La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente.....Le porte? Si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....





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martedì 2 dicembre 2014

Pregare con i monaci

I monaci dell’abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux hanno lanciato nella settimana che prepara al Santo Natale un “regalo” che desiderano condividere. Attraverso l’apposito link interno al sito Internet dell’abbazia, è ora possibile seguire in diretta gli uffici liturgici del monastero, cantati integralmente in gregoriano nella forma extraordinaria del Rito romano (Breviario monastico del 1963). Sei volte al giorno, sia attraverso l’applicazione Barroux del proprio iPhone o iPad, o ancora sul proprio computer, sarà possibile unirsi ai monaci di Le Barroux nella grande preghiera liturgica della Chiesa.
 
Gli uffici trasmessi in diretta sono i seguenti:
 
 
 
 Lodi : ore 6:00
• Prima : ore 7:45
• Sesta : ore 12:15

• Nona : ore 14:15
• Vespri : ore 17:30
• Compieta : ore 19:45

Quanti desiderassero potere disporre dei libri liturgici per seguire l’ufficio divino, li possono acquistare nella versione “diurnale monastico” o in singoli libretti per le varie Ore liturgiche del giorno attraverso il negozio online dell’abbazia.
 
Notizia e foto tratti dal blog ROMUALDICA di un amico oblato benedettino



venerdì 11 luglio 2014

Patrono da 50 anni


Quest’anno la festa di san Benedetto abate, che cade oggi, riveste un carattere di speciale solennità: ricorre infatti il 50° anniversario della proclamazione del Santo Padre Benedetto "Patrono d’Europa". Era il 24 ottobre 1964, quando Papa Paolo VI, riconsacrando la ricostruita Basilica di Montecassino, consegnava all’Abate Primate Benno Gut la Bolla di proclamazione "Pacis nuntius" (Messaggero di pace). Erano presenti all'evento tanti vescovi, tutti gli Abati Presidenti della Congregazioni monastiche, tanti altri Abati e Priori benedettini, tutto il Collegio di S. Anselmo in Roma. Alla celebrazione seguì un pranzo nel grande refettorio. Insieme con il Papa sedevano a tavola circa 400 persone, e servivano alla mensa i monaci di Montecassino.
Ecco un breve passo dell'omelia di quella storica giornata:

"la Chiesa ed il mondo, per differenti ma convergenti ragioni, hanno bisogno che San Benedetto esca dalla comunità ecclesiale e sociale, e si circondi del suo recinto di solitudine e di silenzio, e di lì ci faccia ascoltare l’incantevole accento della sua pacata ed assorta preghiera, di lì quasi ci lusinghi e ci chiami alle sue soglie claustrali, per offrirci il quadro d’un’officina del «divino servizio», d’una piccola società ideale, dove finalmente regna l’amore, l’obbedienza, l’innocenza, la libertà dalle cose e l’arte di bene usarle, la prevalenza dello spirito, la pace: in una parola, il Vangelo".. (Papa Paolo VI)


 

venerdì 10 gennaio 2014

La buona lettura













In fondo, in ogni lettura, vi è essenzialmente l’intenzione primordiale di trovare la luce, e poi di trasformare la luce in amore. Questo dura tutta la vita.
(Dom Gerard Calvet, osb)

giovedì 11 luglio 2013

Christo omnino nihil praeponant

Oggi la Santa Chiesa ricorda san Benedetto, abate patrono d'Europa (qui la biografia). E' festa per me, mio marito (è il suo onomastico da oblato) e la nostra comunità di monache Benedettine di Fossano e di Orta san Giulio. E' passato quasi un anno da quel 22 agosto, giorno in cui ci siamo consacrati come oblati. Una grazia che ci accompagna giorno per giorno. La nostra vita è scandita dalla meditazione della Parola, dalla preghiera soprattutto della Liturgia delle Ore, dallo studio e dal lavoro..........ma quanta strada c'è ancora da percorrere per essere così come la Santa Regola ci chiede, per conformarci al modello di vita che il santo Padre Benedetto si augurava per tutti i suoi monaci! Proprio stamattina meditavo su come rendere perfetta la nostra vita alla sequela di Cristo, nel rispetto della Santa Regola e come rendere la nostra casa ancor più 'monastero' nel mondo. Credo che il punto di partenza siano sempre le esortazioni di San Benedetto; egli suggella il desiderio di mettersi alla sequela di Cristo nel nascondimento e nel servizio, con due esortazioni: quella di porsi in ascolto ("Obsculta, filii")della Parola e della Regola e quella di "nulla anteporre all'amore di Cristo". San Benedetto aveva compreso quale grande tesoro si nasconda nell'obbedire ai comandi del Signore e, da grande saggio e santo qual'era, mise le sue intuizioni al servizio del prossimo, per mostrare la via per raggiungere la santità e per essere graditi al Signore. San Benedetto è un dono speciale che è stato fatto a tutta la Cristianità. Bisognerebbe riscoprirlo e meditare sui suoi insegnamenti.
 
