La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....



domenica 27 maggio 2012

Veni, Creator Spiritus

Erroneamente a quanto comunemente si pensi, la Terza Persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo, riempie di Sè l'intera Sacra Scrittura. E' presente sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Fin dalla Genesi ne percepiamo la potente presenza aleggiare sulle acque, infondere la vita alla natura, il movimento ai pianeti, la luce alle stelle, accendere la fiamma dell'esistenza in Adamo ed Eva. Egli è presente sul monte Sinai, è il fuoco che scrive le tavole della Legge Sacra, è la nube che guida il popolo dell'alleanza verso la Nuova Terra. E' l'acqua che lo disseta nel duro cammino attraverso il deserto. E' l'ispiratore dei profeti, dei salmisti. Lo contempliamo nella vita della Vergine Maria, nel suo 'sì' al concepimento verginale del Figlio. Lo contempliamo nell'amore di Gesù  per i malati, per i bisognosi, per i peccatori, nella sua forza guaritrice, nel suo coraggio durante la Passione, nel dirompente mistero della sua risurrezione. Lo troviamo negli apostoli, nella Chiesa nascente, nel coraggio della testimonianza e del martirio. Lo Spirito Santo è vivo, presente e vivificante nella storia di tutta l'umanità. Della terra ne è il calore, la luce, la vigoria; dell'uomo nè è il soffio vitale, l'amore, la gioia, la pace, la benevolenza, la magnanimità, la bontà, la mitezza. E' il nostro alito, la nostra essenza più vera, la vita di ogni fibra del nostro corpo. E' l'ispiratore di ogni sentimento più nobile e buono del nostro cuore, dei poeti, dei pittori, degli artisti e di ogni uomo di buona volontà. Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa, Una, Santa, Cattolica ed Apostolica ne 'ispira, garantisce e convalida la fedele trasmissione' della Rivelazione di Dio, nella predicazione e negli scritti apostolici(ENCICLICA DOMINUM ET VIVIFICANTEM di Giovanni Paolo II); dona alla Chiesa stessa il compito di 'guidare alla verità tutta intera', di svelare in modo chiaro il 'mysterium Christi'

venerdì 25 maggio 2012

La voce della madre

Cuando canta, la madre ayuda el niño, para quien , desde su nacimiento en el mundo exterior, todo es nuevo y puede tener miedo. El niño reconoce en la canción la voz de la madre, su presencia, su gesto....y en la intimidad del momento se crea un espacio de profundos símbolos ancestrales donde la música y la palabra son vínculo de pura emoción y autenticidad. De esta manera  se establece el primero diálogo, el primer cuento, la primera enseñanza de unas tradiciones, vivencias y culturas que se convertirán con el tiempo en parte esencial de una memoria colectiva.  (Montserrat Figueras).  

TRADUZIONE IN ITALIANO

Quando canta, la madre aiuta il bambino, per il quale, dal momento della venuta al mondo, tutto è nuovo, e può avere paura. Il bambino riconosce, nella canzone, la voce della madre, la sua presenza, il suo gesto....E nell'intimità del momento si crea uno spazio di profondi simboli ancestrali, dove la musica e la parola sono un vincolo di pura emozione e autenticità. In quesa maniera si stabilisce il primo dialogo, il primo racconto, il primo insegnamento di tradizioni, di vissuto e di culture che diventeranno, col tempo, parte essenziale di una memoria collettiva.

