La mia Terra di Mezzo

Tra un fonendo ed una tazza, scorre la mia Terra di Mezzo, il mio presente, sospeso tra il passato ed il futuro, il creato e l'increato, il finito e l'infinito, l'azione e la preghiera, il bene e l'anelito di santità, le luci e le ombre, il dire e il fare, la gioia e il dolore, le parole e il silenzio, il visibile e l'invisibile, il donare e il ricevere, il familiare e l'estraneo, i profumi, i colori, i sapori della natura. Amo le porte, si possono aprire, spalancare sul mondo, ma si possono anche chiudere, per custodire preziosi silenzi e recondite preghiere....




lunedì 24 giugno 2013

Robert Spaemann e la legge naturale

Robert Spaemann, uno dei massimi filosofi cattolici del nostro tempo, Professore emerito di Filosofia all'Università di Monaco di Baviera, amico personale di Papa Benedetto XVI, nato a Berlino il 5 maggio 1927 è un pensatore conosciuto ed apprezzato anche in Italia. Molte le traduzioni di sue opere nella nostra lingua apparse negli ultimi vent’anni. Il capolavoro di Robert Spaemann e l'opera a cui egli si sente più legato resta "Fini naturali. Storia e riscoperta del pensiero teleologico" (Ares, 2013).
 
Sarebbe bene, per capire i tempi in cui siamo immersi, dal punto di vista antropologico e sociale, dedicare un po' di tempo al pensiero di questo grande filosofo. La sua tesi di fondo, espressa soprattutto in questo libro è che, nel momento in cui l'essere umano smarrisce il senso più profondo di concetti come quelli di natura, vita, normalità, trascendenza, così come accade nell’attuale civilizzazione tecno-scientifica, egli va incontro ad una tenebrosa tendenza che C.S. Lewis aveva definito come  “abolizione dell’uomo”.
 
Il "diritto naturale" è una grande eredità che la nostra civiltà ha ricevuto dal pensiero greco, raccolto e naturalmente arricchito dal pensiero cristiano, ma che la modernità sta rigettando da troppo tempo ormai; secondo Spaemann sarà il ritorno ad esso che potrà farci uscire dalla melma di una modernità che ha perduto ogni orientamento sociale, storico e metafisico, evitando così l'autodistruzione, cioè l'abolizione dell'uomo. Inoltre, la riaffermazione della “legge naturale” diventa l'unica via percorribile, in un mondo che ha rinnegato la trascendenza e la teologia, per far fronte a quella “emergenza antropologica” nella quale oggi sembra divenuto impossibile far emergere ogni possibilità oggettiva di giudizio morale ed estetico, percepibile come necessario per il riscatto dal peccato e la rinascita della società ad immagine e somiglianza di Dio. Solamente in questo modo potrà essere fermato il nefasto processo di autodistruzione che l'essere umano ha già messo in atto e che porterà ad estreme ed inevitabili conseguenze.  Per saperne di più vai su  lanuovabussolaquotidiana.it

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3 commenti:

  1. Es que hay un supuesto en gran parte del pensamiento moderno que aún está por demostrar, a saber, que hay que entender el mundo "etsi Deus non daretur".

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  2. Un gran filósofo.

    Precisamente, hace pocos días estuve leyendo una entrevista con él y sus palabras me parecieron muy interesantes.

    Un beso grande,Martina.

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  3. RAFAEL, è proprio questa espressione 'etsi Deus non daretur' che serve ad affermare che la legge naturale è valida di per sé, però il 'vivere come se Dio non ci fosse' ha portato l'essere umano sull'orlo dell'abisso ed il Santo Padre Benedetto XVI ha lanciato la sfida di vivere capovolgendo questo assioma e cioè 'veluti si Deus daretur'....non sarebbe molto meglio???????
    Un abbraccio

    AMALIA, il suo pensiero merita davvero di essere conosciuto. Mi fa piacere che hai gradito la sua intervista. Un abbraccio

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