Chi desidera approfondire la spiritualità benedettina può cliccare su questi miei post
  
 

mercoledì 22 agosto 2012

In Cielo ed in terra

Oggi è festa in Cielo ed in terra! Così ha esordito la Madre Abbadessa Anna Maria Canopi del Monastero 'Mater Ecclesiae' di Orta San Giulio (NO), durante il colloquio avuto con me e mio marito in vista del rito di oblazione avvenuto oggi alle ore 9 nella Chiesa del Monastero 'Maria Santissima Annunziata' di Fossano. Da oggi sono totalmente e per sempre consacrata al Signore attraverso le mani ed il Cuore Immacolato di Maria Regina. Da oggi sono 'monaca nel mondo', da oggi il mio nome è Maria Annunziata. Da oggi la mia vita è......quella di sempre! Sono sposa, donna, medico, figlia, sorella, amica....sono sempre io.......ma faccio parte di una grande famiglia, la 'famiglia benedettina' che aspira al Paradiso attraverso la guida del santo Padre Benedetto. Continuerò ad essere la Martina di sempre, ma con una consapevolezza in più, con una responsabilità in più e con tanti fratelli e sorelle che condividono con me lo stesso ideale di vita. Nel mio cuore il Signore vi ha impresso il suo divino sigillo. Spero di non deluderLo mai e di essere sempre così come Lui desidera che io sia! il Signore mi ha colmata di grazie e benedizioni immeritate ed al di là di ogni mia aspettativa; il dono più grande che mi ha concesso è stato un marito devoto, fedele, virtuoso che condivide con me ogni cosa, ma soprattutto il desiderio di vivere, sotto lo sguardo di Maria, la nostra vita di sposi cristiani come un dono reciproco e totale a Dio che ci ha amati e fatti incontrare. Da oggi siamo uniti ancora di più. Da oggi siamo ancor di più una cosa sola, anche e soprattutto con Dio. Mio marito per me è una grande benedizione ed oggi ne ho avuto la conferma: il suo nome di battesimo è già il nome di un santo benedettino, ma da oggi il suo nome è Benedetto! Abbiamo vissuto momenti di vero gaudio e di commozione profonda. Le nostre sorelle monache col canto ci hanno fatto assaporare il canto degli Angeli e dei Santi. Tutto è stato perfetto! DEO GRATIAS!
Nella foto mi vedete con la nostra maestra Suor Maria Renata. 

Oggi la Santa Chiesa festeggia Maria Regina del Cielo e della terra. Io ne ho scritto qui e per saperne di più andate sul blog della mia carissima amica Karin e precisamente qui dove troverete la storia di questa bellissima festa dedicata alla Madonna.      