giovedì 24 maggio 2012

Il vero Paradiso Terrestre

La Vergine Maria è il vero paradiso terrestre del nuovo Adamo, di cui l'antico paradiso terrestre era semplicemente una figura. In questo nuovo paradiso terrestre vi sono ricchezze, bellezze, meraviglie e dolcezze inesplicabili, operate dal nuovo Adamo Gesù Cristo. Questi vi prese le sue compiacenze per nove mesi. Questo luogo santissimo si compone tutto di terra vergine e immacolata. (...) In questo paradiso terrestre si trova il vero albero della vita che portò Gesù Cristo, il frutto di vita; l'albero della conoscenza del bene e del male, che diede la luce al mondo. Vi sono in questo luogo divino alberi piantati dalla mano di Dio e irrigati dalla sua unzione divina, che han portato e portano ogni giono frutti dal sapore celeste. Vi sono aiuole smaltate di splendidi e svariati fiori di virtù, che profumano l'aria sì da inebriare persino gli angeli. Vi sono verdi prati di speranza, torri inespugnabili di fortezza, ville incantevoli di fiducia, ecc. Solamente lo Spirito Santo può far conoscere la verità nascosta sotto queste figure di cose materiali. In questo luogo si respira l'aria sana della purezza; regna il bel giorno senza notte dell'umanità santa; splende il bel sole, senza ombre, della divinità; arde l'inestinguibile fornace della carità, dove il ferro s'infoca e si trasforma in oro; scorre il fiume dell'umiltà che nascendo da terra si divide in quattro rami - le quattro virtù cardinali - e irriga tutto questo luogo incantato.

SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT - TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA (PUNTO 261)

mercoledì 23 maggio 2012

Strage di Capaci

Vent'anni fa sull'autostrada A29, svincolo di Capaci, nei pressi di  Palermo, perdevano la vita, in un vile attentato mafioso il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La storia dell'Italia è insanguinata dalla viltà di uomini come Totò Riina e Giovanni Brusca, ma è resa gloriosa dal coraggio e dal valore di uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (amico di Falcone e magistrato anche lui che un mese dopo subirà la stessa sorte). Hanno lottato contro la mafia e l'illegalità, da veri uomini, con coraggio...........
Non bastano le commemorazioni di questi giorni perchè lo Stato si metta a posto con la coscienza, se mai ne avesse una!

L'attentato e la morte dei due magistrati (e di tutti gli uccisi di mafia) sono indice del fallimento dello Stato e delle sue istituzioni, della sua incapacità e del suo degrado!

Allo Stato la vergogna, agli eroi la gloria!!!!



'La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni'. (Giovanni Falcone)

 Forze migliori delle istituzioni, dove siete??????????

martedì 22 maggio 2012

O musicale Dio


Tu che i silenzi popoli di note,
o musicale Dio, fammi conforme
alle tue stelle immemori e remote.....

(Polifonia Sacra - Idilio Dell'Era)

lunedì 21 maggio 2012

Il cuore è con lui

Il 21 maggio 1989 il mio mondo si è fermato! Ero ancora una giovane ragazza universitaria, raggiante d'amore e di vita! Emidio, il papà di mio marito (allora fidanzato) ci aveva lasciati all'improvviso. Ho negli occhi ancora il ricordo dell'ultima volta che ci eravamo incontrati: ci salutava sorridente, al porto, mentre prendevamo il traghetto che da casa ci avrebbe trasportati a Messina, città dove studiavamo. Durante il tragitto avevamo parlato del più e del meno ed anche pregato. Poi mi aveva baciato la mano! Quando ripenso a quel gesto il mio cuore si riempie di gioia e di commozione. Mi amava come una figlia, lo amavo come un padre. La sua morte molto prematura, aveva solo 48 anni, ha lasciato 4 figli ed una giovane sposa. Il dolore, lo sconforto ci hanno trapassato l'anima. Tutti avevamo bisogno della sua figura, della sua tenerezza di padre, del suo sostegno. Ci ha lasciato la sua grande fede, l'amore a Maria, che amava di amore incondizionato. Le sue opere edili pubbliche e private (è stato un grande e bravo geometra, proprietario di un'impresa) ci parlano di lui, della sua bravura, della sua serietà, del suo rigore, della sua generosità, della sua grandissima onestà. Amava la vita, amava farci ridere, amava stare con la sua famiglia. Amava ed era amato da tutti. Ringrazio il Signore per avermelo donato; mi dispiace non aver potuto trascorrere con lui tanto tempo, ma lo ritrovo in mio marito che gli somiglia moltissimo, nel suo sorriso, nelle sue battute di spirito, nella sua personalità multiforme e poliedrica, nella sua intelligenza, nelle sue grandi capacità organizzative, nei suoi gesti, ma soprattutto nella sua fede e nel suo amore a Maria, che ha potuto apprendere dal papà nelle lunghe passeggiate fatte insieme o nei pomeriggi trascorsi con lui sul cantiere. Ciao papà, arrivederci in Cielo! 

