potrò riabbracciarti e piangere lacrime di gioia! Allora si che sarò felice.
Adesso so che sei con il mio papà, tuo nonno, che sicuramente ti adora. Almeno non siete soli, è la mia unica, magra, consolazione.
Gioca sereno nel cielo che tanto ho amato, piccolo mio, fallo per me.
Con amore.
La tua mamma

Una mamma straziata dal dolore per aver ucciso il suo bambino ancor prima di nascere.

martedì 28 aprile 2015

Bambin*.....ovvero del ridere o del piangere....

 
In questo post(clicca qui) intuendo come l'ideologia gender avrebbe potuto continuare a colonizzare ancor di più i cervelli degli 'intellettuali' che fanno la cultura e indirizzarli verso una completa radicalizzazione mirata ad imperniare la società ed il suo linguaggio, avevo proposto di cambiare la lingua italiana per evitare che questa fosse, in un certo qual modo, discriminatoria.
 
Ebbene.......c'è qualcuno che già attua il mio metodo! Mi spiace non aver fatto in tempo a registrare come mia l'idea.....ho perso la possibilità del copyright e di chiedere i diritti d'autore.
Mi dovrò inventare qualcos'altro! 
La tizia che mi ha 'rubato' l'idea si chiama dott.ssa Irene Biemmi(autrice del libro 'Federico e Federica') e da tempo spende le energie della sua materia grigia sulle tematiche del gender. Orbene, la dott.ssa in questione, per evitare di fare torto a qualcuno, usa l’asterico quando per iscritto deve riferirsi al genere dei bambini. Non scrive bambino o bambina ma -bambin*-
 
Linguaggio sessualmente corretto!
 
Non sto scherzando..........qui l'articolo.

martedì 3 febbraio 2015

Il pianto dei bimbi abortiti

 

Negli Stati Uniti d'America il limite ultimo per il quale una donna incinta può effettuare un aborto è fissato alla ventesima settimana, centoquarantesimo giorno di gestazione, all'incirca cinque mesi, cioè quando il bambino nel grembo della madre è davvero tutto formato. Purtroppo gli aborti alla ventesima settimana sono moltissimi: diciottomila all’anno. Il deputato americano Trent Franks, intervistato da LifeNews.com, ha raccontato che quei bambini durante l'aborto sentono dolore, urlano e piangono disperati e se tutto questo non si sente è solo perché il liquido amniotico attutisce i suoni, mentre tutto ciò lo si può udire e vedere, nei cosiddetti aborti a 'nascita parziale' (dove i bambini vengono fatti nascere ed uccisi immediatamente dopo), lo hanno raccontato alcune infermiere le quali sono rimaste molto colpite ed impressionate.
Il bambino, in questo periodo,  inizia a scalciare e a farsi sentire in modo regolare. Dovrebbe essere infatti oramai semplice capire per la mamma in attesa, quando dorme o quando è sveglio, o quando ha il singhiozzo.
Il bambino inizia a muovere il diaframma e a respirare, anche se nei polmoni non entrerà aria ma liquido amniotico.
Il bambino può ascoltare. Le sue orecchie e l’apparato uditivo sono completi e funzionanti. Potrà iniziare a riconoscere da questa settimana di gravidanza in poi le voci di mamma, papà e delle persone che vivono in casa e, se fino a poco tempo prima, poteva sembrava un piccolo alieno, ora invece ha l'aspetto di un bambino vero e proprio.  

 


mercoledì 21 gennaio 2015

I figli ed il Papa

Per dare vita all’uomo ci vuole la fede in Dio. Se oggi viviamo questa grande crisi cosiddetta demografica, crisi della famiglia, crisi della paternità, crisi della maternità, è proprio una conseguenza della mancanza della fede in Dio. Non si può migliorare questo problema se non con una profonda fede in Dio. Ci vuole una grande fede in Dio per dare la vita all’uomo.