giovedì 12 luglio 2012

Labora

la Santa Regola di san Benedetto, attinge dalla Sacra Scrittura le sue linee guida. Ogni pagina è intrisa delle Sante Parole che sono vergate nel Libro della Vita.  Egli evidenzia in queste pagine d'oro lo scopo ed il senso della vita di ogni uomo che animato da buona volontà ascolta l'anelito più profondo della sua anima: la ricerca di Dio. La Sacra Scrittura insegna che Egli si fa trovare da chi lo cerca con cuore sincero, da chi si mette nella giusta disposizione per ascoltare ogni palpito, ogni sussurro che soffia dal Cielo. Il Signore si fa trovare nel silenzio, nel nascondimento, nella pace, nella serenità, nella gioia, ma anche negli affanni e nel più grande dolore. Egli si fa trovare nella preghiera ed anche nella fatica di ogni giorno. 'Labora', dice il Padre Benedetto, 'labora' così come preghi. Come il corpo è unito all'anima così il lavoro è unito alla preghiera.
"Prega e lavora, ossia contempla e fatica. Fatica con l'anima e contempla con le mani. Muta la tua spada in vomere, traccia ogni solco come se fosse una preghiera, canta ogni versetto come se fosse un seme, e scava, scava nel profondo di ogni cosa, fino a giungere a Dio" (F.Hadjadj - La terra strada del cielo Ed. Lindau).
Il Papa Giovanni Paolo II nell'enciclica 'LABOREM EXERCENS' scrive: "Dato che il lavoro, nella sua dimensione soggettiva, è sempre un'azione personale, actus personae, ne segue che ad esso partecipa l'uomo intero, il corpo e lo spirito, indipendentemente dal fatto che sia un lavoro manuale o intellettuale" (LE,5), e San Benedetto ordina che il lavoro sia manuale ed anche intellettuale soprattutto per combattere l'ozio e le cattive inclinazioni. Il Papa ancora nella LE parla di 'spiritualità del lavoro' in completa sintonia con san Benedetto.
Il lavoro onesto dell'uomo è partecipazione alla Creazione, è opera di arricchimento e di trasformazione dell'intero universo, un servizio d'amore, di collaborazione e di generosità reso alla magnificenza di Dio. Scrive Nicola Fedorov:"Il Cristo è venuto sulla terra per chiamare ogni uomo a collaborare con Lui in pieno all'opera della salvezza del mondo e di tutti gli uomini".
Il lavoro dell'uomo si inserisce nel grande, mistico progetto di Dio non soltanto della Creazione ma anche della salvezza del mondo. Il lavoro, inoltre rende l'uomo unito a Cristo che ha sofferto e patito nella Passione per la salvezza di ogni uomo. "Sopportando la fatica del dolore in unione con Cristo crocifisso per noi, l'uomo collabora in qualche modo col Figlio di Dio alla redenzione dell'umanità"(Walther Ruspi).
Ogni nostra fatica, ogni goccia di sudore, è lavoro che acquisisce rilievo a partire dal contesto dell'umiltà e del servizio, ad imitazione di Cristo che fino all'età di trent'anni è vissuto nel nascondimento e nel silenzio fruttuosi, tra le mura sante di una piccola casa e di una falegnameria.
 qui un passo della 'Laborem Exercens'  

venerdì 6 luglio 2012

Ora

La preghiera del cristiano è accogliere il Respiro di Dio dentro la nostra anima e nella nostra vita. Nella preghiera è il Signore stesso che ci chiama a vivere e condividere un momento con Lui. Ci chiama per far si che Egli ci possa amare, per lasciarci abbracciare e farci chiamare per nome. Nella preghiera la nostra anima spande il suo profumo, si schiude, come fiore profumato, nelle Mani del Signore. Nella preghiera mostriamo il lato più bello e profondo di noi stessi, diventiamo bellissimi e luminosi agli occhi del nostro Amato, che ci ascolta con grande tenerezza di Padre e di Sposo. Nella preghiera ogni nostra paura, sgomento, difficoltà, alienazione, viene bruciata nel grande Cuore di Dio. Nella preghiera entriamo in intimità con il Mistero, siamo immersi nel Mistero della Vita e dell'Eternità. Nella preghiera il Signore ci dona le Sue Parole, ci dona il Suo Unico Figlio, come una rinnovata incarnazione che germina nel nostro grembo di figli. Nella preghiera siamo capaci di perdono. Nella preghiera siamo capaci di introspezione. Nella preghiera siamo capaci di amore. Nella preghiera acquistiamo occhi che sanno guardare, orecchi che sanno ascoltare, bocca che sa parlare. Nella preghiera acquistiamo senso, valore e dignità. Nella preghiera diventiamo figli, sposi, madri e padri autentici......
La preghiera è il respiro della nostra anima e per questo non è fatta soltanto di parole e di richieste. Essa è anche contemplazione, ringraziamento, supplica e canto.
La Chiesa prega con la 'Liturgia delle Ore' ed anche la tradizione monastica vede nell''ufficio divino' la prerogativa primaria ed essenziale della vita del monaco.
L'Ufficio Divino, con la recita dei salmi, non è un semplice adempimento del dovere, ma è 'Opus Dei', opera che proviene da Dio stesso, è Dio che canta attraverso l'uomo (dom Gérard Calvet, OSB), è realizzare il progetto dell'intera Creazione nell'uomo che segue i ritmi della natura e delle stagioni. E' opera di bellezza, poema Divino di vita e di amore. La liturgia della Chiesa è il più vasto, il più grandioso, il più vivo dei poemi. La poesia è ovunque nella Liturgia, essa ci dona un anticipo della gioia del Cielo. (dom Prosper Guéranger, OSB).
La preghiera è mistero perchè è il Signore stesso che ci parla e ci ascolta....
Anche agli 'oblati benedettini' viene richiesta la recita dell''ufficio divino', secondo possibilità, per essere uniti al proprio Monastero in ogni aspetto della vita sia contemplativa che attiva.