I terremoti italiani

Il terremoto è un evento naturale che devasta non solo il territorio, ma soprattutto l'equilibrio sociale di intere comunità, nonchè gli animi di chi viene a contatto, in un modo o in un altro, con questa dura realtà. Nella nostra lingua, giustamente, attribuiamo al termine 'terremoto' un significato più ampio del solo fatto tellurico. La società italiana (ma anche europea e mondiale) di 'terremoti' ne subisce quotidianamente. Fatti di cronaca, di sangue, di odio sociale e religioso, di crisi economica. Anche questi sono veri terremoti che devastano le coscienze e l'anima! E che dire dei 'terremoti legislativi' con i quali i nostri politici vogliono destabilizzare ogni ordine sociale e naturale! Esistono vari modi per distruggere un'identità, un popolo, un credo religioso, un ordine stabilito da secoli; forse, il tempo necessario per farlo sarà molto più lungo rispetto ad un movimento tellurico che, in una manciata di secondi, seppellisce sotto le macerie, persone, ricordi, affetti, legami, vite concrete....ma gli effetti sono i medesimi: devastanti! Che il Signore abbia pietà di tutti e di ciascuno.    



domenica 20 maggio 2012

L' Assente, Presenza Universale

Cristo è asceso al Cielo, nell'abbraccio amoroso ed eterno del Padre, nel fuoco di silenzio e di pace dell'Eterno Spirito. Nulla lo ha mai separato e nulla lo separerà. Egli dal grembo Immacolato di Maria si specchia nella limpida memoria del creato, che arde dal desiderio della redenzione e dell'antico splendore. Dal grembo, dal sentore di terra dolce ed ubertosa, della Sua Santa Madre, ama la terra piena di canti, di voci, di desideri, di pianti e di dolori. La Sua è già Presenza dall'Eternità, Presenza che feconda la terra tutta di nuovo vigore, la pasce, la fa germogliare di nuovi frutti..... Nel grembo vive la Vita Trinitaria in modo misterioso e tenero, sa di dolcezza, di amore, di comprensione, di tenerezza, di accoglienza. Ora torna nella Sua Divina Patria, mai lasciata. Ora è l'Assente, ma anche il Presente, il Divino Viandante che ci accompagna...

Questi versi del grande poeta don Martino Ceccuzzi (in arte Idilio Dell'Era)ci regalano una visione chiara della presenza di Cristo in mezzo a noi.

"Ma tu passavi forestiero,
sedevi all'ombra dei poveri
sulle porte logore di vento.
Eri il demente pallido,
il carcerato, il ferito,
eri l'ombra trafitta sul guanciale.
Nel bianco sepolcrale io vidi
fiorire le tue mani.
Doleva ai vecchi la memoria
di età defunte,
chiare d'aurora i pargoli
avevano i tuoi occhi:
gelose di silenzi,
allo spigar delle stelle,
le tue chiese.
Eri brezza soave, eri l'Amore".
(Polifonia Sacra)


      

