la Santa Regola di san Benedetto, attinge dalla Sacra Scrittura le sue linee guida. Ogni pagina è intrisa delle Sante Parole che sono vergate nel Libro della Vita. Egli evidenzia in queste pagine d'oro lo scopo ed il senso della vita di ogni uomo che animato da buona volontà ascolta l'anelito più profondo della sua anima: la ricerca di Dio. La Sacra Scrittura insegna che Egli si fa trovare da chi lo cerca con cuore sincero, da chi si mette nella giusta disposizione per ascoltare ogni palpito, ogni sussurro che soffia dal Cielo. Il Signore si fa trovare nel silenzio, nel nascondimento, nella pace, nella serenità, nella gioia, ma anche negli affanni e nel più grande dolore. Egli si fa trovare nella preghiera ed anche nella fatica di ogni giorno. 'Labora', dice il Padre Benedetto, 'labora' così come preghi. Come il corpo è unito all'anima così il lavoro è unito alla preghiera."Prega e lavora, ossia contempla e fatica. Fatica con l'anima e contempla con le mani. Muta la tua spada in vomere, traccia ogni solco come se fosse una preghiera, canta ogni versetto come se fosse un seme, e scava, scava nel profondo di ogni cosa, fino a giungere a Dio" (F.Hadjadj - La terra strada del cielo Ed. Lindau).
Il Papa Giovanni Paolo II nell'enciclica 'LABOREM EXERCENS' scrive: "Dato che il lavoro, nella sua dimensione soggettiva, è sempre un'azione personale, actus personae, ne segue che ad esso partecipa l'uomo intero, il corpo e lo spirito, indipendentemente dal fatto che sia un lavoro manuale o intellettuale" (LE,5), e San Benedetto ordina che il lavoro sia manuale ed anche intellettuale soprattutto per combattere l'ozio e le cattive inclinazioni. Il Papa ancora nella LE parla di 'spiritualità del lavoro' in completa sintonia con san Benedetto.
Il lavoro onesto dell'uomo è partecipazione alla Creazione, è opera di arricchimento e di trasformazione dell'intero universo, un servizio d'amore, di collaborazione e di generosità reso alla magnificenza di Dio. Scrive Nicola Fedorov:"Il Cristo è venuto sulla terra per chiamare ogni uomo a collaborare con Lui in pieno all'opera della salvezza del mondo e di tutti gli uomini".
Il lavoro dell'uomo si inserisce nel grande, mistico progetto di Dio non soltanto della Creazione ma anche della salvezza del mondo. Il lavoro, inoltre rende l'uomo unito a Cristo che ha sofferto e patito nella Passione per la salvezza di ogni uomo. "Sopportando la fatica del dolore in unione con Cristo crocifisso per noi, l'uomo collabora in qualche modo col Figlio di Dio alla redenzione dell'umanità"(Walther Ruspi).
Ogni nostra fatica, ogni goccia di sudore, è lavoro che acquisisce rilievo a partire dal contesto dell'umiltà e del servizio, ad imitazione di Cristo che fino all'età di trent'anni è vissuto nel nascondimento e nel silenzio fruttuosi, tra le mura sante di una piccola casa e di una falegnameria.
qui un passo della 'Laborem Exercens'