giovedì 5 luglio 2012

Obsculta

Obsculta, o fili..... è l'inizio del prologo della Sancta Regula di san Benedetto. Ascolta, ascolta o figlio gli insegnamenti... La Regola pone il primo accento sull'ascolto: della Parola di Dio, scritta nelle Sacre Scritture e nelle righe del Tempo, della Storia e dell'intera Creazione. La Parola del Signore è infinita, affonda le sue radici nel non-tempo, dalla creazione del mondo e si protende nel futuro eterno delle cose create. Il Signore ha parlato tante volte ed in diversi modi fuori e dentro il Tempo, ma in Gesù Cristo, Verbo incarnato ha pronunciato la Sua Parola più concreta, più percepibile più grandiosa! Ascoltare la Parola, significa leggere tra le righe e le pieghe della concretezza la Voce di Colui che ci ascolta, ci parla, ci ama e ci chiama. Ascoltare significa lasciarsi rapire, penetrare dal bagliore della Luce Divina, lasciarsi riempire, nutrire, plasmare, rinnovare, abitare. Significa stupirsi, meravigliarsi come un bambino, di fronte alle bellezze del mondo, di fronte ad un sorriso, ad un abbraccio, ad una parola di conforto, ad un elogio, ad un bacio, ad un consiglio, ad un invito, ad un regalo. Significa essere consapevoli che le nostre parole saranno ascoltate e si fonderanno con la Parola. Ascoltare è avere fiducia, è affidamento, è bisogno di vuoto, di santità, di umiltà, di contemplazione.
Scrive l'Abbadessa Anna Maria Canopi: "Non si tratta di ricorrere alla Sacra Scrittura per farsi dire la Parola quasi sia una parola magica (..) sarebbe strumentalizzarla e fraintenderla. Occorre dimorare nella Parola, respirare in essa, sostanziarsi di essa in modo da esprimerla fedelmente, darle un volto concreto: Cristo, divenuto la realtà della nostra vita. Allora con l'Apostolo, potremo dire:'Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me'.
(PRIMA PARTE QUI)

Per approfondire il tema sulla Parola andate qui dove ho già scritto più volte. Oppure qui.

QUI HO GIA' TRATTATO IL TEMA DELLA MIA OBLAZIONE BENEDETTINA

martedì 3 luglio 2012

Obsculta, ora et labora

In queste tre piccole esortazioni si può racchiudere il segreto di una vita intessuta nell'amore e nella laboriosità feconda. San Benedetto scrive la 'Sancta Regula' negli anni della maturità, preoccupandosi di donare ai suoi figli, che avevano scelto la via del nascondimento e del dono totale di sè a Dio, una guida sicura e certa, un 'recto cursu' per giungere alla 'celsitudinem perfectionis'. La Regola di san Benedetto ha come modello immediato la Regula Magistri, un testo ignoto dal quale egli attinge tutto ciò che ritiene conveniente a rendere completo e chiaro il suo pensiero. Benedetto, nel redigere la sua Regola, non ebbe l'intenzione di scrivere un'opera originale a tutti i costi, quanto di ottenere lo scopo di dar prova di una certa serietà di vita, o di aver almeno mosso i primi passi sulla via della conversione (Cap. 73,1)(Regulam autem hanc desripsimus, ut hanc observantes in monasterii aliquatenus vel honestatem morum aut initium conversationis nos demonstremus habere). Benedetto definisce la Regola minima e scritta per principianti, ma assicura che la sua messa in pratica porterà con la protezione di Dio, a conoscere le sublimi altezze della sapienza e della virtù. (Cap 73,9) (...doctrinae virtutumque culmina, Deo protegente, pervenies). Sono consigli ed insegnamenti semplici ma profondi e seri che attingono dalla ricchezza della Sacra Scrittura e dagli insegnamenti dei Padri della Chiesa e dell'intera tradizione della Santa Chiesa. La Sancta Regula, per questo motivo, è molto attuale, nonostante abbia quasi 1500 anni di storia. Sulle sue fondamenta sono sorti i Monasteri di tutta Europa ed alle sue parole hanno attinto milioni di monaci alla ricerca di Dio, nel nascondimento, nel silenzio, nell'ascolto, nella preghiera e nel lavoro. Essa ai tempi nostri risulta essere ancora faro luminoso, guida sicura per chi è alla ricerca di Dio e della via perfetta, nella vita di ogni giorno. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II ebbe a dire a proposito della Regola: 'A quel piccolo augusto libro dobbiamo rifarci, e da esso ripartire per la ricostruzione morale e religiosa che urgentemente ci sollecita, e di cui con ogni cura siamo debitori verso il mondo'.