 (San Giovanni Paolo II, Papa - 4 maggio 1986)
 
 
UNA SINCERA CONFESSIONE:
 
Non riesco, nonostante la mia buona volontà, ad abituarmi a questo Pontefice,  che definisco, fuori dagli schemi, soprattutto al suo linguaggio, a volte così rozzo, tremendamente fuorviante ed imbarazzante che si presta facilmente alla trappola della strumentalizzazioni e perfino a credere ad una contraddizione dei contenuti del Magistero, creduti veritieri per secoli. E' anche vero che tutti i Papi hanno dovuto subire strumentalizzazioni e letture forzate delle loro parole, ma è altrettanto evidente che con papa Francesco, che non disdegna di rilasciare interviste a destra e a manca, lasciando ai suoi interlocutori di riferire pubblicamente ciò che ritengono opportuno, il problema è molto amplificato. Inoltre, le parole da lui usate, mal si adattano a discorsi che richiedono una rigorosa precisione dottrinale. Esiste un problema? Sì, esiste un problema! Il problema tra ciò che il Santo Padre vuole comunicare e ciò che viene capito e credo che, allo stato attuale delle cose, esso debba essere affrontato con una certa urgenza e risolto. Questo stato delle cose non fa bene a noi cattolici, all'immagine del Sommo Pontefice e della Chiesa e soprattutto non fa bene al mondo che ci sta a guardare. Mi auguro che il Santo Padre sia saldo nella Dottrina bimillenaria della Chiesa, fondata da Cristo e perpetuata nei secoli attraverso la Tradizione e che le sue parole siano soltanto il frutto di un suo modo, abbastanza maldestro, di comunicare.  

 

domenica 11 gennaio 2015

Là dove ha inizio la pace


La pace ha inizio nel grembo di una madre. La pace si irradia nel mondo dal grembo della Madre. E' la Vergine Maria a portare nel mondo la pace e a donarla al mondo. La sua divina maternità, che la Santa Chiesa Cattolica celebra il primo giorno di ogni nuovo anno, impreziosisce e dona significato ad ogni maternità umana, ad ogni donna che, nell'attesa gioiosa del suo bambino, accoglie l'invito del Signore a cooperare alla costruzione di un mondo nuovo fondato sulla giustizia e sulla pace. Madre Teresa di Calcutta nel suo prezioso discorso al ritiro del premio Nobel per la pace, disse che non ci sarà pace nel mondo fino a quando ci saranno madri che uccideranno i loro bambini nel grembo; perché se una madre è capace di uccidere il proprio bambino innocente ed indifeso, niente potrà essere di ostacolo all'omicidio, alla guerra, al terrorismo, alla violenza in nome di Dio, di una ideologia o per motivi politici e culturali. La Vergine Madre è il modello di ogni madre e di ogni donna che nel suo grembo, anche se sterile, culla la fecondità della fede ed il desiderio del dono di sé. Insieme a Maria ogni madre diventa cooperatrice di salvezza, baluardo contro ogni violenza, difesa della pace, della famiglia e della vita. Ogni madre, con Maria, diventa la torre dove si infrangono i flutti del terrore, dell'intolleranza e dell'odio. Ogni madre, con Maria, diventa garanzia, scudo, protezione contro gli assalti del male, alla vita e soprattutto alla vita nascente, perché il grembo di ogni madre è gravido di speranza, di gratitudine e di feconda carità, che il Signore stesso ha elargito con somma generosità a ciascuna.
Specchiandosi nella maternità di Maria, ogni donna e madre potrà trovare slancio, forza e coraggio nel compito assegnatole dal Signore, da portare avanti nella propria vita con gratitudine, abnegazione e magnanimità. Generare la vita, con Maria, diventa generare e donare al mondo Gesù Cristo e la sua pace. Non c'è pace senza Gesù, non c'è pace senza la sua presenza nel mondo; ce lo ricorda sempre il 'sì' di Maria a Dio, Signore della terra e del cielo, che la desiderò Madre del suo Figlio Unigenito e dell'intera umanità. 
 