venerdì 18 maggio 2012

Luigi Calabresi, il commissario santo


Proprio ieri ricorreva il 40 anniversario dell'assassinio del commissario di Polizia Luigi Calabresi. Una breve vita spesa al servizio del prossimo in assoluta fedeltà ai principi evangelici. Luigi, durante gli studi universitari entra a far parte di Oasi, un movimento cattolico fondato da P. Virginio Rotondi, il cui scopo è di vivere una vita intensamente cristiana, consacrandosi a Gesù e Maria. Anche Luigi reciterà la preghiera di consacrazione alla quale resterà fedele per tutta la sua vita: "O Gesù, Re divino Salvatore del mondo, io ti rendo grazie per avermi scelto e chiamato a offrire a Te, per le mani di Maria Immacolata, tutta la mia giovinezza. Assumo l’impegno di conservare in essa immacolato il mio candore e di questo faccio voto oggi. Voglio meditare, visitarti e nutrirmi di Te ogni giorno. Voglio onorare Maria, tua e mia Madre con il Rosario quotidiano. Metto a servizio della Chiesa il mio tempo e le mie energie. Accetta in odore soavità questo mio olocausto e dammi la grazia di saper affrontare anche la morte per rimanere fedele a Te, o Re divino, Gesù Salvatore del mondo". Dopo la laurea in giurisprudenza entra in Polizia. Nel 1969 sposa Gemma, da questa unione felice e brevissima, nascono tre figli, l'ultimo dei quali dopo la sua morte. Ci troviamo a Milano. Il clima in cui Luigi lavora è rovente, duro, avvelenato dalle ideologie sessantottine, comuniste ed anarchiche. E' il tempo del terrorismo, del sangue, del piombo, della violenza 'nera', ma anche 'rossa', delle Brigate Rosse, delle stragi, della sinistra extraparlamentare 'Lotta Continua', della strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969). Nelle indagini di questa strage viene arrestato l'anarchico G. Pinelli, sospettato di avervi partecipato. Pinelli muore cadendo dal balcone del commissariato di Milano; la sua morte venne accertata come accidentale qualche anno dopo. Ma da quel momento inizia la campagna di odio, di aggressione e diffamazione a mezzo stampa (L'Avanti, l'Unità, Vie Nuove, l'Espresso, Lotta Continua) contro il commissario Calabresi ritenuto l'autore dell'omicidio di Pinelli. Dice G. Pansa in un'intervista a Libero: "Nel frattempo, il commissario e la sua famiglia venivano inchiodati a una via crucis orrenda. Manifesti su tutti i muri di Milano e di molte città italiane gridavano: Calabresi wanted, ricercato, con l'indicazione della somma da saldare a chi l'avesse catturato. Promesse di morte urlate nei cortei: Calabresi sarai suicidato! Insulti carogna: il commissario Finestra, il commissario Cavalcioni. Vignette bestiali: Calabresi insegna alla figlia piccola come tagliare la testa alla bambola anarchica con una ghigliottina giocattolo. E poi una bufera di lettere anonime, spedite all'indirizzo di casa. Telefonate orrende".
Sperimenta amarezza e solitudine, ma dice: "Se non fossi cristiano, non so come resistere", ma confida anche: "Ho trovato risorse morali di cui ignoravo l’esistenza". Come ha imparato da Gesù, esclude sempre l’odio, anzi coltiva la carità, anche per chi l’offende, pregando Dio di saper vivere il Vangelo sino alle ultime conseguenze. A un amico dice: "L’importante è il poter dire di aver sempre fatto il proprio dovere, tutto intero". Trova energie nella fede, nella preghiera quotidiana, nel suo intenso rapporto con Gesù.