(CONTINUA QUI)


giovedì 29 marzo 2012

Monastero Santissima Annunziata

A Fossano (CN) la prima Comunità monastica femminile di clausura, sotto la Regola Cistercense di San Bernardo, nasce nel 1125, nella campagna fossanese, in località Gerbo. Per ragioni di sicurezza e di abitabilità degli edifici, le monache lasciano il Monastero per trasferirsi a Dronero (CN) nel Monastero di Sant'Antonio. Nel 1592, con la nascita della Diocesi di Fossano e per l'interessamento del Vescovo, le monache vengono richiamate a Fossano. Viene eretto un Monastero in uno stabile dei Cavalieri di Malta e dedicato a Santa Caterina, in onore di Caterina d'Austria, sposa di Carlo Emanuele II, che si era adoperato in favore del ritorno delle monache nel Comune di Fossano. Il Monastero prospera con numerose vocazioni per circa duecento anni fino a quando, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi durante la rivoluzione francese, tutte le monache sono costrette a rientrare nelle loro famiglie. Dopo la Restaurazione del 1814, viene autorizzata la riapertura dei Monasteri, ma a Fossano le strutture preesistenti sono ormai fatiscenti, così la clarissa Luigia Cottolenghi, incoraggiata dal Vescovo Mons. Fransoni, acquista nel 1819 il Convento dei Frati Minori dell'Osservanza, situato proprio in adiacenza alla Chiesa dell'Annunziata. In questo modo le monache cistercensi e clarisse hanno la possibilità di rientrare in Monastero. Rispondono solo in sei e nel 1825 nasce la comunità monastica della Santissima Annunziata.  La prima abbadessa è Geltrude Borri. Siccome le scellerate leggi anticlericali del governo italiano, con la legge Siccardi in particolare, avevano depredato degli averi e delle rendite le comunità monastiche, il Monastero si trova senza mezzi di sussistenza e la Madre Abbadessa per assicurare tali mezzi alle proprie monache, pensa di aprire un educandato, con scuole materne, elementari, di pianoforte e di pittura. Nel 1971, per la penuria di vocazioni che impediscono l'avvicendamento delle insegnanti, e per le leggi che, richiedendo corsi di aggiornamento, avrebbero costretto le monache a lasciare la clausura, le scuole vengono definitivamente chiuse. Nel 2007 le Monache Cistercensi sono soltanto tre ed avanti con gli anni. Per interessamento del Vescovo attuale Mons. Giuseppe Cavallotto, si chiede aiuto ad altri Monasteri per scongiurarne la definitiva chiusura. Il 10 dicembre del 2007 giungono tre benedettine dall' Abbazia 'Mater Ecclesiae' dell'Isola di San Giulio in prov. di Novara. Dopo un anno il Monastero Cistercense di Fossano diventa Priorato Benedettino: l'11 dicembre 2008 l'anziana badessa Sr. Maria Gertrude, consegna le chiavi del Monastero alla badessa Sr. Annamaria dell'Abbazia 'Mater Ecclesiae' che a sua volta le dona alla nuova Madre Priora Sr. Maria Fatima (co-fondatrice dell'Abbazia dell'Isola di San Giulio). Attualmente le monache cistercensi sono tre e le benedettine sette. Il Monastero comincia a rivivere. Le monache si occupano di preparare le ostie per tutta la diocesi, svolgono attività di accoglienza con una foresteria, mentre sono in fase di progettazione attività di ricamo, di confezionamento di paramenti liturgici, di realizzazione di icone (attività che regolarmente si svolgono presso l'Abbazia di San Giulio). Inoltre la Chiesa del Monastero è il 'Centro Eucaristico diocesano', con l'esposizione del Santissimo Sacramento ogni pomeriggio, e punto di riferimento spirituale per l'intera cittadinanza. La Madre Priora è sempre pronta ad accogliere chiunque abbia bisogno di consigli e conforto spirituale e materiale. Da segnalare la nascita di una vocazione claustrale e la presenza di cinque aspiranti all'oblazione benedettina (tra cui io e mio marito)ancora in cammino di formazione. 
Il Monastero vanta, nella sua storia, la presenza di una claustrale che è avviata agli onori degli altari: la Venerabile Donna Angela Veronica Bava, nata a Fossano il 20 maggio 1591 da una delle famiglie più nobili e ricche della città. A 15 anni entra in Monastero, dove vive santamente fino al 14 aprile 1637. Dal 28 aprile 1978 le sue reliquie riposano nella Cattedrale di Fossano.       
QUI  ho parlato del Monastero 'Mater Ecclesiae' dell'Isola San Giulio in provincia di Novara.

