La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




mercoledì 10 settembre 2014

Perchè vivere? /2


Perché vivere? Una meditazione sulla vita non si può certo esaurire con un solo post (la prima puntata qui)  e credo che non ci riuscirò comunque, neanche con questo o con altri eventualmente a seguire. Mi preme ancora ribadire ed ampliare un concetto per me fondamentale e cioè quello della contemplazione. Plinio Correa de Oliveira diceva che l'essere umano ha un compito basilare, indispensabile, primario: fare della sua vita un atto di contemplazione. Ma contemplare chi, che cosa? L'essere umano nasce, vive e muore avvolto in un mistero. Ma perché nasce, vive e muore? Non certo solo per se stesso, o solo per gli altri, vivrebbe una dimensione sterile e carente alla quale manca l'essenziale, capace di dare risposte concrete nel momento in cui si cercano. Ed il momento delle domande, nella vita arriva sempre, inevitabile, inesorabile, puntuale. Finchè va tutto bene, l'uomo non si pone domande, troppo impegnato a desiderare ancora di più, in una vita ferma ad una sola tappa, quella dell'infanzia, sempre vissuta nel bisogno di avere e possedere, proprio come i bambini, affamati di affermazione e bisogni. Nel momento in cui la vita, col suo carico oneroso, si presenterà con tutta la sua tragica realtà, egli comincerà a guardare aldilà dei propri bisogni materiali, che non lo soddisfano più. A questo punto l'essere umano è ad un bivio: scegliere tra la vita e la morte.
 
Tra la contemplazione e la bestialità. Potrà continuare a vivere la sua vita da eterno bambino, nella più crudele indifferenza, tra il tormento e la disperazione o nella più totale anestesia dei sentimenti, oppure dovrà alzare gli occhi al Cielo, sopra ed oltre se stesso.
Cosa dovrà contemplare se non il segreto della sua esistenza racchiusa nel segreto dell'eternità, nel cuore di Dio? Perché solo con la scelta di Dio l'essere umano e la sua esistenza diventano parte integrante del progetto divino di creazione e redenzione. Certamente, anche gli atei, gli indifferenti, i bestemmiatori, i peccatori incalliti, i tiepidi, sono creature pensate e amate da Dio, anche per loro Nostro Signore Gesù Cristo si è immolato sulla croce, anche per loro ha sparso il suo sangue, anche a loro ha donato Sua Madre, la Vergine Maria; ma il Suo Santo Sacrificio, fino a quando tali esseri umani non alzeranno lo sguardo, non sarà per loro fonte di comunione né di salvezza. Guardare sempre in alto, per non strisciare troppo sul ventre, ci eleva, ci sublima, in una maniera talmente omnicomprensiva che ogni cosa, ogni nostro gesto, anche il più piccolo ed apparentemente banale, diventa comunione e segno di appartenenza al Signore. Riguardo a questo San Paolo scrive: ' Dio ci ha destinati all'acquisto della salvezza per mezzo del Signor Nostro Gesù Cristo, perché sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.' (1 Ts 5, 9-10).
La nostra dimensione umana non si esaurisce con i nostri bisogni materiali, ma questi hanno un senso ed un fine solo se rapportati a Cristo e vissuti con Cristo, in Cristo e per Cristo. Ecco il significato della contemplazione fatta di azione e di preghiera, di corpo e anima che insieme si lasciano illuminare dalla dimensione celeste per rendere gloria a Dio. La contemplazione quotidiana ci riporta all'essenziale, all'ordine, ad una scala delle priorità e nel contempo edifica in noi e intorno a noi la Città di Dio.     

4 commenti:

  1. Creo que has hecho la pregunta del millón y me cuesta entenderlo. Como ya es muy tarde, volveré a pasarme por aquí mañana para leerlo con más tranquilidad. Un abrazo!

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  2. ELIGELAVIDA, c'è anche la prima puntata e quindi hai bisogno di un po' di tempo. Grazie!
    Un abbraccio

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  3. Una gran pregunta para un inmenso tema.

    Tu reflexión me parece brillante y, desde luego, invita a meditar largamente.

    Un excelente escrito, Martina.

    Un beso grande

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  4. AMALIA, la respuesta puede darla sólo Dios......
    Un abrazo

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