Il culmine dell'infamante macchina accusatoria e di fango che si era riversata sul commissario fu la pubblicazione da parte de l'Espresso di una lettera, a partire dal 13 giugno 1971: 800 firme di esponenti del mondo della cultura, dell'arte, dello spettacolo, filosofi, registi, scienziati, editori, storici, architetti, pittori, scrittori, politici, sindacalisti e un buon numero di giornalisti, tutti convinti che il commissario Luigi Calabresi fosse un assassino e, come tale, passibile di punizione. I nomi di questi personaggi, che con la firma annunciavano l'adesione alla lotta armata, sono noti a tutti: Umberto Eco, Tinto Brass, Cesare Zavattini, Carlo Gregoretti, Enzo Paci, Giulio A. Maccacaro, Giulio Carlo Argan, Salvatore Samperi, Pasquale Squitieri, Natalia Ginzburg, Tullio De Mauro, Paolo Portoghesi, Lucio Colletti, Paolo Mieli, Sergio Saviane, Serena Rossetti, Nelo Risi, Giovanni Raboni (professori universitari, registi cinematografici, filosofi, storici, futuri ministri, poeti, scrittori, giornalisti). Gente che ricopriva una posizione centrale nel mondo in cui si formano le 'coscienze' di un popolo. La lista continua: i filosofi Norberto Bobbio, Lucio Colletti e Lucio Villari; i registi cinematografici Federico Fellini, Mario Soldati, Cesare Zavattini, Luigi Comencini, Liliana Cavani, Giuliano Montaldo, Bernardo Bertolucci, Carlo Lizzani, Paolo e Vittorio Taviani, Gillo Pontecorvo, Marco Bellocchio, Salvatore Samperi, Ugo Gregoretti, Nanni Loy; i poeti Pier Paolo Pasolini, Giovanni Raboni e Giovanni Giudici; i pittori Renato Guttuso, Andrea Cascella, Ernesto Treccani; gli editori Vito Laterza, Giulio Einaudi, Inge Feltrinelli; i critici Giulio Carlo Argan, Gillo Dorfles, Morando Morandini, Fernanda Pivano; la scienziata Margherita Hack; gli architetti Gae Aulenti, Gio Pomodoro, Paolo Portoghesi; gli scrittori Alberto Moravia, Umberto Eco, Domenico Porzio, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Alberto Bevilacqua, Franco Fortini, Natalino Sapegno, Primo Levi, Lalla Romano; i politici Umberto Terracini, Massimo Teodori, Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta; i sindacalisti Giorgio Benvenuto e Pierre Carniti; i giornalisti Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Furio Colombo, Giuseppe Turani, Carlo Rossella, Camilla Cederna, Tiziano Terzani. Si potrebbe continuare, ma bastano solo questi a farci capire come l'intero entourage culturale ed artistico italiano fosse schierato a sinistra ed in maniera estrema.  'Per anni su quasi tutti i giornali italiani si denunciò, giustamente, la violenza “nera” (che, sia chiaro, c’era) ma si nascose l’esistenza di una violenza “rossa”. Ecco che cosa scrisse Giorgio Bocca su “Il Giorno” il 23 febbraio 1975: «A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto, di favola per bambini scemi o insonnoliti; e quando i magistrati e gli ufficiali dei carabinieri e i prefetti ricominciano a narrarla, mi viene come un’ondata di tenerezza, perché la favola è vecchia, sgangherata, puerile...». Mentre Bocca scriveva quel pezzo, le Brigate Rosse avevano già ucciso tre persone (i missini Mazzola e Giralucci a Padova e il maresciallo dei carabinieri Maritano a Robbiano di Mediglia), rapito un giudice (Mario Sossi) e organizzato l’evasione di Renato Curcio dal carcere di Casale Monferrato' .(Michele Brambilla - Il Timone nr 43, anno VII, Maggio 2005). In questo clima di violento odio il 17 maggio 1972 il commissario Luigi Calabresi viene colpito a morte, alle spalle, davanti la sua abitazione, mentre si avvicina all'auto per andare in ufficio. Sofri, Bompressi, Pietrostefani, Marino, sono i nomi legati a quell'omicidio. Gli '800' armarono, dal punto di vista morale, la loro mano. Il commissario, servitore della legalità, uomo, sposo, padre esemplare, ottimo cristiano, lascia Gemma la sua giovane moglie, sposata da neanche tre anni, i figlioletti Mario, Paolo e Luigi che nascerà qualche mese dopo la sua morte. Il commissario ha soltanto 35 anni
Una commovente ed edificante intervista alla signora Gemma Calabresi la si può leggere QUI.