mercoledì 9 novembre 2011

Ad un passo dal Cielo


Io e mio marito abbiamo trascorso alcuni giorni presso l'Abbazia Mater Ecclesiae di Orta San Giulio (NO). Arrivati ad Orta abbiamo preso un battello



 che, in men che non si dica, ci ha trasportati sull'isoletta di San Giulio, proprio dove sorge l'abbazia.

martedì 12 luglio 2011

Obsculta, o fili....

Vi starete chiedendo come mai questo mio interesse per san Benedetto. Ebbene, sono in cammino verso l'oblazione benedettina, con mio marito. Questo significa vivere in pienezza la vita del proprio stato, senza rinunciare a nulla,  mettendo in pratica i consigli evangelici, così come la Santa Regola ce li propone. Alla fine di un periodo di preparazione, in cui si studia e medita la Regola insieme ad una monaca che ci fa da maestra, entreremo a far parte della famiglia benedettina, legati ad un Monastero presso il quale abbiamo chiesto di essere ammessi all'oblazione. Continueremo a vivere la nostra quotidianità nella preghiera, nel lavoro, nel servizio, ma con una consapevolezza in più, cioè di appartenere ad una grande famiglia che cammina insieme verso il Cielo.
A proposito di oblazione benedettina invito a visitare un bellissimo ed interessantissimo blog
www.perfectioconversationis.wordpress.com

lunedì 11 luglio 2011

San Benedetto, abate - Patrono d'Europa

Oggi la Santa Chiesa festeggia san Benedetto, abate, patrono d'Europa. Nacque a Norcia nel 480 circa. Spinto dal desiderio di perfezione, si ritirò a Subiaco, conducendo vita eremitica. Nel 529 si trasferì a Montecassino, dove fondò il celebre monastero e scrisse la Regola. San Benedetto ebbe il merito di aver dato all'Occidente una nuova identità spirituale, culturale e sociale, dopo la caduta dell'Impero Romano. E' l'identità cristiana che ai nostri giorni si vorrebbe cancellare definitivamente. San Benedetto fu vero maestro di vita, non solo spirituale ma anche sociale. I monasteri che si ispirano alla sua Regola, ben presto, si trasformano in luoghi di grande fermento di vita. In essi si prega, si studia,  si lavora, si accoglie. Vengono poste così le basi di quella che sarà la grande Europa unita che ebbe il suo massimo splendore nel Medio Evo.
La Santa Regola si ispira alle Sacre Scritture. Essa ci indica il cammino della vita, Ci mostra come la nostra esistenza possa essere vissuta in pienezza, solo ascoltando la Parola di Dio e mettendola in pratica. San Benedetto infatti scrive: ' Christo omnino nihil praeponant, quis nos pariter ad vitam aeternam perducat '. Nulla anteporre a Cristo!  Invito a chi passa di qua, a visitare il blog che ampiamente parla di spiritualità benedettina: www.romualdica.blogspot.com