Le parole di Gesù sono chiare e confortanti:
'Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi'. (Gv 14,1.27)  

venerdì 28 novembre 2014

Allarme pedofilia

Purtroppo nel mondo, ed anche nella nostra Europa, sta aumentando vertiginosamente l'interesse verso la pedofilia. Sappiamo che esistono organismi ONU che avallano la pedofilia al punto da accettare nel proprio interno organizzazioni dal chiaro profilo pedofilo. È il caso del Kinsey Institute - un istituto di ricerca su sesso, genere e riproduzione - accreditato come organo consultivo dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC). (Clicca qui per saperne di più). Tali organismi mirano a creare una cultura della pedofilia a partire dall'educazione precoce dei bambini. Anche in casa Italia purtroppo esistono politici che sono favorevoli a tale aberrante pratica ed alla sua depenalizzazione.
 
Leggo e riporto da http://www.notizieprovita.it questo scioccante articolo del dott. Antonio Brandi dal titolo: Ci vogliono far credere che l’omosessualità è “naturale”, e così anche la pedofilia.
 
Se ancora qualcuno tra i nostri lettori pensa che siamo eccessivamente allarmisti, legga con attenzione gli articoli che trova in Primo Piano (magari integrandoli con la mole veramente imponente di documenti pubblicati on line su www.notizieprovita.it): ci stiamo avviando a grandi passi verso la legalizzazione della pedofilia. Illustri professori, sociologi e psichiatri, educatori, assistenti sociali, intellettuali e politici, pubblicamente e apertamente, in consessi di prestigio internazionale (da ultimo una conferenza a Cambridge dell’estate scorsa), sostengono apertamente che la pedofilia è normale, per uomini normali. Se non c’è violenza, e con la dovuta “educazione”, per i bambini è piacevole e naturale intrattenere rapporti sessuali, anche con gli adulti.
I pedofili sono una categoria ingiustamente demonizzata. Se Richard Dawkins sostiene che una “moderata pedofilia” non dovrebbe essere giudicata severamente, l’American Psychiatric Association l’ha derubricata da malattia, a disturbo, e da disturbo a preferenza sessuale. Anzi, al termine “pedofilo” va sostituita l’espressione “adulto attratto da minore”: bisogna evitare gli stereotipi e le stigmatizzazioni sociali (!). Associazioni apertamente pedofile come NAMBLA e B4U-ACT o il partito pedofilo olandese Stitching Martijn, hanno mano libera: invano, Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’ OSMOCOP (Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia e la pedopornografia) e dell’associazione Meter, da più di 20 anni denuncia che migliaia di bambini, anche neonati, subiscono cose indescrivibili, e le loro immagini vengono pubblicate su internet per soddisfare l’eccitazione malata di orchi e affini.
Anche l’arte viene utilizzata come alibi per sdoganare la pedofilia: le sculture pedopornografiche dei fratelli Chapman sono esposte nei musei e spettacoli con scene erotiche tra adulti e bambini sono applauditi dagli intellettuali di grido che frequentano i festival Gender Bender. L’ILGA e l’Istituto Kinsey, ricevono regolarmente finanziamenti anche con denari pubblici dell’UE (quindi soldi miei e vostri), e sono accreditati tra i consulenti dell’ONU. La loro opera è stata utile a stilare i famosi “Standard per l’educazione sessuale in Europa” dell’OMS, diretti a insegnare ai bambini da 4 anni in su a masturbarsi, a toccarsi, a cambiare sesso…(qui)
Ma a chi giova, in pratica, la sessualizzazione precoce dei bambini? Per i media i pedofili sono esecrabili solo quando sono sacerdoti: in tutti gli altri casi coperture politiche e cortina di fumo mediatica impediscono che si faccia luce e si puniscano con la dovuta severità i responsabili di crimini bestiali: lo scandalo del Forteto, in Toscana, è solo un esempio( qui, qui e qui ).
Aborto, destrutturazione della famiglia, ideologia gender, omosessualismo, incesto e pedofilia, sono tra loro collegati. Occorre quindi agire in maniera organica con una battaglia a tutto campo, su tutti i fronti. Il sesso da o con i bambini è solo un altro confine repressivo da spazzare via, in nome della rivoluzione sessuale e libertaria che, contro ogni buon senso, contro la ragione e la legge naturale, si presenta con lo slogan obamiano “love is love”: basta che ci sia “l’amore”.
(Antonio Brandi)
 
Clicca qui per fermare il Kinsey Institute