giovedì 17 maggio 2012

Montserrat Figueras (1942-2011)


Ho saputo solo in questi giorni che la soprano spagnola Montserrat Figueras è morta nella sua casa di Bellaterra il 23 novembre dell'anno scorso. La notizia mi ha dato tanta tristezza che ancora non riesco a smaltire. Sono davvero dispiaciuta! Donna che ho ammirato per la bellezza, la femminilità, la grazia, l'intelligenza, l'eccletticità, la bravura, il talento, la voce sopranile pura, ricca di passione e di affetti. Insieme al marito Jordi Savall, musicista e compositore, ha fondato l'Ensemble Hespèrion XX La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations per riproporre musiche di popoli e tempi ormai lontani, cadute nell'oblio dei secoli.  Il suo repertorio vastissimo, vanta opere di tutto lo spettro del patrimonio musicale di origini occitane, iberiche e italiane, compreso un lavoro operistico di prima grandezza con interpretazioni magistralmente riuscite di partiture recuperate e poco rappresentate, un immenso repertorio vocale medievale, rinascimentale e barocco.  
E' nata a Barcellona il 15 marzo 1942, ha avuto due figli Arianna e Ferran entrambi musicisti e cantanti. 
In una intervista ha detto: "Da sempre la musica mi riempie di pienezza. Mi sono formata prestando attenzione alle mie radici e a quelle della cultura europea. (....)...ho in me, in ogni istante, la certezza che le musiche del passato continuano ad essere uniche ed inseparabili".
"Cantiamo con tutto il nostro essere; il caleidoscopio di ciò che abbiamo vissuto e di ciò che conosciamo ci dà la dimensione artistica. La voce evolve, naturalmente, in accordo col nostro fisico. Ho cercato di preservare una certa trasparenza, fragilità, flessibilità e semplicità, con l'obiettivo di produrre un discorso poetico vicino a quella filosofia che ci dice che ogni tappeto persiano deve avere un difetto, perchè solo Dio è perfetto e sarebbe bestemmia imitarlo".

QUI  canta la 'Ninna Nanna di Natale' di Arvo Pärt

  

mercoledì 16 maggio 2012

Maria, la via perfetta

"Questa forma di devozione alla Vergine è una via perfetta per incontrare e unirsi a Gesù Cristo, perchè la divina Maria è la più perfetta e la più santa fra le più semplici creature, e Gesù Cristo, venuto in mezzo a noi in modo perfetto, non prese altra via per questo suo grande e meraviglioso viaggio. L'Altissimo, l'Incomprensibile, l'Inaccessibile, Colui che è, volle venire a noi piccoli vermi di fango, che siamo nulla. (...). L'Altissimo è disceso sino a noi in maniera perfetta e divina per mezzo dell'umile Maria, senza nulla perdere della sua divinità e santità; così per mezzo di Maria gli umilissimi devono risalire in modo perfetto e divino verso l'Altissimo, senza nulla temere. L'Incomprensibile si è lasciato comprendere e contenere in modo perfetto dall'umile Maria, senza nulla perdere della sua immensità. Similmente noi dobbiamo dobbiamo lasciarci contenere e guidare perfettamente senza riserva alcuna dall'umile Maria. L'Inaccessibile si è accostato, si è unito strettamente, perfettamente, anzi personalmente alla nostra umanità, per mezzo di Maria senza nulla perdere della sua divina Maestà. Per mezzo di Maria dobbiamo noi pure accostarci a Dio e unirci perfettamente alla sua Maestà senza timore d'essere respinti. Infine, Colui che è volle venire in mezzo a ciò che non è, perchè ciò che non è diventi Dio o Colui che è. Questo egli ha fatto in modo perfetto dandosi e sottomettendosi interamente all'umile Vergine Maria, senza cessare d'essere nel tempo Colui che è da tutta l'eternità. Così, pur ricononscendo il nostro nulla, noi possiamo divenire simili a Dio con la grazia e la gloria, per mezzo di Maria, offrendoci a lei in modo così perfetto e totale da non essere più niente in noi stessi ma tutto in lei, senza timore di ingannarci".

(  SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT  'TRATTATO DELLA VERA DEVOZIONE A MARIA'   PARTE 3,  PUNTO 157)

martedì 15 maggio 2012

L' albero degli amici

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici
per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino.
Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro.
Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi.
Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici.
Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma,che ci mostrano cosa è la vita.
Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi.
Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene.
Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore.
Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato.
Egli da luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi.
Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro.
Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra.
Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni.
Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria.
Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino.
Ti auguro, foglia del mio albero, pace, amore, fortuna e prosperità.
Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica.
Sempre lascia un poco di sè e prende un poco di noi.
Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente.
Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.

Paul Montes Missionario latino-americano